<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Raul Zurita &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/raul-zurita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 May 2013 07:57:18 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>Para no morir de hambre en el arte: Raul Zurita</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/07/para-no-morir-de-hambre-en-el-arte-raul-zurita/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/07/para-no-morir-de-hambre-en-el-arte-raul-zurita/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2013 07:53:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Arévalo]]></category>
		<category><![CDATA[Augusto Pinochet]]></category>
		<category><![CDATA[Raul Zurita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=45565</guid>

					<description><![CDATA[Purgatorio di Raul Zurita di Antonio Arévalo La dittatura di Augusto Pinochet operò nel paese una cesura drammatica nell’evoluzione dell’arte e della cultura. La repressione, il controllo sulle istituzioni culturali e sull’istruzione, la scomparsa o l’esilio di intellettuali, furono alcuni dei fattori che interruppero violentemente i percorsi della cultura e furono il detonatore per nuovi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/2.raul-zurita.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/2.raul-zurita-298x300.jpg" alt="2.raul-zurita" width="298" height="300" class="alignright size-medium wp-image-45567" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/2.raul-zurita-298x300.jpg 298w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/2.raul-zurita-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/2.raul-zurita-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/2.raul-zurita.jpg 318w" sizes="(max-width: 298px) 100vw, 298px" /></a><br />
<strong>Purgatorio di Raul Zurita</strong><br />
di<br />
<strong>Antonio Arévalo</strong></p>
<p>La dittatura di Augusto Pinochet operò nel paese una cesura drammatica nell’evoluzione dell’arte e della cultura. La repressione, il controllo sulle istituzioni culturali e sull’istruzione, la scomparsa o l’esilio di intellettuali, furono alcuni dei fattori che interruppero violentemente i percorsi della cultura e furono il detonatore per nuovi processi artistici. Questo periodo storico riguarda l’affermarsi in Cile di poetiche postmoderne e neoavanguardiste, che segnano l’arte che ha inizio durante il regime militare.<br />
Si differenzia per le sue trasgressioni concettuali, le fratture nel linguaggio e l’esplorazione di nuove forme e generi (la performance, gli interventi urbani, la fotografia, il cinema, il video, etc.), puntando al contempo a rinnovare il lessico artistico e culturale; estese i supporti tecnici dell’arte al corpo vivo e alla città: che respingeva la censura imposta al linguaggio parlato e scritto, e la città come un paesaggio le cui abitudini percettive e comunicative si ritrovavano fugacemente alterate da un vibrante gesto di disobbedienza all’inquadramento militarista che cercava di omologare il quotidiano.<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/4.CADA_.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/4.CADA_-300x199.jpg" alt="4.CADA" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-45568" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/4.CADA_-300x199.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/4.CADA_-120x80.jpg 120w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/4.CADA_.jpg 624w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
In questo contesto nel ’79 emerge il lavoro del Colectivo de Acciones de Arte (C.A.D.A.), che ideava strategie per prendersi gioco della censura degli apparati repressivi e fare arte. Realizza il primo lavoro, <em>“Para no morir de hambre en el arte”,</em> seguendo un orientamento artistico che resignifica, nel contesto della dittatura, il duplice anelito avanguardista della fusione arte/vita e arte/politica. Per il gruppo C.A.D.A, così come l’arte esce dai binari dello specifico istituzionale per dissolversi nel suo ambito, l’immagine dell’autore perde i tratti individuali fino a perdersi, moltiplicata nell’anonimato: “ogni uomo che lavora per l’ampliamento, anche se mentale, è un artista”, annuncia il pamphlet che sei piccoli velivoli fecero cadere sulla città di Santiago durante l’azione “ay Sudamérica!!” (1981), riprendendo il concetto del tedesco Wolf Vostell, che definisce l’artista “operaio dell’esperienza” e l’arte “vita modificata”.<br />
Zurita è considerato uno dei più radicali di questo gruppo. Esegue varie azioni usando il corpo come un mezzo di espressione,: ammoniaca gettato negli occhi, o il bruciare la propria guancia con un ferro caldo. Ha anche condotto una  <a href="http://www.cuds.cl/articulos/2julio08travestis.htm">performance masturbatoria</a> nei confronti di un dipinto di Juan Davila. </p>
