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	<title>sconti &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>amazon, gli sconti e le biblioteche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 07:59:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nuova disciplina del prezzo dei libri : DDL Levi n. 2281-B Il 20 luglio scorso il Senato ha approvato definitivamente il DDL n. 2281-B (primo firmatario: Ricardo Franco Levi, PD, e relatori: Franco Asciutti, PdL, e Vincenzo Maria Vita, PD) che riguarda la disciplina del prezzo dei libri ed entrerà in vigore dal 1 settembre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Nuova disciplina del prezzo dei libri : DDL Levi n. 2281-B</h3>
<p>Il 20 luglio scorso il Senato ha approvato definitivamente il <a title="ddl 2281-b" href="http://parlamento.openpolis.it/singolo_atto/71910" target="_blank"><strong>DDL n. 2281-B</strong></a> (primo firmatario: Ricardo Franco <strong>Levi</strong>, <em>PD</em>, e relatori: Franco <strong>Asciutti</strong>, <em>PdL</em>, e Vincenzo Maria <strong>Vita</strong>, <em>PD</em>) che riguarda la disciplina del <strong>prezzo dei libri</strong> ed entrerà in vigore dal 1 settembre prossimo. La nuova disciplina comporterà una forte limitazione della scontistica applicabile ai libri e in molti la leggono in funzione anti-Amazon e, comunque, <strong>in funzione protettiva dello <em>status quo</em></strong> nel mercato del libro. <a title="il sole 24 ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-08-02/libri-vendita-limiti-sconti-064042.shtml" target="_blank">Qui</a>, <a title="la stampa" href="http://www3.lastampa.it/cultura/sezioni/articolo/lstp/413255/" target="_blank">qui</a> e <a title="webnews" href="http://www.webnews.it/2011/07/27/addio-aie-il-ddl-levi-uccidera-il-settore/" target="_blank">qui</a> trovate alcuni articoli, commenti, reazioni.</p>
<p>Dato che questa legge <strong>colpirà in modo significativo le biblioteche di pubblica lettura</strong>, che grazie agli sconti dei fornitori hanno potuto mantenere un patrimonio vivo nonostante i continui tagli di bilancio, l&#8217;<em>Associazione italiana biblioteche</em> ha scritto  al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, ai Presidenti delle Commissioni cultura di Camera e Senato e all&#8217;On. Levi in merito al DDL in questione. Di seguito il testo della lettera (pubblicata <a title="aib.it" href="http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c1108.htm" target="_blank">qui</a>):<span id="more-39740"></span></p>
<blockquote><p>al Presidente della Repubblica<br />
ai Presidenti di Camera e Senato<br />
ai Presidenti delle Commissioni cultura di Camera e Senato<br />
e p.c. all&#8217;On. Levi</p>
<p>Signor Presidente,<br />
desidero sottoporre alla Sua attenzione le conseguenze che la recente approvazione da parte del Senato della Repubblica del ddl Levi n. 2281-B, riguardante la nuova disciplina del prezzo dei libri, avrà sulle biblioteche italiane.</p>
<p>Il provvedimento dispone che la vendita di libri in favore di biblioteche, archivi, musei pubblici, istituzioni scolastiche e università (art. 2 c. 4 lett. b) possa essere effettuata con sconti fino ad una percentuale massima del 20 per cento sul prezzo di vendita fissato dall&#8217;editore. Questa previsione, che nelle intenzioni del legislatore deroga in senso positivo al tetto di sconto massimo fissato dalla norma (15 per cento), in realtà produrrà l&#8217;effetto opposto, compromettendo la possibilità di documentare adeguatamente nelle collezioni bibliotecarie la produzione editoriale corrente.<br />
Le biblioteche, infatti, hanno goduto sino a questo momento di percentuali di sconto più elevate grazie alle politiche di vendita effettuate a loro favore direttamente dagli editori o dagli intermediari specializzati che competono sul mercato degli appalti pubblici di fornitura.<br />
