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	<title>Lidia Riviello &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Il sogno politico di un’azione poetica: su &#8220;Sonnologie&#8221;</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/11/17/sogno-politico-unazione-poetica-sonnologie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 06:09:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Garrapa]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Riviello]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Sonnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[di Gianluca Garrapa (Se ti pare di scorgere una qualche opacità nella lettura delle poesie di Sonnologie, tale difficoltà di intendere immediatamente le immagini di questa scrittura, è da ascriversi al soggetto-cittadino stesso che ne ritrae in scrittura-contro-politica l’operazione politica della dissocietà del mediale quando cerca di colonizzare l’inconscio con savoir faire subliminale.) Sonnologie è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Gianluca Garrapa</strong></p>
<p>(Se ti pare di scorgere una qualche opacità nella lettura delle poesie di <em>Sonnologie</em>, tale difficoltà di intendere immediatamente le immagini di questa scrittura, è da ascriversi al soggetto-cittadino stesso che ne ritrae in scrittura-contro-politica l’operazione politica della dissocietà del mediale quando cerca di colonizzare l’inconscio con savoir faire subliminale.)</p>
<p><em>Sonnologie</em> è l’ultima raccolta poetica di Lidia Riviello, postfazione di Emanuele Zinato, edita del 2016 per Zona contemporanea.</p>
<p><em>Sonnologie</em>, i cui versi qui compaiono in corsivo, procede con un andamento onirico e racconta il plagio globale e l’asservimento mentale dell’individuo comune alla violenza subliminale del sistema socio-politico. La scrittura è un vero e proprio esercizio mentale che pare dire: vedi? È questa la lingua dei sogni indotti dal capitalismo che respiri.<span id="more-70887"></span></p>
<p>Non è forse un continuo sogno, o forse incubo, a occhi aperti, quello che ci troviamo costretti a vivere giorno per giorno? Sogniamo per voi! <em>l’addestramento al sonno / un’attività che può dirsi </em>del momento <em>// </em><em>ma nel bosco si fa fatica a convincere tutti / dell’infondatezza di un qualsiasi prodotto / pensato per il suo tramonto.</em></p>
<p>E come è importante ‘del momento’, una poesia che rinunci all’universale, al lirismo nostalgico, o alla profezia che non sia l’avverarsi del presente nel futuro. Una poesia politica da rintracciare nel momento, che non è nemmeno situazione, o situazionismo, ma lo supera. È il momento adesso di risvegliare coscienze. Perché forse l’istituto vuol riproporci memorie sfalsate e impedirci i giusti ricordi. Ricordiamo per voi!<em> Un’indeterminata genìa di ricordi pone così un problema / di arredamento forzato della mente.</em></p>
<p>Eppure il passato torna in qualche maniera nella manipolazione dei sintagmi e delle parole: una certa insofferenza petrarchesca, <em>nello sguardo torna a splendere / il canzoniere di petrarca, </em>la banalità del male di Hannah Arendt torna:<em> il soggetto e l’oggetto resistono alla banalità del mare, </em>e guarda caso, a privilegiare la dimensione geometrica del sogno torna un richiamo al Quattrocento:<em> andrea mantegna non viene esposto / per un equivoco fra prospettiva e / orizzonte di attesa. </em>Nomi che tornano a contornare il vuoto però e per un equivoco, come la musica dei grandi classici a pubblicizzare l’effimero del consumo.</p>
<p>La processione delle immagini: i farmaci sono immagini, le televisioni sono immagini, il sogno è un’immagine, ma di altra natura, espansione biologica della saggezza primigenia:<em> nessuna produzione li riguarda, / le immagini vivono di continuo, oggetti da regalo,/ sospese nel dossier del tempo libero: </em>e si progetta, gettando alla mercé della merce, ogni possibile buco. Ogni beanza del libero pensiero. Del tempo, poco, che ci è concesso fuori dal lavorio sistematico del sogno globale a renderci marionette. Alla base, infatti, dell’interpretazione possibile del sogno di <em>Sonnologie</em>, non pare esserci più il libidico e desiderante Freud, quanto il geometrico e rivoluzionario Finzi che in un suo recente testo, <em>Le giunture del sogno</em>, chiarisce come i sogni si incontrino tra loro nella modalità dialettica e non tanto come espressione di desideri reconditi insoddisfatti, che il sogno sia un linguaggio e abbia una struttura autonoma, che i sogni, infine, ci sognino, tanto che il finale è una critica all’interpretazione dei significati e un chiarimento, invece, <em>sull’uso e non sul significato dei sogni</em>.</p>
<p>Eccoci allora nell’istituto che provvede a confezionare i sogni del capitale. A guidarci in macchine da fantascienza reale: la seconda parte della raccolta è tutta per <em>Sebastian Thrun</em>, (copio-incollo da Wikipedia): “Waymo (ex progetto Google driverless car) è un’impresa di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alphabet_(azienda)">Alphabet</a> che utilizza la tecnologia per creare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autovettura_autonoma">autovetture autonome</a>. Il progetto è attualmente guidato dall’ingegnere Sebastian Thrun, direttore del Laboratorio di Intelligenza Artificiale Stanford e co-inventore di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Google_Street_View">Google Street View</a>”: <em>resta accesa la mail di sebastian thrun quando il cliente disorientato / cade. </em>È qui, in questo scenario fanta-onirico che la coscienza individuale cova il suo desiderio di ritorno beato al grembo materno che per assurdo segna la sparizione di ogni madre, di ogni donna:<em> si raffigura nel binocolo il naufragio del materno</em>, all’utero calmo e rassicurante, il dissimile è annientato, è tutto voluttà mortale, nessun pericolo, vegetale alimentato dal liquido amniotico: <em>dentro la cabina di guida / nessuna curiosità per l’assenza dell’uomo al motore.</em></p>
<p>Linguaggio da chat, mail, tag, <em>si fa presto a sostituire questo trattato visivo, / la ventraia dipinta in un angolo della sala / con il panorama delle Seychelles / taggato alle spalle, </em>post, IA, televisione: non può non ridirsi il linguaggio di questa dissocietà del mediale: in essa la poesia, per essere politica, si fa atto poetico e linguistico, si fa virus e spin: si abbarbica nel sistema linguistico dominante contraffacendolo, lo colonizza e lo giustifica allo stesso e opposto modo dell’azione sistematica che colonizza il nostro inconscio attraverso innesti mentali inconsapevoli: ingenera paure, sospetti, sospensioni. Una guerra tra poveri in spirito e in inconscio, bramosi di una misera ricchezza da pane quotidiano: <em>alla battaglia si va senza metodo, souvenir si chiama / la piaga o la pratica del sistema.</em></p>
<p>La poesia di Lidia Riviello appartiene, ci par di capire, a quel genere di <em>poesie del dopo-la-poesia </em>(secondo la formula del teorico francese Jean-Marie Gleize citato da Christophe Hanna in un suo saggio estratto da <em>Poesia azione diretta. Contro una poetica del gingillo</em>, a cura di Michele Zaffarano e Gherardo Bortolotti), una poesia che scrive delle e nelle mutate condizioni bio-tecnologiche e mediatiche, poesia che si colloca oltre la lirica, inscenando il disagio degli utenti attuali di fronte all’informazione disinformata. Non lettori, ma utenti. Che usano, usati, abusati.</p>
<p><em>Sonnologie</em>, oltre a una fondamentale etica di fondo, restituisce un estetico affresco alla David Lynch, che non può evitare di affascinare per l’assenza dell’invece intramontabile narcisismo che accompagna gran parte della produzione letteraria e artistica attuale. Chi è il soggetto che scrive <em>Sonnologie</em>? Noi, la collettività, perché i sogni, per tornare al saggio di Finzi, sono comunisti, non hanno nulla di individualista.</p>
<p>Semmai l’individualismo è quel terreno fertile che l’istituto socio-economico globale coltiva per instillare bisogni da soddisfare come fossero realtà naturali intrinseche al biologico: <em>l’istituto chiede di amministrare mitologie utili per questo sistema.</em></p>
<p>Eppure, nonostante sia fuori da ogni lirica, v’è una metrica propria alla poesia di lotta e desiderio di Lidia Riviello, una sorta di energia che alberga in corpi criogenati e pronti a risvegliarsi in un ambiente teatrale. Se per teatro intendiamo il luogo del vedere oltre, se poi, soprattutto, come scrive uno dei titoli del decalogo in corsivo: <em>la performance divora l’azione politica.</em></p>
<p>La poesia, che per una sorta di idealizzazione muti lo stato mentale del lettore, non è un gioco di prestigio, ma lo specchio poetico infranto della coercizione politica di plagio continuo che divide la verità. Non possiamo non scorgere in Lidia Riviello quell’aspetto poetico di cui parla il succitato teorico francese Christophe Hanna sempre nel suo saggio (<em>Poesia azione diretta</em>): <em>l’autore-P’, invece, non vive in UNA lingua (o in una lingua unificata), ma vede o immagina di vedere dispiegato di fronte a sé un mondo in frantumi e costituito da molteplici linguaggi, tutti artificiali, di cui, nella sua stessa pratica, sperimenta l’incommensurabilità logica.</em></p>