<p>In  questo contesto   viene pubblicato il suo libro <em>“Purgatorio</em>”, producendo un vero terremoto nel panorama non soltanto letterario. Da li in poi la poesia cilena pressi un altro cammino. L’epicentro Zurita si presenta davanti a noi con tutte le sue fratture, le sue ferite, per ricucire e ridare alla  storia la possibilità che ci fossi un’altra storia: una mutilazione volontaria, una rassegnazione, e a una donazione, una dolorosa identificazione collettiva.<br />
Da questo momento, effettuato varie attività volte a integrare l&#8217;arte e la estendere in modo critico e creativo le diverse concezioni di arte e di vita.<br />
Nel 1982, il suo lavoro creativo assume un nuovo passo avanti con <em>“la  vita nuova</em>”,  poema, scritto nei cieli di &#8220;New York, con un aereo che scrive col fumo. Questa creazione è composta di otto frasi di quindici miglia di lunghezza, in spagnolo. Un&#8217;altra azione è stato quello di tradurre nel deserto del Cile il versetto &#8220;<em>Né pietà, né paura&#8221;</em>, nel 1993, in modo che possa essere letto dal cielo. Queste azioni sono il tentativo di superare il tradizionale concetto di letteratura, di avvicinarlo all&#8217;arte totale.<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435-300x217.jpg" alt="5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435" width="300" height="217" class="alignright size-medium wp-image-45566" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435-300x217.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435-250x180.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Titolo: “Per non morire di fame nell’arte”. [N.d.T]</p>
<p><strong>IL DESERTO DI ATACAMA</strong><br />
di<br />
<strong>Raúl Zurita</strong></p>
<p>CHI POTREBBE L’ENORME DIGNITÀ DEL<br />
DESERTO DI ATACAMA    COME UN UCCELLO<br />
SI    INNALZA    SOPRA    I    CIELI    APPENA<br />
SOSPINTO DAL VENTO</p>
<p><strong>I</strong></p>
<p>ALLE PIANURE IMMACOLATE</p>
<p>i. Lasciamo passare l’infinito del Deserto di Atacama</p>
<p>ii. Lasciamo passare la sterilità di questi deserti</p>
<p>Perché dalle gambe aperte di mia madre si<br />
innalzi una Preghiera che incroci l’infinito del<br />
Deserto di Atacama e mia madre non sia allora se non<br />
un punto d’incontro sul cammino</p>
<p>iii. Io stesso sarò allora una Preghiera trovata<br />
     sul cammino</p>
<p>iv. Io stesso sarò le gambe aperte di mia madre</p>
<p>Per quando vedrete alzarsi davanti ai vostri occhi i desolati<br />
paesaggi del deserto di Atacama mia madre si concentrerà<br />
in gocce d’acqua e sarà la prima pioggia sul deserto</p>
<p>v. Allora vedremo apparire l’Infinito del Deserto</p>
<p>vi. Rigirato da se stesso fino a sbattere sulle gambe<br />
     di mia madre</p>
<p>vii. Allora sopra il vuoto del mondo    si aprirà<br />
      completamente il verdore infinto del Deserto di<br />
      Atacama</p>
<p><strong>IL DESERTO DI ATACAMA II</strong></p>
<p>Eccolo            Eccolo<br />
sospeso     in      aria<br />
Il Deserto di Atacama</p>
<p>i. Sospeso sul cielo del Cile diluendosi<br />
   tra aure</p>
<p>ii. Trasformando questa vita e l’altra nello stesso<br />
    Deserto di Atacama    auratico    perdendosi nel-<br />
    l’aria</p>
<p>iii. Finché finalmente non ci sarà cielo ma Deserto<br />
     di Atacama e tutti vedremo allora le nostre stesse<br />
     pampas    fosforescenti    velami    innalzarsi al-<br />
     l’orizzonte</p>
<p><strong>IL DESERTO DI ATACAMA III<br />
</strong><br />
i. I deserti di atacama sono azzurri</p>
<p>ii. I deserti di atacama non sono azzurri    sì sì dimmi<br />
    quello che vuoi</p>
<p>iii. I deserti di atacama non sono azzurri perché per di<br />
     là non volò lo spirito di G. Cristo che era un perduto</p>
<p>iv. E se i deserti di atacama fossero azzurri ancora<br />
     potrebbero essere l’Oasi Cilena perché da tutti<br />
     gli angoli del Cile contenti vedeste fiammeggiare per<br />
     l’aria le azzurre pampas del Deserto di Atacama</p>
<p><strong>IL DESERTO DI ATCAMA IV</strong></p>
<p>i. Il Deserto di Atacama sono puri pascoli</p>
<p>ii. Guardate quelle pecore correre sui pascoli del<br />
    deserto</p>
<p>iii. Guardate i loro stessi sogni ballare laggiù su quelle<br />
     pampas infinite</p>
<p>iv. E se non si sentono le pecore ballare nel Deserto<br />
     di Atacama noi siamo allora i pascoli<br />
     del Cile perché in tutto lo spazio    in tutto il mondo<br />
     in tutta la patria    si senta ora il ballo delle nostre<br />
     stesse anime su quei desolati deserti miserabili</p>
<p><strong><br />
IL DESERTO DI ATACAMA V</strong></p>
<p>Dillo tu il fischiare di Atacama<br />
il vento cancella come neve<br />
il colore di questa pianura</p>
<p>i. Il Deserto di Atacama ha sorvolato infintà di<br />
   deserti per essere lì</p>
<p>ii. Come il vento sentitelo passare fischiando tra il<br />
    fogliamo degli alberi</p>
<p>iii. Guardatelo trasparire laggiù    e accompagnato solo<br />
      dal vento</p>
<p>iv. Attenzione però: perché se alla fine il Deserto di<br />
