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	<title>Martina Campi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Le concrezioni e i precipitati del senso nella poesia di Martina Campi *</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Apr 2016 12:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[annotazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[di Sonia Caporossi Sette giorni in ospedale. Sette giorni di odissea e smarrimento, di caduta a picco nei meandri stordenti della propria identità franta. La stessa durata del viaggio di Dante nei tre Regni. Lo stesso periodo della Genesi.  E in questa sorta di Bildungsroman in forma di poemetto, per certi versi quasi mistico ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Sonia Caporossi</strong></p>
<p>Sette giorni in ospedale.</p>
<p>Sette giorni di odissea e smarrimento, di caduta a picco nei meandri stordenti della propria identità franta. La stessa durata del viaggio di Dante nei tre Regni. Lo stesso periodo della Genesi.  E in questa sorta di Bildungsroman in forma di poemetto, per certi versi quasi mistico ma anche molto legato al <em>verumfactum</em> delle proprie concrezioni di realtà, si raddensa la dimensione esperienziale messa in versi da Martina Campi. <em>La saggezza dei corpi</em> racconta infatti un viaggio dentro gli “asettici inferni” (Sereni) delle corsie dell’ospedale in cui la poetessa è stata ricoverata per un malore la scorsa estate, episodio di vita vissuta che apre un percorso autobiografico di riconoscimento allo specchio in cui, poeticamente, l’Autrice vuole in qualche modo superare i ristretti confini della propria singolarità per cercare (e trovare) il bandolo della matassa universale periodicamente disperso e ingarbugliato dall’umanità tutta, dibattendosi col tema, proverbialmente carico di difficoltà espressive (e filosofiche), del <em>senso</em> e della <em>perdita di senso</em>.</p>
<p>Per ottenere un tale risultato poetico, e soprattutto per renderlo con quella leggerezza di immagini, ritmi e suoni che è da sempre tipica del suo versificare, Martina Campi rabbercia e rinsalda con i punti di sutura del linguaggio “l’anello che non tiene” (Montale), riallacciando brano a brano, in una definizione unitaria, lo spazio nel tempo e il tempo nello spazio, facendo tornare sinolo ciò che nel male e nel dolore si dà per scisso. L’Autrice, alla fine del proprio viaggio all’interno di se stessa, giunge così alla consapevolezza che il cronotopo, quando la patologia inganna i sensi, non è altro che una convenzione poetica, per cui ci vuole ben altro rispetto al semplice individuarne i confini e le modalità per potersi dire vivi o anche solo presenti a se stessi. Ecco perché il nesso tra lo spazio e il tempo può essere sciolto e ricucito come e dove l’esperiente vuole, anche e soprattutto in certe situazioni di vita al limite, come nella fenomenologia dello spaesamento e del distacco dalla linearità del tempo tipiche della malattia.</p>
<p>Per riuscire a tradurre in poesia un’esperienza di tale profondità e coinvolgimento, alla Campi è sufficiente la pratica poetica di ciò che si potrebbe definire come il circolo ermeneutico fondante che collega <em>descrizione</em> e <em>sensazione</em>, tale che, partendo dall’abituale <em>descrizione di sensazioni</em>, la poetessa riesce a esprimere l’inusuale, lo scarto, la <em>sensazione delle descrizioni</em>, fondendo dimensione interiore ed esteriore, soggettiva e oggettiva, all’interno d un dominio topologico compiutamente <em>estetico</em>.</p>
