<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>sumeri &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/sumeri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 13 Nov 2010 15:40:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>la nascita della scrittura II</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/15/la-nascita-della-scrittura-ii/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/15/la-nascita-della-scrittura-ii/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 07:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[cuneiforme]]></category>
		<category><![CDATA[michele zaffarano]]></category>
		<category><![CDATA[nascita della scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[segni]]></category>
		<category><![CDATA[sumeri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37069</guid>

					<description><![CDATA[l’invenzione della scrittura / michele zaffarano 13 analitical sought poems + 1 010 con l’invenzione della scrittura inizia la comunicazione sincronica e la comunicazione diacronica della civiltà umana prima della scrittura possiamo solo fare congetture partire dai dati archeologici l’invenzione della scrittura diede inizio alla storia l’invenzione della scrittura è legata a esigenze di amministrazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>l’invenzione della scrittura / michele zaffarano</h2>
<p><em>13 analitical sought poems + 1</em></p>
<h3>010</h3>
<p><em>con l’invenzione della scrittura inizia la comunicazione<br />
sincronica e la comunicazione diacronica<br />
della civiltà umana prima della scrittura<br />
possiamo solo fare congetture<br />
partire dai dati archeologici l’invenzione della scrittura<br />
diede inizio alla storia l’invenzione della scrittura<br />
è legata a esigenze di amministrazione è legata<br />
a esigenze di contabilità l’invenzione della scrittura<br />
è legata a esigenze di comunicazione<br />
nel quarto millennio nacque la scrittura<br />
nel quarto millennio presso un popolo di origine<br />
sconosciuta immigrato nella bassa mesopotamia</em></p>
<h3>111</h3>
<p>i primi esempi di scrittura sono stati rinvenuti<br />
su tavolette di argilla e le tavolette appartengono<br />
al livello archeologico di uruk quarto a<br />
la datazione approssimativa è il tremila<br />
tra il duemila e cento e il duemila si ebbe<br />
una rinascita con la terza dinastia<br />
di ur aveva oltre trecentomila abitanti<br />
l’insufficienza del sistema era evidente<br />
non occorreva più un simbolo per ogni idea<br />
bastava un numero ristretto di caratteri fonetici<br />
per esprimere l’ampia varietà delle idee questa<br />
innovazione si ritrova nel periodo di uruk terzo<br />
vennero inventati i sillabogrammi</p>
<p><span id="more-37069"></span></p>
<h3>112</h3>
<p>scrivevano su tavolette di argilla con degli<br />
stili che imprimevano delle forme dapprima<br />
pittografiche poi a cuneo un insieme di vari<br />
cunei esprimeva un concetto<br />
o un suono<br />
gli elementi connessi con il verbo<br />
seguivano un rigido ordine elementi<br />
modali<br />
di tempo<br />
relazionali<br />
causativi<br />
di oggetto<br />
del soggetto<br />
le radici verbali<br />
il futuro presente intransitivo<br />
il verbo può essere distinto oltre che per<br />
persona e per numero anche come<br />
transitivo e<br />
intransitivo<br />
attivo e<br />
passivo<br />
presente futuro e<br />
passato</p>
<h3>113</h3>
<p>attorno al tremila utilizzavano circa mille duecento<br />
caratteri verso il duemila solo seicento nel periodo di fara<br />
circa ottocento e quasi cinquecento intorno al duemila<br />
le antiche città sono cinque<br />
eridu<br />
bad tibira<br />
larak<br />
sippar<br />
shuruppak<br />
la scrittura cuneiforme si diffuse in tutta la mesopotamia<br />
l’assiria<br />
l’elam<br />
l’anatolia<br />
la siria<br />
la palestina<br />
raggiunse l’egitto e i suoi sovrani l’adottarono<br />
per i rapporti internazionali<br />
hittiti<br />
hurriti e<br />
urartei<br />
usarono il cuneiforme tavolette cuneiformi<br />
sono state trovate a tartaria in transilvania</p>
<h3>210</h3>
<p>le colonne erano decorate con mosaici policromi<br />
piccoli coni<br />
i santuari raggruppati nel quartiere di eanna<br />
il tempio d di uruk la navata centrale del tempio<br />
il nartece<br />
la navata<br />
il transetto<br />
l’abside centrale con<br />
due ambienti annessi<br />
il diaconicon e il protiro<br />
la struttura con cui tre millenni più tardi<br />
saranno costruite le chiese cristiane</p>
<h3>121</h3>
