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	<title>lucio filippucci &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>60 anni di Tex: intervista a Lucio Filippucci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 05:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
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					<description><![CDATA[Tex compie sessant’anni. Esce lo Speciale n.22, intervista all’autore di Mauro Baldrati Sessant’anni di avventure, di sparatorie, di scazzottate. Tex nasce nel 1948, inventato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini come personaggio di sostegno al fumetto di cappa e spada Occhio Cupo, ma presto prende una strada sua e diventa il più famoso e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/tex_seminoles.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6150" title="tex_seminoles-450" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/tex_seminoles-450.jpg" alt="Indiani Seminoles - tavola di Lucio Filippucci" width="450" height="482" /></a><br />
<em>Tex compie sessant’anni. Esce lo Speciale n.22, intervista all’autore</em></p>
<p>di <strong>Mauro Baldrati</strong><br />
<span id="more-6149"></span><br />
Sessant’anni di avventure, di sparatorie, di scazzottate. <a title="Tex su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tex_(fumetto)">Tex</a> nasce nel 1948, inventato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini come personaggio di sostegno al fumetto di cappa e spada <em>Occhio Cupo</em>, ma presto prende una strada sua e diventa il più famoso e il più venduto in Italia. Fin dai primi numeri si caratterizza come il fumetto western che considera gli indiani americani non più come selvaggi assetati di sangue ma come un popolo degno di rispetto. Col nome di <em>Aquila della notte</em> è addirittura il capo dei Navajos. E’ un implacabile cacciatore di fuorilegge, strenuo difensore della Legge e della Giustizia, intese come norme superiori, sovraordinate rispetto alle consuetudini, che non esita a infrangere per raggiungere l’obiettivo. Crede, e difende, il rispetto reciproco tra i due popoli, anche se l’ordine costituito – il potere centrale dell’uomo bianco – non viene mai messo in discussione, e combatte con ogni mezzo chi sgarra, siano bianchi, giacche azzurre deviate, politici corrotti, banditi spacciatori di “acqua di fuoco” o indiani ribelli che passano alla lotta armata.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/tex_aggressione.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6152" title="tex_aggressione-450" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/tex_aggressione-450.jpg" alt="tavola di Lucio Filippucci" width="450" height="205" /></a></p>
<p><em>(fai clic sull&#8217;immagine per vedere la tavola a dimensione originale)</em></p>
<p>Tex è un puro materialista, un pragmatico, un uomo d’azione. Questo suo razionalismo estremo è talvolta sfidato dal mistero e dalla magia nera, in battaglie campali con gli stregoni neri Mephisto e Yama, dove contrasta i trucchi, gli ipnotismi, i raggi della morte dei “tizzoni d’inferno” e dei “satanassi” con le pallottole della sua colt 45 e con l’impatto devastante dei suoi pugni. E’ infatti imbattibile nei combattimenti corpo a corpo, anche se i suoi avversari sono pugili o lottatori professionisti, o giganti.<br />
Ha sempre lo stesso look, immutato da sempre: il cappello Stetson, una camicia che sappiamo gialla dalle copertine – uniche concessioni al colore perché è rigorosamente in bianco e nero – pantaloni aderenti azzurri, foulard nero, cinturone con due colt. Qualche eccezione viene concessa quando è Aquila della Notte, con giacche a frange e una fascia di capo indiano intorno alla fronte, o un giaccone pesante in certi episodi ambientati nei climi freddi.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/tex_peste_pe.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6157" title="tex_peste_pe-450" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/tex_peste_pe-450.jpg" alt="tavola di Lucio Filippucci" width="450" height="421" /></a></p>
