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	<title>Nuovi poeti francesi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Nuove antologie, vecchi criteri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 05:35:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[Con questo articolo, apparso sul numero 11 (luglio 2011) di &#8220;alfabeta2&#8221;, s&#8217;inaugura sul sito omonimo la rubrica &#8220;Confluenze&#8221; (diversi interventi su o a partire da un medesimo libro). Tema: la poesia francese contemporanea, ma non solo. Per iniziare, una sitografia ampia, che possa mettere in contatto il lettore con un campione notevole di testi già [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Con questo articolo, apparso sul <a href="http://www.alfabeta2.it/2011/07/07/sommario-del-n°-11-luglio-2011-sommario-alfalibri/">numero 11</a> (luglio 2011) di &#8220;alfabeta2&#8221;, s&#8217;inaugura sul sito omonimo la rubrica &#8220;Confluenze&#8221; (diversi interventi </em><em>su</em> o <em>a partire</em> <em>da un medesimo libro). Tema: la poesia francese contemporanea, ma non solo. Per iniziare, <a href="http://http://www.alfabeta2.it/2011/07/18/promemoria-sommario-di-traduzioni-italiane-di-scritture-francesi-recenti/">una sitografia ampia</a>,  che possa mettere in contatto il lettore  con un campione notevole di  testi già tradotti dal francese in  italiano e disponibili sul web, e <a href="http://www.alfabeta2.it/2011/07/17/gammm-e-la-weltliteratur-2-0/">un intervento di Gherardo  Bortolotti </a>sui rapporti tra la  pratica di </em><em>GAMMM, blog letterario di ricerca, e il concetto di </em><em>Weltlireratur.]</em></p>
<p>di <strong>Andrea Inglese </strong>e<strong> Andrea Raos </strong></p>
<p>[Su <em>Nuovi poeti francesi</em>, a cura di Fabio Scotto, traduzioni di Fabio Scotto e Fabio Pusterla, Torino, Einaudi, 2011, pp. 311, 16 euro.]</p>
<p>Un’antologia di poesia francese contemporanea era molto attesa in Italia, per diversi motivi. Innanzitutto, una scarsa conoscenza da parte anche del pubblico specializzato della poesia francese contemporanea al di là dei pochi nomi che in Italia, per motivi non sempre facilmente comprensibili, hanno riscosso una perdurante popolarità critica ed editoriale. (Tra il 2004 e il 2005, la rivista <em>Po&amp;sie</em> fece uscire due numeri dedicati alla poesia italiana. Uno di essi includeva un questionario sulla poesia francese proposto a un certo numero di poeti italiani. I nomi che ritornavano più spesso erano Char, Michaux, Ponge, Bonnefoy, Jaccottet. Ciò indicava una ricezione della poesia francese perlomeno fossilizzata.) <span id="more-39591"></span>La grande visibilità offerta da un editore a diffusione nazionale a territori letterari sostanzialmente sconosciuti, la conseguente speranza che taluni temi e autori ricevessero finalmente la meritata attenzione, che tanto o poco si spostassero i fuochi del discorso, non facevano altro che accrescere le aspettative.</p>
<p>Un secondo motivo è di carattere critico-teorico: era urgente parlare della poesia francese degli ultimi trent’anni, in quanto tra gli anni Ottanta e oggi è andato prendendo corpo in Francia un paesaggio poetico che ha senza dubbio le caratteristiche della novità. Una costellazione vivace di riviste ha valorizzato poi, oltre alla pratica poetica, una produzione teorica notevole, capace di riflettere criticamente sull’eredità delle avanguardie, sui rapporti con le altre arti, su certe esperienze della poesia statunitense, per giungere a ridefinire i confini stessi del genere “poesia”. In ciò, alcuni autori francesi costituiscono un’autentica sfida per l’universo poetico italiano, ma più in generale un’occasione di ripensamento delle stesse categorie critiche che determinano la cartografia di tale universo. Insomma, un tale movimento poetico, articolato e certo non riconducibile a una semplice tendenza o poetica, esigeva di per sé un lavoro antologico capace di abbracciare l’intero spettro delle questioni teoriche, delle scelte poetiche, delle pratiche culturali e politiche che accompagna tale paesaggio, dando spazio anche a un lavoro genealogico, per poter rendere espliciti al lettore italiano i fattori di continuità, oltre a quelli di rottura..</p>
