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	<title>l&#8217;oro della camorra &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>A Gamba tesa: &#8220;Extraordinary facts relating to the vision of colors&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 07:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[Casalesi]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
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					<description><![CDATA[A proposito di &#8220;l&#8217;oro della camorra&#8221; di Rosaria Capacchione di Francesco Forlani &#8220;Il daltonismo consiste in una cecità ai colori, ovvero nell&#8217;inabilità a percepire i colori.(&#8230;) Si definisce daltonica la persona che non riesce a distinguere colori di diversa lunghezza d&#8217;onda. Se, ad esempio, si mostra ad un daltonico un disegno con un triangolo rosso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di &#8220;<a href="http://bur.rcslibri.corriere.it/bur/libro/2745_l_oro_della_camorra_capacchione.html">l&#8217;oro della camorra</a>&#8221; di <a href="https://www.nazioneindiana.com/tag/rosaria-capacchione/">Rosaria Capacchione</a><br />
di<br />
<strong>Francesco Forlani</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/testcol2.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/testcol2.png" alt="" title="testcol2" width="200" height="300" class="alignnone size-full wp-image-13112" /></a></p>
<p>&#8220;Il daltonismo consiste in una cecità ai colori, ovvero nell&#8217;inabilità a percepire i colori.(&#8230;)<br />
Si definisce daltonica la persona che non riesce a distinguere colori di diversa lunghezza d&#8217;onda.<br />
Se, ad esempio, si mostra ad un daltonico un disegno con un triangolo rosso su uno sfondo verde questi non riesce a distinguere la figura.<br />
Benché venga generalmente considerata una disabilità, in alcune situazioni il daltonismo può rivelarsi vantaggioso; un cacciatore daltonico, ad esempio, può riuscire a distinguere meglio una preda mimetizzata su uno sfondo caotico; analogamente, un soldato daltonico può evitare di essere ingannato dai camuffamenti che, al contrario, traggono in inganno persone che hanno una normale visione del colore.&#8221;<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daltonismo">voce wikipedia</a></p>
<p>Ho un ricordo preciso, nitido, della telefonata ricevuta da Rosaria la sera in cui aveva finito di scrivere il primo capitolo del libro e aveva voglia di condividere con me quel momento. Nessuna eccitazione, euforia, nella sua voce, e man mano che procedeva nella lettura, le parole, il ritmo delle frasi, del respiro, in quella naturale punteggiatura che viene dai lunghi o brevissimi silenzi, sembravano tessere di un mosaico, ovvero <em>pièces</em> di un quadro generale andato distrutto e destinato al non sense,  se non &#8220;ricostruito&#8221; in una narrazione. <em>Pièces</em> appunto di un teatro dell&#8217;assurdo.<br />
<span id="more-13113"></span></p>
<p>A Napoli ho un amico che ogni qualvolta gli succeda qualcosa di strano, mi dice sornione: &#8220;una cosa senza senso&#8221;. Ammazzare una persona per errore o solo a scopo dimostrativo, torturarla pur sapendo che sta per morire, e allora vederla soffrire solo per te, perché tanto non ti sopravviverà né racconterà mai a nessuno della sua sofferenza. Avvelenare una terra, la stessa su cui lasci che crescano i tuoi figli, e crepino, come gli altri di morte orribile e violenta. Assistere a faide &#8220;senza senso&#8221;, e piegarsi alla volontà brutale di chi sembra tutto tranne che umano &#8211; ma sarebbe un errore cedere alla tentazione di considerare quell&#8217;inumano come estraneo alla propria umanità &#8211; sembra non potersi spiegare che attraverso le dimissioni della ragione.<br />
Rosaria Capacchione invece, da quando ha cominciato a occuparsi di cronaca per il Mattino, a seguire ogni fase dei grandi processi e mutamenti del fenomeno della criminalità campana, della camorra, vuole farsene una ragione, convinta che esista un senso a tanto dolore.</p>
<p>Quando in piedi ascoltavo con lo stesso spaesamento di un testimone, la confessione della mia amica, un dettaglio mi aveva colpito all&#8217;inizio del racconto. E&#8217; la descrizione delle calze di Pasquale Zagaria.  <em>Corto, in tutte le gradazioni del grigio</em>. Sembra a prima vista un dettaglio poco importante, ma a ben pensarci è la cifra di tutto il libro quel <em>gradazioni del grigio</em>.<br />
