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	<title>taxi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Il punto vulnerabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[max rizzante]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 09:00:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Nikos Kachtitsis Non voglio l’eternità, ho solo chiesto tempo Demetrios Capetanakis La pianta del loto e il loto Tu sei la pianta mistica che mi ha condotto fin qui nel mezzo del crudele febbraio. La pianta che mi ha nutrito con il suo latte innocente l’anno scorso. Tu sei la pianta del loto e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/11/nikos-1-jpg.jpg" target="_blank"><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/11/nikos.jpg"/></a></p>
<p><strong>di Nikos Kachtitsis</strong></p>
<p><em>Non voglio l’eternità,<br />
ho solo chiesto tempo</em><br />
Demetrios Capetanakis</p>
<p><strong>La pianta del loto e il loto</strong></p>
<p>Tu sei la pianta mistica<br />
che mi ha condotto fin qui<br />
nel mezzo del crudele<br />
febbraio.<br />
La pianta che mi ha nutrito<br />
con il suo latte innocente<br />
l’anno scorso.</p>
<p>Tu sei la pianta del loto<br />
e io sono il loto<br />
che matura lentamente<br />
ma una volta maturo<br />
muore di disgusto.<span id="more-10997"></span></p>
<p><strong>Qui giace</strong></p>
<p>Mi guardo attorno come se<br />
fossi appena tornato<br />
da un funerale<br />
con il fazzoletto impregnato<br />
di profumi acri.<br />
Non seppelliscono<br />
i loro morti?<br />
Non ci sono cimiteri qui<br />
né cipressi<br />
né oleandri<br />
né mirti</p>
<p><strong>Morte sotto chiave</strong></p>
<p>La mia controparte,<br />
un collezionista di chiavi<br />
medievali,<br />
vive altrove,<br />
in Lituania, penso,<br />
o forse a Samarcanda.</p>
<p>Non commetterà<br />
un suicidio<br />
finché non ci incontreremo di nuovo<br />
a Edimburgo</p>
<p><strong>Sradicato</strong></p>
<p>Ricordi, lasciatemi in pace!</p>
<p>L’umida,<br />
terra ostile odora<br />
come la fossa<br />
appena scavata<br />
della pallida fanciulla<br />
dei nostri ricordi.</p>
<p>La salamandra<br />
compone la canzone<br />
della timidezza<br />
e io raccolgo foglie rosse, insetti e fiori selvaggi<br />
per il tuo album</p>
<p><strong>Abbandonato</strong></p>
<p>Non posso camminare più a lungo<br />
su questo viale del Tempo<br />
senza indossare<br />
i miei guanti gialli<br />
e la maschera della severità.<br />
Poiché ci sono migliaia<br />
di occhi sospettosi<br />
che mi osservano<br />
da dietro i cespugli.</p>
<p>Sono stato gettato<br />
nell’era sbagliata,<br />
ma attendo pieno di speranza<br />
che venga il giorno<br />
in cui i girasoli<br />
e le magnolie<br />
fioriranno per sempre.</p>
<p>Quel giorno dovrò punire<br />
il serpente che ha iniettato<br />
il suo veleno nella mia carne</p>
<p><strong>La sinfonia della nebbia</strong></p>
<p>Amo essere amico<br />
della nebbia,<br />
sebbene senta<br />
un chiaro fardello<br />
di disgusto in gola<br />
quando parlo con lei.</p>
<p>Eppure, quando si ritira,<br />
in silenzio, a passi svelti e evasivi<br />
tra le rovine,<br />
è il momento in cui soffro<br />
davvero,<br />
e in ansia attendo<br />
che ritorni<br />
con nuove visioni<br />
e una nuova musica</p>
<p><strong>L’uomo con il cilindro</strong></p>
<p>Sono sempre più sicuro<br />
che durante una notte triste,<br />
mentre vagabondavo da solo<br />
in una strada immersa nella nebbia,<br />
una mano si è sporta<br />
dal finestrino di un taxi nero,<br />
gettandomi<br />
in un fatale,<br />
irreparabile errore.</p>
<p>Ma quell’errore<br />
forse è stata la cosa più bella<br />
della mia vita,<br />
la migliore<br />
e l’ultima<br />
esperienza</p>
<p><strong>Ospedali vuoti</strong></p>
