<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>rossana ombres &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/rossana-ombres/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Dec 2009 13:23:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>Per Rossana Ombres</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/04/per-rossana-ombres/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/04/per-rossana-ombres/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 09:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[andrea breda minello]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[rossana ombres]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=26953</guid>

					<description><![CDATA[di Andrea Breda Minello La settimana scorsa, facendo una ricerca di studio su internet, mi sono imbattuto nell&#8217;elzeviro a firma di Cesare Segre del 7 agosto scorso; in questo modo ho appreso della scomparsa di Rossana Ombres, morta in solitudine a Livorno il 2 agosto, in solitudine ripeto e purtroppo a testimonianza di ciò la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" alt="" src="http://farm3.static.flickr.com/2622/3792048301_3340a9844c.jpg" class="alignleft" width="253" height="430" />di <strong>Andrea Breda Minello</strong></p>
<p><em>La settimana scorsa, facendo una ricerca di studio su internet, mi sono imbattuto nell&#8217;elzeviro a firma di Cesare Segre del 7 agosto scorso; in questo modo ho appreso della scomparsa di <strong>Rossana Ombres</strong>, morta in solitudine a Livorno il 2 agosto, in solitudine ripeto e purtroppo a testimonianza di ciò la salma è rimasta in obitorio per due giorni senza esser reclamata. In questo modo non dovrebbero morire i poeti, in questo modo non dovrebbero andarsene i grandi poeti. Rossana Ombres è nel novero di questi e non servono gli apprezzamenti di critici fini e notevoli come Segre, Sanguineti, Porta a renderle ragione, basterebbe l&#8217;umile ascolto della sua voce inusitata e mai davvero compresa. Ombres non ha affinità con nessuno, non ha modalità vicine a qualsivoglia scuola o tendenza poetica. Ombres è stata solitaria, superba, un&#8217;anacoreta della parola.<br />
In suo ricordo ripropongo il pezzo che stesi per la rivista Daemon nel 2002. Vi chiedo, se vi capiterà di leggerla in antologia, di prestarle ascolto e di entrare nel suo mondo.</em></p>
<p><span id="more-26953"></span><br />
<em>Un po’ di luce sulla Ombres </em></p>
<p>La poesia, si sa, non ha mercato e all’interno del ritorto meccanismo dell’editoria assume, costretta, le fattezze dell’agnello, vittima sacrificale, da immolare. Difficilmente se non si è un Zanzotto, (o un caso massmediologico come la Merini) o un Luzi si verrà letti, e se tale condizione si avverasse <em>il pubblico della poesia </em>sarebbe, come è, costituito solo da poeti e critici. (Si tenga presente che gli italiani sembrano,  sempre più, assidui divoratori di sceneggiature cinematografiche, incapaci di “assorbire” altro). Se poi il poeta in questione è addirittura una donna la visibilità e la conseguente circolazione è nulla, azzerata. La vena polemica che si è voluta assumere, a inizio di articolo, serve a introdurre due libri, esauriti da tempo e non più disponibili se non scovati in biblioteca o in librerie dell’usato, della torinese Rossana Ombres (1931).<br />
Scrittrice, giornalista, critico letterario de <em>La Stampa</em>, e soprattutto poetessa, è stata la prima donna a vincere il Viareggio, nel 1974, con <em>Bestiario d’amore</em>. Ha esordito, ancora universitaria, nel 1955 con <em>Orizzonte anche tu </em>(Vallecchi), a cui si sono aggiunte <em>Le ciminiere di Casale</em>, Feltrinelli, 1962 e <em>Le ipotesi di Agar</em>, Einaudi, 1968. È presente nelle antologie di Biancamaria Frabotta, <em>Pansa</em> – con una breve ma importante introduzione di Sanguineti – Porta – Doplicher; è stata tradotta in numerosi paesi.<br />