     Atacama non fosse dove dovrebbe essere    il<br />
     mondo intero comincerebbe a fischiare tra il fogliame<br />
     degli alberi    e noi ci vedremmo allora<br />
     nello stessissimo mai    trasparenti    fischianti<br />
     nel vento inghiottendo il colore di questa pampa</p>
<p><strong>IL DESERTO DI ATACAMA VI</strong></p>
<p>Non sognate le aride pianure<br />
Nessuno ha mai potuto vedere<br />
Quelle pampas chimeriche</p>
<p>i. I paesaggi sono convergenti e divergenti nel<br />
   Deserto di Atacama</p>
<p>ii. Sui paesaggi convergenti e divergenti il Cile<br />
    è convergente e divergente nel Deserto di Atacama</p>
<p>iii. Per questo ciò che è là non è mai stato là e se quello<br />
    fosse ancora dov’è vedrebbe rigirare la sua stessa vita<br />
    fino a essere le chimeriche pianure    desertiche<br />
    illuminate    svanendo come loro</p>
<p>iv. E quando verranno a dispiegarsi i paesaggi<br />
     convergenti e divergenti del Deserto di Atacama<br />
    tutto il Cile sarà stato l’aldilà della vita    perché<br />
    in cambio di Atacama si stanno distendendo come<br />
    un sogno i deserti della nostra stessa chimera<br />
    là su queste piane del demonio</p>
<p><strong>IL DESERTO DI ATACAMA VII</strong></p>
<p>i. Guardiamo allora il Deserto di Atacama</p>
<p>ii. Guardiamo la nostra solitudine nel deserto</p>
<p>Perché desolato di fronte a queste facce il paesaggio divenga<br />
una croce distesa sul Cile e la solitudine della mia faccia<br />
veda allora il redimersi di altre facce:    La mia stessa<br />
Redenzione nel deserto</p>
<p>iii. Chi direbbe allora del redimersi della mia faccia</p>
<p>iv. Chi parlerebbe della solitudine del deserto</p>
<p>Perché la mia faccia cominci a toccare la tua faccia e la tua faccia<br />
quest’altra faccia e così finché tutto il Cile non sia che<br />
una sola faccia con le braccia aperte    una lunga faccia<br />
coronata di spine</p>
<p>v. Allora la Croce non sarà che l’aprirsi delle braccia<br />
    della mia faccia</p>
<p>vi. Noi saremo allora la Corona di Spine<br />
     del Deserto</p>
<p>vii. Allora    inchiodati faccia con faccia    come una Croce<br />
     distesa sul Cile    avremo visto per sempre<br />
     il Solitario Spirare del Deserto di Atacama</p>
<p>EPILOGO</p>
<p>COME UN SOGNO IL FISCHIO DEL VENTO<br />
ANCORA PERCORRE L’ARIDO SPAZIO DI<br />
QUELLE PIANURE</p>
<p><em>Purgatorio</em> di Raúl Zurita è uscito in Italia presso l’editore Raffaelli di Rimini (traduzione di Claudio Cinti). Il volume inaugura la collana POESÍA diretta da Carmen Leonor Ferro, dedicata a noti autori ispanoamericani.</p>
<p><strong>RAÚL ZURITA</strong><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435-300x217.jpg" alt="5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435" width="300" height="217" class="alignright size-medium wp-image-45566" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435-300x217.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435-250x180.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/05/5.Ni_pena_ni_Miedo-600x435.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>  è nato a Santiago in Cile nel 1950, da madre italiana. Dopo gli studi liceali iniziò a studiare matematica all’università laureandosi in ingegneria civile, ma ben presto si dedicò completamente agli studi letterari. La sua opera è fortemente segnata dalla dittatura militare instaurata dopo il golpe dell’11 settembre 1973. Militante comunista fu arrestato, torturato e detenuto a lungo. In seguito farà parte del gruppo CADA (Collettivo d’azioni artistiche) e parteciperà a diverse iniziative e performance provocatorie.  Tra il 1979 e il 1994 scrive la trilogia Purgatorio (1979), Anteparaíso (1982) e La Vida Nueva (1994), dove attraversa i paesaggi più diversi: montagne, spiagge, fiumi, deserti&#8230; L’opera è considerata tra le più importanti della sua produzione poetica. Nel 1989 riceve il premio Pablo Neruda. Si allontana dal Partito comunista e nel 1990 viene nominato addetto culturale presso l’ambasciata di Roma e più tardi, durante il governo di Eduardo Frei, entra al Ministero delle Opere Pubbliche e si dedica all’insegnamento universitario.  Nel 2000 pubblica Poemas militantes e Sobre el amor y el sufrimiento; lo stesso anno riceve il Premio Nazionale di Letteratura del Cile e nel 2006 il Premio di Poesia “Josè Lezama Lima” per il libro INRI (Visor, Madrid, 2004). Nel 2006 pubblica Los Países Muertos e nel 2007 dà alle stampe in Messico Las ciudades de agua e Cinco Fragmentos. Durante il 2008 continua a pubblicare parti della sua voluminosa opera inedita Zurita, con la quale vuole chiudere il ciclo del Purgatorio.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2013/05/07/para-no-morir-de-hambre-en-el-arte-raul-zurita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">45565</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 22:01:21 by W3 Total Cache
-->