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	<title>poeti &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>#FreeAshraf &#8211; Conversazioni poetiche per Ashraf Fayadh</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Declich]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 13:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[#freeAshraf]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Ashraf Fayadh]]></category>
		<category><![CDATA[pena di morte]]></category>
		<category><![CDATA[poeti]]></category>
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					<description><![CDATA[di Campagna #freeAshraf Ashraf Fayadh, poeta, curatore e artista di origine palestinese, nato e residente in Arabia Saudita, è detenuto da oltre due anni nel carcere di Abha, in Arabia Saudita. Fayadh, che fa parte del collettivo di artisti di Edge of Arabia e che nel 2013 è stato tra i curatori della mostra Rhizoma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Campagna #freeAshraf</strong></p>
<p>Ashraf Fayadh, poeta, curatore e artista di origine palestinese, nato e residente in Arabia Saudita, è detenuto da oltre due anni nel carcere di Abha, in Arabia Saudita. Fayadh, che fa parte del collettivo di artisti di Edge of Arabia e che nel 2013 è stato tra i curatori della mostra Rhizoma alla Biennale di Venezia, nel 2014 è stato arrestato nella città di Abha dalla polizia religiosa saudita con l’accusa di apostasia e di diffusione dell’ateismo con la sua raccolta poetica <em>Le istruzioni sono all’interno</em> (Dar al-Farabi, Beirut, 2007). A novembre del 2015 il poeta è stato condannato a morte per decapitazione da un tribunale saudita. Fayadh, che nei due anni di detenzione non ha mai potuto consultare un legale, ha sempre respinto tutte le accuse. Nel mese di dicembre, dopo il verdetto di condanna a morte, ha presentato appello sostenendo che le accuse fossero viziate da falsità e che non fossero supportate da prove. Ha anche affermato di essere un credente musulmano, respingendo così le accuse di aver rinunciato alla fede nell’Islam.</p>
<p>Nel corso del 2015 molte sono state le iniziative internazionali per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul caso di Ashraf Fayadh e chiedere alle autorità saudite il suo rilascio. Nel dicembre 2015, il Festival Internazionale di Letteratura di Berlino ha lanciato un appello a individui, associazioni e organizzazioni a mobilitarsi per il 14 gennaio, data in cui in tutto il mondo si svolgeranno reading poetici e incontri a sostegno di Ashraf e della libertà di espressione.</p>
<p>In Italia i reading si svolgeranno a Roma, Milano, Napoli, La Spezia, Bologna, Pescara, Bari, Sassari, Ravenna e Villacidro (VS). Le iniziative italiane hanno ricevuto l’adesione e il sostegno di Amnesty International Italia.</p>
<p>Info sulla campagna del Festival di Berlino <a href="http://www.worldwide-reading.com/archiv-en/14-01-2016-worldwide-reading-of-selected-poems-and-other-texts-in-support-of-ashraf-fayadh">qui</a>.</p>
<p>L’appello di Amnesty <a href="http://www.amnesty.it/apostasia-condanna-a-morte-arabia-saudita" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Una poesia sciolta:</p>
<p><strong>I baffi di Frida Kahlo (Traduzione di Silvia Moresi)</strong></p>
<p>Ignorerò l’odore del fango, il rimprovero della pioggia<br />
e il tormento che da lungo tempo dimora nel mio petto.<br />
Cercherò un giusto conforto per la mia situazione che non mi permette di descrivere le tue labbra come desidero,<br />
non mi permette di far cadere gocce di rugiada sui tuoi petali rossastri,<br />
né placa l’enorme smania che mi tormenta quando comprendo che non sei al mio fianco, ora,<br />
e che non ci sarai neppure quando dovrò spiegare la mia condizione al silenzio…quel silenzio con cui la notte, sempre, mi punisce!<br />
Dimostrami che la terra è silenziosa così come appare da lontano, e che tutto ciò che è accaduto tra noi non era altro che uno sgradevole imprevisto; no, non è possibile sia questa la conclusione!</p>
<p>**</p>
<p>Cosa pensi dei miei giorni che ho assassinato senza di te?<br />
Delle mie parole che sono svanite in fretta,<br />
della mia misera condizione,<br />
delle sofferenze oramai sedimentate nel mio petto come alghe secche?<br />
Ho dimenticato di dirti che mi sono abituato alla tua reale assenza,<br />
che i desideri hanno smarrito la strada che li portava a te,<br />