<p>Le scene del sogno poetico di Lidia Riviello sono la denuncia e l’annunciazione laica del procedimento segnico del potere: spezzoni di notizie a raffica che bombardano il cervello semisveglio. Se ci svegliamo, come lettori e come cittadini, non possiamo che annotare il blog informatico e virale della disinformazione cronachistica: nel supermercato della morte, della violenza, delle carni squarciate, informare è solo un modo di anestetizzare e abbruttire, il mimetismo non avviene per accostamento alla sostanza saggia della parola, ma per occultamento della medesima dietro la maschera dell’immaginario supposto collettivo. Immaginario inoculato fin dalla nascita come secondo linguaggio del potere, che però, se non fosse per la portata rivoluzionaria della poesia, sia essa in prosa che in versi che in silenzi e spazi, se non fosse per l’azione disobnubilante della parola, scambieremmo per nostro proprio immaginario e <em>se la folla si assoggetta completamente il mare non calmerà il cane / mentre dorme.</em></p>
<p>A fronte della informazione che allucina le coscienze, la parola di Riviello scardina le pretese invasive e colonizzatrici della giornalistica e della pubblicistica estetica e glam, per ristabilire l’etica. Occorre un valore simbolico riconosciuto dagli altri utenti per far arretrare questa occupazione illegittima del potere nelle nostre menti. Non dissimile è l’idea freudiana di sublimazione artistica per i fatti artistici riconosciuti socialmente. E chi o cosa, più del sogno, è collettivamente riconosciuto come forza probante dell’immagine-parola legata al profondo desiderio? si tratta però di concepire un sogno che ci sogna e non che provenga da chissà quali dei, ma dai demoni dell’impazienza oppressiva che altro non ci augurano di <em>dormire lunghi sonni privi di volontà e rappresentazione. </em></p>
<p>Dunque una lotta di parole e di atti che Lidia Riviello, come ogni poesia attuale e dell’atto vorrebbe, non rassegna al silenzio o al copia-incolla, all’imitazione mimetica del maestro, tipica di certa soporifera poesia epigonale, semmai poetica posturale della mente e del pensiero, del movimento corporeo e dell’atto politico.</p>
<p>Intanto, in questo irrefrenabile vuoto, galleggia <em>un mondo che non potremo più trascrivere</em>, la mancanza di coscienza di molti, e il distacco dalla realtà, o meglio dal reale, sta predicendo forse un futuro peggiore, un domani di continua neve, un disturbo universale.</p>
<p>Testimoni noi di un fracasso che verrà nell’insensibile indolenza dell’individuo-immagine: <em>resta sul punto lacrimale la rimessa in moto d’uno stupor per ora / appena sgranato.</em> Ma anche testimoni del nostro stesso atto di resistenza, magari minimo, eppure sempre critico e presente: la lettura, la poesia.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>RIASSUNTO DI OTTOBRE</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2017/10/19/riassunto-di-ottobre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 18:59:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Greco]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Franceschini]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio Rotino]]></category>
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					<description><![CDATA[dodici voci della scrittura contemporanea &#160; seconda edizione, 2017 ​a cura di Sergio Rotino &#160; ​Letture di ​ ​testi editi e inediti di ​ Leonardo Canella, Anna​​ Franceschini, Marco Giovenale, Alessandra Greco, Luciano Mazziotta, Simona Menicocci, Renata Morresi, Lidia Riviello, Giorgia Romagnoli, Claudio Salvi, Michele Zaffarano, Luca Zanini &#160; ​L&#8217;incontro su facebook: ​ https://www.facebook.com/events/302380626907291/ &#160; &#160; ​ ​ORARI​ delle letture​: &#160; Apertura salone primo piano, ore 10​:30 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>dodici voci della scrittura contemporanea</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>seconda edizione, 2017<br />
​a cura<br />
di Sergio Rotino</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>​Letture di ​</strong></p>
<p><strong>​testi editi e inediti di</strong></p>
<p>​</p>
<p>Leonardo <strong>Canella</strong>,</p>
<p>Anna<strong>​​ </strong><strong>Franceschini</strong>,</p>
<p>Marco <strong>Giovenale</strong>,</p>
<p>Alessandra <strong>Greco</strong>,<span id="more-70613"></span></p>
<p>Luciano <strong>Mazziotta</strong>,</p>
<p>Simona <strong>Menicocci</strong>,</p>
<p>Renata <strong>Morresi</strong>,</p>
<p>Lidia <strong>Riviello</strong>,</p>
<p>Giorgia <strong>Romagnoli</strong>,</p>
<p>Claudio <strong>Salvi</strong>,</p>
<p>Michele <strong>Zaffarano</strong>,</p>
<p>Luca <strong>Zanini</strong></p>
<p><!--more--></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>​L&#8217;incontro su facebook:</p>
<p>​</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/302380626907291/">https://www.facebook.com/events/302380626907291/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>​</p>
<p>​ORARI​ delle letture​:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Apertura salone primo piano, ore 10​:30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inizio letture​ di testi​<strong>​​</strong></p>
<p><strong>INEDITI</strong> ore 11​:00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pausa 13:30 &#8211; ​1​5:30​ circa​</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inizio letture<strong>​​</strong></p>
<p><strong>EDITI</strong> ore 16​:00 ​- 20:30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>​Conclusione ore 21:00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>​*​</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>​</p>
<p>​</p>
<p>​<a href="https://www.facebook.com/costarena1/">https://www.facebook.com/costarena1/</a>​</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>​<a href="http://www.costarena.it/">http://www.costarena.it/</a>​</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>​</p>
<p>​</p>
<p>​​* * *</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>da &#8220;Sonnologie&#8221;</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/27/da-sonnologie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 05:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Riviello]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Sonnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[[Presentiamo alcuni testi tratti dalla sezione iniziale di Sonnologie, Zona, 2016] di Lidia Riviello &#160; 1. i clienti si spingono oltre il sonno nel vetroresina trattato l’infusione sottovuoto è carissima solo sulle barche se lo permettono un sonno per intero. ┄┄ provenire da un paradiso reinvestire nel poker &#160; l’istituto lascia accese le vetrate aperte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Presentiamo alcuni testi tratti dalla sezione iniziale di </em>Sonnologie<em>, Zona, 2016]</em></p>
<p>di <strong>Lidia Riviello</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1.</p>
<p>i clienti si spingono oltre il<br />
sonno nel vetroresina trattato</p>
<p style="padding-left: 150px;">l’infusione sottovuoto è carissima</p>
<p>solo sulle barche se lo permettono un sonno per intero.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><em>provenire da un paradiso</em><br />
<em> reinvestire nel poker</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>l’istituto lascia accese le vetrate<br />
aperte le sedie a sdraio all’ingrosso<br />
che non vedi ancora sulle spiagge</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>in questo sonno<br />
solo il cinque per cento dei sogni<br />
contiene palme mare sabbia tropicale.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><em>l’istituto lascia accese le vetrate</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>sulle sponde<br />
molti uomini decidono<br />
se farsi fotografare prima del sonno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 150px;">sul controllo delle nascite dei futuri<br />
insonni sono stati scritti interi trattati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>si fa presto a sostituire questo trattato<br />
visivo, la ventraia dipinta in un angolo della<br />
sala con il panorama delle seychelles<br />
taggato alle spalle.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><em>sull’uso e non sul significato dei sogni</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>l’antiossidante per chi russa,<br />
non credere sia una forma di<br />
amore, la provano anche sugli<br />
orsi.<br />
piace vedere eventi di successo in serie di autoscatti<br />
<span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</span>riabilitativi che non devi<br />
