<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>strumenti &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/strumenti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Feb 2018 10:54:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>A prescindere dai numeri  &#8211; note a margine della violenza</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2018/02/26/prescindere-dai-numeri-note-margine-della-violenza/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2018/02/26/prescindere-dai-numeri-note-margine-della-violenza/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariasole ariot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 13:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Meluzzi]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[Arendt]]></category>
		<category><![CDATA[de Jouvenel]]></category>
		<category><![CDATA[macerata]]></category>
		<category><![CDATA[mariasole ariot]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Pamela]]></category>
		<category><![CDATA[Pamela Mastropietro]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Traini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=72861</guid>

					<description><![CDATA[di Mariasole Ariot In de Jouvenel si legge: &#8220;un uomo si sente più uomo quando riesce a imporre se stesso e a fare degli altri strumenti della sua volontà&#8221;, cosa che gli procura un &#8220;piacere senza confronti&#8221;. L&#8217;8 gennaio 2018, a 40 anni di distanza dall&#8217;uccisione di tre militanti di Fronte della Gioventù, Casa Pound [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-72862" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/02/onore-ai-camerati-caduti.jpg" alt="" width="400" height="270" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/02/onore-ai-camerati-caduti.jpg 400w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/02/onore-ai-camerati-caduti-300x203.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/02/onore-ai-camerati-caduti-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" />di <strong>Mariasole Ariot </strong></p>
<p align="JUSTIFY">In de Jouvenel si legge: &#8220;un uomo si sente più uomo quando riesce a imporre se stesso e a fare degli altri strumenti della sua volontà&#8221;, cosa che gli procura un &#8220;piacere senza confronti&#8221;.</p>
<div id=":5jb" dir="LTR">
<p align="JUSTIFY"><img decoding="async" src="https://ssl.gstatic.com/ui/v1/icons/mail/images/cleardot.gif" width="2" height="2" name="immagini1" align="BOTTOM" border="0" />L&#8217;8 gennaio 2018, a 40 anni di distanza dall&#8217;uccisione di tre militanti di Fronte della Gioventù, Casa Pound organizza una manifestazione a Roma. Lo striscione aperto,<i> Onore ai camerati caduti</i>. Sfilano lungo le vie in silenzio rigoroso, assoluto, il silenzio che serve a non far parlare troppo di sé ma abbastanza da arrivare negli occhi e nelle bocche di chi vede. Saluti romani, teste dritte, petti impettiti. Il corteo si ferma e si dichiara PRESENTE.</p>
</div>
<p align="JUSTIFY">In quell&#8217;occasione, in molti sottolineano l&#8217;esasperazione delle cifre: la foto del corteo passa di mano in mano, di bocca in bocca, vorticando tra chi si dice preoccupato e chi viveziona la realtà per risalire alla &#8220;vera verità&#8221; della grandezza del corteo, una verità numerica.</p>
<p align="JUSTIFY">Io dico: a prescindere dai numeri.</p>
<p align="JUSTIFY">A prescindere dalla possibilità di una foto ritoccata: conta che sia stato quel che è stato – che il violento abbia spazio, trovi territorio, confini per sconfinare.</p>
<p align="JUSTIFY">E nel silenzio, in questo cortocircuito di silenzio, la violenza – detta e agita &#8211; prolifera.</p>
<p align="JUSTIFY">Non abbiamo voluto vedere il troppo che già c&#8217;era, ma il nostro compito è di vedere <i>prima</i>: si diceva in fondo dicono solo al lupo al lupo.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma il lupo c&#8217;è, morde anche quando ulula.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel giorno immediatamente successivo alla morte di Pamela Mastropietro, in tv comincia lo sciacallaggio emotivo: gli intervistati non perdono l&#8217;occasione del pretesto per ricordare che quanto è accaduto era prevedibile. Prevedibile perché la presunta mano che ha fatto a pezzi il corpo non è una mano qualunque, nemmeno quella di un folle criminale, è una mano che sulla mano porta mani di altri, degli altri che un certo estremismo vuole ridurre a cenere.</p>
<p align="JUSTIFY">Le parole di uno psichiatra molto presente nei media, Alessandro Meluzzi:</p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;questa ragazza non era un&#8217;eroinomane cronica [&#8230;] , era una ragazza con delle fragilità, con dei comportamenti tossicofilici [&#8230;] e che per una drammatica circostanza della sorte, incontra <b>quanto di più mostruoso oggi stia calpestando il suolo italiano</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">Nessuno poteva immaginare che sulla sua strada non trovasse un normale spacciatore di eroina ma trovasse <b>una situazione di mostruosa ritualità</b> – perché di questo si tratta &#8211; che purtroppo popola oggi il mondo della mafia nigeriana che sta progressivamente controllando il meracato degli stupefacenti in Italia.<b> Rivolgerei anche un appello anche a coloro che oggi si ritrovano nella drammatica situazione di dipendere dal mercato: sappiate che il mercato a cui vi rivolgete è un mercato che potrebbe offrivi oltre alla droga , che è un mostro, un mostro ancora più terribile della droga</b>&#8220;.</p>
<p align="JUSTIFY">Non stiamo tornando indietro: stiamo andando avanti malissimo, velocizzati da quel che viene detto e da quello che non viene detto : il problema più rilevante.</p>
<p align="JUSTIFY">Non si parla di fascismo, non si parla di razzismo, non si parla di violenza, di odio razziale, di xenofobia. Quando lo si fa, la parola è in sordina.</p>
<p align="JUSTIFY">E il popolo va mantenuto in una condizione di sordità, come andasse scaraventato fuori dalla storia, tenuto ai margini, ammaestrato da chi racconta narrazioni che pacifichino l&#8217;esistenza.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;Estrema fonte di potere è tutti contro uno, estrema forma di violenza è uno contro tutti. E quest&#8217;ultima non è mai possibile senza strumenti&#8221; &#8211; scriveva la Arendt.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma non stanno forse dando i media, le parole che scorrono nelle testate dei giornali, questi stessi strumenti di cui la violenza ha bisogno? Non hanno forse dato i media quegli strumenti di cui Traini aveva bisogno?</p>
<p align="JUSTIFY">Se la violenza compare &#8220;dove il potere è scosso&#8221;, significa che siamo in una situazione in cui il potere è muto ma per sottrazione, un potere muto e sordo, che cede di fronte al reale. Esiste un potere che si scuote e che scuote, che omette non per proteggere ma per non creare allarmismo.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;allarme invece va detto, va urlato.</p>
<p align="JUSTIFY">Noi abbiamo il dovere di allarmare, il dovere di dire ciò che non si vuole dire, di aprire le maglie della storia e infilarci la testa, il corpo, mettere le mani dove non si vorrebbe venissero affondate. Abbiamo il dovere di dire, di dichiarare, di non sottrarci, di non fare passi indietro: abbiamo il dovere di avanzare in direzione contraria, denunciare il denunciabile, estrarre le parole che non vengono dette, farlo non solo nella dimensione dell&#8217;<em>anti</em>, ma nel respiro dell&#8217;adesso, del cosa fare, del possibile. A prescindere dai numeri, a prescindere dalla quantità.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2018/02/26/prescindere-dai-numeri-note-margine-della-violenza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">72861</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-08-25 12:44:48 by W3 Total Cache
-->