e che anche i ricordi han cominciato a svanire!<br />
Io continuo ad inseguire la luce ma non è desiderio di vedere…le tenebre rimangono spaventose<br />
anche se ad esse ci si abitua!</p>
<p>**</p>
<p>Ti bastano le mie scuse?<br />
Le scuse per tutto ciò che accadeva mentre tentavo di giustificarmi<br />
quando la gelosia si agitava in qualche angolo del mio petto,<br />
quando la delusione distruggeva un nuovo giorno della mia triste vita,<br />
quando ti ripetevo che la giustizia avrebbe continuato a soffrire per i dolori del ciclo mestruale,<br />
e che l’amore è come un uomo impotente che sopravvive nell’autunno della vita…</p>
<p>**</p>
<p>Sarò costretto ad ingannare i ricordi<br />
e mentirò dicendo che il mio sonno è tranquillo.<br />
Distruggerò tutto ciò che resta delle domande…<br />
quelle domande che han preso a cercare alibi per ottenere risposte convincenti,<br />
dopo che tutta l’abituale punteggiatura è stata fatta crollare<br />
per motivi strettamente personali!</p>
<p>**</p>
<p>Chiedi allo specchio di spiegarti quanto sei bella!<br />
Spargi come polvere le mie parole ammassate,<br />
respira profondamente, e ricorda quanto ti ho amata…<br />
Come è possibile che ora la nostra storia sia diventata un semplice contatto elettrico<br />
che stava per incendiare solo un enorme magazzino vuoto!<br />
Le tre leggi della Patria (Traduzione di Silvia Moresi)</p>
<p>Prima legge:</p>
<p>Ogni Patria pacifica &#8230;.o in guerra costante&#8230;<br />
Ogni Patria che, giorno dopo giorno,  senza lamentarsi viene calpestata dai tuoi piedi&#8230;<br />
diventa nel cuore&#8230;qualcosa su cui l’esilio esistenziale non ha influenza&#8230;<br />
e che gli toglie importanza.</p>
<p>[…]</p>
<p>Terza legge:</p>
<p>Ogni assenza&#8230;ha una presenza fissa,<br />
Ogni vuoto&#8230;ha una pienezza di vuoto,<br />
Ogni affollato e vitale quartiere&#8230;ha una morte<br />
poco importante<br />
che disturba il suo caos brulicante di vita&#8230;<br />
E i vicini dormono tutto il tempo<br />
perché tu sei da solo!</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Alcune poesie da Ashraf Fayad, <em>Le istruzioni sono all’interno</em>, Dār al-Fārābī, Bayrūt 2007</p>
<p><strong>Spazio vuoto (Traduzione di Jolanda Guardi)</strong></p>
<p>Ogni cosa ha la sua&#8230; dimensione!<br />
La tua è molto usa alla tappezzeria<br />
E la tua ombra pesante&#8230; non permette all’asfalto<br />
Né alla vernice&#8230; e nemmeno alle scritte appiccicate sulle vetrine<br />
Di essere viste.<br />
Anche tu hai uno spazio&#8230; niente male<br />
“vuoto”</p>
<p>L’aria è inquinata&#8230; e così anche i cassonetti della spazzatura<br />
E il tuo animo da quando si è mescolato al carbone<br />
E il tuo cuore&#8230; dall’occlusione delle vene<br />
E dal suo rifiuto di concedere cittadinanza<br />
Al sangue di ritorno dalla tua testa.</p>
<p>Senza la tua memoria&#8230; perdi molto della tua dimensione<br />
Devi seguire una dieta adatta<br />
Per perdere l’eccesso di te!</p>
<p>Prendi le tue decisioni in fretta<br />
Ché la forza di gravità&#8230;<br />
Non aspetta molto<br />
Nota: cambia il fattore tempo con il tuo nome&#8230;<br />
Per giungere alla corretta soluzione sul modo di lanciare l’ultima<br />
Pagina del tuo diario<br />
Nel cestino dei rifiuti&#8230; e centrarlo!</p>
<p>Consumi d’aria quanta ne basta a due neonati<br />
Quando urlano entrambi allo stesso modo&#8230;<br />
Sapendo che le particelle d’aria intorno a te&#8230;<br />
Trasmettono il suono in modo distorto&#8230; la tua laringe&#8230;<br />
Ha bisogno di restauro</p>
<p>Una mendicante sulla cinquantina&#8230; espone il suo orgoglio in<br />
Un cencio impreziosito di monete&#8230; augura a te&#8230; e a quella<br />
Bellezza che cammina al tuo fianco casualmente&#8230; di avere<br />
Presto un figlio<br />
Perché occupi un altro spazio&#8230; vuoto&#8230;<br />
In cambio di una moneta!</p>
<p>È giunta l’ora di moltiplicare i tuoi passi&#8230; asessualmente<br />
E di cambiare i tuoi calzini puzzolenti<br />
.<br />
.<br />
.<br />
Realtà scientifica: i batteri si sviluppano in fretta</p>
<p>Abbandonati al sonno&#8230;<br />
Perché è giunto il momento di fondersi&#8230; e dissolversi<br />
E assumere la forma adatta alla nostalgia in cui ti sei versato!<br />
Evapora&#8230; condensati&#8230;<br />
Torna al tuo vuoto&#8230;<br />