<em>Le ipotesi </em>sono costituite di testi pensati per la rappresentazione, esempio di “poesia-teatro” – tanto da essere inseriti dei brani “d’appoggio per una eventuale messinscena” – testi essenzialmente femminili,  scritti dalla parte delle, e per le, donne. Poesie sorrette, ognuna, da un colore come il bianco e l’oro della bambina e della madre o il nero dell’uomo, il rosso sanguigno del cibo e del mestruo. Componimenti fisici, “palpabili”, permeati di pulsioni erotiche, provenienti dal mondo dell’infanzia. Anche quando viene descritto il coito l’autrice ricorre al lessico dei bambini, agli oggetti/giocattolo come l’aquilone o le coccarde. La dimensione magica del mondo femminile si scontra con quella austera, di potere, dell’uomo ovvero con la Chiesa e i suoi innumerevoli Vescovi. In <em>Travaglio sentimentale dell’ostrica di fumo</em>, le espressioni iterate, l’ossessione racchiusa nei versi ipermetrici permettono l’esorcismo del male (l’elemento maschile manifestato dalla tarantola, simbolo dei genitali, è comunque non eliminabile, anzi essenziale), del dolore sempre esposto in primo piano. La ripetizione quasi telegrafica, lo stile che procede per scarti, porta la voce estenuata della donna al soffocamento del rapporto amoroso e del mondo: si raggiunge l’orgasmo.<br />
Il <em>Bestiario</em> sorprende non tanto per la singolarità dei componimenti presenti nel libro, bensì per l’atmosfera demonica, surreale, atavica che lo avvolge (e vide bene Porta l’assonanza con la pittura di Bosch). Si potrebbe definire canzoniere d’amore se non fosse per quel titolo dato all’opera che disorienta e conduce a una classificazione, certo amorosa, ma pure ferale, da zoo degli orrori, visitata da ombre. Ancora una volta figure centrali, abitatrici di una natura notturna, sono i corpi deformati delle donne e non ha importanza se il ventre gravido sia quello di Maria o quello sterile, puro?, di Lilit, capace, come un organismo asessuato, di procreare “dolci angeliche creature / dalle ali di scarafaggio”,  certamente più simpatica di Eva, la quale non riesce ad emettere suono, sfornita, qual è, di voce. La Ombres inventa personaggi come gli straordinari <em>Scarabangeli </em>od osa prendere per i fondelli il mito di Orfeo bambino – protagonista, anche,  di un poemetto uscito nell’ “Almanacco dello Specchio”, nel 1975 –  e del “suo biscotto votivo in forma di donnina”. Poeta colto, coltissimo, mescola Freud, la mistica ebraica, le fiabe popolari e crea con questo suo lavoro una sua personalissima cantica infernale, in cui tutto viene amplificato con ironia e situazioni grottesche. I testi nascono per attrito, scontro fra la ratio e la psiche, e il duello riproposto non comporta, di necessità, la sopraffazione di uno dei due contendenti ovvero il poeta riesce a costituire una perenne tensione,  un precario equilibrio fra il sogno e l’incubo che si vive nel quotidiano. Il lettore viene sorpreso dall’affabulazione, dall’incanto del mostruoso, e straniato si ritrova, in un altrove, in una terra di nessuno e di tutti, ad ascoltare un canto privo di disperazione, intonato da un poeta che come pochi altri, a mio avviso, ha saputo porci di fronte al dramma del Novecento, ai suoi orrori, alla desolazione. Anche se da lontano, come se il pensiero della morte – in vita – non potesse più intaccarla, la Ombres, come per un suo personaggio, “non vorrebbe che la lotta avesse fine / senza un segno senza una ferita”.<br />