<p>Agisce quasi sempre con alcuni fedeli <em>pards</em>, l’anziano ma scattante Kit Carson (Capelli d’argento), il “vecchio brontolone”, un caratterista ispirato all’eroe della frontiera realmente esistito, il silenzioso indiano Tiger Jack, suo fratello di sangue, il figlio Kit (Piccolo Falco), svelto e abile. Altri amici entrano saltuariamente in qualche episodio, il mago buono El Morisco, Gros-Jean, il massiccio trapper franco-canadese, grande alleato di gigantesche risse, il colonnello Brandon.</p>
<p>Tex è alto circa 1.80 per 80-85 kg, e ha un’età di 40-45 anni. Considerando i sessant’anni di attività, avrebbe oltre 100 anni. Ma è in gran forma, energetico più che mai, duro e in tiro nell’ultimo <a title="gli albi speciali di Tex su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Albi_speciali_di_Tex">Speciale</a>, o <em>Texone</em>, l’albo gigante n. 22 in uscita il 20 giugno. E’ una storia ambientata nelle paludi della Florida, con campi lunghi sulle mangrovie, scene acquatiche, villaggi su palafitte, azione, avventure e storie nere. Questi albi, a cadenza annuale, dal 1986 vengono affidati a disegnatori diversi, spesso dei maestri come Buzzelli, De La Fuente, Ortiz, Kubert. Leggendario quello di Magnus, costato cinque anni di lavoro accanito, un classico del fumetto.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/tex_panoramica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6154" title="tex_panoramica-450" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/tex_panoramica-450.jpg" alt="tavola di Lucio Filippucci" width="450" height="363" /></a></p>
<p><em>(fai clic sull&#8217;immagine per vedere la tavola &#8211; <strong>splendida</strong> &#8211; a dimensione originale)</em></p>
<p>Per l’occasione Texone è tornato sull’Appennino. Dopo il n. 9 di <a title="Magnus - Roberto Raviola su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Magnus">Magnus</a>, realizzato in parte a Castel Del Rio, il nuovo numero è stato affidato a <strong>Lucio Filippucci</strong>, bolognese (qui una sua <a title="profilo di lucio filippucci da Bonelli editore" href="http://www.bonellieditore.it/auto/componi_scheda_collaboratori?collaboratore=Lucio+Filippucci">scheda</a> e una sua <a title="Lucio Filippucci disegna Tex Willer" href="http://www.flickr.com/photos/justercolor/2446712883/">foto</a>), uno dei disegnatori di punta di <a title="Martin Mystere su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Myst%C3%A8re">Martin Mystère</a>, che lavora in un piccolo fienile di sasso ristrutturato con vista sui boschi dell’Appennino bolognese, nei pressi di Loiano. L’abbiamo incontrato nel centro della cittadina, dove si è tenuta una mostra con le tavole originali del nuovo albo.</p>
<p><strong>Filippucci, com’è nata l’avventura dello Speciale?</strong></p>
<p>L’editore Bonelli continuava a chiedermelo, ma io tentennavo perché non sono mai stato un texiano. Non ero un lettore abituale, ero legato ad altri stili western, più moderni, come Ken Parker, o il Blueberry di Moebius. Anche nel cinema amavo il western anni Settanta, Soldato Blu, Un uomo chiamato cavallo. Tex è anni Cinquanta, John Ford.</p>
<p><strong>Alla fine perché hai accettato?</strong></p>
<p>Perché era una bella sfida. Tex è un personaggio impegnativo, con una lunga storia alle spalle, delle regole solide.</p>
<p><strong>Quali?</strong></p>
<p>E’ un uomo d’acciaio, ha un abbigliamento preciso, armi, un modo di cavalcare, di guardare. Anche i luoghi, gli arredi, gli oggetti, devono essere verosimili, esatti. E’ un western realistico, sporco, polveroso. Io, che vengo dalla fantascienza, dove c’è molta libertà di improvvisare, ho dovuto lavorare con disciplina; sono passato dal ritmo veloce a quello lento, dove ogni vignetta va lavorata a fondo. Credo di essermi adattato molto bene alla sua serialità, perché io in fondo sono un particolarista, amo i dettagli, la precisione, la nitidezza. Mi ci sono adattato talmente bene che ora disegnerò anche un albo “normale” di Tex.</p>
<p><strong>Ha influito il tuo stile di disegnatore di fantascienza? Come si è coniugato col western?</strong></p>
<p>Credo di avere lavorato sul ritmo, il dinamismo, l’azione, gli effetti speciali. Queste infatti sono le prerogative del disegnatore, che gestisce la regia.</p>
<p><strong>Puoi riassumere la storia?</strong></p>