<p>L’ingresso in ospedale, in questo senso, è vissuto come un’ectopia della mente, un esodo dai sensi e dal senso delle cose (“è un fiume oggi la ferrovia / dal quale straripano i binari e oltre / gli argini folli i fogli, i sedili / galleggiano e si allontanano, lasciati (andare, / via) c’è una mano tra i palazzi e un muso / tra i raggi del sole che sbatte e sbatte ancora / da dove vieni? dov’è trascorsa la notte?”). Il mondo esterno si allontana, si sfalda, perde le sue certezze e i suoi punti fissi in una catabasi straniante all’interno delle proprie asfittiche paure, la principale delle quali, la perdita del controllo di sé, del proprio corpo e dell’interazione col macrocosmo circostante, è espressa attraverso espedienti poetici ben delineati, come ad esempio le ripetizioni (“non c’è acqua? Non c’è acqua?”, frase rivelatrice delle prime avvisaglie del malore); oppure attraverso l’uso di parentesi rivelatorie, epifaniche (“forse sono gli occhi, ed è un tentativo / quanta è la realtà dentro (agli occhi) / cedevole e ondeggiante, e distesa e sensibile / quanta, ne puoi (toccare con gl’indici), questa / o la pianta dei piedi, un divenire (divampare) / in linea retta per la via / il corridoio, (quanta) nelle braccia / aperte, camminando / e se fosse molto, molto più mossa / (di quella che si può restituire) / e se fosse molto / molto più rotonda?”); o ancora, attraverso l’uso di immagini ricolme di densità semantica e aggettivale, come improvvise finestre che si spalancano sui significati abituali cogliendone l’essenza immediata ma contemporaneamente cercando di riottenerne il dominio semantico ad ogni istante e ad ogni passo, per non smarrirsi (“avremmo forse voluto spalancare (preferendo) / le braccia, tra l’oggi / e il domani di carta carbone / raccontato, necessario, riverso / mescolarci forse alla pioggia / tradurci nella luce / avvicinarci / un poco, di più, almeno / concederci un’adeguata quantità / di sguardi amorevoli / disarmare gli elefanti / credere alle mani / avremmo forse preferito (davvero) / trattenere le armate / sconfinare sorrisi, a tavola / scambiarci il sale e il pane”).</p>
<p>Ed ecco che, in ospedale, la condizione di “straniera alla vita” (Pagliarani) che la poetessa mostra senza remore e senza veli, si riverbera in quieta ob-sessione attraverso l’enumerazione morbida e ovattata degli oggetti e dei fantasmi sfuggenti della corsia (“gli aghi nel braccio e le coperte di lana /  il freddo disumano della stanza”), attraverso la considerazione scarna e minimale dei gesti così nuovi e alienanti eppure immediatamente divenuti abitudinari, avvolti dal feltro protettivo e tranquillizzante di una normalità autoimposta proprio a contrasto con l’eccezionalità di una situazione eteroimposta: quella del ricovero in nosocomio improvviso e indesiderato.</p>
<p>L’immersione evanescente delle cose quotidiane nella cappa diafana del color bianco che avvolge e permea le pareti, le lenzuola, le luci al neon dei corridoi e delle stanze, strappa sistematicamente quegli stessi oggetti dal loro contesto d’uso, li pone in evidenza, li ionizza e ne fa galleggiare il substrato di realtà nell’amnio di una parvenza disvelata in senso heideggeriano, laddove l’<em>aletheia</em> altra non è che la surreale presa di coscienza della perdita di coscienza che subito diviene un livello superiore di coscienza. Il bianco è il colore degli ospedali, il bianco è il colore dei manicomi che accolgono il Degente Archetipico e lo proteggono nell’alveo sospeso e atemporale delle sue cannule, dei suoi aghi e delle sue brande; e la “terra straniera”, così, non è più dentro la corsia, è “fuori”, se è vero che il ricovero è paura e malattia ma anche, nella dimensione evenemenziale della <em>krisis</em>, l’ottenimento confortante e salvifico di una consapevolezza: quella di essere “scampate al sospetto /  della bruta follia”.</p>
