<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Tolkien &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/tolkien/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 Nov 2013 08:47:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>The Last Ringbearer: una fanfiction tolkieniana</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/05/the-last-ringbearer-una-fanfiction-tolkeniana/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/05/the-last-ringbearer-una-fanfiction-tolkeniana/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 16:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[fanfiction]]></category>
		<category><![CDATA[Kirill Yeskov]]></category>
		<category><![CDATA[LOTR]]></category>
		<category><![CDATA[The Last Ringbearer]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkien]]></category>
		<category><![CDATA[Yisroel Markov]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=40955</guid>

					<description><![CDATA[di Jan Reister &#8211; E&#8217; appena uscita una nuova versione de The Last Ringbearer di Kirill Yeskov, tradotto dal russo in inglese ad opera di Yisroel Markov. L&#8217;ebook è scaricabile dal blog del traduttore come pdf, epub e mobi. Pubblicato in russo nel 1999, il libro è un tributo a J.R.R. Tolkien, dalla cui opera trae ispirazione per raccontare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Jan Reister &#8211; E&#8217; appena uscita una nuova versione de <em>The Last Ringbearer</em> di <strong>Kirill Yeskov</strong>, tradotto dal russo in inglese ad opera di Yisroel Markov. L&#8217;ebook è scaricabile <a title=" The Last Ringbearer di Kirill Yeskov tradotto da Yisroel Markov" href="http://ymarkov.livejournal.com/280578.html">dal blog del traduttore</a> come pdf, epub e mobi.</p>
<p>Pubblicato in russo nel 1999, il libro è un tributo a J.R.R. Tolkien, dalla cui opera trae ispirazione per raccontare la storia della Terra di Mezzo all&#8217;indomani della caduta di Mordor. Non è però un sequel, ma un vero e proprio rovesciamento  complementare de <em>Il Signore degli Anelli</em>, raccontato con la voce degli sconfitti mordoriani, epigoni di una civiltà razionale e scientifica distrutta da un&#8217;alleanza oscurantista abilmente guidata dagli Elfi:<span id="more-40955"></span></p>
<blockquote><p>Nella riscrittura di Yeskov, il mago Gandalf è un condottiero intento ad arginare le iniziative tecnologiche e scientifiche di Mordor e dei suoi alleati del sud perché la scienza “distrugge l’armonia del mondo e inaridisce l’anima degli uomini”. Ha un’alleanza con gli elfin, che vogliono diventare “padroni del mondo” e far diventare la Terra di Mezzo “la brutta copia” delle loro magiche terre al di la del mare. Barad-dur, anche nota come la Torre Oscura e la cittadella di Sauron è, per contrasto, descritta come “quella città magica di alchimisti e di poeti, meccanici ed astronomi, filosofi e fisici, il cuore dell’unica civiltà nella Terra di Mezzo a scommettere sulla conoscenza razionale e coraggiosamente alza la sua tecnologia nata così da poco contro la magia. “ (Laura Miller, <a href="http://www.salon.com/2011/02/15/last_ringbearer/">Middle-earth according to Mordor</a>, Salon, 15/2/2011, tradotta da <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/114986/e-se-avesse-vinto-sauron/">Tommaso Caldarelli</a> )</p></blockquote>
<p>Il mondo è Testo, ed anche se il testo è scritto dai vincitori esso non è meno vero e rivelatore. Tolkien, secondo l&#8217;autore, ci ha raccontato una parte della complessa realtà della Terra di Mezzo, attraverso una narrazione che non poetva non essere celebrativa e politica. Il fatto che nel Signore degli Anelli vi siano incongruenze e zone grigie non significa che il Professore aveva torto, ma che tocca a noi capire, riempire i vuoti ed illuminare le zone oscure.</p>
