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	<title>outing &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>INTERVISTA A RADIO POPOLARE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 19:32:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Franco Buffoni Nelle scorse settimane un mio post su Outing e Coming Out ha suscitato molto interesse tra i lettori di Nazione Indiana. Più recentemente altrettanto interesse ha suscitato un post di Helena Janeczek sullo stesso argomento. Penso pertanto che qualche lettore possa essere incuriosito anche da una intervista trasmessa sull’argomento da Radio Popolare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Franco Buffoni</p>
<p>Nelle scorse settimane <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/09/18/se-proprio-ci-costringete/">un mio post su Outing e Coming Out</a> ha suscitato molto interesse tra i lettori di Nazione Indiana. Più recentemente altrettanto interesse ha suscitato <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/09/27/troppo-schifo-negli-armadi/">un post di Helena Janeczek</a> sullo stesso argomento. Penso pertanto che qualche lettore possa essere incuriosito anche da una intervista trasmessa sull’argomento da Radio Popolare martedì scorso. Dura dieci minuti. La trovate qui:<br />
<a href="http://www.francobuffoni.it/audio_radio_popolare_outing.aspx">http://www.francobuffoni.it/audio_radio_popolare_outing.aspx</a><br />
e anche qui:<br />
<a href="http://www.youtube.com/francobuffoni#p/a/u/0/fkgK0UXtfuM">http://www.youtube.com/francobuffoni#p/a/u/0/fkgK0UXtfuM</a></p>
<p>Buon ascolto, se vi va.</p>
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		<title>Troppo schifo negli armadi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 08:25:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Helena Janeczek Solleva domande la vicenda della lista “outing”, anche se gli elementi che rendono l’operazione ricusabile sono palesi. L’anonimato degli autori, la mancanza di riscontri. Ricorre, anche a sinistra, il richiamo schifato al “metodo Boffo”. Però non è la stessa cosa se un gruppo di militanti rende pubbliche le presunte tendenze sessuali di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Helena Janeczek</strong></p>
<p>Solleva domande la vicenda della lista “outing”, anche se gli elementi che rendono l’operazione ricusabile sono palesi. L’anonimato degli autori, la mancanza di riscontri. Ricorre, anche a sinistra, il richiamo schifato al “metodo Boffo”. Però non è la stessa cosa se un gruppo di militanti rende pubbliche le presunte tendenze sessuali di Caio e Tizio, o se lo fa un giornale nel ruolo di braccio mediatico di Berlusconi. I primi cercano di combattere l’omofobia, il secondo fa leva proprio sulla diffusione viscerale del pregiudizio. Boffo, Marrazzo, Caldoro – finte informative, video gestiti dal capo in persona, dossieraggio. Qualcuno ha detto che toccherebbe alla stampa cogliere lo spunto che, per timore di querele, gli estensori della lista non potevano approfondire.<span id="more-40208"></span> I giornali d’opposizione? E’ mai pensabile che si mettano a cercare prove sugli amanti di questo o quel politico, mentre già sono alle prese con Lavitola, Tarantini, donne e ruffiani del Cavaliere? Non li distingue, forse, nella battaglia in cui il fango vola alto da entrambe le parti, il fatto di tener agganciata l’informazione-scandalo a elementi di abuso di potere? Non è reato nascondere amanti di qualsiasi sesso. Tirarli fuori dall’armadio, oggi in Italia non può che essere percepito come diffamazione. I pozzi sono avvelenati. “Gay” resta sinonimo di “frocio”. Vendola pecca più di Berlusconi. Possiede una lugubre coerenza politico-culturale, l’uomo di destra che coltiva in segreto i propri vizi cercando di impedire che altri possano vivere alla luce del sole e del diritto i loro amori. <em>Lesson one</em> dell’outing fallito: Non siamo in America. La doppia morale è, anzi, una delle cose più serie e condivise che ci distingue. Una morale profonda e cupa, di cui la parola “ipocrisia” sfiora soltanto la superficie meno corrosiva.</p>
<p>Pubblicato su<em>L&#8217;Unità</em>27 settembre 2011.<em></em></p>
