<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>signoradeicalzini &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/signoradeicalzini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Feb 2010 20:39:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>Recitando dietro il paravento</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/19/recitando-dietro-il-paravento/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/19/recitando-dietro-il-paravento/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 06:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Racca]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[circolo Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Jourdan]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[signoradeicalzini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=30567</guid>

					<description><![CDATA[di Antonio Sparzani Sono stato a Milano ai giovedì di Sud giovedì 11, come spesso faccio, e ho sentito il reading di Alessandra Racca (che ha un bel sito). Titolo della serata “eroticismi”, con annunci di spogliamenti e stranezze varie. Ero dunque un po’ perplesso, ma anche incuriosito, dato che mi fido abbastanza dei gusti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/Raccaimprovvisa.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/Raccaimprovvisa.jpg" alt="" title="lo sguardo di Alessandra" width="300" height="168" class="alignleft size-full wp-image-30568" /></a><br />
Sono stato a Milano ai <a href="http://circoloculturalesud.wordpress.com/">giovedì di Sud</a> giovedì 11, come spesso faccio, e ho sentito il reading di <strong>Alessandra Racca</strong> (che ha un bel <a href="http://www.signoradeicalzini.it/">sito</a>). Titolo della serata “eroticismi”, con annunci di spogliamenti e stranezze varie. Ero dunque un po’ perplesso, ma anche incuriosito, dato che mi fido abbastanza dei gusti delle due brave organizzatrici degli incontri del giovedì, Anna Lamberti Bocconi e Francesca Genti, poetesse esse stesse, e quindi amiche di queste allitterazioni, alle quali si è ora aggiunto come &#8220;preziosissimo co-organizzatore&#8221; Luciano Mondini.</p>
<p>L’allestimento dell’evento era semplicissimo, Alessandra recitava le sue cose con alle spalle un filo da bucato con appesi calzini e altri indumenti che aumentavano durante lo spettacolo, e tante mollette da bucato pronte all’uso. C’era poi sulla destra di chi guarda, un paravento, cioè un telo appeso allo stesso filo, dietro il quale ogni tanto Alessandra si rifugiava per fare i suoi trucchi, o meglio per fare finta di spogliarsi.</p>
<p>La prima cosa che mi è piaciuta è che Alessandra offriva i propri versi accompagnandoli col suo corpo, voce e gesti, in modo da arricchirli e valorizzarli. Sarà normale per un poeta, direte voi, no che non lo è, la maggior parte dei poeti, mi perdonino essi ed esse, recitano le proprie poesie come fosse la lista della spesa, come fosse la prima volta che le vedono, una cosa avvilente, che riduce immediatamente il valore dei testi. Alessandra proprio no, lei leggeva con passione e si sentiva che aveva pensato e scritto lei quelle cose.<br />
<span id="more-30567"></span><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/Racca_biancheriavariastesa.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/Racca_biancheriavariastesa.jpg" alt="" title="biancheriavariastesa" width="228" height="300" class="alignright size-full wp-image-30569" /></a><br />
I versi di Alessandra sono raccolti in un volume di 126 pagine, con illustrazioni e copertina disegnate da <strong>Federica Jourdan</strong>, belle e discrete, nella collana <em>Sabotage</em> dell’editore SEEd, costo 10 €. Sono divisi in tre gruppi: <em>Pensieri</em>, <em>Oggetti</em>, <em>e altre cianfrusaglie amorose</em> e sono, pur nella notevole varietà del genere, tutti pervasi da una grande disponibilità a mostrarsi, Alessandra non si nasconde, mette a nudo bellamente alcuni nascondigli del proprio animo. Io vi trascrivo qui quattro poesie che a me sono piaciute particolarmente, ma molte altre ce ne sono, e molto invitanti.</p>
<p>.<br />
<strong>Quando sono romantica</strong></p>
<p>Mi piace pensare che<br />
le nostre parole si stiano<br />
cercando<br />
Mi piace immaginarci con gli occhi stretti<br />
nello sforzo di scegliere<br />
le lettere giuste<br />
per definirci<br />
l’un l’altro </p>
<p>Mi piace pensare<br />
un indirizzo, lo stesso<br />
e le nostre facce sciocche<br />
ignare<br />
mentre ci incamminiamo</p>
<p>Mi piace immaginare<br />
la forma del portone<br />
il colore del legno<br />
e l’ottone della maniglia<br />
e io e tu<br />
io più tu<br />
«Anche tu qui?»</p>
<p>Mi piace pensare<br />
i nostri volti<br />
precipitati così vicini<br />
e una fotografia<br />
e quegli altri<br />
e i loro indici puntati<br />
«‘Guardateli, guardateli» </p>