Questa situazione, determinata da dinamiche di libera competizione commerciale, ha compensato, almeno parzialmente, la significativa riduzione di risorse economiche disposta dagli enti titolari (lo Stato, gli Enti Locali e le Università in primis) a seguito degli interventi di contenimento della spesa pubblica emanati dal Governo; interventi che negli ultimi 5 anni hanno quasi dimezzato del peso delle biblioteche come acquirenti sul mercato editoriale, passato dal 5% del fatturato complessivo nel 2005 a circa il 3% nel 2010.</p>
<p>Da settembre, con l&#8217;entrata in vigore del DDL Levi, sarà come se sulle biblioteche d&#8217;Italia si abbattesse un&#8217;altra manovra finanziaria, che penalizzerà la possibilità di offrire servizi di accesso all&#8217;informazione e alla conoscenza di livello adeguato alle esigenze dei cittadini e toglierà strumenti di lavoro alla ricerca scientifica.<br />
La nostra Associazione non è mai stata pregiudizialmente contraria all&#8217;esigenza di una regolamentazione che tutelasse le librerie indipendenti, un anello fondamentale nella filiera del libro e della lettura. Abbiamo tuttavia sottolineato l&#8217;esigenza di contemperare le specifiche esigenze dei diversi attori dell&#8217;intera filiera del libro, che non sono totalmente coincidenti.<br />
La previsione di eccezioni per scuole e biblioteche, modellata su analoghi provvedimenti in vigore in alcuni Paesi comunitari, avrebbe dovuto tenere conto della carenza di politiche di sostegno, anche economico, da parte delle Istituzioni alle nostre biblioteche. Solo per fare un esempio relativo a due grandi aree metropolitane, l&#8217;indice di investimento pro-capite per il potenziamento delle dotazioni librarie nel 2008 era pari a 1,30 euro a Torino e 3,40 euro a Lione (dati IFLA &#8211; International Federation of Library Associations).<br />
Per queste ragioni abbiamo sostenuto, inascoltati, la necessità di prevedere una piena esenzione per le biblioteche, che pur rientrando nella categoria dei &#8220;consumatori finali&#8221; rappresentano in realtà una categoria di mediatori della conoscenza e della cultura che agisce per rafforzare l&#8217;attitudine alla lettura e allo studio della popolazione e per favorire l&#8217;accesso ai prodotti editoriali; non, dunque, pericolosi concorrenti delle librerie ma preziosi alleati nella faticosa impresa di innalzare i livelli culturali della nazione e di aumentare la familiarità degli italiani con libri e lettura.<br />
Le biblioteche offrono in forma gratuita un servizio pubblico di accesso alla cultura, alla conoscenza e all&#8217;informazione a tutti i cittadini, senza discriminazioni; forniscono un supporto a studenti, ricercatori e a quanti lavorano per creare le condizioni per una ripresa di competitività del Paese; conservano, valorizzano e trasmettono alle generazioni future attraverso le loro raccolte la memoria della nostra produzione culturale, che è il fondamento dell&#8217;identità nazionale. Temo che assolvere queste finalità a partire dal primo settembre sarà ancora più difficile.</p>
<p>Signor Presidente, se le biblioteche sono un bene comune come è possibile che una legge dello Stato non ne tenga conto?</p>
<p>Stefano Parise<br />
Presidente AIB &#8211; Associazione Italiana Biblioteche</p>
<p>Roma, 1 agosto 2011<br />
Prot. n. 145/2011</p></blockquote>
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		<title>l&#8217;appello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 13:26:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/09/index1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-36696" title="index1" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/09/index1.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p>de <strong><a href="https://leggesulprezzodellibro.wordpress.com/">i mulini a vento</a></strong></p>