<p>A questo proposito, si osserva che il lavoro di ricostruzione compiuto da Scotto nella sua Introduzione, sostanzialmente corretto, omette di citare almeno il lavoro antologico compiuto dal poeta Jean-Michel Espitallier (<em>Pièces détachées. </em><em>Une anthologie de la poésie française aujourd&#8217;hui</em>, 2000) e l&#8217;altrettanto interessante corollario teorico alla stessa antologia (<em>Caisse à outils. Un panorama de la poésie française aujourd&#8217;hui</em>, 2006). Va sottolineato che, al di là delle scelte specifiche, il grande merito dell&#8217;antologia di Espitallier è quello di esplorare a tutto campo i vari filoni – e sono davvero molti – della poesia che in Italia si definirebbe, con un certo schematismo, sperimentale. Più che di tassonomie stilistiche, Espitallier s’interessa di procedimenti, indagandone le ragioni estetiche, ma soprattutto conoscitive.</p>
<p>Alcuni dei poeti antologizzati da Espitallier, Scotto non ha potuto non includerli nella sua antologia, per l’importanza riconosciuta che il loro lavoro ha acquisito in Francia. Ma quando deve presentare autori come Hocquard, Gleize, Quintane o Cadiot, il suo discorso critico diventa stucchevole, manualistico, privo di forza esegetica. Tra questi autori, Scotto si muove su un terreno che gli è estraneo, che fatica a comprendere, per scarsità di strumenti teorici, familiarità con i testi e anche spontanea partecipazione. Un vero peccato, considerando che un fitto dialogo esiste già da anni tra questo versante della poesia contemporanea francese e una parte della nostra poesia italiana attuale. Di questo scambio, noi firmatari dell’articolo siamo parte in causa. Ma non siamo ovviamente gli unici. Chi più ha lavorato, traducendo testi e brani teorici, sugli autori della “costellazione Espitallier”, è stato probabilmente Michele Zaffarano, anch’egli poeta, e attivo attraverso il blog <em>GAMMM</em>, le edizioni Arcipelago di Milano e La Camera Verde di Roma. L’elenco dovrebbe poi includere tutti i redattori di <em>GAMMM</em> (http://gammm.org) che di questi autori francesi hanno approfondito le ragioni teoriche. E proseguire con critici e scrittori come Alessandro De Francesco. Il nostro intento non è però quello di fornire qui un panorama esaustivo di tutti coloro che, in Italia, hanno esplorato questo versante della poesia francese. Il nome di <em>GAMMM</em> deve fungere soprattutto da sineddoche di una critica militante estremamente attiva in rete e nelle piccole case editrici, anche se misconosciuta dal mondo accademico. D’altra parte tale mondo, come dimostra il caso di Scotto, sconta non pochi ritardi.</p>
<p>La scelta di Scotto è stata quella di una ricognizione unanime, non tacciabile di essere partigiana dal punto di vista delle poetiche o delle tendenze, come se tale neutralità possa costituire un titolo di merito. Noi riteniamo invece che sia proprio questa pretesa neutralità a costituire il limite più grave dell’operazione; avremmo preferito piuttosto che Scotto assumesse fino in fondo le sue preferenze, i suoi partiti presi poetici, con quel di inevitabilmente dogmatico ciò comporta. Avrebbe così potuto rendere maggiore giustizia, ad esempio, al panorama dei poeti più lirici, sviluppando un discorso sistematico sulla tradizione lirica francese, la sua specificità rispetto a quella italiana, e i suoi innovatori. Purtroppo, però, l’idea di assumere un’attitudine comparatista, e conscia eventualmente dei propri presupposti militanti e di poetica, pare non avere legittimità in Italia in operazioni antologiche come questa. Sono davvero tempi lontani quelli in cui, per la stessa collana Einaudi, Alfredo Giuliani e Jacqueline Risset coniugavano i loro talenti alfine di presentare al pubblico italiano un’antologia di alcuni dei poeti legati alla rivista “Tel Quel” (<em>Poeti di Tel Quel</em>, Einaudi, 1970). In loro, prevaleva l’idea dell’intervento militante, ma anche l’ottica comparatista, in grado di mettere in parallelo le esperienze della neoavanguardia italiana con quelle coeve della nuova avanguardia francese.</p>
<p><em> </em></p>
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