<p>Cosa sappiamo del pianeta in cui si trova la Terra di Mezzo? Come sono distribuiti i continenti, e quale è il loro clima? Cosa possiamo dire della biologia del pianeta? Perché Mordor si trova in un deserto? Da dove vengono le risorse necessarie (materie prime, cibo, tecnologia, risorse umane) per la guerra? Quali sono i sistemi economici dei paesi della Terra di Mezzo? E&#8217; ragionevole pensare che si fossero evolute sul pianeta specie biologiche intelligenti differenti tra loro (umani, elfi, nani, orchi, troll, hobbit)? Oppure siamo di fronte ad una ideologia totalitaria che doveva giustificare e rendere digeribile un genocidio (&#8220;la soluzione finale al problema di Mordor&#8221;)?</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kirill_Yeskov">Kirill Yeskov</a>, che è biologo e paleontologo, si ispira apertamente ad opere come <em>Rosencrantz e Guildenstern sono morti</em> per darci un libro che, unito all&#8217;opera originale di Tolkien, ci offre una visione stereoscopica, completa della Terra di Mezzo e delle sue vicende. Come <em>Il Signore degli Anelli</em> è lirico, epico, ricco di fantastico e di  poesia, <em>The Last Ringbearer</em> è pragmatico, operativo, intellettualmente inquisitivo e curioso (ma la magia esiste anche lì). Dove in Tolkien vi è passione, sentimento, fiaba ed ideale in Eskov l&#8217;ideale e il sentimento vivono accanto alla realpolitik, al calcolo, all&#8217;intelligence ed alla strategia.</p>
<p>Il risultato è <strong>un libro strepitoso</strong>, dall&#8217;intreccio ben funzionante, una miniera di spunti intellettuali e di ironici paralleli con gli imperi del male dei nostri giorni, richiamati esplicitamente nell&#8217;epilogo. E&#8217; un libro che regge perfettamente durante la lettura, complementare e coerente nell&#8217;interpretazione dell&#8217;opera di Tolkien, ma è soprattutto rileggendo poi <em>Il Signore degli Anelli</em> che Yeskov dimostra tutto il suo talento: i due libri si sostengono a vicenda ed acquistano sapore. L&#8217;ispirata figura di Gandalf convive perfettamente con il bianco mago genocida, l&#8217;etereo mondo elfico non è meno affascinante conoscendo le spietate lotte per il potere politico dell&#8217;aristocrazia immortale elfica, l&#8217;avventuriero senza scrupoli morali, manipolatore e manipolato è lo stesso Aragorn che Arwen sposa per amore. L&#8217;opera di Tolkien continua a funzionare, in perfetta simbiosi con la grandiosa narrazione dei mordoriani.</p>
<p>Kirill Yeskov<br />
The Last Ringbearer<br />
© 1999 Kirill Yeskov<br />
© 2010 Yisroel Markov (English translation)<br />
© 2011 Yisroel Markov (updated English translation)<br />
For non-commercial distribution only</p>
<p class="parseasinTitle"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8499891012/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8499891012&amp;linkCode=as2&amp;tag=bamaulion-21" target="_blank"><span id="btAsinTitle"><span style="padding-left: 0;">El ultimo anillo</span></span></a><span id="btAsinTitle"><span style="padding-left: 0;"> &#8211; traduzione spagnola</span></span></p>
<p>Ebook in formato PDF, epub (universale, device Apple), mobipocket (Amazon Kindle) scaricabili <a href="http://ymarkov.livejournal.com/280578.html">sul sito del traduttore.</a></p>
<p>Ne hanno parlato di sfuggita in passato: Wu Ming, <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5979">Cosplayers e cose tolkieniane, ovvero: Paura e delirio a Lucca Comics</a>, Giap 2/11/2011</p>
<p>Edit 7/12/2011: <strong>molto interessante</strong> l&#8217;articolo dell&#8217;Associazione romana studi tolkeniani: <a href="http://www.jrrtolkien.it/?p=258">Arriva dalla Russia il contrattacco di Mordor</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-41194" title="cover_image" alt="Mordor in Dubai" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/cover_image.jpg" width="486" height="697" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/cover_image.jpg 486w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/cover_image-209x300.jpg 209w" sizes="(max-width: 486px) 100vw, 486px" /></p>
<p>Edit 31/12/2011: non avevo apprezzato appieno la copertina dell&#8217;ebook: la fonte della foto è <a href="https://secure.flickr.com/photos/rocketman80120/2347888908">https://secure.flickr.com/photos/rocketman80120/2347888908</a> con licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.it">CC-BY</a> e ritrae un panorama di Dubai con il Burj Dubai in costruzione.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2011/12/05/the-last-ringbearer-una-fanfiction-tolkeniana/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40955</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Letteratura popolare, terra di conquista</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/01/31/letteratura-popolare-terra-di-conquista/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2005/01/31/letteratura-popolare-terra-di-conquista/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[tiziano scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2005 09:47:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[benedetta centovalli]]></category>