<p>Tra l’<em>incipit</em> che riguarda l’entrata in ospedale e la fine che inquadra la strada percorsa a ritroso, in un rientro verso l’ovocita familiare delle quattro mura di casa, nel <em>panta rei</em> esteriore del <em>nostos</em> e del ritorno, scopriamo che lo straniamento non riguarda i giorni e le ore trascorsi nel ricovero all’interno del quale invece la protagonista si è subito adattata ricostruendo una dimensione ovattata e familiare  (“andiamo a farci una nuotata, a turno / nel nostro bagno in comune e in accordo / e andiamo a nutrirci insieme ch’è il mezzodì / al tavolino, ai piedi del muro (arid’osso): / quando restiamo tra noi ci scambiamo gli avanzi / e ci diciamo buon appetito, (ti sia gradito) / guardiamo i morti passare / nei silenzi, che le voci bisbigliano rosari”); lo straniamento, piuttosto, come si scopre fin dal secondo giorno, riguarda invece lo scollamento e il <em>discidium</em> col fichtiano Non – Io, cioè col mondo esterno all’ospedale, che <em>solo</em> era prima considerato reale (“perché fuori è una terra straniera / fuori è tutta un’altra storia / e anche loro che arrivano, con l’amore / nelle borse, e le migliori intenzioni”).</p>
<p>Come in un gioco di specchi e di maschere pirandelliane, insomma, si scopre che l’esser stata sradicata dalla propria quotidianità a causa della veemenza della malattia ha consentito alla poetessa di raggiungere un livello superiore di percezione e di ermeneusi del mondo, laddove il <em>poeticum</em> risiede nel segno che è <em>imago</em> a se stesso, nel prepotente divario tra <em>dentro</em> e <em>fuori</em> o, con le parole della Campi, nella scissione tra “vita normale/vita in sospeso, chiusa, malata, condivisa con perfetti estranei; che poi, anche se il tutto è durato pochi giorni, erano loro il mio mondo, e stranieri invece i visi di tutti i giorni, gli affetti, le abitudini”. E così, prima o poi si rompe il nuovo equilibrio, come se l’unico equilibrio consistesse nel tornare ogni volta a smarrire il lume della candela (“e so che dovrete andare / e so che dovrò andare anch’io / per diverse stanze, corridoi / che non s’incontrano più / abitudini che attraversano il caldo / agguantano i bianchi del giorno irreversibili / le ore / scorrono / non curanti / dalle terrazze / dalle sale d’attesa / dalle stanze con la televisione”). Ecco che, oltrepassando il cancello del nosocomio dopo la dimissione, quasi accecata dalla luce esterna che apre un rinnovato squarcio sull’antica ferita dell’autoriconoscersi (“troppo il sole / in una volta, sola”), i parenti, gli amici accorsi a prenderla divengono all’istante “sconosciuti alla fretta / sconosciuti alle conversazioni / ai come stai / che te ne pare”; e allora diventa difficile riallacciare i rapporti con ciò che la stessa poetessa, in un colloquio privato, ha avuto modo di definire in questi termini: “il sole, guardarsi indietro, il silenzio, le conversazioni di convenzione, ricercando la normale familiarità con la propria vita”.</p>
<p>In una tale esperienza emozionale di <em>inversione di contesto</em> si fatica molto, in genere, a tornare in se stessi, a recuperare la vestizione della maschera, ma si ottiene in compenso la vantaggiosa condizione del cecchino che può sparare sulle macchie, sulle incongruenze e sui punti oscuri del sistema heisenberghianamente osservato cogliendo le asperità scabre delle concrezioni di realtà in costante mutamento e rivoluzione: un sistema aperto, quello del proprio microcosmo irriducibilmente in conflitto col macrocosmo, e proprio per questo, modificato e modificabile nel momento esatto in cui viene <em>guardato</em>, ovvero versificato; finché poi, alla fine “[…]  tutto ritorna com’è / e tutto intorno s’aggira fino / ai prossimi giorni, ignoti”.</p>
<p>Martina Campi è riuscita, in questo breve poemetto, a lanciare uno sguardo oltre il confine del senso, giacché, come scrive Emilio Garroni,  “l’artista sta sempre, <em>esemplarmente</em>, sul discrimine invisibile che separa senso e non senso; così come, non esemplarmente, ci stiamo tutti”: compito dell’arte e, precipuamente, della poesia, è proprio scardinare le certezze convenzionali della norma e la stessa aderenza del circolo ermeneutico tra significato e segno, per aprire squarci dis-velatori (sempre con Heidegger), che possano generare costruttivisticamente barlumi di <em>alterità</em> all’interno delle precipitazioni chimiche del qui-ed-ora. Altra funzione, a ben vedere, la poesia non ha: e Martina Campi dimostra con questa sua opera matura di saperlo molto bene.</p>
