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	<title>presidente del consiglio &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>La nostra filosovietica costituzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 19:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[alcide de gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione italiana]]></category>
		<category><![CDATA[enrico de nicola]]></category>
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					<description><![CDATA[di Francesca Matteoni Volevo fare questo post circa una settimana fa, quando l&#8217;attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, se n&#8217;è uscito con il suo giudizio &#8216;politico&#8217; sulla nostra costituzione (nostra, un aggettivo possessivo che non mi sento di declinare per il suddetto presidente), scritta per tutti gli italiani e non per uno o l&#8217;altro schieramento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.incipitweb.it/foto/0806091211firma_costituzione.gif" alt="null" /></p>
<p>di <strong>Francesca Matteoni</strong></p>
<p>Volevo fare questo post circa una settimana fa, quando l&#8217;attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, se n&#8217;è uscito con il suo giudizio &#8216;politico&#8217; sulla nostra costituzione (<em>nostra</em>, un aggettivo possessivo che non mi sento di declinare per il suddetto presidente), scritta per tutti gli italiani e non per uno o l&#8217;altro schieramento di partito, altra cosa che chi ci governa ha dimenticato: si è responsabili di tutto il popolo, non solo di una parte.<span id="more-14490"></span><br />
Ho poi desistito pensando che in questo paese dove tutto ha la durata dell&#8217;emozione e di un&#8217;intervista televisiva, così che il giorno dopo può già essere rimosso o addirittura simpaticamente ritrattato, meglio scegliere la lentezza. Meglio imparare a ricordare ogni singola parola che cade come un attentato alla libertà da parte della più profonda ignoranza. Però, sull&#8217;onda di una motivata indignazione, in questi giorni sono fioriti i blog che riportavano per intero o a brani la nostra Costituzione, ad ulteriore dimostrazione di una vitalità della rete da non sottovalutare. Ve ne segnalo due, invitandovi a segnalarne altri nei commenti: <a href="http://ufficioreclami.splinder.com/post/19791046">Ufficio Reclami</a>; <a href="http://seiamontanelli.diludovico.it/2009/02/08/una-costituzione-filo-sovietica/">Paese d&#8217;ottobre</a>.</p>
<p>Qui sotto riporto i Principi Fondamentali della nostra Costituzione che si può leggere integralmente sul <a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm">sito del Quirinale</a>. Un&#8217;ultima precisazione, un ripassino di storia che non fa mai male, nell&#8217;epoca della storia italiana secondo Berlusconi: la costituzione fu firmata da tre individui, politicamente assai diversi:<br />
il primo presidente delle Repubblica <strong>Enrico De Nicola</strong>, liberale ed un tantino filomonachico;<br />
<strong>Umberto Terracini</strong>, dirigente del Partito Comunista, presidente dell&#8217;Assemblea Costituente;<br />
e l&#8217;allora presidente del Consiglio assai filosovietico, <strong>Alcide De Gasperi</strong>, fondatore della Democrazia Cristiana.</p>
<p><strong>PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA</strong><br />
<strong><br />
Art. 1.</p>
<p>L&#8217;Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. </p>
<p>La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.</p>
<p>Art. 2.</p>
<p>La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l&#8217;adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.</p>
<p>Art. 3.</p>
<p>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. </p>
<p>È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.</p>
<p>Art. 4.</p>
<p>La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.</p>
<p>Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un&#8217;attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.</p>
<p>Art. 5.</p>
<p>La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell&#8217;autonomia e del decentramento.</p>
<p>Art. 6.</p>
<p>La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.</p>
<p>Art. 7.</p>
<p>Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.</p>
<p>I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.</p>
<p>Art. 8.</p>
<p>Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.</p>
<p>Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l&#8217;ordinamento giuridico italiano.</p>
<p>I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.</p>
<p>Art. 9.</p>
<p>La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.</p>
<p>Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.</p>
<p>Art. 10.</p>
<p>L&#8217;ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.</p>
<p>La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.</p>
<p>Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l&#8217;effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d&#8217;asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.</p>
<p>Non è ammessa l&#8217;estradizione dello straniero per reati politici.</p>
<p>Art. 11.</p>
<p>L&#8217;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.</p>
<p>Art. 12</p>
<p>La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.</strong></p>
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