Per occupare il tuo spazio abituale<br />
&#8230; te stesso!</p>
<p><strong>Titoli (Traduzione di Jolanda Guardi)</strong></p>
<p>Al-Ḥağğāğ appunta a Ruby la medaglia di plastica di Babele<br />
A una sontuosa festa&#8230;<br />
Un annuncio su Internet pubblicizza la necessità di volontari<br />
per la guerra di al-Basūs&#8230;<br />
E seri tentativi per giungere da Caronte nelle profondità<br />
della terra per esaudire le richieste degli investitori attraverso<br />
un telefono gratuito!</p>
<p><strong>Il tuo oroscopo oggi (Traduzione di Jolanda Guardi)</strong></p>
<p>Mercurio si scontra con la luna a causa di un vecchio rancore!<br />
Un vecchio amico ti chiama all’improvviso per chiederti se<br />
è stata proprio Haifa’ Wahbi* ad apparire nuda<br />
in una scena del video incriminato.<br />
E un vecchio amore a fior di superficie<br />
(in genere emergono solo i corpi morti)</p>
<p><strong>Rappresentazione (Traduzione di Jolanda Guardi)</strong></p>
<p>Un uomo e una donna che indossa la ‘abaya legale fermi ai piedi<br />
del monte<br />
Un corvo li osserva dall’alto ed è come vedesse se stesso<br />
allo specchio in compagnia di un uomo che non ama&#8230;<br />
Un uomo che non sa che Ibn Firnās era una barzelletta storica<br />
di cui nessuno ride eccetto un corvo che non è obbligato<br />
a sognare di volare!</p>
<p><strong>Deduzioni (Traduzione di Jolanda Guardi)</strong></p>
<p>A volte, l’amore è come la rottura del digiuno!<br />
Altre volte, come scarpe da ginnastica nuove regalate<br />
a un bambino paralizzato!<br />
L’amore – per lo più – è un affare che comporta molti<br />
danni&#8230;<br />
per tutte le parti.</p>
<p><strong>Cuore (Traduzione di Jolanda Guardi)</strong></p>
<p>Il cuore è motore di perfetta fattura<br />
Ha bisogno di combustione… per assicurare il movimento a pieno regime!<br />
Pari opportunità (Traduzione di Jolanda Guardi)<br />
Una ragazza e un ragazzo…<br />
La madre preferisce il ragazzo alla ragazza<br />
Il ragazzo sta vicino alla madre nel momento del bisogno<br />
La ragazza partorirà un altro ragazzo che le stia accanto!<br />
Equità (Traduzione di Jolanda Guardi)<br />
Si dice che la gente sia come i denti di un pettine<br />
Ma non è così… mi raderò la testa in ogni caso<br />
Per non essere obbligato al confronto!<br />
Saggezza (Traduzione di Jolanda Guardi)</p>
<p>L’amore non è essere un passerotto nella mano di chi ami<br />
Per lui è meglio che dieci sulla pianta.<br />
Un passero sulla pianta è meglio di dieci nella mano…<br />
Dal punto di vista dei passeri!</p>
<p><strong>Ricordi di passione (Traduzione di Silvia Moresi)</strong></p>
<p>Pettino con un ramo di rovi<br />
i miei capelli&#8230;e ne raccolgo le ciocche&#8230;<br />
Forse mi stringerai tra le tue braccia&#8230;</p>
<p>Hanno detto che lì è terminato un assedio,<br />
che le tue mani esauste<br />
hanno spezzato la catena con la loro stretta&#8230;<br />
e che forse ti incontrerò&#8230; come hanno detto.</p>
<p>Se n’è andata&#8230;non so quante volte&#8230;<br />
se n’è andata?<br />
non so<br />
quante volte&#8230;se n’è andata?</p>
<p>Quanto è dimagrita&#8230;e quanti fili d’argento il tempo ha ricamato<br />
sulla mia testa&#8230;</p>
<p>Perdonami se ho replicato la tua morte sul mio letto,<br />
perdonami se ho dimenticato l’odore dell’estenuante fatica sul tuo cuscino.<br />
Non c’è amore all’infuori di te&#8230;e io ero tra i disperati!</p>
<p>La tua grazia&#8230; perdonami<br />
se ho smesso di versare lacrime,<br />
di ripetere il tuo nome nell’eccitazione della passione<br />
e negli abissi della tristezza.<br />
Ho girato il mio viso cercando il calore delle tue braccia,<br />
non c’è amore all’infuori di te&#8230;sei l’unica&#8230;e io sono il primo degli amanti!</p>
<p><strong>Parola (Traduzione di Silvia Moresi)</strong></p>
<p>La vecchia porta applaude il vento&#8230;<br />
per il suo spettacolo di danza con la compagnia degli alberi!<br />
La vecchia porta&#8230;non ha mani,<br />
gli alberi non sono a servizio dell’accademia di ballo<br />
e il vento è un essere invisibile&#8230;<br />
se non danza con gli alberi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>POETI (elenchi # 4)</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2015/04/22/poeti-elenchi-4/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2015 05:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[elenchi]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo sartori]]></category>