<p>Il crepuscolo è grigio<br />
nella squallida via Aftoktonias.<br />
Tutte le banderuole<br />
indicano la tomba<br />
dell’usignolo<br />
che è stato ucciso la notte scorsa<br />
e sono prese da attacchi isterici.</p>
<p>C’è un occhio terrestre<br />
in un angolo remoto di questo<br />
desolato parco che spia<br />
le statue d’acciaio<br />
e le figure solitarie<br />
che s&#8217;aggirano senza scopo<br />
lungo i sentieri nebbiosi<br />
fischiettando canzoni funebri.</p>
<p>Quando mi sbarazzerò<br />
di questo testimone<br />
dovrò comprare una pistola<br />
per uccidere il fantasma<br />
che è appollaiato sul mio cranio<br />
e che mi accusa quando sono assente.</p>
<p>A mezzanotte i poveri poeti,<br />
con i manoscritti nelle tasche<br />
dei loro frusti abiti neri,<br />
stanno intorpiditi dal gelo<br />
sulla banchina di marmo<br />
del porto<br />
in attesa disperata dell’Uomo<br />
che viene da un luogo misterioso<br />
e che non giungerà mai<br />
perchè non esiste.</p>
<p>Quando ero giovane<br />
odiavo una ragazza magra<br />
e avrei voluto torturarla tutto il tempo<br />
dentro il mio giardino.</p>
<p>Dopo un terribile terremoto<br />
che ha scosso l’ospedale<br />
e l’intera città,<br />
i vetri delle finestre dell’edificio vuoto,<br />
gli specchi, i vasi,<br />
ogni cosa giace frantumata in mille pezzi<br />
e il vento porta<br />
bare di ferro dall’orizzonte.</p>
<p>Qualcuno tende la mano giallognola<br />
per afferrare dal piatto un’arancia sbucciata&#8230;<br />
ma invano: non può raggiungerla</p>
<p><strong>Il punto vulnerabile</strong></p>
<p>Da un capo all’altro di questo vasto<br />
palmo di Tempo<br />
la superficie terrestre ha cominciato<br />
a sgretolarsi a causa della corrosione,<br />
mentre la sua orbita continua<br />
a sibilare furiosamente<br />
nel Caos.</p>
<p>E non smetterà mai,<br />
a meno che un architetto<br />
non martelli la Terra<br />
sul suo punto più vulnerabile.</p>
<p>Ma fino ad allora<br />
c’è tempo in abbondanza,<br />
gli edifici sono costruiti<br />
con ossa umane<br />
senza finestre,<br />
la gente rompe gli orologi<br />
per fermare il tempo<br />
e si spalma sul volto<br />
creme variopinte<br />
per proteggersi<br />
dal caldo incipiente.</p>
<p>Così gli anni passano,<br />
si cresce nel terrore<br />
ma illudendosi sempre di più<br />
che si sopravviverà<br />
al disastro finale. </p>
<p>(traduzione di Massimo Rizzante)</p>
<p><strong>Nota</strong><br />
Nikos Kachtitsis, scrittore greco, nasce nel 1926. Tra il 1949 e il 1952, durante il servizio militare, scrive in inglese la sua unica raccolta poetica, <em>Vulnerable Point </em>(la plaquette, formata da 14 poesie, sarà pubblicata da Kachtitsis per la sua stessa casa editrice Anthelion Press di Montréal nel 1968). Dopo il 1952 è in Africa. Ritornato ad Atene, riparte nel 1956 per Montréal, dove vivrà, insegnando il francese e l’inglese e lavorando come interprete giudiziario fino alla morte, avvenuta nel 1970. Il suo primo racconto è del 1959. Seguono due altri racconti e nel 1964 esce il suo primo romanzo <em>O exostis</em> (tradotto in francese con il titolo <em>Hôtel Atlantique</em>, Hatier, 1995). Il suo secondo romanzo <em>O eroes tes Gandes</em> (<em>L’eroe di Gand</em>) esce nel 1967. Sebbene la sua creazione sia composta da poche opere, scritte lontano da ogni consorteria o scuola letteraria, Kachtitsis ha tenuto lunghi scambi epistolari con i più importanti scrittori e poeti greci del suo tempo (della sua corrispondenza sono già stati pubblicati in Grecia due volumi). Oggi occupa un posto solitario nella letteratura del suo paese.</p>