<span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</span>intendere<br />
<span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</span>come tecnica erotica camuffata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di questo sonno conservano molte versioni hd,<br />
la programmazione in sala, l’esaltazione dell’insonnia.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><em>il cliente non reagisce all’ingerimento di salmone</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>quelli nelle balaustre fredde del riposo dicono che i diversi livelli di<br />
difficoltà impediscono la rimozione delle strutture, anche del fitness.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</span>non vengono ascoltati e per fortuna si dorme si<br />
<span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</span>sognano i cavalli<br />
<span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</span>così come sono stati sempre rappresentati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>qualcuno suggerisce di intenderlo come splendore del<br />
rudere, l’addestramento al sonno,<br />
un’attività che può dirsi <em>del momento</em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</span>ma nel bosco si fa fatica a convincere<br />
<span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</span> tutti dell’infondatezza di un qualsiasi<br />
<span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</span> prodotto pensato per il suo tramonto.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><em>per la ostinata età del realismo si provocano nel cliente</em><br />
<em> delle reazioni che lo inducono a produrre molte visioni</em><br />
<em> superficiali come quella della città rossa</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>la camomilla cancellata<br />
da tutte le schede dei profitti genera un problema di<br />
esaurimento delle immagini mobili,</p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</span>risolve la questione della cartellonistica fissa<br />
<span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</span>in alcune località del litorale laziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>i clienti dimenticano facilmente gli omaggi, il gesto dell’anulare<br />
piegato teneramente ad indicare pretese di punti sulle spese<br />
grandi marche durante i mondiali.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><em>la performance divora l’azione politica</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fuori dal mercato avremmo un altro aspetto, ma<br />
la minoranza di cose sagge e meravigliose<br />
ne conosce talmente che l’indotto, il marchio, il riciclo<br />
fioriscono indisturbati<br />
nel tribal</p>
<p style="padding-left: 270px;">andrea mantegna non viene<br />
esposto per un equivoco fra<br />
prospettiva e orizzonte di attesa.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span></p>
<p style="text-align: center;">(&#8230;)</p>
<p style="text-align: right;"><em>il sonno non è assicurato</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>sull’isola il cliente teme un colpo di sonno</p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</span>un colpo solo<br />
andato a fondo nella preistoria, sul dorso<br />
del pesce<br />
si raffigura nel binocolo il naufragio del materno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>assiste alla sindrome lattea del dormiente successivo,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>non si possono sognare mani<br />
ma capita di forare il male senza impedire una nascita</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span><span style="font-family: 'Yu Gothic UI Light',sans-serif;"><span style="color: #000000; font-size: small;">┄</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><em>mercanzia onirica</em><br />
<em> se l’uomo non dorme perde una qualità</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>se avessero costruito al toro un<br />
mondo questi visualizzatori<br />
non funzionerebbero sempre, sarebbero solo architettura</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>non reagiscono dentro la catena<br />
se lasciati liberi nella cornice</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>una sola vena in trasferta<br />
al passaggio dell’autoerotismo<br />
si alimenta in questa specie di sonno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>quando la vista splende, il sogno perde molto<br />
gas, esalta definitivamente il mondo delle pose.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il paziente crede di essere</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/04/27/il-paziente-crede-di-essere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 12:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Miliucci]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Riviello]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Giovenale]]></category>
		<category><![CDATA[renato barilli]]></category>
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					<description><![CDATA[a Roma, ​giovedì 2​8 ​aprile 2016, alle ore 18:​30 presso la Libreria ​Fahrenheit 451 ​in piazza Campo de&#8217; fiori 44 ​Fabrizio Miliucci presenta le prose e i microracconti del libro Il paziente crede di essere di Marco Giovenale (Gorilla Sapiens, 2016) ​Interverrà con alcune annotazioni Lidia Riviello &#160; * &#160; Anticipazioni:  &#160; tre testi online su Nazione Indiana e due su Carteggi letterari Un&#8217;intervista (e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;">a <strong>Roma</strong>, ​giovedì <strong>2​8 ​aprile</strong> 2016, alle<strong> ore 18:​30</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;">presso la <strong>Libreria ​Fahrenheit 451</strong><br />
​in piazza Campo de&#8217; fiori 44</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;"><strong>​Fabrizio Miliucci</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;">presenta le prose e i microracconti del libro</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;"><em><a href="http://www.gorillasapiensedizioni.com/libri/il-paziente-crede-di-essere" target="_blank">Il paziente crede di essere</a></em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;">di <strong>Marco Giovenale</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;">(Gorilla Sapiens, 2016)</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;">​Interverrà con alcune annotazioni<br />
<strong>Lidia Riviello</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;"><em>Anticipazioni: </em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;">tre testi online su <a href="https://www.nazioneindiana.com/2016/02/07/marco-giovenale-il-paziente-crede-di-essere/">Nazione Indiana</a> e</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;">due su <a href="http://www.carteggiletterari.it/2016/02/13/il-paziente-crede-di-essere/" target="_blank">Carteggi letterari</a></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;"><em>Un&#8217;intervista (e letture): </em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;">su <a href="http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-ca907483-8fd9-4d25-9b3d-e2d6c6291b8b.html" target="_blank">Radio3 Suite</a> (21.02.2016)</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;"><em>​​​Un&#8217;annotazione personalissima: </em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;">su <a href="https://slowforward.wordpress.com/2016/02/15/corrispondenza-privata_-7-gorilla-in-vista/" target="_blank">Slowforward​</a></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;"><em>​Una nota di Renato Barilli:</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;"><u><a href="http://www.renatobarilli.it/blog/giovenale-la-prosa-come-giocare-a-domino/" target="_blank">http://www.renatobarilli.it/blog/giovenale-la-prosa-come-giocare-a-domino/​</a></u></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;"><em>​​​L&#8217;in​​contro su facebook​:</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><u>​</u></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;"><u><a href="https://www.facebook.com/events/1669715393293262/" target="_blank">https://www.facebook.com/events/1669715393293262/</a></u></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;"><em>​​Scheda editoriale:</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: arial;">​​<a href="http://www.gorillasapiensedizioni.com/libri/il-paziente-crede-di-essere" target="_blank">http://www.gorillasapiensedizioni.com/libri/il-paziente-crede-di-essere</a></span></p>
<p style="text-align: center;">*</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Poetitaly al sud</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/09/27/poetitaly-al-sud/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2015 12:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[annotazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[mosse]]></category>
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		<category><![CDATA[andrea cortellessa]]></category>
