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	<title>News from the republic of letters &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Good Bye Keith Botsford</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[Atelier du roman]]></category>
		<category><![CDATA[Dico Erotique]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-75644" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/Capture-d’écran-2018-08-28-à-12.48.36.png" alt="" width="203" height="229" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/Capture-d’écran-2018-08-28-à-12.48.36.png 203w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/Capture-d’écran-2018-08-28-à-12.48.36-200x226.png 200w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/Capture-d’écran-2018-08-28-à-12.48.36-160x180.png 160w" sizes="(max-width: 203px) 100vw, 203px" />Quando l&#8217;amico Zachary Bos mi ha inoltrato il messaggio accorato del figlio primogenito di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Keith_Botsford">Keith Botsford</a>, Aubrey che annunciava, lo scorso 19 agosto, la fine di un&#8217;esistenza &#8211; per molti di noi Keith era l&#8217;essenza stessa del fare letterario come ricordava Massimo Rizzante qualche tempo fa proprio <a href="https://www.nazioneindiana.com/2018/05/27/literaturistan-2/">qui su Nazione Indiana</a> &#8211; ho provato una grande tristezza e insieme l&#8217;ingiustizia di tale sentimento. Perché incontrare Keith a Torino era sempre una gioia, come la volta in cui in un albergo a pochi metri dalla casa in cui Xavier de Maistre aveva scritto il mitico <em>Voyage autour de ma chambre</em><i><b>, </b></i>mi aveva raccontato del suo incontro con Cesare Pavese, proprio l&#8217;estate in cui avrebbe posto fine ai suoi giorni.</p>
<div class="page" title="Page 60">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<h5>&#8220;L’ho incontrato a Torino la settimana della sua morte, nello stesso albergo dove mi fermavo. La voce? Un poco roca, quasi senza accento piemontese – cioè senza rullare le “r”, come un fumatore francese. Retrospettivamente, la si sarebbe detta una voce da abbandono. Per niente eccitata, capace di ascoltare. Era seduto sul bordo del letto. La voce roca, a ripensarci: una voce che veniva da molto lontano. Per niente sonora. Un micro deshonore. L’esatto contrario dell’amico Beppe Fenoglio, un grande scrittore che bisognerebbe riscoprire. KB&#8221;</h5>
</div>
</div>
</div>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-75645" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/NewsFromTheRepubicOfLetters_16.gif" alt="" width="193" height="300" />L&#8217;eleganza dandy, i capelli lunghi da poeta maledetto, <a href="https://hazlitt.net/feature/saul-bellows-last-interview">l&#8217;amicizia con Saul Bellow,</a> una conoscenza assoluta della letteratura che andava difesa, raccontata, sostenuta e la straordinaria capacità di parlare tutte le lingue del mondo costituivano un universo in cui  era magnifico entrare, e sentirne l&#8217;odore, il profumo, significava accedere a un enorme e insperato privilegio conquistato grazie a un <a href="https://www.nazioneindiana.com/2006/01/03/a-gamba-tesa-ma-non-troppo/">racconto</a> da me pubblicato sull&#8217;Atelier du Roman e tradotto da Keith e Zachary  per la loro rivista <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/News_from_the_Republic_of_Letters">News from the Republic of Letters</a>. Ogni volta che chiedevo un pezzo a Keith per Sud o per altri progetti dada in cui volevo coinvolgerlo reagiva da fuoriclasse e sempre con grande generosità. Come quando curai la pubblicazione di un <a href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/05/13/news/ebook_ed_eros_boom_delle_lettrici-35030112/">Dico&#8217; Erotique</a> per una casa editrice di Milano e insieme ai testi di una settantina d&#8217;autori potemmo fregiarci anche di uno, magnifico di Keith. Il gioco consisteva nella scelta di una <em>voce ispirata al Dictionnaire</em> edito da Pauvert nel 1962. Lui scelse la voce che ho voluto condividere con voi quest&#8217;oggi, per rendere omaggio al suo stile formidabile e per ricordarlo con la gioia nel cuore .</p>
<p><strong>effeffe</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-75648" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/Capture-d’écran-2018-08-28-à-12.52.17-copie.jpg" alt="" width="556" height="426" /></p>
<p><strong>Eunuque</strong></p>
<p>di <strong>Keith Botsford</strong></p>
<p><em>traduzione di Norman Gobetti</em></p>
<p>Era un castrato, almeno secondo il mio amico Philo, che non aveva preso il nome dall&#8217;impasto per torte o dalla città dell&#8217;<em>Amore Fraterno</em>, Philadelphia. Certo, era solito dire con disinvoltura, non è possibile togliere femminilità a una donna, sebbene sia possibile aggiungerne. Sottrazione contro addizione. Per gli autori di reati sessuali &#8211; vi chiedo, come si può compiere un &#8220;reato&#8221; con il sesso? Oppure la legge significa che il sesso è un reato? &#8211; si chiede a gran voce l&#8217;orchiectomia (rimozione dell&#8217;organo incriminato, l&#8217;orchis (Gr), che per qualcuno potrebbe anche essere un sollievo. Niente più pulsioni inopportune. Una soluzione per i preti?<br />