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		<title>I taxi di Milano, la privacy e tutto quanto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 05:03:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Giovanni Ziccardi Il Comune di Milano ha finanziato, con un milione di euro, l&#8217;installazione, sui taxi locali, di telecamere che riprendono i clienti e l&#8217;abitacolo. La stessa cosa è già stata fatta a Firenze e, presto, sarà portata a compimento a Roma. Grazie anche ad un contributo parziale: il tassista riceve dal Comune 1.000 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://ziccardi.typepad.com">Giovanni Ziccardi<br />
</a></p>
<figure id="attachment_7064" aria-describedby="caption-attachment-7064" style="width: 500px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/uploads/2008/08/44cb4b91287cfcd8111d471867502a3cac861ab0.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-7064" title="piazza George Orwell videosorvegliata" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/uploads/2008/08/44cb4b91287cfcd8111d471867502a3cac861ab0.jpg" alt="piazza George Orwell videosorvegliata" width="500" height="326" /></a><figcaption id="caption-attachment-7064" class="wp-caption-text">piazza George Orwell videosorvegliata</figcaption></figure>
<p>Il Comune di Milano ha finanziato, con un milione di euro, l&#8217;installazione, sui taxi locali, di telecamere che riprendono i clienti e l&#8217;abitacolo. La stessa cosa è già stata fatta a Firenze e, presto, sarà portata a compimento a Roma.<span id="more-7063"></span><br />
Grazie anche ad un contributo parziale: il tassista riceve dal Comune 1.000 euro e deve aggiungerne più o meno altri 1.400 per completare l&#8217;installazione del sistema e pagare il canone annuo del servizio di gestione dei dati.<br />
Il vicesindaco di Milano, De Corato, ha dichiarato al Corriere della Sera (pagina 27 del 30 luglio 2008): &#8220;Siamo orgogliosi di essere la città più videosorvegliata d&#8217;Italia. Le telecamere mettono in crisi i delinquenti&#8221;.<br />
Sempre a Milano, si legge sul Corriere, vi sono 900 telecamere attive in città; l&#8217;ATM, dal canto suo, ha annunciato l&#8217;obiettivo di avere 2.500 telecamere funzionanti nelle zone afferenti la metropolitana entro la fine del 2009.<br />
Ad onor del vero, il quotidiano scrive anche che la proposta in stile orwelliano &#8220;video-taxi 19-84&#8221; ha avuto poco &#8220;appeal&#8221; tra i tassisti milanesi: sono rimasti nella cassa del Comune, inutilizzati, 800 mila euro che però, con ogni probabilità, soddisferanno appetiti simili manifestati dagli edicolanti cittadini. Anche loro hanno sollevato, infatti, l&#8217;esigenza di installare telecamere: si spera, per il loro business, che non inquadrino zone dell&#8217;edicola che espongono film o riviste particolari.</p>
<p>Gli annunci degli esponenti politici milanesi sono l&#8217;occasione per una riflessione sulla normativa in tema di privacy italiana a dieci anni, più o meno, dall&#8217;entrata in vigore della legge.<br />
Le parole provenienti dagli amministratori milanesi, unitamente a ciò che è successo in Italia in questi ultimi dieci anni, ci suggeriscono di procedere ad un&#8217;analisi al contrario: non ragionare, in particolare, su quali valori e comportamenti siano tutelati oggi dalla normativa sulla privacy in Italia ma, al contrario, su quali siano le eccezioni/limitazioni che rendono la legge italiana per molti settori, &#8220;trasparente&#8221;, come se non ci fosse e, soprattutto, su quali siano i poteri che progressivamente si sono &#8220;chiamati fuori&#8221;.</p>
<p>Quando fu introdotta in Italia, per la prima volta, nel 1996/1997 una normativa sulla privacy, ci fu immediatamente una sorta di &#8220;fuggi fuggi&#8221; generale di gran parte dei settori della nostra società; organi legislativi, giudiziari, di governo e autorità indipendenti fecero finta, in molti casi, di non vedere, oppure concessero proroghe su proroghe sperando in una &#8220;conversione sulla via di Damasco&#8221; di molte amministrazioni geneticamente refrattarie al concetto di privacy.<br />
