<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Patti Smith &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/patti-smith/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 01 Mar 2009 23:31:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>Patti Smith, o lo spirito del rock</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/05/patti-smith-o-lo-spirito-del-rock/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/05/patti-smith-o-lo-spirito-del-rock/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 06:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[moysikh!]]></category>
		<category><![CDATA[marco rovelli]]></category>
		<category><![CDATA[Patti Smith]]></category>
		<category><![CDATA[rock]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14988</guid>

					<description><![CDATA[di Marco Rovelli Ho sempre pensato che il rock sia un linguaggio talmente articolato da permettere a una ricerca spirituale intensa di esprimersi pienamente. Il rock, con il suo battere/levare, con l&#8217;andare alla radice del ritmo, è la rappresentazione più potente del corpo e della sua immensa energia. E&#8217; in questo senso – un senso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14989" title="patti-smith-horses" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/02/patti-smith-horses-300x300.jpg" alt="patti-smith-horses" width="210" height="210" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/02/patti-smith-horses-300x300.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/02/patti-smith-horses-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/02/patti-smith-horses.jpg 400w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" /></p>
<p>di <strong>Marco Rovelli</strong></p>
<p><span>Ho sempre pensato che il rock sia un linguaggio talmente articolato da permettere a una ricerca spirituale intensa di esprimersi pienamente. Il rock, con il suo battere/levare, con l&#8217;andare alla radice del ritmo, è la rappresentazione più potente del corpo e della sua immensa energia. E&#8217; in questo senso – un senso profondamente &#8220;religioso&#8221; &#8211; che Patti Smith è stata a buon diritto chiamata la &#8220;sacerdotessa&#8221; del rock. Nel suo sciamanico mettersi in scena, Patti Smith comunica nella maniera più alta – e insieme comprensibile a chiunque – una cosa semplicissima: la celebrazione della vita. E &#8220;semplice&#8221;, del resto, è la parola che lei usa continuamente, come chiave di lettura del mondo. <span id="more-14988"></span>A Milano per presentare Dream of Life, il film di Steven Sebring sulla sua vita, risponde alla domande con un&#8217;intenzione e un sorriso assolutamente &#8220;semplice&#8221;, &#8220;innocente&#8221;. &#8220;La vita è così semplice&#8221;, dice – e non si può fare a meno di pensare quanto la semplicità sia la cifra mistica per eccellenza, da Paolo di Tarso all&#8217;Idiota di Dostoevskij. Il film di Sebring, allora, piace secondo Patti proprio per la sua &#8220;semplicità&#8221;: perché non è un &#8220;rock&#8217;n&#8217;roll film&#8221;, ma &#8220;è come se dicessi, Venite a casa mia&#8221;. Un invito immediato, a condividere l&#8217;intimità del quotidiano. In questo senso il film rappresenta perfettamente quel che un artista fa: esporre il proprio segreto. Esposizione di sé che non significa evidentemente &#8220;esibizione&#8221; da rockstar, ma una volontà di condividere con gli altri, di comunicare (e non a caso Pasolini è uno dei numi tutelari di Patti: &#8220;La morte sta nel non poter più comunicare&#8221;) &#8211; dove la condivisione è necessità di mettersi a nudo, esporsi al contagio dell&#8217;altro. Il segreto della vita, dice Patti, è &#8220;semplice&#8221;. E anzi, l&#8217;eroismo vero – oltre i miti, oltre i &#8220;grandi uomini&#8221; &#8211; sta proprio nella semplicità: in coloro che tengono pulite le strade, in coloro che riciclano, in coloro che fanno ogni giorno, nel posto in cui sono, &#8220;il meglio che possono&#8221;. E&#8217; solo da questo riconnettersi alla profondissima semplicità della vita che risiede la salvezza del mondo. E allora la riuscita stessa di Obama – la cui bellezza sta nel fatto che è &#8220;un uomo molto intelligente ma con la semplicità del buon senso&#8221; &#8211; può venire solo se avrà il supporto del popolo americano, e del mondo intero. Si tratta per lui, dice Patti, di riscattare &#8220;il cattivo esempio che l&#8217;America ha dato negli ultimi anni al mondo&#8221;. Questo lo si potrà fare anche prendendo esempio dal rock: perché il rock insegna a cooperare, a collaborare con gli altri. &#8220;Io sono la leader del mio gruppo&#8221;, dice Patti, &#8220;ma tra di noi c&#8217;è un assoluto senso di uguaglianza: quello che importa nel rock è lo sforzo collaborativo, nient&#8217;altro&#8221;. E il film di Sebring racconta bene queste innumeri collaborazioni di Patti con gli artisti: esemplare anche in questo, nel dichiarare senza paura tutti i suoi debiti, con le persone che hanno fatto parte della sua vita, vive e morte &#8211; da Arthur Rimbaud al marito sempre amato Fred Sonic Smith. Con il quale ci lascia, recitando come poesia il testo della sua canzone manifesto, &#8220;People have the power&#8221;. Ma non me ne vado prima di essermi fatto autografare la mia copia in vinile di &#8220;Horses&#8221;. Perché, come lei stessa spiega con il suo itinerario, l&#8217;uomo nasce sempre come un fan.</p>
<p><em>(Pubblicato su l&#8217;Unità, 27/2/2009)</em></p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/05/patti-smith-o-lo-spirito-del-rock/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>49</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14988</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 18:28:24 by W3 Total Cache
-->