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		<category><![CDATA[Lidia Riviello]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia contemporanea italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Poetitaly]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Carella]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto Poetitaly è un progetto culturale che indaga il panorama poetico contemporaneo nazionale in rapporto ai luoghi eccentrici, estranei alle logiche della rappresentatività ufficiale. L’esperienza è partita nel 2014 a Corviale, luogo simbolo delle periferie romane in via di riqualificazione, in una manifestazione di tre serate con poeti di varie generazioni: da Nanni Balestrini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong><a href="http://us10.campaign-archive1.com/?u=0e55f63f126cd42f0c9b0f188&amp;id=e81f61f195">Il progetto</a></strong></h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://s534509712.sito-web-online.it">Poetitaly</a> è un progetto culturale che indaga il panorama poetico contemporaneo nazionale in rapporto ai luoghi eccentrici, estranei alle logiche della rappresentatività ufficiale.</p>
<p style="text-align: center;">L’esperienza è partita nel 2014 a Corviale, luogo simbolo delle periferie romane in via di riqualificazione, in una manifestazione di tre serate con poeti di varie generazioni: da Nanni Balestrini e Giulia Niccolai ai giovanissimi <em>rapper</em> di Corviale.</p>
<p style="text-align: center;">Il confronto tra Poetitaly e il territorio è proseguito con <a href="http://s534509712.sito-web-online.it/video-poetitaly-al-palladium/">Poetitaly al Palladium</a>, nel quartiere Garbatella, altra periferia storica di Roma: ideata in collaborazione con l’Università di Roma Tre e articolata in cinque appuntamenti, la rassegna ha visto la partecipazione di poeti italiani e stranieri, tra cui Mariella Mehr, Durs Grünbein e Tony Harrison.</p>
<p style="text-align: center;">Poetitaly intende, a questo punto, uscire dalla realtà locale romana, in cui è nato, per incontrare tre importanti luoghi periferici del sud Italia: Scampia a Napoli, San Pio a Bari e Zen a Palermo.</p>
<p style="text-align: center;">Il progetto <a href="https://bando.che-fare.com/progetti-approvati/poetitaly-al-sud/">Poetitaly al sud </a>attiverà una rete di collaborazioni con gli operatori e le realtà culturali locali: verrà creato un network territoriale attivo su progetti poetici dal vivo, laboratori e approfondimenti.</p>
<p style="text-align: center;">Altro obiettivo è creare un nuovo pubblico per la poesia, con eventi di serate singole e rassegne di poeti già noti o proposti al pubblico per la prima volta. Una delle caratteristiche del progetto è lo streaming audio-video di tutte le serate che vengono rese accessibili attraverso una piattaforma aperta agli interventi dalle altre realtà poetiche coinvolte.</p>
<p style="text-align: center;">Si ambisce dunque a fungere da archivio <em>in progress</em> della poesia contemporanea, nel nome di una cultura poetica intesa come bene comune e partecipato, privilegiando forme che garantiscano la verità del desiderio e del giudizio personale e pubblico.</p>
<p style="text-align: center;">Poetitaly crede infatti nella poesia come forma di risposta a un bisogno non materiale e non finalizzato dell’animo umano e la promuove in quanto baluardo di una cultura che ambisce a salvaguardare un pensiero e dei linguaggi svincolati dall’utile e dal convenzionale.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Il soggetto proponente</strong></h2>
<p style="text-align: center;">Poetitaly nasce su iniziativa di Simone Carella, storico ideatore di eventi poetici tra cui il primo Festival Internazionale dei Poeti di Castelporziano nel giugno del ’79. Grazie a quella fortunata esperienza e alle successive, nel 2015 propone una tre giorni di poesia italiana contemporanea nella cavea di Corviale, con la collaborazione di Andrea Cortellessa, Gilda Policastro, Lidia Riviello e l’apporto organizzativo di Teatro in Scatola. Poetitaly diventa dunque un format, che per concretizzare le proprie idee si costituisce in Associazione culturale, proponendo e realizzando ulteriori appuntamenti.</p>
<p style="text-align: center;">________________</p>
<p style="text-align: center;">Ricordatevi di votare <a href="https://bando.che-fare.com/progetti-approvati/poetitaly-al-sud/">qui</a> per esprimervi a favore della realizzazione del <a href="https://bando.che-fare.com/progetti-approvati/poetitaly-al-sud/">progetto</a>.</p>
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		<title>Premio Nazionale Elio Pagliarani</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/05/21/premio-nazionale-elio-pagliarani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2015 12:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
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		<category><![CDATA[Amici delle biblioteche]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Premio Nazionale Elio Pagliarani  ha lo scopo di promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell&#8217;innovazione linguistica. L’Edizione 2015 si compone  di tre sezioni: «Raccolta di Poesia inedita», «Raccolta di Poesia edita», «Premio alla carriera» La prima è aperta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" title="logo_premio_pagliarani" src="http://www.premionazionaleeliopagliarani.it/getImage.php?id=1&amp;w=150&amp;h=263" alt="logo_premio_pagliarani" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il Premio Nazionale Elio Pagliarani  ha lo scopo di promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell&#8217;innovazione linguistica.<span id="more-54073"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
L’Edizione 2015 si compone  di tre sezioni: «Raccolta di Poesia inedita», «Raccolta di Poesia edita», «Premio alla carriera»</p>
<p style="text-align: justify;">La prima è aperta a raccolte di testi poetici in lingua italiana e/o raccolte di prose poetiche brevi e versi tassativamente inedite anche in rete, rivista o formato ebook.</p>
<p style="text-align: justify;">
La seconda è riservata a opere di poesia in lingua italiana pubblicate dal 1° gennaio 2014 al 15 giugno 2015. Sono ammesse opere in formato elettronico che sia possibile considerare pubblicate da soggetti editoriali, e non autopubblicate.</p>
<p style="text-align: justify;">
La terza vedrà il riconoscimento del lavoro di una figura distintasi nella ricerca e sperimentazione letteraria.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la prima sezione, entro il 15 giugno 2015 dovranno pervenire al Comitato organizzativo, in formato PDF, i testi inediti, consistenti in almeno 30 componimenti, scegliendo tra le seguenti due opzioni:</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>1.</strong> al seguente indirizzo di posta elettronica del Premio: <a href="mailto:premioeliopagliarani@gmail.com">premioeliopagliarani@gmail.com</a> accompagnando i componimenti da copia del presente bando, in formato PDF, sottoscritto per accettazione e per il consenso al trattamento dei dati personali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>2.</strong> compilando l’apposito modello predisposto sul sito <a href="http://www.premioeliopagliarani.it/">www.premioeliopagliarani.it</a> sottoscritto per accettazione e per il consenso al trattamento dei dati personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la seconda sezione, entro il 15 giugno 2015 dovranno pervenire alla Segreteria organizzativa 5 copie editoriali cartacee delle opere edite.</p>
<p style="text-align: justify;">La premiazione finale si terrà 26 ottobre 2015 al <strong>Teatro Argentina di Roma</strong>, luogo eccellente per coniugare i due linguaggi, poesia e teatro, con i quali si è espressa la grandezza culturale di Elio Pagliarani.<br />
Alla cerimonia debbono partecipare i vincitori e i finalisti.</p>
<p>Nelle giornate immediatamente successive del mese di ottobre altri eventi ed una seconda manifestazione per la premiazione si svolgeranno a <strong>Rimini</strong> con i vincitori del Premio in collaborazione con le istituzioni locali, nei luoghi originari del poeta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proprietà: </strong>Cetta Petrollo Pagliarani, Lia Pagliarani</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Presidenza:</strong>Cetta Petrollo Pagliarani</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Segreteria Organizzativa: </strong>M. Gabriella D&#8217;Amore, Areta Gambaro, Marilina Giaquinta, Lidia Riviello, Mirtella Taloni</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.premionazionaleeliopagliarani.it/index.php?it/64/premio-nazionale-edizione-2015">Comitato promotore:</a></span> </strong>Antonio Calbi, Irina Imola, Massimo Pulini, Francesco Tafuro<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comitato organizzativo:</strong>Roberto Milana, Vincenzo Ostuni, Tommaso Ottonieri, Lia Pagliarani, Cetta Petrollo Pagliarani, Lidia Riviello, Sara Ventroni<br />