<p>* Prefazione a Martina Campi, <em>La saggezza dei corpi</em>, L’Arcolaio, Forlì 2015.</p>
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		<title>Carte da slegare 2014 &#8211; a Patrizia Vicinelli e le altre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2014 23:00:32 +0000</pubDate>
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<p><strong>9 MARZO</strong></p>
<p>Sasso Marconi (BO),<br />
Sala Giorgi<br />
ore 17,15</p>
<p><strong>FRAGILI GUERRIERE</strong></p>
<p>con Rosaria Lo Russo (poetrice)</p>
<p>presentazione del progetto poetico-politico <em>Fragili Guerriere</em> di Daniela Rossi e Rosaria Lo Russo e letture da Patrizia Vicinelli, Amelia Rosselli, Rosaria Lo Russo</p>
<p>*</p>
<p><strong>Carte da slegare 2014</strong>, a Patrizia Vicinelli e le altre, a cura di Loredana Magazzeni, Martina Campi, Marinella Polidori, Maria Luisa Vezzali, Giancarlo Sissa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ingresso libero</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tu se sai dire dillo: 27-28 settembre e 2-3 ottobre a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2013 11:00:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[TU SE SAI DIRE DILLO Seconda edizione 27 &#8211; 28 settembre e 2 &#8211; 3 ottobre 2013 PROGRAMMA &#160; tu, se sai dire, dillo, dillo a qualcuno. Giuliano Mesa   GALLERIA OSTRAKON via Pastrengo 15 Milano  &#8211;  27 settembre, venerdì &#160; ore 18.30 AAVV, &#8220;Parabol(ich)e dell&#8217;ultimo giorno&#8221;, Le voci della luna, 2013   A cura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b>TU SE SAI DIRE DILLO</b></p>
<p align="center">Seconda edizione<b></b></p>
<p align="center"><b>27 &#8211; 28 settembre e 2 &#8211; 3 ottobre 2013</b><b></b></p>
<p align="center"><b>PROGRAMMA</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>tu, se sai dire, dillo, dillo a qualcuno.</i><i></i></p>
<p><i>Giuliano Mesa</i><b></b><span id="more-46410"></span></p>
<p><b> </b></p>
<p align="center"><b>GALLERIA OSTRAKON</b><b></b></p>
<p align="center"><b>via Pastrengo 15 Milano  &#8211;  </b><b>27 settembre, </b><b>venerdì</b><b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 18.30<b></b></p>
<p><b>AAVV, &#8220;Parabol(ich)e dell&#8217;ultimo giorno&#8221;, Le voci della luna, 2013</b><i></i></p>
<p><i> </i></p>
<p><i>A cura di Enzo Campi</i></p>
<p>con Biagio Cepollaro, Fabrizio Bianchi (editore), Paolo Zublena</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 21.00<b></b></p>
<p><b>Omaggi creativi e critici ad Emilio Villa</b><b></b></p>
<p><b> </b></p>
<p>Dome Bulfaro, Tiziana Cera Rosco, Daniele Bellomi, Enrico De Lea, Francesco Marotta, Francesco Forlani, Biagio Cepollaro, Enzo Campi, Jacopo Ninni</p>
<p><b> </b></p>
<p><b> </b></p>
<p align="center"><b>GALLERIA OSTRAKON  </b><b></b></p>
<p align="center"><b>via Pastrengo 15 Milano  28 settembre, sabato</b></p>
<p>ore 18.30</p>
<p><b>Omaggio video di Dome Bulfaro</b><b></b></p>
<p><b> </b></p>
<p>“La mega scrito (III)”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Da le mûra di t;éb;é ai Trous”,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Recital multimediale di Martina Campi, Francesca Del Moro, Mario Sboarina, Enzo Campi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 21.00<b></b></p>
<p><b>Frames e Poiesis III</b><b></b></p>
<p><b> </b></p>
<p>(rassegna di video poesia o poesia video)</p>
<p>Emanuele Magri e Biagio Cepollaro<b></b></p>
<p><b> </b></p>