<p>per esempio il cuneiforme ugaritico era alfabetico<br />
trenta consonanti attorno al tremila e trecento<br />
ma prima vennero inventate le buste<br />
le sfere di argilla cave all’interno delle buste<br />
venivano messi i contrassegni di argilla<br />
si cominciò a porre sulle buste dei segni<br />
con la forma dei contrassegni che stavano dentro<br />
il cuneiforme elamico venne decifrato<br />
col ritrovamento di iscrizioni trilingue<br />
nella residenza reale di persepoli<br />
il persiano<br />
l’elamico e il<br />
babilonese</p>
<h3>122</h3>
<p>i nomi dei re prediluviani<br />
alulim<br />
alalgar<br />
enmenluanna<br />
enmengalanna<br />
dumuzi<br />
ensipadzidanna<br />
enmeduranna<br />
ubara<br />
tutu<br />
dai pittogrammi ai sillabogrammi<br />
la lingua rimase un misto di logogrammi e sillabogrammi<br />
i pittogrammi vennero sempre più stilizzati perdendo<br />
il loro carattere di rappresentazione naturalistica<br />
poi si cominciò a distinguere tra i simboli<br />
che rinviavano a concetti rispetto ai simboli<br />
che rinviavano a suoni per trasmettere parole<br />
che si riferiscono a concetti astratti<br />
si giunse agli ideogrammi</p>
<h3>123</h3>
<p>per esempio il cuneiforme elamico era sillabico<br />
centotrentuno sillabogrammi e venticinque logogrammi<br />
avevano quattro vocali<br />
a<br />
i<br />
e<br />
u<br />
quindici consonanti<br />
b<br />
d<br />
g<br />
ng<br />
h<br />
k<br />
l<br />
m<br />
n<br />
p<br />
r<br />
s<br />
sh<br />
t<br />
z</p>
<h3>220</h3>
<p>nel periodo detto del protodinastico primo<br />
all’interno delle sue mura<br />
uruk<br />
raggiungeva un’estensione di almeno<br />
cinque chilometri quadrati e mezzo ma la città<br />
si estendeva ancora per due o tre chilometri<br />
in direzione nord est<br />
gerusalemme<br />
dopo l’ampliamento di agrippa nel quarantatre<br />
raggiungeva un chilometro quadrato di ampiezza<br />
atene<br />
dopo l’espansione sotto temistocle<br />
toccava due chilometri quadrati e mezzo<br />
roma<br />
con adriano nel primo secolo<br />
si estendeva per circa undici chilometri<br />
quadrati</p>
<h3>131</h3>
<p>le parole sono sempre<br />
monosillabiche<br />
non è vero<br />
le parole sono<br />
in gran parte<br />
monosillabiche<br />
questo è vero</p>
<h3>132</h3>
<p>è agglutinante ossia le parole sono modificate<br />
solo dall’aggiunta di terminazioni specifiche<br />
per ogni elemento un sistema di rappresentazione<br />
di tipo pittografico ossia mediante immagini<br />
è caratterizzato<br />
dall’omofonia ossia più segni diversi possono avere<br />
lo stesso valore fonetico</p>
<h3>133</h3>
<p>le buste si appiattirono e si trasformarono<br />
in tavolette d’argilla ricoperte da segni<br />
un messaggero<br />
un araldo<br />
un portavoce militare<br />
potevano introdurre variazioni nel messaggio<br />
che l’autorità intendeva comunicare<br />
con il sistema dei segni non ci fu più bisogno<br />
di mantenere il contenuto della busta</p>
<h3>310</h3>
<p>nel mille ottocento cinquantasette venne tradotto<br />
il cuneiforme babilonese nel mille ottocento trentasei<br />
vennero identificati i segni dell’antico persiano occorre<br />
distinguere tra scrittura cuneiforme<br />
come strumento di rappresentazione<br />
e lingua<br />
la scrittura cuneiforme venne adottata da molti<br />
popoli di lingua diversa nel mille ottocento cinquantatre<br />
venne identificato il cuneiforme elamico<br />
progressivamente<br />
venne abbandonato come lingua parlata<br />
rimase come lingua dotta dopo quasi duemila anni<br />
dalla sua scomparsa nel mille novecento quattordici<br />
uscì la prima grammatica</p>
<h3>410<br />
[ sought enuma elish ]</h3>
<p><em>poi il diluvio cadde travolse tutto sippar cadde in cinque città<br />
a bad tibira enmenluanna la regalità fu spostata a shuruppak<br />
regnò per ventottomila ottocento anni egli<br />
regnò per ventottomila e ottocento anni<br />
un re essi regnarono cento ottomila anni<br />
un re larak cadde in eridu alulim divenne<br />
re a larak ensipadzidanna<br />
dumuzi il pastore regnò per trentaseimila anni<br />
la regalità fu in eridu divenne re alalgar regnò<br />
per trentaseimila anni regnò ventottomila<br />
ottocento anni divenne re e governò<br />
per ventunomila anni egli regnò per ventottomila<br />
ottocento anni bad tibira cadde a sippar enmeduranna<br />
essi regnarono<br />
per sessantaquattromila ottocento anni egli regnò<br />
per diciottomila seicento anni<br />
la regalità venne spostata a larak<br />
la regalità venne spostata a bad tibira divenne re governò<br />