		<category><![CDATA[poeti]]></category>
		<category><![CDATA[proesie]]></category>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Sartori &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; poeti erotici poeti eretici poeti erratici poeti ieratici &#160; lirici sotto le tamerici lirici sui larici lirici con le varici lirici senza narici &#160; poeti avanguardisti poeti neoavanguardisti poeti della retroguardia (linguistica) poeti sempre in guardia (on line) poeti guardoni &#160; cantori incantevoli cantori incantati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Giacomo Sartori</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/04/22/poeti-elenchi-4/dsc_0325_rid/" rel="attachment wp-att-53314"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-53314" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0325_rid-300x201.jpg" alt="DSC_0325_rid" width="300" height="201" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0325_rid-300x201.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0325_rid-120x80.jpg 120w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0325_rid.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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<p>poeti erotici</p>
<p>poeti eretici</p>
<p>poeti erratici</p>
<p>poeti ieratici<span id="more-53212"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>lirici sotto le tamerici</p>
<p>lirici sui larici</p>
<p>lirici con le varici</p>
<p>lirici senza narici</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>poeti avanguardisti</p>
<p>poeti neoavanguardisti</p>
<p>poeti della retroguardia (linguistica)</p>
<p>poeti sempre in guardia (on line)</p>
<p>poeti guardoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>cantori incantevoli</p>
<p>cantori incantati (dai tramonti neoliberali)</p>
<p>cantori incatenati (al linguaggio dell’ottocento)</p>
<p>cantori scannati</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>poeti celebrati</p>
<p>poeti acerebrati</p>
<p>poeti cerebraloni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>poeti di successo (tutto è relativo)</p>
<p>poeti sul cesso</p>
<p>poeti che cessano di poetare (e di postare)</p>
<p>incessanti versificatori</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>poeti pubblicati a proprie spese</p>
<p>poeti pubblicati a spese altrui</p>
<p>poeti impubblicabili (pubblicati)</p>
<p>poeti pubblicabili (impubblicati)</p>
<p>poeti pubblicati per concorso di cose</p>
<p>poeti pubblicati per concorsino di poesia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/04/22/poeti-elenchi-4/dsc_0241_rid/" rel="attachment wp-att-53312"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-53312" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0241_rid-300x201.jpg" alt="DSC_0241_rid" width="300" height="201" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0241_rid-300x201.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0241_rid-120x80.jpg 120w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0241_rid.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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<p>poeti incompresi</p>
<p>poeti incomprensibili</p>
<p>poeti incompressibili</p>
<p>poeti incommensurabili</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>poeti sperimentali</p>
<p>poeti sperimentati</p>
<p>bardi speranzosi</p>
<p>slammisti spericolati</p>
<p>rapsodini spiritosini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>sonettisti terrificanti</p>
<p>versificatori terribili (versione due punto zero)</p>
<p>rimatori territoriali (provincere o morire)</p>
<p>poetoni terroni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>aedi medievali</p>
<p>aedi mediatici</p>
<p>aedi meditativi</p>
<p>aedi senza piedi (metrici)</p>
<p>aedi senza eredi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>poeti ispirati</p>
<p>poeti aspirati (da facebook)</p>
<p>aspiranti poeti</p>
<p>poeti aspiranti i tappeti (degli editori)</p>
<p>poeti sospiranti</p>
<p>poetone spiranti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>trovatori dialettali</p>
<p>lirici paralitici</p>
<p>lirici paratattici</p>
<p>lirici antipatici</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>poeti egocentrici</p>
<p>poeti egolatrici</p>
<p>poeti egolalici</p>