Ma noi gente del Sud si sa, al grigio siamo poco avvezzi, nemmeno attrezzati per un cielo grigio, figurarsi poi per il resto. A meno di non soffrire di &#8220;daltonismo&#8221; che come si diceva poco sopra è tutt&#8217;altro che un difetto in tempo di guerra. I colori mimetizzano infatti prede e predatori, cose e fatti,  se chi ricerca non riesce a definire la linea di demarcazione, la <em>border line</em> tra una cosa e un&#8217;altra.</p>
<p>Come accade quando si cerca di capire, e combattere, la zona grigia in cui imprenditoria e camorra stilano una dopo l&#8217;altra le voci di un fatturato da fare invidia a una multinazionale.<br />
Scrive  Rosaria Capacchione:</p>
<p> <em>A intaccare le certezze istintive dell&#8217;investigazione e del giudice che incrociano l&#8217;imprenditore camorrista sono le storie personali dei soggetti e l&#8217;equivocità di alcune condotte. le somme di denaro pagate periodicamente a esponenti dell&#8217;organizzazione camorristica in qualche caso hanno la natura di tangenti, in altri quella di contributi associativi e cioè il pagamento del costo dei vantaggi derivati dall&#8217;amicizia e dalla relazione d&#8217;affari con la camorra.</em><br />
La voce di Rosaria Capacchione  risuona di quella di uno dei suoi scrittori più amati, Leonardo Sciascia. Dello scrittore siciliano ha la stessa incrollabile, laica fede nella ragione. E nel cuore delle persone soprattutto se giudici in lotta con quegli stessi strumenti che hanno in dotazione. Il mondo del diritto sembra infatti almeno in un punto preciso negare ogni possibilità di demarcazione. Le gradazioni di grigio si moltiplicano all&#8217;infinito e il passaggio dal nero al bianco è tanto costoso e laborioso che pochi si avventurano fin lì.</p>
<p>Così commenta il Giudice Magi l&#8217;anomalia.</p>
<p><em>&#8220;Se è vero che le organizzazioni di stampo mafioso, rappresentano, soprattutto uno straordinario strumento di accumulazione economica e di alterazione  delle regole di mercato, ci si poteva  attendere un più elevato coinvolgimento di soggetti legati all&#8217;area economica  del gruppo, reinvestitori, consulenti finanziari, imprenditori compiacenti. Le definizioni processuali hanno registrato , in questo versante, un limitato numero  di affermazioni di responsabilità (specie nel settore della produzione e distribuzione del calcestruzzo) e numerose smentite alle ipotesi di accusa.&#8221;</p>
<p>(&#8230;) Credo che la ragione principale di tutto ciò sia da ricercarsi nel limitato impiego dello strumento rappresentato dalle indagini patrimoniali, a causa della loro estrema complessità che implica risorse, tempo a disposizione ed elevate professionalità da mettere in campo.&#8221;<br />
</em><br />
Rosaria Capacchione sa quindi perfettamente che alla base delle minacce di morte che pesano su di lei c&#8217;è l&#8217;aver indicato agli inquirenti una o due piste importanti per bloccare patrimoni e flussi di denaro. La sola cosa che veramente irrita questa nuova tipologia di camorrista imprenditore è perdere soldi.<br />
Continuando nella lettura della dichiarazione del giudice Magi ritroviamo un&#8217;altra parola chiave di questa inchiesta quando parla di &#8220;tracce narrative relative all&#8217;invasione del potere criminale&#8221;.</p>
<p><strong>Tracce narrative</strong></p>
<p><em>L&#8217; oro della camorra</em> sembra allora uno di quei vecchi pannelli che c&#8217;erano nelle metropolitane di Parigi, altro amore oltre a Sciascia di Rosaria Capacchione. A <em>Operà</em> dovrebbe essercene ancora uno. Una mappa della metropolitana con una lucina per ogni fermata. In modo da &#8220;far vedere&#8221; all&#8217;inesperto viaggiatore il tracciato del proprio percorso. Bastava  premere un pulsantino corrispondente sulla consolle che riportava in ordine alfabetico tutte le stazioni, e come per magia si illuminava la strada. Volete sapere che succede dei beni immobiliari confiscati alla camorra e da quest&#8217;ultima recuperati &#8220;legalmente&#8221; alle vendite d&#8217;asta? Volete sapere quali e quanti gettoni servano per azionare la <em>laverie automatique</em> del riciclaggio del denaro sporco? Basta aprire il libro, capitolo, due, tre, quattro, ed ecco comparire come per magia la traccia.<br />
Lucine colorate, appunto. Perché se è vero che il flusso di denaro avviene attraverso zone grigie, franche, banche, società finanziarie, cooperative, imprenditoria, e viaggia grazie al suo passaporto &#8220;grigio&#8221; dappertutto, i soldi, loro, un colore ce l&#8217;hanno.<br />