in collaborazione con l&#8217;Associazione <strong>Amici delle biblioteche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuria: </strong>Andrea Afribo, Giancarlo Alfano, Vincenzo Bagnoli, Alessandro Baldacci, Cecilia Bello Minciacchi, Stefano Colangelo, Andrea Cortellessa, Claudia Crocco, Silvia De March, Roberto Galaverni, Paolo Giovannetti, Niva Lorenzini, Antonio Loreto, Romano Luperini, Massimiliano Manganelli, Marianna Marrucci, Francesco Muzzioli, Giorgio Patrizi, Walter Pedullà, Theresia Prammer, Massimo Raffaeli, Siriana Sgavicchia, Paul Vangelisti, Fabio Zinelli, Paolo Zublena</p>
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		<title>Armando Punzo &#8211; È ai vinti che va il suo amore</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2014/03/16/armando-punzo-e-ai-vinti-che-va-il-suo-amore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2014 14:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[annotazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Armando Punzo]]></category>
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					<description><![CDATA[  La direttrice della Biblioteca di Archeologia e Storia dell&#8217;Arte Maria Concetta Petrollo Pagliarani e Compagnia della Fortezza / Carte Blanche – Centro Nazionale Teatro e Carcere sono lieti di invitare la S.V. alla presentazione del libro  È ai vinti che va il suo amore I primi venticinque anni di autoreclusione con la Compagnia della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/03/Foto_3_LOW_Mercuzio-non-vuole-morire_Armando-Punzo-credit-Carlo-Gattai-1.jpg"> </a></p>
<p style="text-align: center">La direttrice<br />
della Biblioteca di Archeologia e Storia dell&#8217;Arte<br />
Maria Concetta Petrollo Pagliarani<br />
e<br />
<strong>Compagnia della Fortezza / Carte Blanche</strong> – <strong>Centro Nazionale Teatro e Carcere</strong></p>
<p style="text-align: center">sono lieti di invitare la S.V.</p>
<p style="text-align: center">alla presentazione del libro</p>
<h1 style="text-align: center"> È ai vinti che va il suo amore</h1>
<p style="text-align: center">I primi venticinque anni di autoreclusione con la Compagnia della Fortezza di Volterra<br />
di <strong>Armando Punzo</strong> / Ed. Clichy</p>
<p style="text-align: center">Mercoledì 19 marzo 2014 &#8211; ore 17.30</p>
<p style="text-align: center">MiBACT- Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo<br />
Biblioteca di Archeologia e Storia dell&#8217;Arte<br />
Sala della Crociera<br />
Via del Collegio Romano, 27- II° piano &#8211; 00187 Roma</p>
<p style="text-align: center">Intervengono:</p>
<p style="text-align: center">Armando Punzo &#8211; autore del libro e regista della Compagnia della Fortezza<br />
Aniello Arena &#8211; attore della Compagnia della Fortezza<br />
Anna Bandettini &#8211; La Repubblica<br />
Ilaria Bonaccorsi &#8211; Left<br />
Ninni Cutaia &#8211; Teatro di Roma<br />
Laura Palmieri &#8211; Rai Radio3<br />
Lidia Riviello &#8211; poetessa e scrittrice</p>
<p style="text-align: center">coordina:</p>
<p style="text-align: center">Massimo Marino – docente universitario &#8211; critico Corriere della Sera/Controscene</p>
<p style="text-align: center">&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: center">Sarebbe da non crederci, se non fosse tutto vero:<br />
c&#8217;è chi fa di tutto pur di entrare in carcere.<br />
No, non è uno scherzo: è la pura verità.<br />
Accade in Italia, a Volterra per la precisione, città toscana<br />
le cui origini affondano nell&#8217;epoca etrusca.<br />
E&#8217; qui che l&#8217;impossibile si fa realtà.<br />
Tutto merito della Compagnia della Fortezza,<br />
compagnia teatrale dei detenuti attori della Casa di Reclusione di Volterra<br />
e della lucida &#8220;follia&#8221; del regista e drammaturgo Armando Punzo,<br />
fondatore della compagnia e ancora oggi<br />
al timone di questo incredibile gruppo.<br />
Venticinque anni fa Punzo ha concepito e battezzato<br />
una rivoluzione culturale e sociale:<br />
trasformare il carcere in luogo di cultura,<br />
e ancora oggi la cavalca senza scendere a patti o a compromessi,<br />
fermamente intenzionato a non lasciarsi distrarre<br />
da chi è incapace di andare oltre quello che vede con gli occhi<br />
e a non lasciarsi tentare da strade più facili.<br />
Senza mai accontentarsi di quello già</p>
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		<title>Poesia 13 (e oltre) &#8211; Tre nuove collane di poesia e letture</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 10:00:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ESCargot – Scrivere con lentezza e Più libri più liberi  presentano                                                         POESIA 13 (E OLTRE)   Giovedì 28 novembre, presso la Biblioteca di Villa Mercede (Via Tiburtina 113, San Lorenzo)   [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2008" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2007" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: large"><b id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2360"><a id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2359" href="https://www.facebook.com/escargot.scrivereconlentezza" target="_blank" rel="nofollow">ESCargot – Scrivere con lentezza</a></b> e <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2006"><a id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2004" href="http://www.piulibripiuliberi.it/" target="_blank" rel="nofollow">Più libri più liberi</a></b> </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2010" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2358" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">presentano</span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2011" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2357" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">                                                       </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2012" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2356" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><b id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2355"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2354" style="font-size: large">POESIA 13 (E OLTRE)</span></b></span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2216" style="text-align: center" align="right"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2217" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2352" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">Giovedì <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2351">28 novembre</b>, presso la <b>Biblioteca di Villa Mercede</b></span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2277" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2329" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">(Via Tiburtina 113, San Lorenzo)</span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2327" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2326" style="text-align: center"><i id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2325"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2323" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">Dopo POESIA 13, lo scorso maggio a Rieti, il gruppo ESCargot ripropone la sua formula di lettura-ascolto, mettendo a fuoco nuovi autori e nuovi progetti editoriali </span></i></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2350" style="text-align: center"><b><i><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></i></b></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2322" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2321" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><span style="color: #ff0000"><b>17.30</b> <b><span style="text-decoration: underline">Nuove collane di poesia</span></b></span><span style="color: #000000">:</span> Nino Aragno «i domani», IkonaLíber «Syn», Tielleci «Benway Series»</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><b>         </b><b> </b><b>Intervengono</b>: Andrea Cortellessa, Marco Giovenale e Giulio Marzaioli</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><b>         </b><b> </b><b>Leggono</b>: Damiano Abeni e Moira Egan (testi di John Ashbery), Maria Grazia Calandrone (testi di Alfonso Guida e propri), Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli, Gilda Policastro, Laura Pugno (testi di Giulio Mozzi e propri) e Michele Zaffarano</span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2319" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2318" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><b>         </b><b> </b><b>Coordinano</b>: Francesca Fiorletta e Massimiliano Manganelli</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><span style="color: #ff0000"><b>20.30</b> <b><span style="text-decoration: underline">Letture</span></b></span><span style="color: #000000"> di </span>Marco Caporali, Elisa Davoglio, Roberta Durante, Paolo Febbraro e Lidia Riviello</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">L&#8217;evento su facebook:</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><a href="https://www.facebook.com/events/418589124936087/" target="_blank" rel="nofollow">https://www.facebook.com/events/418589124936087/</a><span style="color: #000000"><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">ESCargot:</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><a href="https://www.facebook.com/escargot.scrivereconlentezza" target="_blank" rel="nofollow">https://www.facebook.com/escargot.scrivereconlentezza</a><span style="color: #000000"><br />