<p>poeti egolabili (l’eccezione c’è sempre)</p>
<p>poeti regolabili (in metro e volume)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/04/22/poeti-elenchi-4/dsc_0318_rid/" rel="attachment wp-att-53313"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-53313" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0318_rid-201x300.jpg" alt="DSC_0318_rid" width="201" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0318_rid-201x300.jpg 201w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0318_rid.jpg 428w" sizes="(max-width: 201px) 100vw, 201px" /></a></p>
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<p>lirici neolirici (con languori neoprenici)</p>
<p>neolirici neo-neolitici (tablet con cunei digitali!)</p>
<p>neolirici illirici (neocriptici)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>impiastri che si dicono poeti</p>
<p>poeti che si dicono impiastri</p>
<p>poeti che per lo più prosano</p>
<p>prosatori che per di più poetano (da trattare per le rime!)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>cantori dei tori (olè!)</p>
<p>cantori torinesi</p>
<p>cantori dei fori romani</p>
<p>cantori eroinomani (altri fori!)</p>
<p>cantori fori di testa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>romane che rimano</p>
<p>riminesi che remano</p>
<p>rumene rimaste alle terzine rimate</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>lirici onirici (mirifici)</p>
<p>lirici pudici (neorfici)</p>
<p>lirici ludici (atipici)</p>
<p>lirici cinici (come cimici)</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/04/22/poeti-elenchi-4/dsc_0235_rid/" rel="attachment wp-att-53311"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-53311" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0235_rid-300x201.jpg" alt="DSC_0235_rid" width="300" height="201" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0235_rid-300x201.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0235_rid-120x80.jpg 120w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0235_rid.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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<p>vati vaticinanti</p>
<p>vati vanitosetti</p>
<p>vati vaneggianti</p>
<p>vati vietati (dal vaticano)</p>
<p>vati votati (da giurati rinnovati)</p>
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<p>poeti potenti (amanti di Pasolini)</p>
<p>poetini potentini (amanti dei pisolini)</p>
<p>poetini un po’ lentini (senza amanti!)</p>
<p>poetoni polentoni</p>
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<p>cantori affabulatori</p>
<p>cantori abbaiatori</p>
<p>cantori aizzatori</p>
<p>cantori addormentatori</p>
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<p>poeti provetti (anche all’orale: nei festival)</p>
<p>poeti protetti (da provvidi tetti)</p>
<p>poeti poveretti (lumpenversificatori)</p>
<p>poetini pretini</p>
<p>poetini trentini</p>
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<p>poeti portenti</p>
<p>poeti supponenti</p>
<p>poeti imponenti (o impotenti)</p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/04/22/poeti-elenchi-4/dsc_0345_rid/" rel="attachment wp-att-53315"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-53315" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0345_rid-300x201.jpg" alt="DSC_0345_rid" width="300" height="201" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0345_rid-300x201.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0345_rid-120x80.jpg 120w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/DSC_0345_rid.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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		<title>Nuovi autismi 26 &#8211; La stupidità degli scrittori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2012 07:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Sartori Personalmente adoro gli scrittori un po’ stupidi, e diffido degli scrittori intelligenti. Si presuppone che i grandi scrittori debbano essere senza fallo molto intelligenti, e che proprio questo li caratterizzi, e invece a ben vedere quello che amiamo in loro è proprio l’ottusità e la stoltezza. Non dico che gli scrittori debbano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Giacomo Sartori</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/10/04/nuovi-autismi-26-la-stupidita-degli-scrittori/doyle_fishingboat_circa80_1992-07-09-21-800x561/" rel="attachment wp-att-43671"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-43671" title="doyle_fishingboat_circa80_1992.07.09.21-800x561" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/10/doyle_fishingboat_circa80_1992.07.09.21-800x561-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/10/doyle_fishingboat_circa80_1992.07.09.21-800x561-300x210.