C&#8217;è l&#8217;oro rosso, dei pomodori San Marzano.<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/mini_sanmarzano.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/mini_sanmarzano.jpg" alt="" title="mini_sanmarzano" width="230" height="160" class="alignnone size-medium wp-image-13120" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Per ogni chilo prodotto e distrutto l&#8217;Aima distribuiva risarcimenti sufficienti a ripagare abbondantemente il raccolto. Se poi all&#8217;ammasso arrivavano solo frutta e ortaggi avariati, se nei centri di distruzione &#8211; gli </em><em>scamazzi</em>, come venivano chiamati &#8211; si portava solo un furgone di sassi ricoperti da uno strato di frutta e verdura, allora la ricchezza era assicurata&#8221;</p>
<p>Bisogna solo immaginarsela la scena per provare lo stesso dolore di chi quelle cose le vede.</p>
<p>&#8220;Racconta il collaboratore di giustizia Carmine Schiavone:<br />
<em>Ogni centro Aima, in rapporto alla produzione (mi riferisco ovviamente ai fittizi conferimenti), doveva corrispondere una somma che oscillava dai 50 ai 200 milioni (di lire,ndr) all&#8217;organizzazione dei </em><em>casalesi</em>. &#8221;</p>
<p>C&#8217;è l&#8217;oro bianco di una imprenditoria, quella camorristica che non rinuncia affatto alla sua vocazione &#8220;contadina&#8221;. Latte clandestino, di bufala naturalmente, non controllato, di &#8220;produzione non tutelata&#8221; e rivenduto come se, con i margini di guadagno che è possibile immaginare pensando al costo, di una mozzarella di bufala Dop.</p>
<p>Man mano che si procede nella lettura del libro non ti prende lo sgomento, il senso di impotenza, che altre opere e penso soprattutto a Gomorra di Roberto Saviano, possono provocare, quanto una sensazione di consapevolezza, di comprensione crescente delle dinamiche che regolano non solo quel mondo lì, ma anche il tuo, e con quella consapevolezza ti senti più attrezzato, e quasi pensi che sia possibile la rivolta, una rivincita della tua terra, al punto da non capire perché per l&#8217;autrice, sia troppo tardi. Come quando in un&#8217;intervista per <a href="http://www.frescodistampa.info/">fresco di stampa </a> <a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/11/24/faits-divers-6/">alla mia domanda</a>, <em>come raccontare un assedio</em>? Rosaria Capacchione aveva replicato:<br />
<em>Come un vecchio fortino del Far West. Meglio, come la presa di Troia, vista dalla parte di Ettore, però. Credo che sia rimasto pochissimo tempo. Quando smetteranno di sparare, vorrà dire che hanno vinto. E manca poco. </em></p>
<p>Ho già parlato in altre occasioni dell&#8217;importanza della voce per uno scrittore. Una voce non è soltanto il timbro, l&#8217;impronta di un autore ma soprattutto lo stile che devi ritrovare nell&#8217;opera che stai leggendo. la voce di Rosaria è discreta, mai roboante, &#8220;a levare&#8221; più che &#8220;ad aggiungere&#8221; come certi musicisti jazz che hanno il mestiere senza avere mai cercato la professione. Uno stile austero, perché la cosa fondamentale è dire come stanno le cose, ma soprattutto dove si deve cercare il senso di esse. Così l&#8217;ironia mai telefonata di certi passaggi come quando nella ricostruzione di una vicenda legata alla latitanza in Francia di Sandokan, da una intercettazione telefonica si scopre la sensibilità musicale del terribile capo clan.</p>
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&#8220;e chiede l&#8217;ultimo cd di Umberto Tozzi &#8211; è l&#8217;anno di <em>Nell&#8217;aria c&#8217;è</em>, evidentemente introvabile in Costa Azzurra&#8221;</p>
<p> Ho come l&#8217;impressione che Rosaria Capacchione abbia scritto un manuale di cui sentiva in tutti questi anni la mancanza. Un <em>memoire</em> cui potere attingere informazioni dal passato  per capire il futuro. L&#8217;appendice, del libro, con l&#8217;indice dei nomi, le schede dei beni sequestrati, le sentenze, per un totale di oltre sessanta pagine, completa il progetto facendone uno strumento imprescindibile per ogni giovane cronista pronto a lanciarsi come lei, vent&#8217;anni or sono, nella battaglia. Con l&#8217;augurio che un giorno queste carte siano <em>tracce narrative</em> del solo passato. Senza più futuro.</p>
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