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	<title>Santa Cruz &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>HARDBEAT</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 09:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Del Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Colpo di luna]]></category>
		<category><![CDATA[Fatslim Boy]]></category>
		<category><![CDATA[Georges Simenon]]></category>
		<category><![CDATA[Orsola Puecher]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Cruz]]></category>
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					<description><![CDATA[di Angelo Del Rosso [ Santa Cruz di Fatboy Slim] Aveva una sola ragione per essere inquieto? No. Non era successo niente di strano. Nessuna minaccia incombeva su di lui. Era ridicolo perdere la calma, e lo sapeva. Lo sapeva così bene che anche lì, nel bel mezzo della festa, cercava di reagire. Si era [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 14pt; font-family: Courier New;">di Angelo Del Rosso </span></strong></p>
<p align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" border=6 src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/08/hard-beat.gif" width="360" height="480" /></p>
<p><center></p>
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<p></center></p>
<p align="center">[ <em>Santa Cruz di Fatboy Slim</em>] </p>
<p style="padding-left: 220px;">
<p><strong><span style="font-size: 13pt; font-family: Courier New;">Aveva una sola ragione per essere inquieto? No. Non era successo  niente di strano. Nessuna minaccia incombeva su di lui. Era ridicolo  perdere la calma, e lo sapeva. Lo sapeva così bene che anche lì, nel  bel mezzo della festa, cercava di reagire. Si era subito lasciato sedurre dall&#8217;aspetto esterno del Central, una costruzione gialla, arretrata rispetto alla banchina, a cinquanta metri dalle palme da cocco, e immersa in un intrico di piante dalle  forme bizzarre.</span><br />
<span id="more-7686"></span></p>
<p><span style="font-size: 13pt; font-family: Courier New;">La sala principale, che fungeva al tempo stesso da cafe’ e da ristorante, aveva le pareti molto chiare, in tinte pastello che ricordavano la Provenza, e un bar di mogano lucido con alti  sgabelli e recipienti di rame che davano una sensazione di intimità domestica. Le camere al piano superiore erano sempre libere.</span></p>
<p><span style="font-size: 13pt; font-family: Courier New;">Stanze disabitate e spoglie, anch&#8217;esse con le pareti in colori pastello, le zanzariere sopra i letti e una vecchia brocca nell&#8217;una, un catino  incrinato, un baule vuoto nell&#8217;altra.</span></p>
<p><span style="font-size: 13pt; font-family: Courier New;">Finché non c&#8217;era stata la festa. Adesso era al culmine. Nel giro di un&#8217;ora sarebbero stati tutti  ubriachi, me compreso che bevevo solo soletto il mio champagne. Manuelo, l&#8217;artista di turno, stava attaccando sulle colonne del caffe’ dei manifesti in cui c&#8217;era scritto che Manuelo era la più grande ballerina spagnola. Un uomo minuto, agile e dai modi accattivanti. Con la padrona si intendeva già benissimo, non come si intendono un uomo e una donna, ma come si intendono le donne fra loro.</span></p>
<p><span style="font-size: 13pt; font-family: Courier New;">Fin da mezzogiorno avevano cambiato la disposizione dei tavoli per lasciare spazio ai volteggi di Manuelo. Avevano anche appeso ghirlande di carta colorata e controllato se il grammofono funzionava a dovere.</span></p>
<p><span style="font-size: 13pt; font-family: Courier New;">Per ore e ore lo spagnolo, chiuso in camera, aveva provato il suo numero, martellando coi tacchi il pavimento che vibrava tutto.  La cena dei clienti fissi era stata servita in fretta, sempre per via della festa. Poi era arrivata altra gente. C&#8217;erano bottiglie di champagne su tutti i tavoli. Manuelo ballava con movenze così femminee da risultare ancora più equivoco.</span></strong></p>
<p><em><span style="font-size: 13pt; font-family: Courier New;">Si era esibito in varie danze.  Quando il suo numero finì, per recarsi nella sua camera mi passò accanto, fissandomi negli occhi. Senza una ragione precisa, lo seguii  in camera. Rimasi con Manuelo tutta la notte; facemmo l&#8217;amore senza  pausa, come se quella fosse l&#8217;ultima notte della terra, l&#8217;ultima da  vivere. La mattina eravamo ancora a letto, la testa di Manuelo adagiata sul mio petto, potevo vederne e contarne le lentiggini sul volto chiaro. Avrei dovuto preoccuparmi per la reazione dei miei compagni quando sarei sceso nel salone dall&#8217;albergo per la colazione, passare in mezzo a loro finché non fossi arrivato al bancone. Ma non me ne importava per niente.</span></em></p>
<p ALIGN="center">&nbsp;</p>
<p><strong>[ Hardbeat è uno dei termini usati per definire il genere musicale di artisti come Fat Boy Slim. Il termine si riferisce al ritmo, qualcosa a che vedere con le battute per minuto, che si sono innalzate fino a un numero impressionante, ma è caratterizzata anche da un uso smodato e tutt&#8217;altro che nascosto di campionamenti da brani di successo del passato. E questo è quello che ho fatto anche io, in questo pretenzioso esperimento. Tutta la parte iniziale, da &#8220;Aveva&#8221; fino a &#8220;equivoco&#8221;, è presa integralmente da &#8220;Colpo di luna&#8221;, di Georges Simenon, del 1933 (indico la data per chi dovesse essere perplesso per il tono di qualche passaggio), la mia pertecipazione si è limitata a un copia, taglia e incolla; il resto è frutto della direzione che ha preso la mia fantasia durante la lettura di questo bellissimo romanzo. Qualcuno, adesso, starà pensando che è finalmente emersa la mia latente omosessualità, qualcun altro che è finalmente emerso (finalmente?) il mio niente affatto latente rincoglionimento. Non so dare torto né all&#8217;uno né all&#8217;altro. ]</strong></p>
<p ALIGN="center">&nbsp;</p>
<p><small>[ <em>layout di pagina e animazione di orsola puecher </em>]</small></p>
<p ALIGN="center">&nbsp;</p>
<p><strong>Nota</strong><br />
<em>Il post è il risultato di un lavoro collettivo.<br />
In primis fu Rosaria che segnalò<br />
In secundis fu l&#8217;Autor che accettò<br />
In terzio fu lu Furlen che si rallegrò<br />
In quarto fu la Orsola che faticò para los otros</em></p>
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