L&#8217;effetto delle proroghe, soprattutto nel settore pubblico, fu devastante: si percepì il valore privacy come superfluo, poco importante, &#8220;tanto gli adempimenti venivano sempre prorogati&#8221;&#8230;</p>
<p>In ordine temporale, i primi a chiamarsi fuori furono i giornalisti e tutto il mondo dei media e della stampa, in nome di un &#8220;diritto di cronaca&#8221; sacrosanto ma che andrebbe letto e inteso, in Italia, in maniera molto più nobile del puro pettegolezzo/morbosità/&#8221;incontinenza&#8221; che i nostri organi di stampa hanno spesso manifestato. In pratica, l&#8217;idea di un codice di autoregolamentazione/deontologico/disciplinare da concordarsi col Garante e, addirittura, incorporato come allegato nella normativa vigente si è rivelato, in pratica, essere semplicemente un elenco di eccezioni e di zone franche concesse alla stampa.</p>
<p>I secondi a chiamarsi fuori furono quasi tutti gli apparati del settore pubblico, con motivazioni tra le più varie: la prevalenza del diritto all&#8217;accesso sul diritto alla privacy, il problema di costi e mancanza di risorse (&#8220;non abbiamo i soldi per la carta igienica, figuratevi se ci preoccupiamo della privacy nei nostri uffici&#8221; ha comunicato un magistrato a un rappresentante del Garante durante un convegno cui ho assistito), le già dette continue proroghe, di sei mesi in sei mesi, che hanno reso nulla la percezione d&#8217;importanza di questi valori.</p>
<p>Contestualmente, soprattutto dopo l&#8217;attentato di Madrid, vi è stata, anche in Italia, l&#8217;emergenza sicurezza e terrorismo, che ha portato alla custodia a tempo indeterminato dei file di log e delle informazioni sulle comunicazioni (saltando a piè pari i limiti che erano previsti dalla legge sulla privacy e causando anche uno spiacevole &#8220;incidente diplomatico&#8221; in tema di data retention) alla disciplina degli Internet cafè e delle postazioni Internet aperte al pubblico.</p>
<p>Poi si è continuato con la recente polemica sulla raccolta di impronte biometriche dei bambini. Tralasciando questioni politiche e di merito, si noti che la biometria era sempre stata considerata, anche nelle decisioni del Garante, un argomento molto delicato, quasi una extrema ratio: in alcune occasioni il Garante ha vietato la raccolta di impronte digitali perché ritenuta un metodo non proporzionato, in punto di invasività, per gli scopi della raccolta e dell&#8217;obiettivo da raggiungere.<br />
Si è poi passati alla sorveglianza/pattuglia nelle città (che, in pochi lo scrivono, ma comporta anche grossi problemi di privacy) e, ora, alle videocamere sui taxi.</p>
<p>A seguito di tali episodi, anche il semplice osservatore può notare come la legge sulla privacy italiana, in questi anni, sia diventata &#8220;trasparente&#8221; per tanti attori e settori della nostra società; ciò porta al fatto che sono molte di più le eccezioni (ovvero le situazioni che, a seguito di un giudizio di importanza elaborato, di solito, dal mondo politico, sono considerate preminenti rispetto al diritto alla privacy) rispetto alle aree protette dall&#8217;ombrello della legge.</p>
<p>Le motivazioni sono state, in questi dieci anni, sempre le stesse: &#8220;è più importante la sicurezza della privacy&#8221;, &#8220;è più importante il diritto di cronaca della privacy&#8221;, &#8220;le telecamere tengono lontani i delinquenti&#8221; e simili.<br />
Non vogliamo discutere, nel merito, questo modo di ragionare, perché è molto soggettivo, legato alla formazione culturale, alle opinioni politiche e alle esperienze personali di ognuno di noi.</p>