<p align="right"><i>pagina 1</i><b></b></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p align="center"><b>LABORATORIO 1 APRILE</b><b></b></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p align="center"><b>via Nicola d’Apulia,12 &#8211; 2 ottobre, mercoledì</b></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p>ore 17.30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Mentre il pianeta ruota</i></b><i>.</i><b></b></p>
<p><b>Inaugurazione mostra di pittura di Biagio Cepollaro</b></p>
<p><b> </b></p>
<p>ore 19.00</p>
<p><b>Conversazione con Antonio Sparzani su </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia</i></b><b>, <i>Il cammino </i></b><b><i>comune delle scienze e delle arti.</i></b><b> </b></p>
<p>A cura di Antonio Sparzani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 21.00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Conversazione su </b></p>
<p><b><i>La fabbrica dell’uomo indebitato. Saggio sulla condizione neoliberista di Maurizio Lazzarato</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di Giorgio Mascitelli e Pino Tripodi<b></b></p>
<p><b> </b></p>
<p><b> </b></p>
<p><b> </b></p>
<p align="center"><b>LIBRERIA POPOLARE DI VIA TADINO</b><b></b></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p align="center"><b>via A.Tadino 18  &#8211; 3 ottobre, giovedì</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 18.30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Giuliano Mesa e Biagio Cepollaro: una piccola fabbrica.</b></p>
<p>A cura di Luigi Metropoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Biagio Cepollaro legge Giuliano Mesa</p>
<p>Sono stati invitati: Giusi Drago, Francesco Forlani, Andrea Inglese, Teresa Marino, Giorgio Mascitelli,  Davide Racca, Luigi Severi e Paolo Zublena</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 21.00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Andrea Inglese </b>performance con il compositore<b> Stefano delle Monache </b>e con la partecipazione del maestro<b> Giovanni Cospito.</b><i></i></p>
<p><i>Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato</i></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bologna in lettere &#8211; numero 0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 19:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SABATO 8 GIUGNO 2013 &#8211;  Dalle 10.00 alle 23.00 &#8211; &#8220;Amico, se passi per Bologna la donna con le mani protese&#8230;&#8221; (R. Roversi)  &#8211; Il programma &#8211; * Ore 10.00 Scuola Media Dozza – Via De Carolis 23 Poesia a scuola con Salvatore della Capa, Gassid Babilonia, Traci Currie, Giuseppe Nibali Matteo Zattoni, Anna Franceschini, Giusi Montali, Idriss [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SABATO 8 GIUGNO 2013 &#8211; </strong><br />
Dalle <strong>10.00</strong> alle <strong>23.00</strong> &#8211;</p>
<p style="text-align: right;"><em>&#8220;Amico, se passi per Bologna</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>la donna con le mani protese&#8230;&#8221; </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>(R. Roversi) </em></p>
<p>&#8211; <strong>Il programma</strong> &#8211;</p>
<p>*</p>
<p>Ore 10.00 <b>Scuola Media Dozza – </b>Via De Carolis 23<br />
<strong>Poesia a scuola</strong><br />
con<b> </b>Salvatore della Capa, Gassid Babilonia, Traci Currie, Giuseppe Nibali<br />
Matteo Zattoni, Anna Franceschini, Giusi Montali, Idriss Amid, Nicolò Gugliuzza</p>
<p><strong>Evento curato</strong> e condotto da Loredana Magazzeni, Pina Piccolo</p>
<p>*</p>
<p>Ore 11.30<b> Libreria Trame – </b>Via Goito 3<br />
Aperitivo letterario con<b> </b>Sergio Rotino, Daniele Barbieri, Elio Talon,<br />
Lucia Guidorizzi, Antonella Barina, Leila Falà</p>
<p><b>Evento curato e condotto da Sergio Rotino</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b><br />
<b> </b></p>
<p>Ore 12.00<b> SPAZIO 100300 Cafè – </b>Via Centotrecento 1/a<br />
<b>Full Contact</b><br />