		<category><![CDATA[carla benedetti]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Caliceti]]></category>
		<category><![CDATA[loredana lipperini]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkien]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=900</guid>

					<description><![CDATA[di Giuseppe Caliceti Il dibattito culturale più interessante di questo inizio anno si interroga sulla cosiddetta &#8220;letteratura popolare&#8221; e ha come protagonista due donne: Carla Benedetti, scrittrice e acuta critica letteraria e Loredana Lipperini, giornalista cultura di Repubblica. Tutto inizia da un articolo di Carla il 7 gennaio su L&#8217;Espresso, poi in versione integrale su [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Giuseppe Caliceti</strong></p>
<p><img decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/archives/conquistador1.jpg" border="0" alt="conquistador1.jpg" hspace="4" vspace="2" width="275" height="220" align="left" />Il dibattito culturale più interessante di questo inizio anno si interroga sulla cosiddetta &#8220;letteratura popolare&#8221; e ha come protagonista due donne: <strong>Carla Benedetti</strong>, scrittrice e acuta critica letteraria e  <strong>Loredana Lipperini</strong>, giornalista cultura di <strong>Repubblica</strong>. Tutto inizia da un articolo di Carla il 7 gennaio su <strong>L&#8217;Espresso</strong>, poi in versione integrale su <strong>Nazione Indiana</strong> (vedi <a href="https://www.nazioneindiana.com/archives/000955.html#more"><span style="text-decoration: underline;">qui</span></a>), <strong><em>Genocidio culturale</em></strong>, che mette in guardia di fronte ai pericoli di una mutazione genetica che avrebbe trasformato l&#8217;editoria italiana  in una monocultura del best seller, prendendo a esempio <strong>Io uccido </strong>di <strong>Giorgio Faletti</strong>.<br />
<span id="more-900"></span><br />
I grandi editori sarebbero sempre più determinati a stampare soltanto quel che vende, tagliando fuori non soltanto i nomi nuovi, ma anche pilastri del passato recente della letteratura italiana. E tutto ciò con la complicità di troppi critici letterari e giornalisti culturali, ridotti praticamente al ruolo di operatori di marketing più o meno occulto.</p>
<p>Loredana risponde sul suo sito &#8220;Lipperatura&#8221; (<a href="http://www.kataweb.it/kwblog/page/CLIP/blog"><span style="text-decoration: underline;">qui</span></a>) che <strong>Io uccido</strong> le è piaciuto proprio perché &#8220;popolare&#8221;. E spiega che il &#8220;popolare&#8221; non va demonizzato, e &#8220;le storie degli uomini possano essere raccontate in molte forme&#8221;.</p>
<p>Esempi? La solitudine femminile passa attraverso i versi di <strong>Silvia Plath </strong>come attraverso le sit com che tanto dispiacciono ad alcuni intellettuali militanti. Si può capire assai più su <strong>Mozart </strong>guardando <strong>Amadeus </strong>(il film) piuttosto che leggendo <strong>Paolo Isotta</strong>. L&#8217;equivalente contemporaneo di <strong>Wilhelm Meister </strong>può essere il videogioco dei <strong>Pokémon</strong>.</p>
<p>E spiega che il popolare non è una medicina amara che lo studioso deve ingoiare, o con cui l&#8217;intellettuale possa al più trastullarsi, ma l&#8217;indispensabile termine di confronto, a meno di non accarezzare il vecchio, delizioso sogno degli intellettuali italiani, che si scagliano contro l&#8217;ignoranza delle masse, sperando, nel profondo dei propri cuori, che non accedano mai al privilegio del sapere. &#8220;Penso che il disprezzo delle élite nei confronti dei generi renda ancor più prezioso difenderli&#8221;, conclude Loredana. &#8220;Anche nel momento in cui gli autori italiani più avvertiti li vanno scomponendo e superando. Quando non è possibile parlare di Avanguardia, tocca, per non retrocedere, fare battaglie di Latoguardia. Anzi, fondarne una&#8221;.</p>
<p>A un estratto live di questo dibattito/polemica che in Rete si sta allargando a macchia d&#8217;olio,  si è assistito mercoledì da <strong>Marino Sinibaldi </strong>all&#8217;interno di <strong>Fahrenheit</strong> su <strong>RadioTre</strong>.<br />
