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	<title>Quando le chitarre facevano l&#8217;amore &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Overbooking: Lorenzo Mazzoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2016 13:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[(Spartaco Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Mazzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Quando le chitarre facevano l'amore]]></category>
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					<description><![CDATA[Fantastique di Francesco Forlani &#160; In uno dei più famosi saggi sulla letteratura fantastica, quello scritto da Todorov, Introduction à la littérature fantastique (traduz. it. La letteratura fantastica, Milano, Garzanti, collana Gli elefanti, 2000) c&#8217;è un passaggio che riporta tra le varie definizioni  quella adottata da P.G.Castex, in Le conte fantastique en France (Paris 1951), [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/01/6090068_393665.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-59033" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/01/6090068_393665-192x300.jpg" alt="6090068_393665" width="192" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/01/6090068_393665-192x300.jpg 192w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/01/6090068_393665.jpg 641w" sizes="(max-width: 192px) 100vw, 192px" /></a><strong>Fantastique</strong></p>
<p>di</p>
<p><strong>Francesco Forlani</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="page" title="Page 15">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>In uno dei più famosi saggi sulla letteratura fantastica, quello scritto da Todorov, <em>Introduction à la littérature fantastique</em> (traduz. it. La letteratura fantastica, Milano, Garzanti, collana Gli elefanti, 2000) c&#8217;è un passaggio che riporta tra le varie definizioni  quella adottata da P.G.Castex, in<em> Le conte fantastique en France</em> (Paris 1951), «il fantastico si caratterizza per un’intrusione brutale del mistero nella sfera della vita reale».</p>
<p>Nel romanzo fiume di Lorenzo Mazzoni, <em>Quando le chitarre facevano l&#8217;amore</em>, <span class="st">(<em>Spartaco</em> Edizioni, 2015)<wbr></wbr> </span>accade esattamente il contrario: <em>il fantastico si caratterizza per un&#8217;intrusione brutale della vita reale nella sfera del mistero. </em>La sfera del mistero è la custodia di una chitarra, personaggio che oltre a dare il titolo al libro parla, racconta, evoca alla prima persona quello che è davvero essenziale in questo romanzo, ovvero come sia stato possibile il passaggio dal <em>Finale di gruppo </em>al<em> Finale di un gruppo </em>rispettivamente titoli del penultimo e ultimo capitolo.<em><br />
</em></p>
<p>La band è <em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=MOsYQ31y_7U">The Love’s White Rabbits</a>, </em>gruppo realmente esistito, davvero dotato di repertorio psichedelico, ma a Ferrara e non in un&#8217;oscura cittadina americana ma soprattutto senza un manager che sembra in tutto e per tutto, ma solo fisicamente, corrispondere al profilo di uno dei più ricercati e insieme meno noti criminali nazisti, ovvero il segretario di Hitler, Martin Bormann.</p>
<p><em> «Lui è totalmente sconosciuto al popolo americano. In verità anche allora il suo volto non era poi così noto. Ci pensi, signor Portaleone. La gente generalmente si ricorda di quel depravato poliomielitico di Goebbels, del viso da ragioniere psicopatico di Himmler e della grossa faccia di Göering, ma chi può dire di conoscere davvero il viso di Martin Bormann?».</em></p>
<p>«E come è arrivato negli Stati Uniti?» leggiamo poco dopo. Questo più o meno si sa; quello che invece non sapevamo e che per una buona metà del libro scopriremo tra mille colpi di scena e di fucili mitragliatori M16, è che da angoli tra i più reconditi del pianeta, con storie e origini tra le più politicamente diverse e profondamente incorrect, ma soprattutto con moventi che vanno dalla giustizia politica alla vendetta sentimentale, un&#8217;ondata di personaggi, uno tsunami praticamente, converge su Anita, luogo in cui la band e l&#8217;ex criminale nazista tentano di far partire <em>disordini, caos e anarchia. </em></p>
<p><em> «Martin Weisberg (la nuova identità di Bormann) è stato visto ai convegni di Lake Villa, di Cleveland e San Francisco. Da fonti sicure mi è giunta voce che il nostro ragazzo sia il tramite fra la Mobilitazione nazionale e i gruppi della Liberazione negra».</em></p>
<div class="page" title="Page 15">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il senso della psicorivoluzione in atto ce lo suggerisce del resto la citazione presente nel nome della band protagonista e che tra letteratura e musica, Alice nel paese delle meraviglie e Jefferson Airplane, ritroviamo in una delle più celebri canzoni di questi ultimi.</p>
<div class="page" title="Page 23">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<table style="height: 231px;" width="888">
<tbody>
<tr>
<td><em>« One pill makes you larger,</em><br />
<em> and one pill makes you small</em><br />
<em> And the ones that mother gives you</em><br />
<em> don&#8217;t do anything at all</em><br />
<em> Go ask Alice when she&#8217;s ten feet tall »</em></td>
<td style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><em>« Una pillola ti rende grande</em><br />
<em> e una pillola ti rende piccolo</em><br />
<em> E quelle che ti dà la mamma</em><br />
<em> in fondo non fanno nulla;</em><br />
<em> Domandalo ad Alice, quando è alta tre metri »</em></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><strong>(<small><i>White Rabbit</i>, <a title="Jefferson Airplane" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jefferson_Airplane">Jefferson Airplane</a></small>)</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="page" title="Page 65">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Le parole seguono, le frasi inseguono Luigi Portaleone, Robert e Peter, José e Ramirez, Paco Ignacio, Cindy Johnson, Lolicia Smith, tutti diretti da una sola persona Martin Bormann, con una sola missione: ucciderlo. Così Lorenzo Mazzoni tesse una &#8220;reale&#8221; cartografia, vera e propria tela di ragno in cui i punti d&#8217;incrocio, Singapore, Guatemala,Tan Son Nhat, Houston, Berlino, Trieste, Los Angeles, New Mexico, convergono su quell&#8217;unico e misterioso luogo fondato da un garibaldino innamorato della donna dell&#8217;eroe dei due mondi, Anita.</p>
<p>FBI, CIA, Mossad, colpi di stato, rock band, in un sessantotto d&#8217;oltreoceano tanto immaginario quanto terribilmente reale, agitano i fili della storia che per quanto intricati non potranno mai competere per durezza e resistenza con le corde di una chitarra <em>modello di Les Paul GoldTop serie 1957/58 </em>e la storia che vorrà raccontarci, suonarci a patto che l&#8217;ascoltatore come lettore sia pervaso da <em>tarab</em>, art di farsi commuovere da gioia o da dolore, dall&#8217;incanto.<em><br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="page" title="Page 65"></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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