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	<title>Maddalena Vaglio Tanet &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Da &#8220;L&#8217;OSPEDALE&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mariasole ariot]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2015 13:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[l'ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[Maddalena Vaglio Tanet]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Maddalena Vaglio Tanet 1. L&#8217;accettazione Sedute con le mani in grembo le ginocchia strette, i capelli raccolti nel vestibolo di un ospedale americano, noi insieme diffidenti l&#8217;una verso le altre e loro di più ancora: Niente paura signore ossa, I is on your side. Nel giardino di Saint John due uccelli, gazze a giudicare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di <strong>Maddalena Vaglio Tanet</strong></p>
<p>1.</p>
<p>L&#8217;accettazione</p>
<p>Sedute con le mani in grembo<br />
le ginocchia strette, i capelli raccolti<br />
nel vestibolo di un ospedale americano,<br />
noi insieme diffidenti l&#8217;una verso le altre<br />
e loro di più ancora: Niente paura<br />
signore ossa, I is on your side.<br />
Nel giardino di Saint John due uccelli,<br />
gazze a giudicare dalla coda,<br />
si contendono qualcosa, la nebbia<br />
gonfia il cielo tra i margini dei tetti,<br />
violagrigia, macchiata di rosa in certi punti<br />
(ossidi forse, polveri).<br />
Amsterdam Avenue tira una riga<br />
dritta fino al fiume, sul fondo<br />
si sono accesi i fari,<br />
bianchi e rossi si slargano, bagnati.<br />
Il condizionatore soffia piano sulla faccia,<br />
aspettiamo ancora ostili, ferme<br />
tra il tavolino e il davanzale,<br />
ma non può durare e presto<br />
stiamo come bambine<br />
con le ginocchia sbucciate, chine<br />
sul nido di sterpi e fili d&#8217;erba impastati<br />
dove dorme la piccola bestia pelosa<br />
nel bozzolo precario del suo calore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4.</p>
<p>Ci guardiamo. Qualcuno svia gli occhi<br />
a lato, ci sono gli ingorgati,<br />
i lattiginosi, i salmodianti. Una alla fine<br />
tiene in bocca pezzi di ghiaccio<br />
per dissetarsi. Non succhia, li spinge<br />
uno alla volta appena contro il palato.<br />
Con gli altri, i gentili e gli arrabbiati,<br />
ci diciamo: nemmeno io sono venuto<br />
per restare su questo giaciglio<br />
che è un palcoscenico e un ripostiglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>6.</p>
<p>Fa buio intanto, la terra è scura e quando<br />
nella stanza è difficile vedere,<br />
le ombre crescono come strani fiori<br />
si allungano dagli steli delle cose<br />
e sui muri e il pavimento pendono<br />
le loro grandi corolle spaventose,<br />
finalmente preme sul cuore l&#8217;idea<br />
del mondo ulteriore, quello che ci seguirà.<br />
C&#8217;è chi si abbandona, chi ringhioso si ritrae,<br />
chi salva tutto: le vergogne dell&#8217;infanzia,<br />
distese di mais da qualche parte,<br />
un arcobaleno liquefatto in rivoli di nafta<br />
vicino alla carcassa di un furgone,<br />
prugne come grosse uova bluastre<br />
appese al picciolo striminzito.<br />
Passano stagioni intere, anni,<br />
dalle narici dilatate, dallo sguardo<br />
che diserta la stanza, punta la finestra</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>da Il passaggio del tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mariasole ariot]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2014 12:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Maddalena Vaglio Tanet]]></category>
		<category><![CDATA[mariasole ariot]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Maddalena Vaglio Tanet Lungo Skalitzerstrasse tornavo una sera, le foglie bagnate come corpi di lumaca coprivano l&#8217;asfalto nuovo della strada. A passo lento accanto ai prati, alla loro capigliatura d&#8217;erba rada, cercavo di vedere la volpe di città che una volta in pieno inverno incontrasti a tarda notte, i fari contro gli occhi accesi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di <strong>Maddalena Vaglio Tanet</strong></p>
<p>Lungo Skalitzerstrasse tornavo una sera,<br />
le foglie bagnate come corpi di lumaca<br />
coprivano l&#8217;asfalto nuovo della strada.<br />
A passo lento accanto ai prati,<br />
alla loro capigliatura d&#8217;erba rada,<br />
cercavo di vedere la volpe di città<br />
che una volta in pieno inverno<br />
incontrasti a tarda notte,<br />
i fari contro gli occhi accesi dalla luna.<br />
Era sparita nel cantiere, forse la sua tana.<br />
Sentivo sciabordare alle mie spalle<br />
sacchi della spesa, un respiro<br />
e le unghie di un cane come pioggia<br />
sul selciato. Da una macchina lontana<br />
coscienziosamente usciva fumo<br />
con il braccio di qualcuno e briciole<br />
attese da passeri e cornacchie.<br />
Il buio del parco contro un fianco,<br />
gli spasmi della strada contro l&#8217;altro,<br />
andavo stretta tra erbe e luci<br />
con le fronde di altre voci<br />
a fare ombra alla bassa mia.<br />
Così andando e ripetendo<br />
parole tedesche da non dimenticare,<br />
pensai di dirti <em>l&#8217;ho incontrata</em>,<br />
fulva e magra, spaventata,<br />
a caccia di cornacchie e passeri distratti,<br />
come un presagio di neve,<br />
di selvatichezza.<br />
Avrei deposto la visione della volpe<br />
nel racconto di giornata,<br />
un dono piccolo, non sensazionale,<br />
per dire altro<br />
dividendo la nostalgia di un animale,<br />
moltiplicando nei dettagli la nostra comunione,<br />
come due seduti al buio<br />
nella stessa macchina, a fumare.</p>
<p>*</p>
<p><em>Il lago di Lindow</em></p>
<p>Avanziamo dentro la foresta<br />
tra filamenti verdi di ombra,<br />
le radici aggrottano il sentiero e i sassi<br />
sviano le ruote della bici. Ancora un tratto<br />
un gocciare di fronde,<br />
la resistenza minima delle ragnatele,<br />
un breve volo di gazza, infine il lago.<br />
Lunghe frasi di sabbia preparano all&#8217;acqua,<br />
tutta un limo, opaca,<br />
con un fondo d&#8217;alghe sotto i piedi.<br />
Nuotiamo lontani dalla riva<br />
verso il centro,<br />
ma arrivare all&#8217;isola è impossibile<br />
– fa d&#8217;anello a un altro lago<br />
dicono le guide del Brandeburgo.<br />
Anche qui ci sono correnti,<br />
intervalli di subacqueo gelo,<br />
pesci nascosti, movimenti di carpe<br />
e lucci maculati tra pietre sommerse,<br />
bracciali, elastici per capelli, molte cose<br />
perse, lentigginose di muffa e terra.<br />
Intorno a noi bagnanti si muovono creature<br />
con gli occhi o senza,<br />
organica, inorganica vicenda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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