<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Roth [Joseph] &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/roth-joseph/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Jun 2016 07:11:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>ENZO MARI [ I fermacarte, solidi e stanziali, impediscono alle idee di volarsene via. ]</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 10:11:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[incisioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alain-Fournier]]></category>
		<category><![CDATA[Autoprogettazione]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Mari]]></category>
		<category><![CDATA[Fermacarte]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Anneo Seneca]]></category>
		<category><![CDATA[Orsola Puecher]]></category>
		<category><![CDATA[Roth [Joseph]]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37703</guid>

					<description><![CDATA[&#160;&#160;&#160;&#160;di Orsola Puecher &#160; &#160;&#160;&#160;&#160;I fermacarte sono per chi ha carte da fermare. E cose scritte o disegnate fermate sulle carte. Idee da fermare su carte. Ci possono essere anche idee senza carte, per carità. Idee volanti. Carte senza idee, invece, ne svolazzano molte. &#160;&#160;&#160;&#160;I 60 fermacarte eclettici di Enzo Mari trattengono e tratteggiano una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><center><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/E2T_1SQHlQk?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center><br />
<span style="font-size:14pt; font-family: &quot;Garamond&quot;;color: #000000;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;di <strong>Orsola Puecher</strong><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;I <em>fermacarte</em> sono per chi ha carte da fermare. E cose scritte o disegnate fermate sulle carte. Idee da fermare su carte. Ci possono essere anche idee senza carte, per carità.  Idee volanti. Carte senza idee, invece, ne svolazzano molte.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;I 60 <em>fermacarte</em> eclettici di Enzo Mari trattengono e tratteggiano una percorso esistenziale di progetti.  Nelle loro diverse estetiche apparentemente casuali, in materiali nobili e meno nobili, riciclati e rivisitati, raccontano una metodologia di lavoro e una filosofia di vita. Non sarebbero <em>fermacarte</em> senza carte,  ma potrebbero essere nella loro concretezza di <em>forme</em> anche <em>fermaporte</em>, in caso, per dimore ventose con molte correnti d’aria. Oppure <em>fermalenzuola</em> stese ad asciugare sui prati, come si faceva ancora non molti anni fa in campagna. </span> <span id="more-37703"></span><br />
<span style="font-size:14pt; font-family: &quot;Garamond&quot;;color: #000000;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sarà perché, in questo scorcio di <em>dicembre&#038;gennaio</em> dal clima malinconico e silenzioso, ho molto a che fare con carte, quasi fossero persone che mi parlano e tornano vive, che comprendo così profondamente la rappresentazione attraverso di esse di tutta una vita. Molte carte: disegnate, scritte a mano, a macchina, a penna, a matita, a biro. Su quaderni e fogli sparsi. Minute di lettere di quando ancora se ne spedivano molte. Carta, busta e francobollo. Vergate con una calligrafia nervosa, da decriptare, sintetica a fregio ghirigoro ondulato per le doppie <em>esse</em>, le <em>enne</em>, le <em>emme</em> e le <em>erre</em>. Indistinta per le vocali. Che puoi pensarci per qualche ora, se quell’<em>anno</em> non sia magari un <em>asso</em> o addirittura un <em>atto</em>&#8230; o un <em>erro</em>&#8230; provando le diverse soluzioni nel significato delle frasi che si vanno riformando al senso. Frequenti le cancellature: quando si ha fortuna fatte con un solo tratto che lascia facilmente intravedere il cancellato, in altri casi con tale insistito accanimento, che ci vorrebbe un apparecchio per radiografie di tele di pittori antichi. E occorrono, quindi, fermacarte improvvisati, un sasso, un candeliere, una piccola scatola, un uovo d&#8217;alabastro per rammendare calze, che a mazzetti cataloghino provvisoriamente provenienze, epoche, argomenti.</span><br />
<span style="font-size:14pt; font-family: &quot;Garamond&quot;;color: #000000;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;A volte, con fessure d&#8217;occhi zen e assenza/presenza sognante, le gatte Mizzi e Musetta, occhi di biglia turchina, fungono da fermacarte. I gatti amano starci accanto sui tavoli e fungere da fermacarte. Lo si sa.</span> <br />
<span style="font-size:14pt; font-family: &quot;Garamond&quot;;color: #000000;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La carta ha fruscìi, odori anche, e  impresse impronte digitali, che, avendo il pennellino e la polverina apposita da investigatore classico, si potrebbero rilevare. Tracce di DNA. Vita propria. Vita.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Molto di un uomo resta nella sua calligrafia, che si muta negli anni, nasce, cresce e non muore.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>Carta canta.</em><br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Per decifrare carte e scritture bisogna accantonare l’asettica esistenza dei <em>file</em> e dei loro alfabeti standard, ci vuole pazienza da frate amanuense, saldezza delle emozioni e una discreta intelligenza. Ma un’intelligenza particolare: enigmistica per incrociare parole, atletica, per corse fra righe, e acrobatica per salti di vocali e consonanti. Un’intelligenza <strong>FABER</strong>, che può anche essere frutto dell’essersi costruiti con le proprie mani una sedia su cui stare seduti a pensare e a scrivere e leggere cose intelligenti negli anni in cui l’intelligenza si forma.