per diciottomila seicento anni poi eridu cadde egli regnò<br />
per quantatremila duecento anni a shuruppak<br />
ubara<br />
tutu<br />
tre re<br />
egli regnò per ventunomila anni la regalità fu spostata<br />
a sippar essi regnarono per duecento quarantunomila<br />
duecento anni<br />
otto re<br />
due re<br />
un re<br />
enmengalanna dopo la discesa della regalità dai cieli<br />
poi il diluvio cadde travolse tutto</em></p>
<p style="text-align: right;">[Già pubblicato in <em>La Camera Verde. Il libro dell&#8217;Immagine</em> (Volume Ottavo, gennaio 2010)]</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/15/la-nascita-della-scrittura-ii/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>20</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">37069</post-id>	</item>
		<item>
		<title>la nascita della scrittura I</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/11/la-nascita-della-scrittura-i/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/11/la-nascita-della-scrittura-i/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 06:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[cuneiforme]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Giovenale]]></category>
		<category><![CDATA[nascita della scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[segni]]></category>
		<category><![CDATA[sumeri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37065</guid>

					<description><![CDATA[(come) nasce la scrittura / marco giovenale I. conclusione in forma di introduzione a Uruk, circa cinquemila anni fa, la scrittura nasce da un appiattimento del segno sul segno. da una semplificazione che in effetti è una irrorazione di complessità. nasce cioè da un&#8217;adesione del segno esterno di un contenitore al segno interno tridimensionale, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>(come) nasce la scrittura / marco giovenale</strong></h2>
<p style="text-align: center;">
<h3 style="text-align: center;">I.<em> </em>conclusione in forma di introduzione</h3>
<p>a Uruk, circa cinquemila anni fa, la scrittura nasce da un appiattimento del segno sul segno. da una semplificazione che in effetti è una irrorazione di complessità.</p>
<p>nasce cioè da un&#8217;adesione del segno esterno di un contenitore al segno interno tridimensionale, che <em>significa(va)</em> gli oggetti della transazione.</p>
<h3 style="text-align: center;">II.<em> </em>storia</h3>
<p><strong>0</strong> _ le fasi, in sintesi:</p>
<p style="margin-left: 5ex; text-align: left;"><em>A</em> _ merci di scambio nel mondo reale: commercio</p>
<p style="margin-left: 5ex; text-align: left;"><em>B</em> _ <em>tokens</em> [ = oggettini, segnacoli] che li rappresentano: contabilità</p>
<p style="margin-left: 5ex; text-align: left;"><em>C</em> _ tokens inseriti nella <em>bulla</em>: registrazione e conservazione</p>
<p style="margin-left: 5ex; text-align: left;"><em>D</em> _ segnature scritte sulla bulla, a <em>significare</em> i tokens: “semplificazione”</p>
<p style="margin-left: 5ex; text-align: left;"><em>E</em> _ schiacciamento/fine della bulla: nasce la scrittura bidimensionale, su tavoletta di creta</p>
<p><span id="more-37065"></span></p>
<h4><strong>1</strong> _ (da A a E)</h4>
<p>ci sono persone che scambiano delle merci. cibo, bestiame, manufatti, tessuti.</p>
<p>le merci scambiate vengono <em>significate</em> da oggetti che le riproducono, in scala. animali, vasellame, cose, oggetti vari: hanno le loro riproduzioni in scala. in piccoli tokens.</p>
<p>si chiamano così. sono piccole sfere, cilindri, parallelepipedi, signa convenzionali.</p>
<p>questi – in numero corrispondente alla vendita – vengono chiusi in una bulla sigillata. memoria e testimonianza della transazione.</p>
<p>per prendere atto di cosa la bulla contiene, per tradurre quali tokens ha incamerato, si inizia poi a tracciare segni su di essa.</p>
<p>si inizia così a riprodurre all&#8217;esterno, cioè sulla superficie della bulla (su ciò che già di suo è una sorta di segno-ventre o pellicola) segni stilizzati che <em>ridicono</em> e ripetono gli oggettini chiusi nella bulla. (che a loro volta erano segni – appunto tokens).</p>
<p>col tempo, questa moltiplicazione di segni diventa ridondante. o meglio: viene (finalmente) percepita come tale. perché segnare e ri-segnare tante volte? perché token+bulla+segno?</p>
<p>tutto si semplifica (alle spalle di una attestata complessità tuttavia).</p>
<p>tutti i segni si appiattiscono nella tavoletta. si incide su un piano orizzontale, dunque in astratto. scompare la bulla. ironia: <em>è scoppiata la bolla</em>. nasce la scrittura.</p>