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		<title>SE PROPRIO CI COSTRINGETE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 22:24:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Franco Buffoni Il 23 settembre usciranno qui http://listaouting.wordpress.com/ i primi dieci nomi. “Questa iniziativa”, si legge nel comunicato di Listouting, “nasce per riportare un po’ di giustizia in un paese dove ci sono persone non hanno alcun tipo di difesa di fronte agli insulti e agli attacchi quotidiani da parte di una classe politica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Franco Buffoni</strong></p>
<p>Il 23 settembre usciranno qui <a href="http://listaouting.wordpress.com/">http://listaouting.wordpress.com/</a> i primi dieci nomi.<br />
“Questa iniziativa”, si legge nel comunicato di Listouting, “nasce per riportare un po’ di giustizia in un paese dove ci sono persone non hanno alcun tipo di difesa di fronte agli insulti e agli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva”. L’outing è uno strumento politico duro, ma giusto. Consiste nello svelare pubblicamente le abitudini sessuali di preti e politici che &#8211; nella loro azione pubblica &#8211; offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali.<br />
Il primo elenco è composto di dieci politici. “Abbiamo deciso di iniziare con questi nomi”, si legge ancora nel comunicato, “per far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola dell’ipocrisia e della discriminazione. I politici di cui conosciamo le vere identità sessuali sono molti altri,<span id="more-40101"></span> presenti in tutti i partiti; per ora ci limitiamo a pubblicare i nomi di appartenenti ai partiti che hanno votato contro la legge sull’omofobia. Da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità lgbt da parte della gerarchia cattolica, del mondo dell’informazione e della politica, ci riserveremo la facoltà di rispondere adeguatamente”.<br />
Chi frequenta il mondo anglosassone conosce bene la durezza di certi outing scatenati da attivisti per i diritti civili contro preti ipocriti e politici omofobi. Ormai storica è la posizione dell’inglese Peter Tatchell: “La comunità gay ha il diritto di difendersi contro le figure pubbliche che abusano del loro potere e della loro influenza per appoggiare politiche che infliggono sofferenze agli omosessuali”. E nel 1994 gli attivisti di OutRage! &#8211; il gruppo guidato da Tatchell &#8211; fecero i nomi di quattordici vescovi della Chiesa Anglicana, accusandoli di ipocrisia per aver sostenuto il punto di vista della Chiesa &#8211; che condanna ogni atto o legame omosessuale &#8211; mentre non osservavano questo divieto nelle loro vite personali. “L’outing è l’autodifesa dei gay”, disse Tatchell: “Non facendo outing sui vescovi omosessuali che appoggiano politiche anti-gay, avremmo protetto quei vescovi, permettendo loro di continuare a infliggere sofferenza ai membri della nostra comunità. La collusione tra omofobia e ipocrisia non è eticamente difendibile, né da parte dei cristiani, né da parte di nessun altro”.<br />
Il timore di subire outing può indurre alcuni a prodursi nel proprio coming out. Il parlamentare statunitense Barney Frank, per esempio, dopo il coming out ha dichiarato di essersi deciso perché “motivato da due fattori: la mia profonda infelicità personale e la mia convinzione che sarebbe stato di aiuto alla lotta contro l&#8217;omofobia se fossi stato onesto a proposito del mio orientamento sessuale”.<br />
So bene che parlare di onestà e di fair play in Italia può apparire ingenuo, ma riflettiamo almeno sul suono della frase: essere onesti sul proprio orientamento sessuale. Suona bene, non c’è dubbio. Magari per molti potrebbe cominciare con un: essere onesti da principio almeno con se stessi. L’outing come tattica di autodifesa della comunità gay. Con vent’anni di ritardo ci stiamo arrivando, finalmente, anche in Italia.</p>
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		<title>OUTING E DIRITTI CIVILI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 21:58:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Franco Buffoni Un motivo di consolazione. Forse &#8211; grazie agli eventi degli ultimi mesi &#8211; siamo riusciti a scampare l’elezione di Silvio Berlusconi a prossimo Presidente della Repubblica. Non è poco. L’anomalia è che gli eventi non sono stati messi in moto dall’opposizione (come sarebbe logico) o dall’opposizione interna (es: Gordon Brown vs Tony [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Franco Buffoni</strong></p>