<p>Vorrei essere<br />
per te<br />
dentro quel tempo<br />
che quando ritorna<br />
nella testa<br />
non credi di poter sopravvivere<br />
alla gioia e alla nostalgia<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/Racca_coltelefonodietroilparavento.jpg"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/Racca_coltelefonodietroilparavento.jpg" alt="" title="coltelefonodietroilparavento" width="199" height="300" class="alignright size-full wp-image-30570" /></a><br />
Vorrei sorprendermi addosso<br />
quello sguardo<br />
quel senso di ingiustizia<br />
mentre mi spii per capire<br />
se lui che mi fa ridere<br />
così<br />
«‘Se lui&#8230;»<br />
Vorrei essere la causa<br />
di quell’attimo di incertezza<br />
di quella furia contro le tue battute migliori<br />
di quell’assenza di parole<br />
in presenza<br />
di quel pieno di parole<br />
quando non ci sono<br />
quando: «Sono un cretino sono un cretino»</p>
<p>Vorrei essere quella che ruba il tuo sonno<br />
la sera prima della sera che mi porterai<br />
a letto<br />
vorrei ridarti il sonno perso<br />
labbra su labbra<br />
carezza per carezza<br />
«Tutto questo per me?» «Tutto questo per te.» </p>
<p>Vorrei essere quel risveglio<br />
quel mondo tutto nuovo<br />
la nitidezza di quel giorno lì<br />
Vorrei essere<br />
quella scioccheria<br />
quella voglia di dire<br />
le cose assolute<br />
eccessive<br />
l’incapacità di pensare a<br />
una fine<br />
la totale ingordigia<br />
l’intossicazione<br />
la gola, il peccato, tutta la lussuria<br />
di cui sei capace<br />
Vorrei essere<br />
l’oggetto del discorso<br />
di quella sera<br />
con il tuo amico migliore<br />
quando non ti riesce<br />
d’ubriacarti<br />
e lui dice:<br />
«sei un deficiente<br />
cosa aspetti a prenderti quel che<br />
vuoi?»<br />
Vorrei essere<br />
quella che non riesci a<br />
smettere di<br />
fissare quel particolare<br />
Vorrei essere<br />
quella<br />
«diversa, diversa da quell’altra»<br />
Vorrei essere<br />
quella che tu ci ripensi e<br />
pensi «Dio però<br />
Dio però come eravamo»</p>
<p>Vorrei essere<br />
la tua scopata migliore<br />
e quello sguardo obliquo<br />
mentre mi spogli viva </p>
<p>Vorrei essere così bella per te<br />
e così<br />
e così<br />
e così<br />
e così<br />
Così. </p>
<p>.<br />
<strong>Un discorso semplice</strong> </p>
<p>Casomai ti venisse<br />
semplice<br />
di amarmi<br />
amami. </p>
<p>Casomai ti venisse<br />
difficile<br />
non so<br />
forse è il caso che tu lasci<br />
stare. </p>
<p>A meno che tu già mi ami<br />
in questo caso<br />
non ci sarebbe bisogno<br />
di aggettivi<br />
e anche il verbo<br />
verrebbe da sé. </p>
<p>Quanto al<br />
complemento oggetto<br />
eccomi:<br />
mai stata più felice<br />
d’essere una donna oggetto. </p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/Racca_duepiediecuori.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/Racca_duepiediecuori.jpg" alt="" title="duepiediecuori" width="300" height="240" class="alignright size-full wp-image-30571" /></a><br />
<strong>Oroscopo</strong> </p>
<p>Qualcuno per favore<br />
con precisione<br />
e competenza<br />
mi dica cosa accadrà:<br />
non mi riesce<br />
stasera<br />
di essere viva<br />
così come lo sono gli uomini<br />
così come va fatto, così come mi hanno insegnato<br />
come è giusto che sia — ma è poi così giusto che sia? </p>
<p>Con le lettere vuote del rebus<br />
e la risposta al quesito della Susy<br />
che bisogna aspettare la prossima settimana<br />
che forse mi dimenticherò di comprare La Settimana<br />
Enigmistica<br />
la prossima settimana<br />
e magari non l’avrò mai, mai la risposta al quesito<br />
e poi, che ne sai, magari si dimenticano loro di<br />
pubblicarla.<br />
È che forse la risposta nemmeno c’è<br />
e non la sa la Susy<br />
non la conosce nessuno<br />
e io come faccio, allora? </p>
<p>Qualcuno per favore<br />
con precisione<br />
e senza temere la saccenza<br />
mi dica cosa accadrà:<br />
ho bisogno di<br />
saltare domani<br />
passare al futuro<br />
disprezzare il cammino<br />
e badare solo<br />
all’elenco<br />
dei fatti salienti<br />
che verranno</p>
<p>.<br />
<strong>Sorrisi </strong></p>
<p>Sono qui<br />
a far prove di sorrisi: </p>
<p>ne ho 50<br />
diversi per angolatura e intensità<br />
alcuni sono molto belli<br />
alcuni bellissimi. </p>
<p>Non so cosa mi tratterrà<br />
quando mi guarderai in quel modo<br />
dal correre in un negozio<br />
a comperarne uno: </p>
<p>di tutti questi 50<br />
nessuno mi piacerà più. </p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/19/recitando-dietro-il-paravento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>11</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">30567</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 20:00:23 by W3 Total Cache
-->