Il problema, secondo lui, era che un eunuco non veniva necessariamente trasformato in donna. Al giorno d&#8217;oggi, vi diranno che si può essere tutto ciò che si vuole: si va in una clinica californiana dal Dottor X e si esce con i bigodini in testa e la mascella ridisegnata, con il seno adeguatamente modellato e una figa penetrabile che comunque deve essere ben lubrificata. Non fa per me, ha detto Philo. Io credo nell&#8217;Oeil, il grande occhio, l&#8217;io, lo Je e il mio jeux. Ecco il privilegio di un eunuco: penetrare, visivamente e sensualmente, la vita quotidiana delle donne, in modo molto più efficace di un qualsiasi uomo.</p>
<p>Il guardiano della <em>Camera da Letto,</em> il voyeur autorizzato! Basta sbarazzarsi di quei fastidiosi testicoli. Il mio sarto di Londra, molto stile Savile Row, direbbe: &#8220;Da che parte li porta, Sir?&#8221; All&#8217;inizio mi vergognavo a chiedergli, portare cosa? Ehm, sì. Le orchidee sono bellissimi parassiti, giusto? Perché noi greci astuti vedemmo una somiglianza nei loro bulbi. Ma quando una civiltà idiota ha deciso (il Duca di Wellington, mi è stato detto) che la <em>culotte</em> doveva diventare pantaloni (perché hanno <em>deux trous</em>) e gli uomini dovevano indossarli, mi sono ribellato. Ho preferito le garze e le sete delicate, il flusso ininterrotto di un indumento.</p>
<p>Ovviamente io vivo nell&#8217;epoca sbagliata. L&#8217;etimologia di Eunuco è che egli è, ha, protegge il talamo (Eunus, Gr). Nell&#8217;epoca in cui avrei dovuto vivere, i bei ragazzi circassi erano una delizia d&#8217;importazione: biondi e con gli occhi azzurri venivano immediatamente evirati e diventavano grassocci, con la pelle vellutata. Non sapevano che farsene dei rasoi Gilette o delle lamette, e imparavano a spettegolare in molte lingue &#8211; le lingue dei luoghi esplorati dai loro padroni (perché erano tutti schiavi) che non si erano mai presi la briga di preservare per la loro futura dispotica (despotes, Gr) progenie. Despoti perché &#8220;proprietari&#8221;, così pensano le donne di coloro che conservano le loro brutte sacche pelose. Invece, in Camera da Letto, noi eunuchi condividiamo in ogni momento tutta la libertà di cui godono le donne: a parte, ovviamente, l&#8217;ora o la mezzora in cui il despota le convoca per una rapida scopata. Francamente, può essere un piccolo prezzo da pagare per la libertà femminile, ma la cosa non mi riguarda. Nulla viene fatto a un eunuco, è lui che fa le cose per gli altri.</p>
<p>Siamo una specie di animale generoso, non- violento, mellifluo (che contro-tenori e soprani diventiamo!), e senza discendenza &#8211; quindi utile. Noi non generiamo rivali per il trono, non fottiamo i nostri padroni, se non mentalmente. Riconosciamo che alcune forme di schiavitù sono un privilegio, superiori alla più brutale schiavitù della gravidanza o del parto: schiavi dei nostri sensi, del gusto, dell&#8217;olfatto e del tatto, la vana routine imitativa dell&#8217;immortalità attraverso i geni. Non prendiamo e non emettiamo nulla, ecco perché siamo affidabili. Come donne abbiamo un atteggiamento servile nei confronti dei nostri padroni, ma come uomini, possiamo esercitare un potere reale, quello della manipolazione. E intendo in entrambi i sensi: manipoliamo la corte e le sue donne. Con questi attributi uniti, arriviamo ai posti più alti dello Stato, per non parlare del gineceo.</p>
<p>Spesso mi viene chiesto cosa prova un eunuco, ha detto Philo. Ci chiedono: vivete tra le donne e non ne siete tentati? Certo che lo siamo. Proviamo tutto ciò che le donne provano. Accarezziamo le loro voglie, condividiamo le penetrazioni dei loro padroni (ma senza il dolore annesso). Anche noi abbiamo qualcosa di indeterminato tra cosce e ombelico, profumiamo i loro vuoti e le sontuose preoccupazioni con i nostri flaccidi membri di seta. Invecchiamo con grazia e non dobbiamo fare tutta la fatica che fanno i nostri padroni quando invecchiano per ottenere un po&#8217; di sollievo con orgasmi tremanti, insoddisfacenti e occasionali: tanto lavoro per un risultato così insignificante! Nei nostri alloggi non c&#8217;è né fretta né confusione. Preparare una nuova concubina per le visite notturne al padrone è un&#8217;arte: spingersi fino a un certo punto e non oltre, sentirne il sospiro, &#8220;Adesso basta, caro Philo!&#8221; e spostarsi dalle sue labbra, superiori e inferiori, ai capezzoli o ai piedi, la piega della braccia, la curva delle natiche, senza paura di fallire o delle conseguenze.</p>