<p>Un motivo di consolazione. Forse &#8211; grazie agli eventi degli ultimi mesi &#8211; siamo riusciti a scampare l’elezione di Silvio Berlusconi a prossimo Presidente della Repubblica. Non è poco. L’anomalia è che gli eventi non sono stati messi in moto dall’opposizione (come sarebbe logico) o dall’opposizione interna (es: Gordon Brown vs Tony Blair), ma dalla moglie del premier, dalla madre dei suoi figli. Accontentiamoci. L’opposizione interna (Gianfranco Fini) tuttavia si sta facendo sentire da posizioni di buon senso in particolare sui temi attinenti ai diritti civili. Il richiamo alle destre europee di Merkel e Sarkozy è appropriato. Se puntiamo al minimo sindacale nel campo dei diritti civili, quelle destre europee lo hanno concesso da tempo.<br />
Se invece parliamo di destra italiana (clericali, leghisti, fascisti e quant’altro) la situazione è tragica e – ancora una volta – anomala.<br />
Chi conosce il mondo anglosassone sa bene la durezza di certi outing scatenati da attivisti per i diritti civili (radicali, progressisti, dunque di “sinistra”) contro ipocriti vescovi e parlamentari conservatori. Il caso Feltri/Boffo invece si è giocato tutto all’interno della destra (quella leghista-berlusconiana vs quella clericale), o addirittura, una volta gettato il sasso &#8211; come sostengono acutamente alcuni – tutto all’interno del potentato cattolico (Cei vs Segreteria di stato).<br />
Per chi non ha dimestichezza con il mondo anglosassone richiamo alcuni punti essenziali.<span id="more-21983"></span><br />
Ormai storica è la posizione dell’inglese Peter Tatchell: &#8220;La comunità gay  ha il diritto di difendersi contro le figure pubbliche che abusano del loro potere e della loro influenza per appoggiare politiche che infliggono sofferenze agli omosessuali”.<br />
Tale politica venne inaugurata in modo esplosivo nel 1994 quando il gruppo di attivisti del gruppo OutRage! guidato da Tatchell fece i nomi di quattordici vescovi della Chiesa Anglicana, accusandoli di ipocrisia per aver sostenuto (alla Boffo) il punto di vista della Chiesa &#8211; che condanna ogni atto o legame omosessuale &#8211; mentre non osservavano questo divieto nelle loro vite personali.<br />
&#8220;L&#8217;outing è l&#8217;autodifesa dei gay,&#8221; disse Tatchell: &#8220;Non facendo outing sui vescovi omosessuali che appoggiano politiche che danneggiano i gay, avremmo protetto quei vescovi e di conseguenza avremmo permesso loro di continuare ad infliggere sofferenza ai membri della nostra comunità. La collusione tra omofobia e ipocrisia non è eticamente difendibile, né da parte dei cristiani, né da parte di nessun altro.&#8221;<br />
Il timore di subire outing può indurre molti a prodursi nel proprio coming out. Il parlamentare statunitense Barney Frank, per esempio, dopo il coming out ha dichiarato di essersi deciso perché &#8220;motivato da due fattori: la mia profonda infelicità personale per la mia vita come personalità pubblica non dichiarata, e la mia convinzione che sarebbe stato di aiuto nella nostra lotta contro l&#8217;omofobia se fossi stato anch&#8217;io onesto a proposito del mio orientamento sessuale”.<br />
So bene che parlare in Italia di onestà e di fair play può apparire ingenuo, ma riflettiamo almeno sul suono della frase: essere onesti sul proprio orientamento sessuale. Suona bene, non c’è dubbio. Magari per molti potrebbe cominciare con un: essere onesti da principio almeno con se stessi. (Lo sapete che a Roma la maggiore concentrazione di collegamenti ai siti porno gay viene registrata nella Città del Vaticano?).<br />
L&#8217;outing come tattica di autodifesa della comunità gay, dunque.<br />
Un esempio di punizione politica fu l&#8217;outing del 2004 di Edward Schrock, parlamentare repubblicano della Virginia, da parte dell&#8217;attivista Michael Rogers. Rogers rivelò sul suo sito internet che Schrock aveva usato un servizio di sesso telefonico interattivo per incontrare altri uomini con cui avere rapporti sessuali. Schrock non negò le accuse e annunciò che non si sarebbe ricandidato.<br />