<p>Vorremmo però far notare che un approccio di questo tipo, in Italia, ha dato vita a un problema enorme: tutto sembra essere più importante del diritto alla privacy, e ci stiamo avvicinando alla società sorvegliata perfetta.</p>
<p>Da ogni parte ci informano che siamo &#8220;in emergenza&#8221;: emergenza terrorismo, emergenza immigrazione e clandestini, emergenza Rom, emergenza intercettazioni, emergenza sicurezza, emergenza tagli alle spese. L&#8217;emergenza che può giustificare un annullamento del diritto alla privacy del singolo riguarda, ormai, ogni ambito: niente più privacy in città, in negozio, in metropolitana, in taxi, sul posto di lavoro e così via.</p>
<p>Pensiamo però che anche in (asserita) emergenza sia sempre necessario valutare con cura il bilanciamento tra esigenze di sicurezza e esigenze di privacy, tenendo a mente che il rapporto tra questi due valori non è, come molti vogliono far credere, o bianco o nero, ma può manifestare zone di grigio che possono creare un quadro che sia rispettoso della privacy e contemporaneamente benefico per la sicurezza.</p>
<p>Un primo passo può essere una spiegazione chiara, al cittadino, delle modalità di gestione di tutti i dati trattati e dei limiti che, comunque, devono essere rispettati.</p>
<p>Se il potere politico, sia a livello locale sia a livello centrale, decide legittimamente di prendere un provvedimento lesivo della privacy ma volto a garantire più sicurezza, il cittadino non ha molto margine di azione se non impugnare il provvedimento, ove possibile, o, in occasione di nuove elezioni, non votare più quel soggetto. Ha però il diritto di conoscere nei dettagli, chiaramente e senza dubbi, come i suoi dati siano trattati.</p>
<p>Il Comune decide di mettere le telecamere sui taxi, o nelle edicole? Bene. Che fine fanno le registrazioni delle telecamere sui taxi? Chi le gestisce? Con che misure di sicurezza? È stato fatto un test di sicurezza sulle banche dati a protezione da accessi abusivi esterni? L&#8217;informativa è chiara? Posso mantenere riservato (non ripreso dalla telecamera) l&#8217;indirizzo di destinazione che comunico al tassista, perché magari corrisponde a una struttura sanitaria o a un sexy shop? Posso chiedere al guidatore di spegnere la telecamera, dopo avergli dato opportune garanzie che non sono delinquente, dal momento che devo fare una telefonata importante? Se sono un VIP, magari in compagnia? La telecamera come sarà posizionata? Mobile o fissa? Sul volto o sulle gambe? I dati che mi riguardano verranno distrutti a fine corsa, una volta che ho pagato e il tassista è incolume?</p>
<p>Occorre una maggiore coscienza del cittadino, in una vita sociale che sta diventando completamente controllata, su che destinazione e &#8220;vita&#8221; abbiano i dati. Siamo in un periodo critico per la privacy in Italia e, leggendo le recenti dichiarazioni del Garante, lo stesso sembra mantenersi molto cauto e diplomatico, quasi rassegnato, a volte con consigli più da bonario parroco di provincia che da agguerrito difensore dei diritti alla privacy dei cittadini: fornisce suggerimenti, annuncia analisi, esterna timidi consigli, ma non sembra in grado di arginare, come se avesse armi spuntate rispetto all&#8217;emergenza in corso, questo attacco sistematico a ogni aspetto della privacy.<br />
Non ci sembra di esagerare, per chiudere il discorso, nel dire che oggi la legge sulla privacy sia più un&#8217;eccezione (che va a colpire soprattutto i deboli, contro cui è molto semplice fare la voce grossa) che una regola, tanti sono i settori che si sono &#8220;chiamati fuori&#8221; per i motivi più vari.</p>