<h4><strong>2</strong> _ (da A a C)</h4>
<p>ogni <em>significazione</em> – in questa serie di eventi e in generale – mette in opera un differire. una x che si introduce nel discorso e non lo sposta in avanti ma semmai dimostra con il proprio semplice apparire che il discorso <em>era già</em> originariamente più avanti, e – appena osservato – va già spostandosi.</p>
<p>dunque, ripetendo:</p>
<p>dagli oggetti alla significazione in scala degli stessi (attraverso tokens) si ha un&#8217;interposizione di differenza. un&#8217;apertura al possibile della fabbricazione di segnacoli, oggetti di secondo grado.</p>
<p>l&#8217;esigenza di raccoglierli entro un contenitore, “perché raccoglierli è una testimonianza di transazione” è in sé già un altro differire. uno spostamento e ramificazione imprevedibile, una moltiplicazione generatrice di altra imprevedibilità.</p>
<h4><strong>3</strong> _ (C)</h4>
<p>così anche la bulla stessa è un potentissimo generatore. essa, nel momento in cui raccoglie, infatti, cela. nasconde. ha generato un&#8217;ennesima differenza. ha spostato il discorso più oltre. è una codifica <em>clus</em>. (volendo).</p>
<p>la bulla chiude il cerchio del senso lasciando fuori il mondo. preservando il mondo interno.</p>
<p>quella diffrazione già incontrollabile di segni che inizialmente era stata data dalla prima <em>traduzione</em> di oggetti e armenti in tokens, ora qui viene riramificata incontrollabilmente non con un atto di apertura ma paradossalmente proprio per nascondimento, chiusura, raccolta, enclosure, confino, inclusione, reclusione.</p>
<h4><strong>4</strong> _ (da D a E)</h4>
<p>è allora, tuttavia, che il segno <em>aprente</em> si prende una sua rivincita. i contraenti si sono …contratti:</p>
<p>dicono: <em>all&#8217;esterno della bulla segneremo daccapo i segni dei segni</em>. daremo traccia e registrazione dei tokens che la bulla contiene.</p>
<p>sulla pancia della bulla vengono così scritti i dati del contenuto. il contenuto era <em>tokens</em>, dunque era <em>segni</em>. dunque sulla pancia del contenitore dei segni vengono incisi altri segni.</p>
<p>così il token, il segno interno tridimensionale (ma già multidimensionale semanticamente: moltiplicazione del reale in forme, in numeri impliciti, in oggettini, giocattoli, pezzi di pensiero), affiora sulla superficie della bulla, della curvatura del possesso, del contratto, del mappamondo, …</p>
<p>(diremmo: non diversamente, il mondo riaffiorerà cinquemila anni dopo sulla superficie argentata del dagherrotipo).</p>
<p>questo emergere dello scritto sulla bulla non ha però più bisogno di un contenitore a cui esser fedele. d’un tratto, il terzo segno fa crollare i due su cui si fondava (bulla e token).</p>
<p>di fatto è già traccia orizzontale. è una x ossia una differenza ancora più forte, devastante. esplode / fa esplodere una specie di mondo, o nuova specie di spazio – significato/codificato dai tokens e ingabbiato/avvolto dalla bulla – in segni bidimensionali che a questo punto hanno conquistato uno statuto immateriale, una capacità di automoltiplicazione illimitata (e hanno ramificato le differenze e le possibilità in un numero non soltanto infinito, ma infinito in quanto coincidente con la complessità corticale).</p>
<p>il cervello ha inventato la prima macchina-non-macchina che gli assomiglia, la scrittura. si chiude il neolitico.</p>
<p>(la macchina successiva, che chiude il “moderno”, è probabilmente la fotografia, momento tutt’ora indecifrato)</p>
<h3 style="text-align: center;">III. (prevedibile) premessa, e rinvio</h3>
<p>la scrittura, nel suo iter di nascita, assomiglia a una progressiva (se non lineare) evoluzione: dal pensiero <em>funzionale</em> all&#8217;impossibilità di reperire funzioni.</p>
<p>l&#8217;invenzione della scrittura, la fase E della sequenza ABCDE, è un punto di esplosione della <em>possibilità</em> (del possibile: delle meraviglie del possibile) talmente eccedente, nella sua astrazione, il reale che pure dovrebbe dalla scrittura medesima essere significato, che – già come pratica, prassi – inizia a coincidere con quella <em>condizione di possibilità</em> del senso che avrà un cammino tortuoso fino alla nascita e alle evoluzioni recenti del senso estetico moderno.</p>
<pre><span style="color: #999999;">…
</span>
[to be continued]</pre>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2010/11/11/la-nascita-della-scrittura-i/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">37065</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 20:19:26 by W3 Total Cache
-->