</span></span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2309" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2308" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">Più libri più liberi:</span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2301" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><a href="https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi" target="_blank" rel="nofollow">https://www.facebook.com/piulibri.piuliberi</a><br />
</span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2302" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"> </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2303" style="text-align: center"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif">Il flyer in rete: </span></p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2304" style="text-align: center"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2315" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif"><span id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2314" style="color: #000000"><a id="yui_3_13_0_ym1_1_1385388530150_2313" href="http://esc-argot.blogspot.it/2013/11/escargot-villa-mercede-28-novembre-2013.html" target="_blank" rel="nofollow">http://esc-argot.blogspot.it/2013/11/escargot-villa-mercede-28-novembre-2013.html</a></span></span></p>
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		<title>LA LUNA E I CALANCHI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2013 10:30:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un anno di azioni paesologiche ad Aliano &#8211; Festival ideato e curato da Franco Arminio &#8211;  &#160; &#8220;Una cerimonia dei sensi contro l&#8217;autismo corale. La paesologia festeggia un paese e i suoi abitanti, festeggia i cardi, i lampioni, i muri nuovi e quelli antichi. [&#8230;] Abbiamo bisogno di partire da un posto preciso. Fare comunità, anche se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno di azioni paesologiche ad Aliano &#8211;</p>
<p>Festival ideato e curato da <strong>Franco Arminio &#8211; </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left">&#8220;Una cerimonia dei sensi contro l&#8217;autismo corale. La paesologia festeggia un paese e i suoi abitanti, festeggia i cardi, i lampioni, i muri nuovi e quelli antichi. [&#8230;] Abbiamo bisogno di partire da un posto preciso. Fare comunità, anche se comunità provvisorie.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il programma</em></p>
<p><strong>Giovedì 29 agosto</strong></p>
<p>Ore 13.00: Cerimonia dei sensi</p>
<p>Ore 15.00: Auditorium dei Calanchi<br />
Aspettando la Luna e i calanchi<br />
Un video di <strong>Francesca Catarci</strong></p>
<p>Ore 15,30: Auditorium dei Calanchi<br />
I bambini e i calanchi<br />
a cura di <strong>Maria Delorenzo</strong></p>
<p>Ore 16.00: calanchi<br />
Movimenti, Canti, suoni, letture e narrazioni nel paesaggio inoperoso<br />
<strong>Valerio Apice, Samanta Balzani, Egidia Bruno, Joe Capalbo, Lucia Citterio, Camillo Ciorciarlo, Pietro Colaiacovo, Nicola D’Imperio, Claudia Fofi, Teresa Lardino, Cristiana Liguori, Luigi Marra, Antonio Petrocelli, Gloria Pomardi, Caterina Pontrandolfo, Pino Quartullo, Mariolina Venezia e altri</strong></p>
<p><span id="more-46294"></span><br />
Ore 19.00: Cortile Palazzo Colonna<br />
Io sono uno degli altri<br />
omaggio a <strong>Rocco Scotellaro</strong> (Altroteatro)<br />
Lettura per Rocco<br />
<strong>Joe Capalbo</strong></p>
<p>Ora 20.00 Cerimonia dei sensi</p>
<p>Ore 21.00: Piazzetta Panevino<br />
Duo lucano<br />
<strong>Caterina Pontrandolfo</strong> &amp; <strong>Graziano Accinni</strong></p>
<p>Ore 22.00: Piazzetta Panevino<br />
da solo o in buona compagnia<br />
<strong>Antonio Infantino</strong></p>
<p>Ore 23.00: Piazzetta Panevino<br />
La lingua dei poeti meridiani<br />
<strong>Gaetano Calabrese, Daniel Cundari, Biagio Guerrera, Silvana Kuhtz, Peppe Lanzetta, Vincenzo Mastropirro, Raffaele Niro, Salvatore Ritrovato, Pasquale Vitagliano e altri</strong></p>
<p>ore 2.00:   Auditorium dei calanchi<br />
Visioni notturne<br />
<strong>Rocco Brancati, Paolo De Falco, Luigi Di Gianni, Antonello Faretta, Camillo Mastrocinque, Antonello Matarazzo, Paolo Muran, Gianfranco Pannone, Chiara Idrusa Scrimieri, Franco Taviani, Nicola Ragone</strong></p>
<p>Venerdì 30 agosto<br />
dalle ore 10.00 alle ore 20.00: Auditorium dei Calanchi<br />
Parlamenti sull’Italia interna<br />
Intervengono, tra gli altri, <strong>Pino Aprile, Silvana Arbia, Franco Arminio, Fabrizio Barca, Piero Bevilacqua, Rocco Brancati, Joe Capalbo, Antonello Caporale, Franco Cassano, Luisa Cavaliere, Domenico Cersosimo, Vito De Filippo, Riccardo De Gennaro, Luigi De Lorenzo, Francesco Erbani, Micaela Fanelli, Doriana Laraia, Roberto Leoni, Paride Leporace, Maria Liguori, Laura Marchetti, Angelo Mastrandrea, Mauro Minervino, Raffaele Nigro, Mimmo Parrella, Giampiero Perri, Francesco Pesce, Ulderico Pesce, Marta Ragozzino, Cristiano Re, Isaia Sales, Vincenzo Santoro, Mario Salzarulo, Vito Teti</strong></p>
<p>Ore 21.30: Cortile Palazzo Colonna<br />
Cartoline dai morti<br />
di <strong>Franco Arminio</strong>, spedite da <strong>Rocco Papaleo</strong></p>
<p>Ore 22.30: Piazza San Luigi Gonzaga<br />
Canzoniere dell’ebbrezza:<br />
<strong>Daniele Sepe e il suo gruppo</strong></p>
<p>Ore 24.00: Piazzetta Panevino<br />
La lingua dei poeti lucani<br />
<strong>Dora Albanese, Domenico Brancale, Antonio Bruno, Antonio De Rosa, Andrea Di Consoli, Elena Di Napoli, Donato Aurelio Giordano, Alfonso Guida, Donato Imprenda, Roberto Linzalone, Antonello Morea, Raffaele Nigro, Eliana Petrizzi, Gilda Policastro, Daniela Riviello, Lidia Riviello e altri</strong></p>
<p>Ore 23.30: Auditorium dei Calanchi<br />
Visioni notturne:<br />
<strong>Rocco Brancati, Francesca Catarci, Paolo De Falco, Luigi di Gianni, Antonello Faretta, Camillo Mastrocinque, Antonello Matarazzo, Paolo Muran, Gianfranco Pannone, Chiara Idrusa Scrimieri, Franco Taviani, Nicola Ragone</strong></p>
<p>Ore 5.00: Piazzetta Panevino<br />
Musiche albeggianti<br />
<strong>Nazim Comunale</strong></p>
<p>Ore 5.30, davanti alla tomba di Carlo Levi<br />
Quaderno di legno<br />
<strong>Andrea Di Consoli</strong></p>
<p>Ore 6.00: Piazzetta Panevino<br />
Canti delle sei del mattino:<br />
<strong>Samanta Balzani, Claudia Fofi, Silvia La Ferrara, Roberta Langone, Marzouk Mejri, Caterina Pontrandolfo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sabato 31 agosto</p>
<p>Ore 10.00: in giro per il paese<br />
Esercizi di paesologia</p>
<p>Ore 13.00 Cerimonia dei sensi</p>
<p>Ore 15.00: Auditorium dei Calanchi<br />
Laboratori illustrati<br />
gli artisti invitati raccontano il loro lavoro</p>
<p>Ore 18.00 Cortile Palazzo Colonna<br />
Il barbiere di anime<br />
presentazione del libro di <strong>Anton Giulio Scardaccione</strong></p>
<p>0re 19.00: Cortile Palazzo Colonna<br />
Jennu brigannu, <strong>Teatro della Ginestra</strong></p>
<p>Ore 20.00 Cerimonia dei sensi</p>
<p>Ore 21.30:  Auditorium dei Calanchi<br />
La farfalla della voce, poesie e canzoni d’amore<br />
Con<br />
<strong>Franco Arminio, Alessandro D’Alessandro, Rocco De Rosa, Canio Loguercio,</strong><br />
<strong> Gloria Pomardi</strong></p>
<p>0re 23.30: Auditorium dei Calanchi<br />
Omaggio a <strong>Matteo Salvatore</strong><br />
Video prodotto da <strong>FestambienteSud</strong><br />
<strong>Livio e Manfredi Arminio</strong></p>
<p>Ore 24.00: Piazzetta Panevino<br />
Musiche facoltative, canti notturni, deliri e parlamenti finali<br />
<strong>Biagio Accardi, Alessandro D’Alessandro, Vittorio Nicoletti Altimari, Vittorino Curci, Carmine Ioanna, Mandatari, Marzouk Mejri, Pasquale Innarella, Musici lucani di Sergio Santalucia, SuonidiLuna e tanti altri</strong></p>
<p>Ore 5,00: Auditorium dei Calanchi<br />
Visioni notturne:<br />
I Basilischi di <strong>Lina Wertmuller</strong> a cinquant’anni dall’uscita<br />
**<br />
LABORATORI<br />
Arte ambientale a cura di <strong>Pietrantonio Arminio</strong><br />
Poesia in azione a cura di <strong>Silvana Kuhtz</strong><br />
Corpo paesaggio a cura di <strong>Lucia Citterio</strong><br />
Maschere provvisorie a cura di <strong>Deni Bianco</strong><br />
Calancart a cura di<strong> Arturoom</strong></p>
<p>AZIONI VISIONARIE<br />
<strong>Roberto Campoli, Paola Livia Di Chiara, Salvatore Di Vilio, Federico Iadarola, Claudia Fabris, Marco Petroni, Michela Pozzi, Maria Grazia Tata, Cristina Balestracci</strong></p>