<p>Risulta però molto difficile ragionare pacatamente e fare proposte se, veramente &#8220;siamo tutti contenti di vivere nella città più sorvegliata&#8221; e se anche il Garante si è ormai rassegnato a vedere il diritto alla privacy posto dal mondo politico, nella classifica di importanza dei diritti tutelati dalla nostra società, in una posizione inferiore a tutti gli altri.</p>
<p>Biometria, sorveglianza e videocamere, stampa e media, file di log e controllo del traffico, grandi provider sono già &#8220;sfuggiti&#8221; o stanno sfuggendo alla normativa: presto avremo la raccolta delle impronte di tutti i detenuti, la banca dati del DNA (prima il DNA dei colpevoli di crimini di sangue poi, ad abundantiam, di tutti gli altri), le telecamere in dotazione non solo a tassisti, edicolanti, negozianti e aziende di trasporti ma a chiunque ne faccia richiesta, non riusciremo più a distinguere il nobile diritto di cronaca dalla pura morbosità del giornalista (anche quest&#8217;ultima, oggi, tutelata dalla normativa sulla privacy in Italia grazie a un sistema di eccezioni e riserve che il &#8220;potere forte&#8221; della stampa ha ottenuto già da diversi anni) e cercheremo presto, come un ago in un pagliaio, un taxi col bollino &#8220;camera-free&#8221; o &#8220;privacy oriented&#8221;, un angolo non coperto dalle telecamere per scambiarci un bacio che non sia trasmesso in mondovisione con la nostra compagna o un&#8217;edicola dove comprare ciò che più ci piace senza che qualcuno ci osservi.</p>
<p>Leggo, intanto, che negli Stati Uniti d&#8217;America, a New York, vi è il <a href="http://punto-informatico.it/2287898/PI/News/new-york-polizia-video-registra-spari.aspx">progetto di dare alle Forze dell&#8217;Ordine delle armi con installata, sotto alla canna, una telecamera</a> che filmi tutto ciò che succede, soprattutto in caso di scontri a fuoco. L&#8217;agente non ha la possibilità di modificare, cancellare o rimuovere in alcun modo la registrazione cifrata di oltre un&#8217;ora di video e audio, che si attiva non appena l&#8217;agente estrae la pistola e la punta contro un soggetto o una situazione.<br />
Se siete a New York e un poliziotto vi punta una pistola addosso, ricordatevi quindi di dire &#8220;cheese&#8221;; se, invece, a Milano avete la fortuna di &#8220;salire&#8221; su uno dei (pochi) video-taxi 19-84, state attenti a cosa fate e dite.<br />
Consiglio di ascoltare, e mi perdonino le signore che leggono, la prima strofa di una bella <a href="http://www.youtube.com/watch?v=d5m9Is5y8K0">canzone dei Baustelle, &#8220;L&#8217;aeroplano&#8221;</a>, contenuta nell&#8217;ultimo album, traccia n. 5.<br />
Ascoltata la strofa, in questi giorni la battuta è davvero facile: resta un bel video!</p>
<p>Giovanni Ziccardi</p>
<p><em>Giovanni Ziccardi, Avvocato, è Professore di &#8220;Informatica giuridica&#8221; e &#8220;Informatica giuridica avanzata&#8221; presso la Facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università degli Studi di Milano e siede nel Board of Directors di Ip Justice. Il suo sito è all&#8217;indirizzo <a href="http://www.ziccardi.org">http://www.ziccardi.org</a>, il suo Blog è consultabile all&#8217;indirizzo <a href="http://ziccardi.typepad.com">http://ziccardi.typepad.com</a></em></p>
<p>Pubblicato su <a title="link all'originale su Punto Informatico" href="http://punto-informatico.it/2376232/PI/Commenti/taxi-milano-privacy-tutto-quanto.aspx">Punto Informatico</a> Anno XIII n. 3049 di venerdì 1 agosto 2008. La fotografia non compare nell&#8217;originale, viene da <a title="autoironia" href="http://groups.google.com/group/it.fan.marco-ditri/browse_thread/thread/cabee6c68a4f0db0#">it.fan.marco-ditri</a> ed è un esempio di <a title="autoironia" href="http://monsterlippa.info/2008/06/10/riferimenti-circolari/">corto circuito informativo</a>.</p>
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