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		<title>SATANISMO SUL WEB</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 21:08:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Franco Buffoni Leggo su Repubblica di ieri, che il diavolo dilaga via Internet. Definito “un fenomeno sempre più in voga, quello dei gruppi e delle discussioni via Internet su tematiche a sfondo diabolico”, sta prendendo sempre più piede tra i giovanissimi. &#8220;In effetti &#8211; spiega don Gabriele Nanni, sacerdote che ha praticato esorcismi per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Franco Buffoni</p>
<p>Leggo su Repubblica di ieri, che il diavolo dilaga via Internet. Definito “un fenomeno sempre più in voga, quello dei gruppi e delle discussioni via Internet su tematiche a sfondo diabolico”, sta prendendo sempre più piede tra i giovanissimi.<br />
&#8220;In effetti &#8211; spiega don Gabriele Nanni, sacerdote che ha praticato esorcismi per molti anni e in varie parti del mondo &#8211; fino a non molto tempo fa questo era un fenomeno di nicchia. Con l&#8217;avvento di Internet e soprattutto dei social network, il fenomeno si è diffuso tra gli adolescenti e ormai il diavolo viene evocato anche attraverso il web&#8221;.<br />
Chi sono, mi domando, questi adolescenti italiani? Non sono forse stati educati con l’ora di catechismo di stato dalla prima elementare alla terza media, e magari anche con un supplemento annuale di due ore settimanali di “dottrina”, a dieci anni di età, in preparazione alla cresima e alla prima comunione? Ore durante le quali è stato loro insegnato che:<br />
&#8211; si può nascere da una vergine<br />
&#8211; si può essere figli di un dio<br />
&#8211; si può risorgere dopo la morte<span id="more-39506"></span></p>
<p>E’ stata pertanto decisa, continua l’articolo di Repubblica, l&#8217;istituzione di più corsi, presso l&#8217;Ateneo Pontificio romano Regina Apostolorum, per i sacerdoti esorcisti con l&#8217;obiettivo di sconfiggere le &#8216;demoniache presenze&#8217;. Il diavolo, rivela don Gabriele Nanni, ha una diffusione che varia a seconda della geografia, nel senso che ci sono paesi più colpiti di altri da Satana. &#8220;Ci sono paesi &#8211; spiega don Gabriele &#8211; dove il contatto satanico è più diffuso per antica tradizione o per una nuova stagione di contatti&#8221;. I più colpiti &#8220;sono quelli che lottano contro il maligno perché chi vive nella fede è anche il maggior antagonista del diavolo&#8221;.<br />
&#8220;C&#8217;è un&#8217;alta percentuale di chiamate che arrivano in vicariato a Roma in cui si chiede l&#8217;intervento dell&#8217;esorcista&#8221;, dice padre Cesare Truqui, veterano tra gli organizzatori dei corsi per esorcisti. L&#8217;argomento è talmente sentito che la diocesi di Frascati ha stilato addirittura un vademecum per difendersi da Satana. In esso, si spiega che ci sono preghiere da recitare &#8220;in casi di minore influsso del demonio&#8221;. Si tratta, spiegano, di &#8220;una raccolta di preghiere da recitarsi privatamente da parte dei fedeli, quando essi sospettano con fondatezza di essere soggetti ad influssi diabolici&#8221;.<br />
La diocesi ragguaglia anche sulle modalità di azione del diavolo. Di solito, spiegano, “sul web opera attraverso la tentazione e l&#8217;inganno; è mentitore. Può ingannare, indurre all&#8217;errore, illudere. Come Gesù è la Verità, così il diavolo è il bugiardo per eccellenza&#8221;. Nel dubbio sulla presenza di un influsso diabolico, &#8220;è necessario rivolgersi prima di tutto al discernimento dei sacerdoti esorcisti e ai sostegni di grazia offerti dalla Chiesa soprattutto nei Sacramenti&#8221;.</p>
<p>Se penso a questi adolescenti che si lasciano attrarre da satanismo e messe nere… Non vorrei offendere il sentimento di nessuno, ma la radice culturale misterica, irrazionale è mutuata da quelle “bianche”. E pure il lessico.<br />
Invece dell’ora di catechismo di stato &#8211; promulgato da insegnanti scelti dai vescovi e pagati dal contribuente italiano, aventi anche la possibilità, su semplice richiesta, di “passare” ad insegnare storia e filosofia &#8211;  sono favorevole all’insegnamento di un’ora di etica, basata sul rispetto della ragione e della natura, sullo studio armonico delle scienze,  dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, della biologia e dell’astrofisica. Occorre sostenere una educazione sanamente laica, nel rispetto della natura &#8211; intesa come la physis dei greci, l’essenza da cui tutto si genera e a cui tutto ritorna &#8211; e del metodo della scienza: della prova e della verifica. Un’educazione seria e rigorosa. Più seria e rigorosa di quella che impone l’irrazionale con nascite divine e resurrezioni. Un’educazione in cui, fin dall’inizio, si concepisca la vita con la morte, in inscindibile unità. Un’educazione alla natura e al relativo: quella che Keats definisce la negative capability: l’educazione al dubbio e alla verifica, alla mancanza di assoluti. Liberandoci una buona volta da quella gabbia organizzativa e dogmatica calata da Paolo in poi sul pensiero greco e su certi comportamenti etici normati dalla cultura ebraica.<br />
Altrimenti continuerà a lievitare fino a fagocitarci questo mostro di consumismo e padre Pio, di miracoli e volgarità, di ingiunzioni dogmatiche, satanismo e banalità a cui abbiamo lasciato campo libero.<br />
Nelle scuole italiane la resurrezione e il principio di gravitazione universale vengono trasmessi come se fossero verità analoghe, dalle stesse cattedre. Perché manca un vero convincimento laico, una vera forza culturale volta a rifondare gli insegnamenti: per l’appunto, un’etica. Laica.</p>
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