<p>RIPRESE VIDEO<br />
<strong>Paolo Muran</strong></p>
<p>GRAFICA<br />
<strong>Franco Lancio</strong><br />
WEB<br />
<strong>Davide Ardito</strong></p>
<p>COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO<br />
<strong>Antonio Colaiacovo, Luigi Scelzi e Ilenia Fulco</strong></p>
<p>Saranno presenti anche<br />
<strong>Gianluca Mulone, Patrizia Flecchia, Barbara Lottero, Benedetta Ricci, Roberta Sama, Mario Lusi, Grazia Coppola, Fabrizio Carucci, Nicola Baccellieri, Massimiliano Guerrieri, Marcella Zeppa, Andrea Semplici, Valentina Russo, Francesca Di Ciaula, Domenico Porfido, Marco Montanaro, Federico Pommier, Nicola Di Croce, Massimo Ammendola, Marianna Borriello, Diana Senese, Irene Balducci, Barbara Crusco, Mauro Orlando, Fabio Nigro, Paolo Bruschi, Antonella Screti, Alessandra Battaglia, Francesco Ventura, Rocco Calandriello, Filomena Sessa, Mauro De Cillis, Luigi Cazzato, Vassilis Nikolapoulos, Imma Tessitore, Mario Fellet, Riccardo Benetti, Susanna Piccin, Enzo Gioffrè, Mario Vallone, Mariangela Contursi, Brunella Cappiello, Laura Angelino, Ilde Catapane, Francesco Forlani, Carlotta Napolitano e Rossella Della Corte, Palma Bianca, Antonella Sassone, Giovanni Simiele, Ettore Botte, Gianluca Coviello, Marinella Murgolo e Francesco Sivilli, Consuelo Nava, Valentina Del Pizzo, Loretta Amadori</strong></p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dieci per Elio Pagliarani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 06:55:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[In occasione del primo anniversario della morte di Elio Pagliarni è appena uscito per la collana I domani di Nino Aragno un volume celebrativo a cura di Andrea Cortellessa, con contributi poetici, saggistici e testimoniali portati da autori e critici che ne hanno conosciuto, studiato e amato la poesia (Cetta Petrollo, Edoardo Albinati, Luca Archibugi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<pre><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/pagliarani.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-45628" alt="pagliarani" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/pagliarani.jpeg" width="200" height="260" /></a></pre>
<p><i>[In occasione del primo anniversario della morte di Elio Pagliarni è appena uscito per la collana </i>I domani<i> di Nino Aragno un volume celebrativo a cura di Andrea Cortellessa, con contributi poetici, saggistici e testimoniali portati da autori e critici che ne hanno conosciuto, studiato e amato la poesia<span id="more-45577"></span> (</i><i>Cetta Petrollo, Edoardo Albinati, Luca Archibugi, Mariano Bàino, Nanni Balestrini, Luigi Ballerini, Renato Barilli,Cecilia Bello Minciacchi, Francesca Bernardini, Gherardo Bortolotti, Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Marco Caporali, Simone Carella, Biagio Cepollaro, Carla Chiarelli, Laura Cingolani, Orazio Converso, Franco Cordelli, Andrea Cortellessa, Maurizio Cucchi, Fausto Curi, Claudio Damiani, Elisa Davoglio, Carla De Bellis, Raffaella D’Elia, Cesare De Michelis, Tommaso Di Francesco, Enzo Di Mauro, Giorgio Falco, Paolo Febbraro, Giulio Ferroni, Michele Fianco, Francesca Fiorletta, Gabriele Frasca, Vincenzo Frungillo, Enzo Golino, Elio Grasso, Angelo Guglielmi, Andrea Inglese, Jolanda Insana, Niva Lorenzini, Rosaria Lo Russo, Mario Lunetta, Romano Luperini, Valerio Magrelli, Giorgio Manacorda, Massimiliano Manganelli, Francesco Muzzioli, Aldo Nove, Vincenzo Ostuni, Tommaso Ottonieri, Marco Palladini, Giorgio Patrizi, Elio Pecora, Gabriele Pedullà, Walter Pedullà, Plinio Perilli, Jonida Prifti, Laura Pugno, Massimo Raffaeli, Lidia Riviello, Tiziano Scarpa, Alberto Scarponi, Siriana Sgavicchia, Gabriella Sica, Francesco Targhetta, Alberto Toni, Roberto Varese, Carla Vasio, Sara Ventroni, Lello Voce e Ade Zeno). Un ampio percorso critico e umano per e attraverso un poeta di importanza capitale, anche per le generazioni di autori a lui successive; e allo stesso tempo un testo utile anche per un primo avvicinamento alla sua opera. Per </i>Nazione Indiana<i>, ho provato a trascegliere pochi assaggi esemplificativi. </i>AB<i>]</i><i></i></p>
<pre><span style="font-family: Georgia;font-size: 15px"> </span></pre>
<p>Da <em>Ma dobbiamo continuare. 73 per Elio Pagliarani a un anno dalla morte</em>, Aragno/I domani, 2013.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ELIO PAGLIARANI</strong></p>
<p>Libera labirintiche litanie<br />
Inventa ignote ibridazioni<br />
Ordisce olimpici oltraggi</p>
<p>Privilegia pindariche pipate<br />
Annuncia agguerriti alfabeti<br />
Galvanizza giocose girandole<br />
Lampeggia lussureggianti lallazioni</p>
<p>Improvvisa incantevoli illusioni<br />
Abita acrobatiche allegorie<br />
Rivendica ruggenti rivelazioni</p>
<p>Accumula apocalittiche aurore<br />
Narra numinose navigazioni<br />
Incendia ipotetiche iridescenze</p>
<p style="text-align: right"><em>Nanni Balestrini</em></p>
<p>&#8211;</p>
<p><strong>«Non ho capito!»</strong></p>
<p>«Non ho capito» premessa di un taciuto «ma che state<br />
combinando» fu, del monologo a pause, il punto più<br />
esplicito e lacerante. Altro che «mehr licht» (Goethe)<br />
o «What is the question» (Stein): un ricapitolo di chi<br />
nel dirci addio, con un suo garbo e ritmo da rime aspre<br />
e chiocce ci ricorda con chi abbiamo avuto a che fare:<br />
bisogna che sia robusta la poesia, se il suo fine è la gioia<br />
(«se scriverai di me dirai di gioia, e che sia gioia attiva,<br />
trionfante, che sia una barzelletta spinta, magari»),<br />
senza <em>nec ultra crepidam</em>, e con intatta la voglia di fare<br />
del valore d’uso una merce non esclusa. Ce n’è che<br />
basta per dire, rovesciando il verdetto, che tutto nella<br />
sua vita conferma il modo con cui volle prenderne<br />
commiato. «Ancora non resuscita questo Lazzaro».<br />
E «io vi dico che bisogna rompere questo sepolcro».</p>
<p style="text-align: right"><em>Luigi Ballerini</em></p>
<p>&#8211;</p>
<p><strong>Dittico per Elio</strong></p>
<p style="text-align: right">s.t.t.l</p>
<pre><span style="font-family: Georgia;font-size: 15px">    
I

Cimitero di Viserba le fotografie
Di quelli che conosci o conoscevi
Zie dei padri
E vittime delle moto i transigenti
Nipoti.
A loro modo una comunità,
        Un piccolo paese,
Mentre nella metropoli di niente
Hanno conferma i vivi dei seppelliti
Nei falansteri fuori porta
O in transito verso la civiltà
Del vaso delle ceneri
In tinello.

II

Cade così non lontana
Dall’esistenza
La bestemmia a gote piene
Reiterata
Al distruttore fulmine
Che per quest’anno ha cancellato
La vendemmia a ottobre
L’acino che si gonfia.
</span></pre>
<p style="text-align: right"><em>Franco Buffoni</em></p>
<p>&#8211;</p>
<p><strong>Pagliarani sul Niagara</strong></p>
<p>Parlavi dei bambini,<br />
dicevi della loro furia molecolare,<br />
davanti alla cascata,<br />
anzi, dietro il suo velo,<br />
dentro un cunicolo scavato nella roccia<br />
per sbucare sul retro delle acque.</p>
<p>Al buio, fra la guazza,<br />
con quel film bianco che scorreva in fondo<br />
velando il mondo,<br />
come ficcati dentro un ombelico,<br />
parlavi della nascita,<br />
descrivevi la nascita,<br />
affidavi alla nascita<br />
la parola segreta di ogni storia:</p>
<p>CONTINUA.</p>
<p style="text-align: right"><em>Valerio Magrelli</em></p>
<p>&#8211;</p>
<p style="text-align: justify">La persona, che diventa personaggio se solo ne scriviamo una riga, e che nel caso di Elio Pagliarani diventa personaggio due volte, non fu per me meno saettante del poeta. Quel che si dice personaggio – Pagliarani aveva le stimmate per esserlo. Lavorare con lui – con tale persona, con tale personaggio, così esuberante – per quindici anni, ha prodotto una quantità di aneddoti (per dire il minimo) cui gli amici più giovani hanno attinto con giusta voluttà. Poiché Elio negli ultimi anni l’ho visto poco, non posso aggiungere altri aneddoti. E poiché questa non è la sede per infine rivolgersi al poeta (in realtà non l’ho mai fatto, anche se sapevo <em>Inventario privato</em> a memoria), mi piace allora rivederlo nelle vesti di bibliofilo goloso, felice tra i suoi libri antichi e antichissimi negli intervalli d’un luminoso pranzo domenicale. Eravamo nella casa alle pendici di Monte Mario, con la moglie Cetta e la figlia Lia Rosa – con me venne Maria Pia, che per lui ha grande affetto. Aggiungo una parola sul sentimento che ho condiviso con un buon numero di persone. Di questo sentimento si parlò il giorno dell’ultimo saluto, il dieci marzo, sui gradini della Chiesa Nuova. Tutti eravamo stupiti d’esser lì, usciti da una chiesa, per quanto prestigiosa. Certo, rispettiamo le volontà familiari. Ma è proibito non pensare a Elio come a un uomo il più provvisto d’una religione laica, e solo laica. Pagliarani era fedele alle sue radici romagnole, il suo senso di giustizia era feroce e terreno. A che cosa erano dovute le sue pazze ire se non all’idea che ogni acquiescenza, ogni rinuncia, ogni mortificazione sarebbero risultate (a se stessi prima di tutti) inique, indegne, suscettibili d’altra ira, d’altro furore? Era in questo modo che anche il dieci marzo a lui pensavamo; ed è così che ora preferisco ricordarlo.</p>