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/10/doyle_fishingboat_circa80_1992.07.09.21-800x561-100x70.jpg 100w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/10/doyle_fishingboat_circa80_1992.07.09.21-800x561.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Personalmente adoro gli scrittori un po’ stupidi, e diffido degli scrittori intelligenti. Si presuppone che i grandi scrittori debbano essere senza fallo molto intelligenti, e che proprio questo li caratterizzi, e invece a ben vedere quello che amiamo in loro è proprio l’ottusità e la stoltezza. Non dico che gli scrittori debbano essere deficienti, e che più ebeti sono meglio è, come si potrebbe dedurre da certa narrativa attuale, ma insomma una certa dose di scempiaggine mi sembra difficilmente rimpiazzabile. Uno scrittore troppo intelligente è come una pietanza con gusti scontatamente ridondanti e servita con troppa prosopopea, un dolce con un eccesso di burro e panna montata, un paludato salotto che richiama alla mente una rivista di arredamento, dove ti siedi in punta di poltrona. Senza voler indulgere in incauti biografismi, e guardandosi bene da una retorica della devianza, a ben guardare Dante era un bigotto pedantone con il dente avvelenato, Stendhal un presuntuoso sempliciotto, Flaubert un tetro maniaco depressivo, Baudelaire un irresponsabile sotto tutela, Cervantes un mezzo deficiente, Dostoevskij uno psicopatico, l’Ariosto un candido (con la compulsione all’adulazione) patito di macellerie sanguinolente e virginali fichettine, Thomas Bernhard e Céline due deliranti e logorroici fanatici, Dickens un lacrimoso buontempone, Marguerite Duras una melensa sognatrice, Robert Walser e Dino Campana due minorati mentali, Marina Cvetaeva e Virginia Woolf due derelitte lucidissime squinternate, le Brontë e Emily Dickinson non ne parliamo, Svevo un pedissequo frustrato, Hemingway un vitellone vieppiù patetico allo scemare del testosterone, Gadda un prematuro inacidito vecchiaccio, e via dicendo. Se fossero stati così sagaci la maggior parte di questi personaggi lo avrebbero dimostrato nella vita di tutti i giorni, o comunque non sarebbero finiti a scrivere. Gli scrittori davvero intelligenti, qualcuno ce n’è, si salvano solo affogando il loro acume nei meandri di bizantine mangrovie, come fa Proust, o invischiandolo nelle ragnatele enigmatiche dell’angoscia, Kafka e Beckett insegnano, o di qualche altro nemico giurato del raziocinio. Ma in linea generale non c’è peggior sicario di testi letterari che la superiorità cerebrale. Il pessimo Umberto Eco, rimanendo ai giorni nostri, è forse il paradigma dei danni irrimediabili che può causare l’intelletto alla narrazione, come anche Claudio Magris, e l’intoccabile Borges, seppure a un tutt’altro e squisito livello, e scendendo di quota Sartre e Simone de Beauvoir, e Jorge Semprun, e René de Ceccaty, e nella poesia Octavio Paz e Alberto Casadei, ma per me lo stesso Celati è un po’ troppo intelligente, anche se finge sempre il contrario, proprio come Vassalli, e quatto quatto l’inconsistente Baricco, e tanti altri, a tratti perfino Michele Mari, in qualche pagina perfino il sensibilissimo Giorgio Vasta. Gli intelligentoni di cui parlo a rigor di logica andrebbero chiamati algidi habitué della letteratura, ingegneri specializzati nel riciclo narrativo, ragionieri dell’estetica, ironici giocolieri, virtuosistici funamboli, scafati fantini del cavallo postmoderno, pedanti docenti, pensatori, superdotati della tastiera, non certo romanzieri e poeti. In moltissimi casi l’eccesso di perspicacia riesce a sabotare talenti e ispirazioni davvero possenti: pensiamo per esempio a Arbasino o a Aldo Busi. Del resto è una calamità nazionale, molti nostri scrittori debuttano benino, e poi pensano troppo, si lasciano fuorviare da una scontata deriva di solito commercialmente populista, ma a volte appunto cerebrale. Ne consegue un’inflazione esibizionistica, un’ipertrofia delle frasi o dell’opera alla lunga stomachevole, o anche solo una zavorra di