Aperitivo performativo con<b> </b>Alberto Mori, Martina Campi &amp; Mario Sboarina,<br />
Lella De Marchi, Graziano Graziani, Simone Nebbia, Valerio Grutt</p>
<p><b>Evento curato da Memorie dal SottoSuono,</b><br />
<b>condotto da Martina Campi e Mario Sboarina</b></p>
<p>*</p>
<p>Ore 13.00<b> LORTICA – </b>Via Mascarella 26<br />
<b>Incandescenze </b>(Poeti alla carta)<br />
con<b> </b>Ed Warner, Enrico De Lea, La minima parte (Massimiliano Bardotti),<br />
Alessandro Assiri, Petite Paulette, Agnese Leo, Jacopo Ninni</p>
<p><b>Evento curato da Collettivo Self Poetry,</b><br />
<b>condotto da Agnese Leo, Jacopo Ninni</b></p>
<p>*</p>
<p>Ore 13.00 <b>Trattoria</b><b>Baraldi  </b>– Via del Pratello 40<br />
<b>Il Baratto </b>(Poeti alla carta)<br />
con Enea Roversi, Silvia Secco, Claudia Piaz, Rita Galbucci,<br />
Diego Conticello, Gianluca D’Andrea, Gabriele Gabbia</p>
<p><b>Evento curato da Gruppo 77, condotto da Rita Galbucci</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b><br />
<b> </b><br />
Ore 15.00<b> Giardini di S. Leonardo</b> – Via S. Leonardo<br />
<b>Voci di strada</b><br />
<b>Primo step </b>con<br />
Traci Currie, Sara Brayon, Reda Zine, Luigia Bencivenga,<br />
Enrico Simoniello, Giambattista Crea, Riccardo Paradoz</p>
<p><b>Evento curato e condotto da Vasily Biserov</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b></p>
<p>Ore 16.00 <b>Libreria Ubik</b> – Via Irnerio 27<br />
<b><i>Il ricatto del pane</i> </b>(Antologia sul mondo del lavoro), CFR edizioni, 2013<br />
con Patrizia Dughero, Francesca Del Moro, Enzo Campi, Claudia Zironi,<br />
Antonella Barina, Claudio Bedocchi, Luca Ariano,<br />
Gerardo De Stefano, Lucia Guidorizzi, Massimiliano Bardotti</p>
<p><b>Evento curato da Letteratura Necessaria, condotto da Patrizia Dughero</b></p>
<p>*</p>
<p>Ore 17.00 <b>Libreria Delle Moline </b>–  Via delle Moline 3<br />
<b><i>Hyle – Selve di Poesia</i></b>,<b> </b>La Vita Felice edizioni, 2013<br />
con Francesca Serragnoli, Gianluca Chierici, Marilena Renda,<br />
Sarah Tardino, Mariarita Stefanini, Carla Saracino, Vincenzo Frungillo,<br />
Franca Mancinelli, Isabella Leardini, Luciano Mazziotta</p>
<p><b>Evento curato da Letteratura Necessaria, condotto da Luciano Mazziotta</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b></p>
<p>Ore 17.30 <b>SPAZIO 100300 Cafè – </b>Via Centotrecento 1/a<br />
<b>Letteratura in fasce</b><br />
con Veronica Tinnirello, Giusi Montali, Luca Mozzachiodi,<br />
Francesca Mazzotta, Chiara Bernini, Gianfilippo Capotosti</p>
<p><b>Evento curato e condotto da Chiara Bernini</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b></p>
<p>Ore 17.30 <b>BAR DEI LICEI  – </b>Via Broccaindosso 69<br />
<b> A un passo dal secondo movimento</b><br />
con Ugo Rapezzi, Gianfranco Corona, Simone Molinaroli, Francisca Rojas,<br />
Roberto Righi, Domenico Segna, Claudio Comandini, Claudio Bedocchi,<br />
Bartolomeo Bellanova, Andrea Trombini, Elio Talon<b>,</b> Marina Mazzolani,<br />
Gassid Babilonia, Paolo Aldrovandi, Sonia Lambertini</p>
<p><b>Evento curato da</b><b>100 Thousand Poets for Change-Bologna,</b><br />
<b>condotto da Gassid Babilonia</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b></p>
<p>Ore 17.45<b> Libreria Ubik</b> – Via Irnerio 27<br />
<b><i>100 mila poeti per il cambiamento – Bologna – I° Movimento</i></b>,<b> </b>qudulibri, 2013<br />
<b>Primo step</b> con<br />
Rina Xhihani, Pierluigi Tedeschi, Lance Henson, Patrizia Dughero, Luca Egidio,<br />
Serenella Gatti Linares, Giancarlo Sissa, Idriss Amid,  Matteo Zattoni</p>
<p><b>Evento curato da</b><b>100 Thousand Poets for Change-Bologna, qudulibri,</b><br />
<b>condotto da Patrizia Dughero, Pina Piccolo</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b></p>
<p>Ore 18.00 <b></b><b>Circolo Arci  La Vereda </b>– Via De’ Poeti 2/f<br />
<b>Specchio dei tempi</b><br />