<p style="text-align: right"><em>Franco Cordelli</em></p>
<p>&#8211;</p>
<p style="text-align: justify">Il vero battesimo, me ne rendo conto adesso, senza volerlo me l’ha dato Pagliarani. Doveva essere il Novantacinque. Tornavamo assieme in macchina da Reggio Emilia, mi aveva battezzato critico il mio primo Ricercare, ed ero tutto contento. Elio pure era tutto contento perché alla guida c’era Tommaso che, secondo lui, al volante era il migliore. Lui e Cetta stavano seduti dietro, io accanto al guidatore. Unico intruso in una macchina colma di poeti, mi sentivo in dovere di parlare di poesia. Prima Elio, a bassa voce, aveva avuto parole colme d’ammirazione per Sandro Penna e io sfoggiai un libretto fresco di stampa, il suo carteggio con Montale, dicendo qualcosa sulla bellezza di quest’amicizia fra poeti. Una cosa molto retorica, suppongo; Elio s’incazzò però non per il tono, ma per l’ignoranza. Ma come amici! Ma se Montale gli ha fatto le scarpe tutta la vita! Per la prima volta, stupefatto e terrorizzato, assistevo alla sua collera omerica; tanto urlava e si agitava che l’auto, un paio di volte, ha sbandato sensibilmente. Ecco, in quegli zigzag ho capito una cosa che nessuno mi aveva mai spiegato – che la poesia non sta tutta nei libri. La lezione di quel viaggio non era stata solo di mestiere, ma di vita.</p>
<p style="text-align: right"><em>Andrea Cortellessa</em></p>
<p>&#8211;</p>
<p style="text-align: justify">Ho sempre pensato che Elio Pagliarani avesse un modo tutto suo di rapportarsi alla realtà, come avvertendone il ritmo nascosto, afferrando le sfasature e le dislocazioni in cui si dispiegano le cose, le presenze umane, i linguaggi, ruminando in sé quelle sfasature e riproiettandole, complicandole espandendole nella propria voce e nella propria poesia. Una poesia dall’eccezionale tensione ritmica, che ci ha trasmesso in modo potente, vorticoso, avvolgente, straniante, tutto il senso della complicazione e della contraddizione del mondo che egli si è trovato ad attraversare e che con lui abbiamo attraversato. Elio ha conquistato questa poesia traendo frutto da quella «asimmetria» a cui l’aveva costretto, come racconta nel bellissimo <em>Pro-memoria a Liarosa</em>, la perdita di un occhio all’età di 19 mesi: questa asimmetria ha vivificato e sostenuto la sua illimitata passione «romagnola» per il presente e per la concretezza del mondo, la sua disposizione all’ascolto delle cose, delle persone, dei linguaggi, e lo ha portato a sperimentare, insieme da dentro e da fuori, l’asimmetria costitutiva del mondo e dell’esperienza. <em>Proviamo ancora col rosso</em>, Elio; proviamo a risentire la tua voce e la forza dislocante della tua poesia!</p>
<p style="text-align: right"><em>Giulio Ferroni</em></p>
<p>&#8211;</p>
<p style="text-align: justify">C’è una corrispondenza fra politica e poetica in Pagliarani. Come sul piano politico Pagliarani mescola istanze moralistiche, populistiche, riformatrici, interpretazione classista della storia e atteggiamenti libertari e anarchici, così su quello letterario l’accettazione di una «funzione sociale», consistente nel compito di «mantenere in efficienza, per tutti, il linguaggio», si accompagna all’esigenza di non accontentarsi della «negazione» radicale sul piano del linguaggio ma di puntare a una «opposizione» o «contrapposizione determinata», verificata sul reale, e capace di produrre «nuovi significati». Pagliarani subisce indubbiamente l’influenza della tradizione illuministica e realistica lombarda, e la fonde col proprio sperimentalismo letterario e con la forza travolgente e corporale con cui inventa il ritmo del verso soppiantando tutta una tradizione metrica di stampo lirico. Di qui un certo isolamento di Pagliarani all’interno del Gruppo 63: era troppo classista e «rivoluzionario» per i fenomenologi e i neopositivistici asettici, troppo riformista per i puri eversori del linguaggio. In fondo, almeno all’altezza della <em>Ragazza Carla</em>, è più l’erede di «Officina» (col suo moralismo e i suoi poemetti narrativi) che un seguace delle nuove teorie elaborate nella redazione del «verri». E per questo giustamente Sanguineti nella sua antologia del 1969 lo pone nella sezione dello «Sperimentalismo realistico» e non in quella della «Nuova avanguardia», dove colloca invece gli altri Novissimi. Fra <em>La ragazza Carla</em> e <em>La ballata di Rudi</em> Pagliarani è stato il maggior poeta espresso dalla temperie sperimentale del secondo Novecento, quello che in modo più realizzato e compiuto ha saputo fondere «opposizione» politica determinata e una innovazione radicale capace di portare alle estreme conseguenze la crisi del genere lirico e la negazione dell’io, non tramite lo sprofondamento in labirinti o in paludi di putredine bensì attraverso il recupero della narratività, e l’invenzione di una espressività realistica nutrita di una coralità e di un ritmo che è giusto definire epici.</p>
<p style="text-align: right"><em>Romano Luperini</em></p>
<p>&#8211;</p>
<p style="text-align: justify">Proviamo con l’invettiva, si disse Pagliarani, e scrisse <em>Epigrammi ferraresi</em>. Ferrarese come Savonarola, «il suo blasone», confessa il poeta evocando la bile. Che in lui rima sempre con pile, la scossa elettrica che si alterna con gli umori del fegato per fulminare le Chiese e gli Imperi di ogni tempo. Il corpo e la tecnica sono uniti dallo stesso scopo, come sempre in Pagliarani il dire e il fare, che qui si corrono incontro lungo la scorciatoia. Prima il linguaggio (l’invettiva), il significato verrà poi in uno sperimentalista le cui forme sono sempre gravide di contenuti da estrarre con dolore, sdegno e sarcasmo. Il messaggio s’è fatto più breve, appuntito, rovente e spezzato dal furore del «moralista padano» e dalla memoria del genere. La frase è una lama di coltello o mannaia <em>(«Quelli</em> sei con la mannaia furono angeli»), dove il ritmo scandisce le parole come strumento a percussione («Ancora non resuscita questo Lazzaro / Io vi dico che bisogna rompere questo sepolcro»). Se è in gioco la giustizia, tocca dire brutalmente la verità, senza timor di Dio («Tommaso Muntzer disse che cacava addosso a quel Dio che non parlava con lui»). Nel mondo nessuno può dirsi innocente: Pagliarani non salva nemmeno se stesso («Non so se avete capito: siamo in troppi a farmi schifo»). Con l’invettiva il poeta ferisce e picchia, flagella e si autoflagella. L’esperimento riesce sempre a Pagliarani: il linguaggio oggettivo incontra sempre la sua vicenda personale.</p>
<p style="text-align: right"><em>Walter Pedullà</em></p>
<p>&#8211;</p>
<p style="text-align: justify">Muore un poeta, e non si può fare a meno di pensare a quel che ha significato per te, al di là della storia della letteratura, del canone, delle antologie e dei monumenti. Un pensiero semplicistico, forse, che riguarda quella cosa chiamata «vita», parola impresentabile, ma che insomma rende l’idea. Allora ripenso al mio incontro con Pagliarani, con la poesia di Pagliarani, non tanto con la sua cara persona, che ho visto qualche volta, da vecchio, quel che si dice un vecchio amabilmente burbero, con i vestiti gualciti, la voce abrasiva, le guance molli, una voce abrasiva foderata di guance molli. All’università ho registrato <em>La ragazza Carla</em> in un’audiocassetta, per poterla ascoltare con le cuffiette. Ascoltavo il poemetto di Pagliarani e riuscivo a sopportare la mia voce che lo leggeva, che lo infettava. Altri poeti invece non sopportavo che fossero infettati dalla mia voce, avrei voluto avere a disposizione una voce impersonale, assoluta, per registrare le loro poesie, invece la poesia di Pagliarani no, mi sembrava che bisognasse sentire che c’era qualcuno che la leggeva, con un’inflessione e un carattere, e allora riuscivo a sopportare persino la mia voce. Ricordo che poi l’ho pure «portato all’esame», Pagliarani, mi fecero una domanda su una poesia, era <em>provano ancora con l’oro</em>, mi chiesero di leggerla, e mi domandarono che cosa voleva dire, secondo me, provare ancora con l’oro, per una poesia, non ricordo cosa dissi ma so che non fu gran che, perciò continuai a chiedermelo, me lo chiedo ancora, che cosa significa, provare ancora con l’oro, ora che ci penso la mia vita è un tentativo di dare una risposta all’altezza di quella poesia, provare ancora con l’oro, dare fiducia all’oro, alla parola che lo nomina, che non vale niente, che non è oro, provare a vedere se dà un po’ di valore alla frase, se dà valore al provare, provo ancora a provare con l’oro, ogni volta che scrivo, che penso, che parlo, riprovo con l’oro ancora con l’oro ci provo.</p>
<p style="text-align: right"><em>Tiziano Scarpa</em></p>
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