Negli ultimi decenni, si è dedicata alla narrativa con la pubblicazione di romanzi, anche se non ha mai abbandonato la poesia. Mi auguro, davvero di tutto cuore, che possa uscire presto una sua nuova raccolta, o almeno, piccolo dono, si proponga un’antologia dei lavori –oggi – introvabili.  Poche cose sono necessarie nella vita, la sorpresa della lettura è una di queste.</p>
<p><em>Articolo originariamente apparso su Daemon, libri e culture artistiche, nov 2002, anno III, n°6, p.43</em></p>
<p>***</p>
<p><strong><em>Da</em> BESTIARIO D’AMORE (RIZZOLI, 1974)</strong></p>
<p><strong>LEGGERO ANIMALE ROSSO</strong></p>
<p>Uno si scorda l’embrione del papavero<br />
e non sa<br />
che ne schioderà un rosso animale di sete raggricciante<br />
un leggero animale vòlto sempre all’insù<br />
goloso di pensili cibi.</p>
<p>Misterioso ha il ventre e segna, appena toccato,<br />
una fumosa stella:<br />
il suo aspetto è raggiante<br />
come quello degli Arcangeli che guardano<br />
troppo dentro il mistero e diventano torce.</p>
<p>Non prometteva queste cose quando<br />
nei suoi tiepidi sudari imbalsamato e raccolto<br />
aveva intorno segala e grano protervi:</p>
<p>ma vinse su tutto una legge d’amore.</p>
<p><strong>COLIBRI&#8217; ALFABETICO</strong></p>
<p>Ci fu un soave momento<br />
che armonie in scrutabili<br />
condussero al magma appena modellato<br />
i nomi degli Angeli Nuovi in circolata melodia:</p>
<p>sono questi</p>
<p>i suoni addormentati<br />
che aspettano di levarsi<br />
al passaggio del colibrì alfabetico.</p>
<p><strong>SCARABANGELI</strong></p>
<p>Un tuono a sinistra, nell’Eden,<br />
e un fulmine tranciò<br />
l’albero della Salvazione dai vinosi frutti.</p>
<p>Rafael, principe di tutti gli elettuari,<br />
si dava d’attorno con la sua triaca<br />
(linfa di fegato di pesce, fiori di manna e polvere<br />
di zanna di pachiderma)<br />
per salvare almeno Eva<br />
portatrice di seme maturo.</p>
<p>Ma per errore salvò Lilit,<br />
démone femminile schivo d’amplessi<br />
che non sa qual sia l’uomo e quale il caprone<br />
e l’uno e l’altro rifugge<br />
usando del tempestivo odorato e del potere del volo:</p>
<p>e genera ad ogni nuova luna<br />
dolci angeliche creature<br />
dalle ali di scarafaggio.</p>
<p><strong>FIORE ACCALAPPIATORE DI SALMI</strong></p>
<p>C’è un fiore che fiorisce fuori stagione<br />
e somiglia<br />
per la sua conformazione<br />
ad un asso di spade:<br />
ha il colore di una lama e lancinante<br />
è quel suo profumo di nemesi.</p>
<p>Ha un talamo debordante<br />
che mugola di risentimento o d’amore,<br />
gonfio e vivamente colorato<br />
come l’impugnatura di un asso di spade.</p>
<p>Lo sognò, una notte,<br />
un profeta<br />
e<br />
lo vide al mattino:<br />
mugolava forte<br />
vicino alla porta di casa<br />
piantato in un mucchietto di terra tremante<br />
come la groppa d’un cavallino in corsa. </p>
<p>A pochi è dato di vedere<br />
il fiore accalappiatore di salmi<br />
che fiorisce quando il tempo dei fiori<br />
è distante e dimenticato:<br />
e solo i più santi<br />
lo sentono gemere.</p>
<p><strong>LA TERRA COMINCIO&#8217; A TREMARE</strong></p>
<p>La terra cominciò a tremare così forte!</p>
<p>Caddero muri<br />
con tutti i loro interni carichi e caldi<br />
si chinarono gli alberi<br />
a raccogliere le loro foglie.<br />
Una fiamma percorse i fiumi con salti da delfino<br />
e le bocche delle sorgenti,<br />
gridarono ognuna la propria meraviglia!</p>
<p>Un furore del sottosuolo<br />
creò<br />
e immediatamente moltiplicò<br />
forme dall’avvenenza slittante:<br />
placodonti di crogiuolo, devotissime<br />
iguane e granseole meticolose.</p>
<p>L’anima,trasecolata, produsse santi.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/04/per-rossana-ombres/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26953</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 19:38:23 by W3 Total Cache
-->