cinguettii d’erudizione e presunte argutezze che impedisce ai testi di volare alto. Forse la ricetta migliore per avere uno scrittore di razza è quindi un’intelligenza mediocre e marezzata di manchevolezze che la inclinino verso una qualche forma di idiozia, seppure sovvertita o anche soverchiata da non ben assestate originalissime intuizioni, spesso in eroica o sciagurata lite con i tempi, da solforose chiaroveggenze, e da una moralità zoppicante o asmatica, il tutto beninteso schiaffeggiato da bordate di furibondo invasamento (notoriamente ingegno-repellente). Quello che viene impropriamente chiamato genio è in realtà il pedissequo frutto di uno squilibrio, un riuscito dosaggio di doti e tare, a mio modesto avviso affatto involontario, e non necessariamente legato a una qualche saggezza, per buona pace del teleologico panzone americano e del suo panteon in retromarcia. Non è però agevole dire perché una supremazia dell’intelligenza sia così ostile alla riuscita letteraria, e non sarò io a risolvere questo dilemma (abbisognerebbero neuroni più fini). Certo presupposto per qualsiasi forma di buona letteratura è la cognizione della sconfitta, una premonizione di catastrofe, un rimbombare raccapricciante o anche ilare del nulla, mentre l’intelligenza è hybris che repelle, insopportabile autosoddisfazione, stucchevole baldanza, genocidio delle antinomie. L’intelligenza sgomita per dominare e sottomettere, violando i silenzi, imprigionando qualsiasi afflato letterario: è soprattutto artificiosa e inverosimile, falsa. Quando invece la stupidità nei giorni fasti sa essere affascinante e struggente, profonda e umanissima, si intride di verità e saggezza. Si potrebbe certo obiettare che anche la cosiddetta intelligenza razionale è una forma di stolidità, forse la più grave di tutte, come sembrerebbe provare gran parte della filosofia occidentale, e quindi come tale potrebbe contribuire al gioco, ma ha la pecca irredimibile di prendersi troppo sul serio, diventando letterariamente inutilizzabile e anzi nociva. Il vero genio della stupidità letteraria è beninteso Rousseau, che con la sua illuminata ottusità ha aperto la via a fiumane di autori purtroppo meno stolti di lui, e quindi minori. Stiamo parlando di un personaggio, tanto per intenderci, cui gli oggettivi limiti cerebrali hanno impedito di imparare i rudimenti minimi della scrittura musicale. Ai ragazzi molto brillanti che mi chiedono un consiglio, qualche volta capita, io dico di abbracciare la metagenomica applicata, la fisica delle particelle elementari, la lessicografia sumerica, non certo la letteratura. Purtroppo sei troppo intelligente per queste cose, mi dispiace molto, gli dico. In certe circostanze bisogna essere franchi. Molti bravi scrittori nei loro discorsi orali perdono la ritenutezza che hanno negli scritti, e lasciano incautamente libero sfogo alla loro non eccelsa intelligenza: tolto l’interesse etologico, la prestazione si rivela quasi sempre assai spiacevole. Come si è già capito queste riflessioni, certo esse stesse un po’ ebeti, non sono gratuite, sono anzi intrinsecamente interessate. Contagiato da una vocazione precoce per la scrittura, per anni ho pensato di essere troppo idiota per mettermi a scrivere. Aizzato dalla cosiddetta educazione scolastica, quella macchina concentrazionaria che fuorvia generazione dopo generazione dalla reale essenza della letteratura, per anni ho rifuggito la scrittura. Solo molto tardi ho constatato che gli scrittori intelligenti devono ingaggiare una lotta titanica con il loro intelletto, sono costretti a battersi fino a riuscire a debellarlo, sterminarlo. Ho capito che a me era risparmiata questa prova dagli esiti spesso fatali: partivo quindi avvantaggiato. Ho capito che potevo provare.</p>
<p>(<em>l&#8217;immagine: Sam Doyle, &#8220;Fishing boat&#8221;, 1980 circa)</em></p>
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		<title>Il Sole 24ore, i poeti e la poesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 08:00:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pubblico molto volentieri questo post di Azzurra D&#8217;Agostino ed il link ad una sua lettera sulla poesia indirizzata al caporedattore del Sole 24ore. Ho chiesto ad Azzurra se potevo dare visibilità a questo su gesto su Nazione Indiana, e lei ha acconsentito, per questo la ringrazio. Del suo discorso condivido tutto, e le riconosco una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> Pubblico molto volentieri questo post di Azzurra D&#8217;Agostino ed il link ad una sua lettera sulla poesia indirizzata al caporedattore del Sole 24ore. Ho chiesto ad Azzurra se potevo dare visibilità a questo su gesto su Nazione Indiana, e lei ha acconsentito, per questo la ringrazio. Del suo discorso condivido tutto, e le riconosco una pacatezza e ragionevolezza dei toni necessarie, ma che, io, ad esempio, non sarei riuscita ad avere. (f.m.)</em></p>
