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	<title>novembre 2011 &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>dal 4 novembre &#8220;alfabeta2&#8221; in edicola e libreria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 05:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[alfabeta2]]></category>
		<category><![CDATA[alfalibri]]></category>
		<category><![CDATA[n° 14]]></category>
		<category><![CDATA[novembre 2011]]></category>
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					<description><![CDATA[Il potere come natura morta è il titolo della conversazione di Marco Dinelli con il grande poeta russo Lev Rubinstejn, tra i materiali che compongono il numero 14 di «alfabeta2» E in effetti l’idea del potere – di un certo potere – da osservare come oggetto obsoleto, attraversa tutta la rivista, a partire dai tre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il potere come natura morta</strong> è il titolo della conversazione di Marco Dinelli con il grande poeta russo Lev Rubinstejn, tra i materiali che compongono il numero 14 di <a href="http://www.alfabeta2.it"><strong>«alfabeta2</strong><strong>»</strong></a></p>
<p>E in effetti l’idea del potere – di un certo potere – da osservare come oggetto obsoleto, attraversa tutta la rivista, a partire dai tre testi in apertura (Renato Nicolini, Andrea Fumagalli, Stefano Rodotà) che propongono le riflessioni in corso al Teatro Valle Occupato (<strong>Sherazade che inganna la crisi</strong>), un confronto con l’esperienza francese (<strong>Intermittenti e precari,</strong> a parlare è il sociologo Maurizio Lazzarato), un’analisi della crisi italiana inserita nel contesto europeo (la firma è di Vincenzo Visco)<em> </em>e un reportage di Claudia Bernardi dall’altra parte dell’Atlantico (<strong>«Occupy Wall Street? Occupy USA!»</strong>).</p>
<div> Ma in un certo senso ci costringono a fare i conti con l’obsolescenza del mondo così come si è (si era) definito negli ultimi trent’anni anche i due focus, uno sul <strong>Tramonto del postmoderno</strong> (intervengono Omar Calabrese, Maurizio Ferraris, Carlo Formenti, Stefano Cristante e Fausto Curi), l’altro sull’<strong>Impossibilità della guerra </strong>(Furio Colombo, Paolo Fabbri, Alberto Burgio, Danilo Zolo, Angelo d’Orsi, Letizia Paolozzi, Vladimiro Giacché). E nello stesso raggio di orizzonte si iscrivono la conversazione con Luca Rastello intitolata <strong>Piccola apologia della vivisezione</strong>, seconda puntata del ciclo <strong>Intellettuali e potere</strong> a cura di Enrico Donaggio e Daniela Steila, i brevi saggi di Enrico Menduni e di Franco Voltaggio su due temi sensibili del nostro presente, l’esplosione dei social network e l’evoluzione della medicina istituzionale, l’acuta ricognizione di Elena Casetta sulla famiglia contemporanea.<span id="more-40545"></span></div>
<div>A illustrare questo numero è <strong>Giuseppe Penone</strong>, di cui la rivista propone anche una lunga intervista con <strong>Bruno Corà</strong>.</div>
<div>Tra i materiali del supplemento «<strong>alfa</strong><strong>libri»</strong> un ampio nucleo tematico sulla critica letteraria (ne scrivono tra gli altri Umberto Eco, Gabriele Pedullà, Giancarlo Alfano, Paolo Godani, Clotilde Bertoni), un bel reportage di Giorgio Vasta dall’Islanda e la divagazione finale di Alessandro Bergonzoni, <em>Primo acchito</em>. Immagini di Enrico Cattane</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni e interviste rivolgersi a Nicolas Martino</p>
<p><a href="mailto:ufficiostampa@alfabeta2.it" target="_blank">ufficiostampa@alfabeta2.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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