<p>La legge sul prezzo del libro che è passata alla Camera e sta per essere discussa al Senato ha provocato moltissimo scontento fra gli editori indipendenti, piccoli e medi, che non sono stati ascoltati in nessun modo nella sua formulazione. La legge stabilisce un tetto agli sconti sui libri del 15% (sconto assai più alto di quello previsto da quasi tutte le leggi europee analoghe), ma questo tetto apparente viene poi smentito dalla possibilità per qualsiasi editore di fare tutte le promozioni che vuole, della durata di un mese, per undici mesi all’anno.</p>
<p>Nessun prodotto commerciale è trattato con tanto disprezzo! Qualsiasi prodotto commerciale, infatti, può essere svenduto o saldato solo due volte l’anno e per il resto del tempo ha il suo prezzo. Questa legge libera, in pratica, il prezzo del libro, non meno della disastrosa legge inglese, che ha rovinato e fatto chiudere tante librerie e case editrici indipendenti. Mentre la legge francese e tedesca le hanno salvate e protette e continuano a farlo, con la semplice regola di vietare o limitare radicalmente gli sconti.</p>
<p>Questa legge, di fatto, non ha a cuore né l’interesse del libro e della cultura, né quello dei librai o degli editori, <span id="more-36695"></span>ma esclusivamente quello dei grandi gruppi editoriali e delle catene libraie (che appartengono agli stessi gruppi), che vogliono proteggersi dalla Grande Distribuzione.</p>
<p>E’ sotto gli occhi di tutti la trasformazione già in atto delle librerie di carena in ‘outlet’, dove le pareti e i tavoli sono dedicati agli sconti. Sconti che gli editori indipendenti non si possono permettere, che le librerie indipendenti non ottengono, che divide editori e librai in due categorie orizzontali: da una parte gruppi e catene che a forza di sconti occupano tutto lo spazio disponibile, svendendo il libro come un prodotto d’occasione, ed editori e librai indipendenti, che invece di essere sostenuti dalla legge e dallo stato nella difesa della cultura e della bibliodiversità, sono abbandonati a se stessi e stanno chiudendo i battenti.</p>
<p>Chiediamo che la legge sul prezzo del libro mantenga le sue premesse, guardi alle leggi europee e, come dovrebbe fare ogni legge, protegga la cultura e difenda i soggetti più deboli.</p>
<p>Da numerosi dibattiti e convegni fra editori e librai indipendenti, siamo arrivati per parte nostra a una linea di compromesso: possiamo accettare uno sconto che vada dal preferibile 5% all’appena accettabile 15%, purché le promozioni siano limitate come per ogni altro prodotto a due mesi l’anno.<br />
Questa è la condizione perché il libro resti al centro della nostra cultura.</p>
<p>Ribadiamo le condizioni indispensabili per noi e alle quali una vera politica del libro non può rinunciare:</p>
<p>1. Far riferimento a modelli culturali e a una legislatura sul libro che ha avuto eccellenti esiti, come quelle francese e tedesca.</p>
<p>2. Limitare le promozioni, come avviene per tutte le altre merci e prodotti, a due mesi l’anno, gli stessi per tutti, in modo da facilitare i controlli.</p>
<p>3. Istituire un organo di controllo che preveda sanzioni per chi trasgredisce, sia alzando lo sconto oltre il 15%, sia proponendolo in periodi diversi dai due mesi previsti (non necessariamente consecutivi), e dunque tanto per gli editori che per i librai o catene librarie che vìolino le regole.</p>
<p>4. Delimitare il tempo in cui un libro è considerato ‘novità’ ed è quindi sottoposto a restrizioni particolari.</p>
<p>I Mulini a Vento: Instar Libri, Iperborea, Marcos y Marcos, minimum fax, nottetempo, Voland</p>
<p>per firmare l&#8217;appello scrivete <a href="https://leggesulprezzodellibro.wordpress.com/2010/07/25/scegliete-i-libri-non-gli-sconti/">qui </a></p>
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