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	<title>strage di piazza Fontana &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>La verità, vi prego, sulle stragi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 08:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[appello Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[archivi di stato]]></category>
		<category><![CDATA[benedetta tobagi]]></category>
		<category><![CDATA[helena janeczek]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[strage di piazza Fontana]]></category>
		<category><![CDATA[strage Piazza Loggia]]></category>
		<category><![CDATA[strategia della tensione]]></category>
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					<description><![CDATA[   Benedetta Tobagi, figlia di Walter, è stata la prima a mettermi al corrente di questo appello. Aveva tre anni quando uccisero suo padre sotto casa, ne ha scritto un libro con cui muove già oltre la propria memoria e il proprio dolore, e oggi dedica una parte cospicua della sua vita a una ricerca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> <img fetchpriority="high" decoding="async" title="Strage-di-Piazza-della-Loggia" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/Strage-di-Piazza-della-Loggia-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /> </p>
<p>Benedetta Tobagi, figlia di Walter, è stata la prima a mettermi al corrente di <a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&amp;idappello=391200&amp;ref=HREC2-3">questo</a> appello. Aveva tre anni quando uccisero suo padre sotto casa, ne ha scritto un libro con cui muove già oltre la propria memoria e il proprio dolore, e oggi dedica una parte cospicua della sua vita a una ricerca che mira a restituire verità e giustizia a tutte le vittime di quegli anni. In primo luogo quelle delle stragi. Le stragi nere e &#8220;di Stato&#8221; che restano un buco nero come trauma collettivo e come lascito oscuro che ha potuto continuare a agire sotto, ma che rischiano di rimanere per sempre senza colpevoli. L’ultima sentenza per Piazza della Loggia a Brescia è un’assoluzione per mancanza di prove (quelle stesse prove manipolate e fatte sparire dai servizi deviati). Lo stesso è accaduto per Piazza Fontana.</p>
<p>Questo appello è meno “visibile” di altri, visto che non è indirizzato al presente o al futuro prossimo, ma, per una volta, potrebbe diventare uno strumento di pressione politica reale. L’accesso agli archivi è forse l’unica carta per cambiare il corso della giustizia. Sicuramente sarebbe un contributo decisivo per ottenere quella verità che ci spetterebbe per bisogno e per diritto. (hj)<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/Strage-di-Piazza-della-Loggia.jpg"></a></p>
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		<title>12.12.1969 &#8211; Stragedìa della tensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 07:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Pinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Paolo Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[strage di piazza Fontana]]></category>
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					<description><![CDATA[Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0Y55aftcLAk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
<p>Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).<br />
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.</p>
<p><span id="more-27434"></span><br />
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.<br />
Io so i nomi del &#8220;vertice&#8221; che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli &#8220;ignoti&#8221; autori materiali delle stragi più recenti.<br />
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).<br />
Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l&#8217;aiuto della Cia (e in second&#8217;ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l&#8217;aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.<br />
Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l&#8217;altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l&#8217;organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).<br />
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.<br />
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari.<br />
Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.<br />
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.<br />
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l&#8217;arbitrarietà, la follia e il mistero.<br />
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell&#8217;istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il &#8220;progetto di romanzo&#8221; sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile.<br />
Tale verità &#8211; lo si sente con assoluta precisione &#8211; sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè<br />
non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio.<br />
<strong>Pier Paolo Pasolini</strong><br />