Carla ha ripetuto che oggi editori e librerie fanno leva più sull&#8217;inerzia spirituale e culturale del lettore, che sulla sua intelligenza o esigenza di arricchirlo culturalmente. Più o meno come fa la tv. Non solo. C&#8217;è chi pensa che ci siano libri che non si possono criticare perché sono popolari.<br />
Loredana ha ribattuto che esistono tante piccole case editrici &#8220;di progetto&#8221;.</p>
<p>Ma la terza ospite, <strong>Benedetta Centovalli</strong>, editor di <strong>Rizzoli</strong>, le ha liquidate come &#8220;cenerentole&#8221; affermando che comunque anche per lei, oggi, in Italia, gli spazi per una letteratura e un&#8217;editoria di ricerca si sono ristretti ovunque e esiste una dittatura della &#8220;monocultura da best seller&#8221;</p>
<p>Alcuni <strong>appunti personali</strong>…</p>
<p><strong>1.</strong> Intanto grazie a Carla e Loredana per questo salutare dibattito, a cui sarebbe bello partecipassero non solo &#8220;giovani&#8221; critici e autori, ma anche autori meno giovani magari più venduti e critici e giornalisti di terza pagina dei media italiani. Se non accadrà, bisognerà chiedersi perché. Come bisognerà prendere atto che la Rete oggi è forse il luogo più adatto, se non l&#8217;unico, per provare a fare qualche ragionamento.</p>
<p><strong>2.</strong> Loredana ha ragione: l&#8217;intelligencija di Sinistra per anni ha bollato come troppo facili importanti autori come <strong>Tolkien </strong>o <strong>Stephen King</strong>. Come per altri motivi <strong>Céline</strong>, aggiungo io. E&#8217; vero, in Italia i libri di genere per tanto tempo sono stati visti con sospetto. Ma da decenni il genere è stato largamente sdoganato anche qui. E personalmente sono un po&#8217; stanco del ritornello che si sente ripetere oggi su come  proprio &#8220;la narrazione di genere è la più adatta a raccontare la contemporaneità italiana&#8221;. Pare quasi, leggendo alcune pagine culturali de <strong>L&#8217;Unità </strong>o di <strong>Repubblica</strong>, che i noir o i gialli siano gli unici romanzi sociali possibili oggi. Come se le fiction tv sui preti fossero gli unici possibili film impegnati socialmente. Insomma, calma.</p>
<p><strong>3.</strong> Da una parte, alle volte sembra sentir parlare della Cultura e della Letteratura con la C o la L maiuscole (Carla). Dall&#8217;altra si dicono cose acute e sacrosante soprattutto sulla cosiddetta Divulgazione Culturale. (Loredana). Quando Carla afferma che oggi l&#8217;industria editoriale tende a non accorgersi o a far finta di non accorgersi della differenza tra scrittori e divulgatori, &#8211; semplifico a modo mio, per essere divulgatore a me stesso &#8211; , perché quello che conta è la vendita, dice una verità abbastanza ovvia e sotto gli occhi di tutti. E quando aggiunge che questo mutamento in atto può avere degli effetti collaterali sgradevoli, mi pare condivisibile. Ma le due tostissime ragazze non parlano di &#8220;divulgazione culturale&#8221; o &#8220;educazione&#8221; (sono sinonimi di Latoguardia?) che potrebbero giovare al confronto.</p>
<p><strong>4. </strong>Loredana si chiede giustamente perché la Sinistra e la cultura di elite hanno lasciato che il popolare diventasse in Italia predominio della Destra? Conoscendola, so che ha le sue buone ragioni per farsi domande del genere. Ma fa bene Carla a ricordarci quanto sia equivoco il concetto di popolare e l&#8217;idea consolatoria che &#8220;il popolo&#8221; sia sempre orientata a Sinistra. La <strong>Fallaci </strong>per esempio scrive libri popolari ma terribilmente di Destra. La Sinistra non può dunque difendere questo terreno come un suo latifondo, ci ricorda Carla. E&#8217; finita l&#8217;epoca dei proprietari terrieri. Il &#8220;popolare&#8221; non è zona neutra, ma terra di conquista, campo di battaglia politico e culturale. E non si può neppure confondere il &#8220;popolare&#8221; con il &#8220;populistico&#8221;. O un  &#8220;prodotto culturale di intrattenimento&#8221; con un &#8220;prodotto culturale di ottundimento&#8221;. Insomma, rivendica alla cultura e alla letteratura una sua moralità e tensione etica che vadano oltre al consenso immediato del cittadino elettore consumatore. E a una loro funzione vitale anche formativa e di conoscenza della complessità del reale, che non si limiti solo a raggiungere il portafoglio del lettore, ma raggiunga anche le sue zone più profonde, meno standardizzate, dove forse risiedono ancora speranze e voglia di cambiamento, bisogno di cambiamento. Chi può darle torto?</p>