<b><i>Canto e demolizione</i></b><i> </i>– Antologia di poeti spagnoli contemporanei<br />
Thauma edizioni, 2013<br />
con Lorenzo Mari, Serse Cardellini<br />
<b><i>In tempi ormai vicini</i></b><i>, </i>CFR edizioni, 2013,<i> </i>di e con Alessandro Assiri<br />
A seguire reading di Luca Ariano, Giorgio Bonacini, Vincenzo Bagnoli</p>
<p><b>Evento curato da Letteratura Necessaria, condotto da Vincenzo Bagnoli</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b></p>
<p>Ore 18.00 <b>IBS Bookshop </b>– <b> </b>Via Rizzoli 18<br />
<b>Voci Salve</b><br />
Presentazione del N°54 della rivista Le Voci della Luna<br />
con<b> </b>Antonella Taravella, Francesco Sassetto, Sergio Rotino, Marinella Polidori</p>
<p>Presentazione dell’antologia<b> <i>Poeti di corrente</i></b>, Le Voci della Luna edizioni, 2013<br />
con Matteo Bianchi, Chiara De Luca, Raffaele Ferrario, Roberto Dall’Olio<br />
Alessio Casalicchio, Maddalena Lotter, Anna Bonamici, Iris Karafillidis</p>
<p><b>Evento curato da Le Voci della Luna,</b><br />
<b>condotto da Marinella Polidori, Sergio Rotino</b><br />
<b> </b></p>
<p><b>*</b></p>
<p>Ore 18.00<b> Libreria Igor </b>– Via S. Petronio Vecchio 3<br />
<b>Parole scorrette</b><br />
Serena Rossi e Valentina Gaglione interpretano<br />
testi di Eleonora Tarabella e Massimiliano Chiamenti.<br />
A seguire<b> </b>Recital letterario a tematica omosessuale con<br />
Massimiliano Martines, Valentina Pinza, Giuseppe Nibali, Claudia Piaz,<br />
Salvatore Della Capa, Rita Galbucci, Alessandro Brusa, Francesca Del Moro.<br />
Accompagnamento musicale: <i>Ensemble Altre Voci</i></p>
<p><b>Evento curato da Gruppo 77,</b><br />
<b>condotto da </b><b>Alessandro Brusa, Francesca Del Moro</b><br />
<b> </b></p>
<p><b>*</b><br />
<b> </b><br />
Ore 18.15<b> Giardini Margherita</b><br />
<b>Voci di strada</b><br />
<b>Secondo step </b>con<br />
Reda Zine, Samuele Scagliarini, Consiglia Strazzari, Nicolò Gugliuzza<br />
Riccardo Paradoz, Vasily Biserov, Luigia Bencivenga, Sara Brayon, Enrico Simoniello</p>
<p><b>Evento curato e condotto da Vasily Biserov</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b></p>
<p>Ore 18.30 <b>Giardini del Guasto</b> – Via del Guasto<br />
<b>Free Zone</b><br />
con Silvia Rosa, Maurizio Landini, Chiara Daino, Gerardo De Stefano,<br />
Antonella Barina, Diego Conticello, Gianluca D’Andrea, Gabriele Gabbia,<br />
Silvia Molesini, Lucia Guidorizzi, Sergio Rotino, Jacopo Ninni, Sonia Lambertini</p>
<p><b>Evento curato da Letteratura Necessaria, Collettivo Self Poetry,</b><br />
<b>condotto da Jacopo Ninni</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b><br />
<b> </b><br />
Ore 18.30 <b>Libreria Delle Moline </b>–  Via delle Moline 3<br />
<b>Oggetti &amp; Soggetti</b><br />
con Chiara Catapano, Massimiliano Bossini, Roberta Durante,<br />
Renata Morresi, Chiara Baldini, Salvatore Ritrovato, Michele Ortore,<br />
Enea Roversi, Silvia Secco</p>
<p><b>Evento curato da Letteratura Necessaria, condotto da Enea Roversi</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b></p>
<p>Ore 19.00 <b>L’Altra Babele</b> – Via Gandusio 10<br />
Presentazione della Rivista <b><i>Atti Impuri</i></b> N° 5-6<br />
con Pietro Alagia, Collettivo sparajurij, Collettivo Lo spazio esposto</p>
<p><b>Evento curato da L’Altra Babele, condotto da Pietro Alagia</b><br />
<b> </b></p>
<p><b>*</b></p>
<p>Ore 19.00 <b>Arena Orfeonica </b>– Via Broccaindosso 50<br />
<b><i>Cuore di preda</i></b><br />
<strong><i>Poesie contro la violenza sulle donne</i>, </strong><strong>CFR Edizioni, 2013</strong><br />
a cura di Loredana Magazzeni<br />
con Maria Luisa Vezzali, Paola Elia Cimatti, Silvia Molesini, Anna Zoli,<br />
Serenella Gatti Linares, Loredana Magazzeni, Giovanna Iorio, Nadia Chiaverini,<br />
Michela Turra, Leila Falà, Roberta Parenti Castelli, Mara Cini</p>
<p><b>Evento curato da Loredana Magazzeni, Gruppo 98 Poesia</b><br />