<p>di <strong>Azzurra D&#8217;Agostino</strong></p>
<p>Il 3 ottobre scorso, dopo aver letto l&#8217;inserto domenicale del Sole 24ore, scrissi al caporedattore una lettera di protesta/richiesta. Il mio disappunto verteva sul fatto che lo spazio dedicato alla poesia, su tutti i giornali sempre molto ridotto e spesso all&#8217;acqua di rose, fosse da qualche tempo occupato dagli interventi di Davide Rondoni. Ora, la mia lettera non voleva essere un semplice attacco alla persona di Rondoni, che non conosco personalmente e che nulla mi ha fatto, bensì una riflessione che a partire da questo ampliasse un po&#8217; il suo raggio. <span id="more-36983"></span>La presenza di Rondoni <em>anche</em> sul 24ore mi è sembrata insomma qualcosa su cui riflettere. Non perché Rondoni non sia degno di comparire sul più rilevante inserto culturale italiano: egli è figura controversa che non va censurata. Però avendo lui moltissimi altri spazi (tra cui la televisione), ed esprimendo spesso opinioni che comunque hanno un che di allineato a dettami di certo ortodossi (sia verso la Chiesa che verso il Governo) mi è sembrato il caso di segnalare che ci sono in Italia moltissimi altri bravi poeti di certo degni di fare riflessioni e proposte di lettura magari diverse, con altri orizzonti, e che di spazi per far sentire la loro voce ne hanno molti molti meno. Ora, le poche battute che a Rondoni sono affidate non sono in sé quello che fa la differenza, non è solo questo. Dargli o meno spazio non è infatti una questione solo di equilibrio ma proprio di concezione della cultura e della politica culturale. Dare spazio alla poesia ma soprattutto al modo di parlarne, ai temi che apre, alle questioni che solleva, è qualcosa che ha una certa rilevanza e non basta “marcare il cartellino” come se fosse indifferente il libro o i libri che si considerano, e chi li recensisce.<br />
La mia lettera è stata di certo molto appassionata e dai toni accesi, che possono essere letti anche come offensivi, sebbene non fosse questo ciò che desideravo esprimere.<br />
Cosa di cui mi sono scusata personalmente con lui, a cui ho chiesto che la lettera venisse recapitata e che so essere stata da lui letta – in un qualche modo infatti mi ha risposto, tranne sull&#8217;unica domanda che gli ho posto: ma Bondi come “poeta”, le piace?</p>
<p>Ora, penso che più che una sconosciuta come me, sarebbe doveroso ascoltare la voce e l&#8217;opinione dei poeti chiamati in causa e naturalmente anche di tutti gli altri non citati. Magari per essere smentita, per sapere se e dove sbaglio e cercare di andare più a fondo nell&#8217;analisi (mi è stato detto di essere semplicemente ideologica e banalmente anticlericale – vorrei mi si spiegasse di più, se davvero è così). Penso che quando ci sembra che qualcosa non vada sia il caso di iniziare a dirlo, e non fare finta di nulla perché tanto non è importante e niente può essere mutato e poveri noi eccetera. In questo momento mi sembra invece che tutto sia molto importante. Soprattutto sbilanciarsi.<br />
Dunque chiederei a chi voglia farlo, di esporsi e dire se non sia il caso di pretendere che il tiro sia un po&#8217; più alto, che il dibattito intellettuale sia più esigente e accolto nella sua complessità, complessità che non è solo un bianco e nero in cui basta dar voce una volta a un cattolico e un&#8217;altra a un comunista per aver fatto dei passi avanti arricchenti. Penso occorra molto di più e molto più andare a fondo ed entrare molto di più in crisi. Ripeto: non è Rondoni la questione, ma quello che scegliere lui o chi per lui significa.<br />
Ringrazio per l&#8217;attenzione.</p>
<p><strong>La lettera in questione può essere letta <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150265701655515&#038;id=1538955896&#038;ref=mf">QUI</a>. </strong></p>
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