Rogers ha dichiarato di aver fatto outing su Schrock per punirlo della sua ipocrisia: Schrock aveva votato per il Marriage Protection Act (legge sulla protezione del matrimonio eterosessuale: in pratica un family day in salsa U.S.) e aveva anche firmato come sostenitore il Federal Marriage Amendament (emendamento federale sul matrimonio eterosessuale). &#8220;È arrivato il momento per questi gay omofobi di uscire allo scoperto o di subire l&#8217;outing,&#8221; dichiarò Rogers, &#8220;Schrock è il primo: ce ne saranno degli altri.&#8221; E così fu.<br />
L&#8217;outing più recente che ha colpito la chiesa cattolica americana è avvenuto a New York dove un prete del New Jersey, Bob Hoatson, ha accusato il Cardinale Egan non solo di nascondere il dilagare degli abusi sessuali tra il clero a lui sottoposto, ma anche di essere un omosessuale praticante. Di ciò Hoatson dichiarò di avere prova personale.<br />
Come conseguenza, negli ultimi anni in Inghilterra e negli Stati Uniti ha cominciato a diffondersi la pratica dell’outing oneself: consiste nell&#8217;annunciare che si ha una sessualità alternativa a quella pubblicamente dichiarata. Un esempio di self outing è quello del governatore del New Jersey Jim McGreevy, che ha annunciato di essere un &#8220;Gay American&#8221; nell&#8217;agosto del 2004. McGreevey sapeva che il suo nome stava per essere coinvolto in una causa per molestie sessuali da parte Golan Cipel, il suo ex consigliere della sicurezza, con cui si presume McGreevey avesse avuto una relazione sessuale.<br />
Tutto questo per dire che il caso Boffo (o, molto più in sordina, il caso Soria) sono inevitabilmente i primi di una lunga serie.<br />
Chi ha fatto coming out ne conosce bene il prezzo in termini di rapporti sociali, lavorativi, famigliari. Questo prezzo diminuisce quanto più numerose sono le persone che compiono coming out.<br />
Ma ci rendiamo conto che – quando l’università italiana si deciderà ad aprire ai gender studies &#8211; dovremo riscrivere interi capitoli di storia della letteratura: da Pascoli a Palazzeschi a Montale, da Rebora a Gadda a Pavese&#8230;?<br />
E per i non letterati, non sarebbe tutto diverso e più onesto – per l’appunto &#8211; se Lucio Dalla e Roberto Bolle (per fare solo dei nomi) lo ammettessero apertamente e con orgoglio?<br />
Proprio così: onestà e orgoglio.<br />
Invece in Italia siamo al paradosso nel paradosso: negano di essere gay – o comunque si negano alla possibilità di essere onesti sul proprio orientamento sessuale &#8211; persino Renato Zero e Franco Zeffirelli.<br />
Il caso Boffo è esecrabile per le motivazioni che lo hanno provocato. Ma un outing ai “Boffo” come categoria è più che giustificabile, perché viene praticato su chi fa di tutto perché gli omosessuali non acquisiscano quella dignità che dovrebbe spettare loro come cittadini europei.<br />
In definitiva, credo che l’outing sia un modo efficace per smorzare l’arroganza di molte persone – in particolare politici e prelati &#8211; sulla questione omosessuale, come insegna l’esempio inglese e americano.<br />
Infine: in precedenti post ho parlato della necessità di un affrancamento dal retaggio abramitico. Trattasi di quel retaggio in virtù del quale si ritiene che un “creatore” abbia voluto generi e specie così come sono, immutabilmente: l’ordine del “creato”.<br />
Da tale retaggio viene l’ottuso trincerarsi di molti dietro al cosiddetto “diritto naturale”. Da qui i feroci attacchi da parte dei vari fondamentalismi abramitici &#8211; in primis quello vaticano &#8211; contro il movimento gay.<br />
Costoro non hanno digerito Darwin; costoro &#8211; se messi alle strette &#8211; giungono a inventarsi la teoria dell’Intelligent Design. Per costoro le rivendicazioni femministe e gay (vedi gli attacchi che riservano alla Ru486 e alla gender theory di Judith Butler) vanno contro l’ordine naturale e dunque contro la creazione. (Lo dicevano anche delle suffragette di un secolo fa).<br />
Con costoro non si può discutere: costoro devono solo essere sconfitti politicamente. Come è avvenuto in Spagna. Come purtroppo non sta avvenendo in Italia.<br />
La Spagna &#8211; mi venne replicato e condivido &#8211; non ha i cattolici di sinistra, i cattolici-brave persone, i cattolici veri alla Franceschini, alla Prodi. I loro cattolici stanno tutti a destra: i migliori sono come Giovanardi. Questo semplifica molto le cose.<br />