Bologna, 5 marzo 1922 &#8211; Ostia, Roma, 2 novembre 1975<br />
<em>Testo tratto dal &#8220;Corriere della sera&#8221; del 14 novembre 1974, con il titolo &#8220;Che cos&#8217;è questo golpe?&#8221;; testo poi confluito in Scritti corsari, Garzanti 1975 </em></p>
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		<title>Pinelli. Manichini a dicembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 10:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[15 dicembre 1969]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Catelli]]></category>
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		<category><![CDATA[strage di piazza Fontana]]></category>
		<category><![CDATA[strage di stato]]></category>
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					<description><![CDATA[di Giovanni Catelli Alla memoria di Pino Pinelli, ferroviere anarchico, padre, caduto innocente da una finestra della Questura di Milano la notte del 15 dicembre 1969. Cadono i manichini, dalle finestre della Questura, come angeli, con leggere traiettorie di stupore, pallida memoria d’ogni peso, si librano quasi verso l’alto, nell’aria priva di dolore, nello sguardo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Giovanni Catelli</strong><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/10/Pinelli_manichino.JPEG"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-23386" title="Pinelli_manichino" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/10/Pinelli_manichino.JPEG" alt="Pinelli_manichino" width="229" height="342" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/10/Pinelli_manichino.JPEG 229w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/10/Pinelli_manichino-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 229px) 100vw, 229px" /></a><br />
Alla memoria di Pino Pinelli, ferroviere anarchico, padre, caduto innocente da una finestra della Questura di Milano la notte del 15 dicembre 1969.</p>
<p>Cadono i manichini, dalle finestre della Questura, come angeli, con leggere traiettorie di stupore, pallida memoria d’ogni peso, si librano quasi verso l’alto, nell’aria priva di dolore, nello sguardo attento di chi vede, non conoscono inverni, notte, dicembre, non sanno di questori, commissari, brigadieri, stanze colme di fumo, e anarchici colpiti, forse non solo da malori attivi, eppure capaci di scatti fulminei, proprio così, è un dono degli anarchici, lo scatto fulmineo, chissà quale gioia l’andarsene, con balzo felino, da un quarto piano della questura, in una notte di dicembre, nell’aria frizzante, pulita finalmente, come una salvezza, dopo un fermo illegale, stanze di elastici poliziotti che minacciano, e cercano nel fumo l’idea per un’accusa.<br />
<span id="more-23218"></span><br />
Ora cadono soltanto manichini, per indagine accurata, calcolo scientifico, ricerca della pura verità, come si potrebbe ledere anche un minimo diritto, i tempi son diversi, le persone ragionevoli, non è più nemmeno la memoria delle bombe, chi ricorda strategie della tensione, il Paese si unisce nel consumo, lo spettacolo continuo dissolve ogni conflitto, si è tutti più sereni, si è trovato finalmente a chi ubbidire.<br />
Così bianco e soffice il cortile di Questura, così lieve il cadere dei manichini, a decine, con minimi variabili tragitti, traiettorie accurate, per ogni possibile malore, o balzo, scatto, lieve spinta, incoraggiamento, invito, forse scarica nervosa motoria, ecco il vero genio del malore attivo, quella fertile energia che fa la differenza, e fa scattare lo scavalco di ringhiera : ma, ci si chiede, fosbury o ventrale? E allora nuovi lanci, dorsali e frontali, con diverso impeto, entusiasmo, decisione, con variabili pendenze del corpo nel malore, un poco attivo oppure molto, sempre comunque volto al balzo, allo scatto (fulmineo, felino), alla caduta.<br />
Quale nuova meravigliosa scienza del cadere, si costruisce qui, con tutti i crismi della legge, a futura conoscenza, ed esperienza, in vista di chissà quali futuri malori, o scatti, o balzi, da gestire, governare con saggezza, per poter dimenticare, per sempre, quelle notti a dicembre, quegli schiaffi, quegli anarchici superflui, quel fumo insalubre, quella piccola stanza colma di questurini maneschi, e quell’uomo solo, capace, con balzo felino, scatto fulmineo, malore attivo, di sfuggire a tutti, per un minimo pertugio tra le imposte, e volare via nell’aria libera, lasciando ai suoi guardiani solo una scarpa, in mano, a futura memoria, o pena, impaccio nell’indagine, polvere nell’ingranaggio della morte, dell’inganno, dell’oblio.<br />
Cadono ancora, i manichini, come neve, mentre noi ce ne andiamo, precipitano lievi, con ostinata precisione, si sente una remota lietezza nelle voci di chi lancia, e una strana, metodica insistenza, una cura sottile nell’indagine scientifica, ossessiva minuzia nel capire, nell’assolversi, nell’attento infinito prepararsi.</p>
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