<b>con il patrocinio della</b><br />
<b>Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna</b><br />
<b> </b></p>
<p><b>*</b></p>
<p>Ore 19.15 <b>Tedofra Artgallery</b> – Via delle Belle Arti 50<br />
<b>Contaminazioni</b><br />
con<b> </b>Luciano Mazziotta, Carmen Gallo, Matteo Marchesini,<br />
Matteo Bianchi, Renata Morresi, Luca Minola,<br />
Roberta Durante, Roberta Sireno, Anna Franceschini<br />
Accompagnamento musicale: <i>fab (e i fiori)</i>, Mostra Pittorica di Matteo Accarrino</p>
<p><b>Evento curato da Associazione ComPari, condotto da Anna Franceschini</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b></p>
<p>Ore 19.30 <b>Circolo Arci  La Vereda </b>– Via De’ Poeti 2/f<br />
<b><i>100 mila poeti per il cambiamento – Bologna – I° Movimento</i></b>,<b> </b>qudulibri, 2013<br />
<b>Secondo step</b> con<br />
Roberto Righi, Domenico Segna, Antar  Mohamed Marincola, Silvia Parma,<br />
Gassid Babilonia, Pina Piccolo, Simone Cuva, Patrizia Dughero, Nicolò Gugliuzza</p>
<p><b>Evento curato da</b><b>100 Thousand Poets for Change- Bologna, qudulibri,</b><br />
<b>condotto da Patrizia Dughero, Pina Piccolo</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b></p>
<p>Ore 20.00<b> </b><b>Vino al Vino </b>– Via S. Stefano 77<br />
<b>Portico Poetico</b><br />
con<b> </b>Klaus Miser, Rita Galbucci, Stefano Severi, Roberta Lipparini,<br />
Gabriele Xella, Valentina Zerbini, Francesco Alberani, Alessandro Dall’Olio,<br />
Daniele Barbieri, Alessandro Brusa, Nicola Bonacini</p>
<p><b>Evento curato da Gruppo 77, condotto da Alessandro Dall’Olio</b><br />
<b> </b><br />
<b>*</b></p>
<p>Ore 21.00 <b>Circolo Arci Guernelli </b>– Via Gandusio 6<br />
<b>Poesia in musica</b><br />
<b><i>Leit Motiv 13</i></b><br />
con<b> </b>Valentina Gaglione, Il Rapsodico, Memorie dal SottoSuono,<br />
Francesca Del Moro, Fabio Fanuzzi<br />
<b><i>Bologna 67-77</i></b><br />
con Nicola e Vincenzo Bagnoli<br />
<b><i>Slam Session</i></b><br />
con Chiara Daino, Enzo Campi, Lella De Marchi, Silvia Rosa,<br />
Pierluigi Tedeschi, Raffaele Ferrario, Silvia Molesini, Antar Mohamed Marincola</p>
<p><b>Evento curato da FuZZ Studio, Letteratura Necessaria,</b><br />
<b>Memorie dal SottoSuono, condotto da Fabio Fanuzzi, Valentina Gaglione</b><br />
<b> </b></p>
<p><b>*</b></p>
<p>Ore 21.30 <b>Tarcaban Cafè</b> – Via del Pratello 96/f<br />
<b>In noi o in Siria muore l’umanità</b><br />
con Faraj Bayrakdar, Tarek Aljabr,<br />
Ghayath Almadhoun, Khaled Soliman Al Nassiry</p>
<p><b>Evento curato da</b><b>Associazione Almutawassit,</b><b>100 Thousand Poets for Change-Bologna, condotto da Pina Piccolo, Gassid Babilonia</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>***</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&gt; Progetto e concertazione di<b> Enzo Campi</b><br />
<b> </b><br />
&gt; In collaborazione con</p>
<p><b>Le Voci della Luna, Letteratura Necessaria</b><br />
<b>100 Thousand Poets for Change-Bologna, qudulibri</b><br />
<b>Associazione ComPari, Collettivo Self Poetry, Gruppo 98 Poesia</b><br />
<b>Gruppo 77, Memorie dal SottoSuono, FuZZ Studio</b></p>
<p>&gt; Con il patrocinio di:</p>
<p><strong>Provincia di Bologna, Comune di Bologna</strong></p>
<p>&gt; Comitato organizzatore:</p>
<p><strong>Pina Piccolo, Marinella Polidori, Patrizia Dughero,</strong><br />
<strong>Loredana Magazzeni, Sergio Rotino, Vincenzo Bagnoli,</strong><br />
<strong>Alessandro Dall’Olio, Francesca Del Moro, Alessandro Brusa,</strong><br />
<strong>Martina Campi, Mario Sboarina, Agnese Leo, Jacopo Ninni,</strong><br />
<strong>Rita Galbucci, Enea Roversi, Roberta Sireno, Gassid Babilonia,</strong><br />
<strong>Anna Franceschini, Fabio Fanuzzi, Valentina Gaglione, Chiara Bernini,</strong><br />
<strong>Vasily Biserov, Silvia Secco, Enzo Campi</strong></p>
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