<p>La nostra è la forma più alta di sessualità, se deve essere ridotta a questo. E una forma più alta e distaccata di governo. Gli eunuchi sono desiderati, lusingati e muoiono intatti. Noi diventiamo ricchi e opulenti.<br />
Amico mio, quando mi guardo attorno e penso alla pelosa castrazione dei potenti e ripenso all&#8217;uomo che ero e che doveva dimostrarsi degno portandosi a letto serve e muscolose Amazzoni che correvano e sudavano, mi chiedo come mai più di un uomo non ammetta semplicemente di essere stato castrato e muova quel singolo passo verso la costante beatitudine del disimpegno dal ferino e reale atto sessuale. Liberarsi di esso, te lo assicuro, è la più elevata e gratificante forma di libertà.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-75649" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/Capture-d’écran-2018-08-28-à-12.53.27-copie.jpg" alt="" width="548" height="417" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/Capture-d’écran-2018-08-28-à-12.53.27-copie-250x189.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/Capture-d’écran-2018-08-28-à-12.53.27-copie-200x151.jpg 200w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/Capture-d’écran-2018-08-28-à-12.53.27-copie-160x121.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 548px) 100vw, 548px" /></p>
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		<title>Good News from the Republic of Letters!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 07:12:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
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		<category><![CDATA[Anna Costalonga]]></category>
		<category><![CDATA[Keith Botsford]]></category>
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		<category><![CDATA[News from the republic of letters]]></category>
		<category><![CDATA[saul bellow]]></category>
		<category><![CDATA[Zachary Bos]]></category>
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					<description><![CDATA[Ieri mi ha scritto una mail Zachary Bos per segnalarmi &#8220;la resurrezione&#8221; on line della splendida rivista fondata da Saul Bellow e Keith Botsford (qui ritratto in una fedelissima caricatura). Suo è anche il manifesto che segue (traduzione di Anna Costalonga) effeffe CAVEAT LECTOR! ATTENZIONE LETTORE! Nel nuovo TRoL NON ci saranno: &#8211; Storie noiose [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/jjcaricature.gif"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/jjcaricature-198x300.gif" alt="" title="jjcaricature" width="198" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-38755" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/jjcaricature-198x300.gif 198w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/jjcaricature.gif 288w" sizes="auto, (max-width: 198px) 100vw, 198px" /></a><br />
<em>Ieri mi ha scritto una mail Zachary Bos per segnalarmi <a href="http://mag.trolbooks.com/articles/">&#8220;la resurrezione&#8221;</a> on line della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/News_from_the_Republic_of_Letters">splendida rivista </a>fondata da Saul Bellow e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2007/01/10/keith-botsford-vs-saul-bellow/">Keith Botsford</a> (qui ritratto in una fedelissima caricatura). Suo è anche il manifesto che segue (traduzione di <a href="https://www.nazioneindiana.com/?s=anna+costalonga">Anna Costalonga</a>)</em> effeffe</p>
<p><strong>CAVEAT LECTOR! ATTENZIONE LETTORE!</strong><br />
Nel nuovo TRoL NON ci saranno:</p>
<p>&#8211; Storie noiose di vita accademica<br />
&#8211; Lunghe sequele di ammirazione reciproca da parte delle inique fabbriche di MFA ( e i loro Corsi di scrittura creativa) e Seminari<br />
&#8211; Contributi da parte di coloro che sono nelle liste dei &#8220;più bravi&#8221; e via dicendo<br />
&#8211; Critiche di critici di cui non abbiamo letto nulla<br />
&#8211; Giochi da addetti ai lavori del tipo &#8220;ti lodo-ti stronco&#8221;<br />
-Articoli autoriproducentesi di redattori che si leggono a vicenda</p>
<p><strong>TRoL è una rivista internazionale gestita da scrittori per lettori civilizzati. Offriamo:</strong><br />
<span id="more-38754"></span></p>
<p>&#8211; La migliore fiction che si possa trovare in giro<br />
&#8211; Il solito mix di memorie, Archivi, poesia (a dosi moderate)<br />
&#8211; Una grande copertura delle varie arti<br />
&#8211; Una sezione letteraria intesa come guida affidabile alla lettura<br />
&#8211; Uno spazio più ampio ai commenti politici<br />
&#8211; E naturalmente il Notebook stizzoso di PB</p>
<p><strong>Contact Us</strong></p>
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<strong>The Republic of Letters:<br />
Attn Keith Botsford<br />
Apartado 29<br />
Cahuita, 70403<br />
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*Letters and correspondence generally take 7-10 days to reach us.<br />
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