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Non c’è soddisfazione e felicità più grande che <strong>auto</strong>costruirsi cose.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<strong>Auto</strong> è il suffisso della nostra adolescenza negli anni ‘70.  Noi che non abbiamo fatto il &#8217;68 e forse abbiamo perso molti treni. A un certo punto tutto un movimento si è dissolto, ma almeno ci siamo subiti il <em>trash</em> degli anni ‘80 <strong>auto</strong>coscienti e non supini.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<strong>Auto</strong>gestione, <strong>auto</strong>coscienza, <strong>auto</strong>cura</span> . <span style="font-size:14pt; font-family: &quot;Garamond&quot;;color: #000000;"><strong>Auto</strong>analisi. <strong>Auto</strong>critica. E siamo ancora qui ad <strong>auto</strong>macerarci: felici di <em>fermacarte</em> e un po’ nostalgici e sensibili ai sospiri dei grilli.</span><br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/01/chair_enzomari.jpg" width="450" height="300"/></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
<span style="font-size:14pt; font-family: &quot;Garamond&quot;;color: #000000;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Questa bellissima sedia progettata da Enzo Mari nel 1974 è stata la mia sedia <em>pensante</em>, la mia <em>cadréga à pensée</em>.</span> </p>
<p><center><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/01/cadrega.png"/></center></p>
<p><span style="font-size:14pt; font-family: &quot;Garamond&quot;;color: #000000;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Fino agli esami di Maturità, la sedia a lamelle di Enzo Mari ha tradotto con me lirici greci, le <em>Lettere a Lucilio</em> di Seneca</span> <span style="font-size:14pt; font-family: &quot;Garamond&quot;;color: #000000;">, studiato Bergson, letto <em>Le Grand Meaulnes</em> e Roth</span> . <span style="font-size:14pt; font-family: &quot;Garamond&quot;;color: #000000;">Poi qualcuno decise di disfarsene a mia insaputa, durante un&#8217;estate di lontananza, accampando scuse che si era schiantata, che era pesante e strana, e così tornò ad esser quattro assicelle, forse bruciate in qualche camino come i piedi di Pinocchio, o in qualche altro nobile riciclo. Assolutamente non inquinante.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ma certe cose non si dimenticano, più del primo amore dell’asilo e della prima volta che si va in bici senza rotelle.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>Ho una sedia in me.</em><br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Su indicazione, credo, di un articolo di Linus,  si spediva a Mari la richiesta per ricevere lo smilzo librettino, <strong>AUTOPROGETTAZIONE?</strong>,  quasi una  piccola dispensa universitaria, e, con una molto modica cifra in Lire, che non ricordo più, esso arrivava per posta dopo pochi giorni in tutta la sua austera, quasi calvinista, forma essenziale e sostanza unica di progetti di design d&#8217;autore di sedie, letti, tavoli e armadi, messi liberamente a disposizione di chiunque volesse costruirseli.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Si trovava un falegname &#8211; scettico &#8211;  <em>la sarà minga &#8216;na cadréga quella roba lì?</em> &#8211; a cui far tagliare e levigare le tavolette necessarie dello spessore e nelle misure richieste dal semplice progetto dell’oggetto scelto, un letto un tavolo, una sedia che fosse, e in pochi gesti con qualche chiodo ben piantato, seguendo lo schema, si poteva avere il proprio mobile.</span><br />
<span style="font-size:14pt; font-family: &quot;Garamond&quot;;color: #000000;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Bello e pronto, con ancora nei nodi e nelle venature un po’ di spirito – d&#8217;essenza <em>terebinthos</em> &#8211;  della conifera da cui proveniva e che con ìl passare del tempo scuriva e stagionava.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Fa bene ascoltare Mari e la sua forza, la sua inventiva affilata, critica, intatta e combattiva.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Etica da cui viene estetica.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Grazie della sedia e di tutto il resto.</span><br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
<a href="http://www.corraini.com/admin/tmp/files/copertine/62.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/01/62-150x150.jpg" alt="" title="62" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-37706" /></a><em>Enzo Mari</em><br />
<strong>AUTOPROGETTAZIONE?</strong><br />
Dimensioni: cm 23.0&#215;16.0<br />
Pagine: 64<br />
Illustrazioni: 39 disegni e foto b/n<br />
Rilegatura: Spirale<br />
Collana: Design e designers<br />
Prezzo: € 15.00<br />
Edizione: 2a ristampa, Maggio 2010<br />
<a href="http://www.corraini.com/scheda_libro.php?id=62"><strong>Edizione Corraini</strong></a><br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2011/01/06/enzo-mari-i-fermacarte/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>22</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">37703</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-04-17 15:07:35 by W3 Total Cache
-->