<p>Potrà sembrare bizzarro, ma dopo tre anni di lavoro duro sulle singole vignette non la ricordo molto bene. E’ una sceneggiatura di Gino D’Antonio, uno dei più grandi sceneggiatori italiani, purtroppo scomparso di recente senza potere vedere l’opera finita. Tex e Carson hanno l’incarico di scortare un capo seminole ribelle, Ochala, a un processo per vari omicidi. Ma riesce a fuggire, aiutato dai suoi. Ochala è inseguito da un malvagio caijun, che, apprendiamo nei flashback, anni prima ha sterminato la sua famiglia. Scopriamo che Ochala è innocente, che ha sempre ucciso per difendersi, e Tex si mette sulle tracce di entrambi. E’ una storia avventurosa, con la complicazione di un burocrate malvagio e corrotto, uno dei nemici classici di Tex, che lotta contro la corruzione, la speculazione.</p>
<p><strong>Quindi abbiamo la coppia Tex/Carson, senza Tiger Jack?</strong></p>
<p>Sì, ma oltre la metà dell’albo vede Tex da solo, con un pard meno “pesante” di Carson. E’ stata una scelta della sceneggiatura, per l’economia della storia, i personaggi, l’intreccio, risultava troppo complesso far recitare entrambi i personaggi, con le loro caratterizzazioni, le personalità complesse, le solite idiosincrasie di Carson. Così a un certo punto Capelli d’argento si è infortunato ed è uscito di scena.</p>
<p><strong>Hai detto recitare, dunque sono personaggi/attori?</strong></p>
<p>Certo. Il fumetto ha una scansione cinematografica.</p>
<p><strong>Quindi, come in ogni film che si rispetti, hai fatto delle ricerche sugli scenari, gli oggetti, i costumi?</strong></p>
<p>E come. Le armi, i paesaggi delle paludi, e i cavalli, che costituiscono uno dei problemi più ardui da risolvere, per l’anatomia e soprattutto il dinamismo, difficile da restituire. Ho dovuto inventare molto sui costumi dei seminoles, perché c’è pochissimi materiale disponibile. Va detto che non tutti i disegnatori dei texoni hanno fatto la stessa cosa, alcuni hanno tirato via, ma io no. In questo ho seguito fino in fondo gli insegnamenti dei miei due maestri, Magnus e Romanini (Giovanni Romanini, bolognese, ha collaborato con Magnus alla Compagnia della forca e ha disegnato i cavalli del texone dello stesso Magnus ndr), grandi maestri della precisione.</p>
<p><strong>Aurelio Galleppini ha usato anche se stesso – il proprio autoritratto – per il personaggio. Tu pensi di avere inserito qualche componente di te stesso nel tuo protagonista?</strong></p>
<p>Direi che siamo molto diversi, a partire dall’aspetto fisico. Però ammiro certi lati del suo carattere, quella sua fede incrollabile nella Giustizia, e il non esitare a prendere a cazzottoni i malvagi che la infrangono.</p>
<p><strong>Il tuo Tex ha una faccia dura, spigolosa, spesso illuminata dal basso, con occhi stretti come fessure orizzontali. E’ una scelta solo tua? </strong></p>
<p>Assolutamente sì. La sceneggiatura non fornisce indicazioni di questo tipo. Gli occhi fessura derivano da Martin Mystère, che non li apre mai. Per tornare alla domanda precedente, forse ci ho messo la mia tensione iniziale, quando pensavo alla impresa che stavo affrontando.</p>
<p><strong>Secondo te oggi Tex voterebbe Obama o McCain?</strong></p>
<p>(Pausa) Obama. Ha un’anima solida di democratico.</p>
<p><strong>Un’ultima domanda. Perché tanti disegnatori se ne vanno in Francia? Penso a Liberatore, Mattotti, Igort.</strong></p>
<p>In Francia il fumetto ha lo spazio e l’attenzione che merita. E’ considerato un linguaggio al pari della letteratura, il cinema. In Italia invece, anche se vi sono ottimi autori, è un sottogenere, una sottocultura buona per l’evasione. In fondo restiamo legati alla concezione del fumetto come illustrazione delle favole per bambini.</p>
<p><em>Le tavole di questo articolo sono pubblicate per gentile concessione dell&#8217;autore Lucio  Filippucci. Tex è una pubblicazione di <a title="il sito dell'editore sergio bonelli" href="http://www.sergiobonellieditore.it/auto/cpers_index?pers=tex">Sergio Bonelli Editore</a><br />
</em></p>
<p><em>fine</em></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/tex_copertina.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6156" title="tex_copertina-450" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/06/tex_copertina-450.jpg" alt="disegni di Sergio Filippucci" width="450" height="583" /></a></p>
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