In Italia queste brave persone collocate nel centro-sinistra complicano maledettamente le cose.</p>
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		<title>Boffo e la privacy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 11:04:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[indiani]]></category>
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		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
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					<description><![CDATA[di Enzo Cucco e Sergio Rovasio Con una ipocrisia degna di peggior causa Vittorio Feltri sostiene che il fatto per cui il Direttore di Avvenire, Dino Boffo, sia da giudicarsi immorale è la condanna per molestie e non per le sue relazioni omosessuali, come se lo svelamento dell&#8217;omosessualità del Direttore dell&#8217;organo di stampa di proprietà [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Enzo Cucco</strong> e <strong>Sergio Rovasio</strong></p>
<p>Con una ipocrisia degna di peggior causa Vittorio Feltri sostiene che il fatto per cui il Direttore di Avvenire, Dino Boffo, sia da giudicarsi immorale è la condanna per molestie e non per le sue relazioni omosessuali, come se lo svelamento dell&#8217;omosessualità del Direttore dell&#8217;organo di stampa di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana non fosse molto di più che sapido pettegolezzo, e non si inserisca nella feroce lotta per l&#8217; egemonia sul capo del Governo tra la Lega e il Vaticano.<br />
Quello che invece è molto chiaro è che il Direttore de Il Giornale, applicando la ben nota legge del taglione, dà maggior vigore proprio a quel metodo che con il suo giornalismo al vetriolo intende censurare, ovvero delegittimare il proprio avversario usando l&#8217;arma del giudizio morale, in particolare del giudizio sulla sua moralità sessuale.<span id="more-21126"></span><br />
L&#8217;insopportabile ambiguità dell&#8217;iniziativa di Vittorio Feltri, che per difendere il diritto alla privacy del Presidente del Consiglio sputtana quella del Direttore de L&#8217;Avvenire, è il motivo per cui ci sembra che si debba, con forza, difendere la libertà di Boffo, e chiunque altro, ad avere relazioni sessuali con adulti consenzienti senza che questo diventi oggetto di valutazione morale da parte di chicchessia.<br />
E quando parliamo di difendere la libertà alla privacy di Dino Boffo ci riferiamo anche all&#8217;ipotesi che egli possa essere, a un tempo, omosessuale e contrario ai diritti delle coppie tra persone dello stesso sesso. Non v&#8217;è nessuna logica accettabile dietro l&#8217;argomento per cui un omosessuale &#8220;velato&#8221; non possa attaccare pubblicamente iniziative politiche sull&#8217;omosessualità. La nostra personale incomprensione della distonia tra comportamenti privati e posizioni pubbliche non può arrivare a salutare come benvenuti outing `forzati&#8217; e violenti come quello fatto da Feltri.<br />
Eppure se si rimane dentro la logica che il doppio caso Berlusconi-Boffo rappresenta, tutto è legittimo, comprese le prossime neanche tanto velate minacce di Feltri in merito ad altri &#8220;svelamenti&#8221; di doppie moralità.<br />
In verità tutti gli attori di questa vicenda sanno benissimo che l&#8217;unico modo per uscire da questo circolo vizioso di ricatti incrociati è semplice, e passa attraverso la serena rivendicazione di Boffo, Berlusconi e compagnia, non solo del diritto alla privacy, ma del diritto ad avere relazioni sessuali e sentimentali senza che questo diventi oggetto di valutazione morale. Non sappiamo se questo accadrà mai, per il momento registriamo solo la negazione di qualsiasi cosa da parte di Berlusconi e il rumoroso imbarazzo di Boffo, che si trincera dietro la solita teoria del complotto e della aggressione.<br />
Noi, pazienti, continueremo a difendere il diritto alla privacy delle loro Signorie. Ci facessero, però, la cortesia di guardare con meno sprezzante superficialità alle richieste di eguaglianza che arrivano da buona parte di quella minoranza di qualche milione di italiani che si preoccupa più dei propri diritti che della moralità altrui. Alla fine sarebbe un bene per tutti, anche per loro.</p>
<p>il riformista, 30 agosto 2009, rubrica delle lettere</p>
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