<p>_________________</p>
<p>Questo intervento è stato pubblicato venerdì 28 gennaio 2005 su <strong>Liberazione</strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2005/01/31/letteratura-popolare-terra-di-conquista/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>11</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">900</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La religione di Gollum</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/12/la-religione-di-gollum/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/12/la-religione-di-gollum/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[tiziano scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2004 15:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Del Moro]]></category>
		<category><![CDATA[il signore degli anelli]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkien]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=295</guid>

					<description><![CDATA[di Franco Del Moro Entro le prime 48 ore dall’uscita nelle sale, tutti i miei amici sono andati al cinema a vedere il Signore degli Anelli. Ci sono andati quelli con e quelli senza figli, quelli che vivono in città e quelli che vivono in provincia, gli atei, i buddhisti, i cattolici e persino uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Franco Del Moro</strong></p>
<p><img decoding="async" alt="signgol.jpg" src="https://www.nazioneindiana.com/archives/signgol.jpg" width="205" height="154" align="left" border="0" hspace="4" vspace="2" />Entro le prime 48 ore dall’uscita nelle sale, tutti i miei amici sono andati al cinema a vedere il <strong>Signore degli Anelli</strong>.<br />
Ci sono andati quelli con e quelli senza figli, quelli che vivono in città e quelli che vivono in provincia, gli atei, i buddhisti, i cattolici e persino uno islamico; quelli che seguono le mode ma anche quelli che le evitano, quelli di sinistra, quelli di centro, quelli di destra.<br />
<span id="more-295"></span><br />
Ci sono andati tutti, con una determinazione e una volontà che nessun altro evento sociale, né politico, né religioso né tantomeno culturale (perché io non considero cultura questo tipo di film) è in grando di infondere nelle persone.<br />
Non in quest’epoca, almeno.</p>
<p>Oserei dire che ci sono andati con atteggiamento mistico, rituale, ossia con lo stesso spirito con il quale, una volta, si andava in chiesa o nel tempio: per cercare di dare senso alla propria esistenza.</p>
<p>Le nostre povere anime bisognose di effetti speciali evidentemente oggi pregano con gli occhi, non più con il cuore.</p>
<p>Nessuno di loro mi ha saputo spiegare in modo convincente l’origine esatta delle motivazioni che l&#8217;hanno spinto al cinema in modo così precipitoso per vedere <strong>quel</strong> film. Accenni vaghi al desiderio di evasione, alla bellezza degli effetti speciali non bastano. Non bastano a spiegare la fretta convulsa, la stessa con la quale mia nonna, in tempo di guerra, usciva di casa per arrivare in tempo a prendere l’ultima razione di pane. Allora era questione di lotta per la sopravvivenza, ma oggi, da quali tormenti siamo infetti per avere bisogno di una così vacua medicina?</p>
<p>Tutti poi si saranno sentiti come Aragorn, Arwen, Galadriel, Frodo&#8230; ma a me sembra di vivere in mezzo a una marea di Gollum, e forse anch’io un po’ lo sono.</p>
<p>“E ora che l&#8217;hai visto – ho chiesto loro – ti senti meglio?”<br />
Le risposte non meritano di essere riportate.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/12/la-religione-di-gollum/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">295</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La vera storia del Signore degli Anelli</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/04/la-vera-storia-del-signore-degli-anelli/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/04/la-vera-storia-del-signore-degli-anelli/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[sergio baratto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2004 20:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkien]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=281</guid>

					<description><![CDATA[(Dal Manuale di storia per le scuole superiori della Repubblica Socialista Sovietica di Mordor) di Nikolaj Edel’man Nel pezzo che segue sono incappato per caso, gironzolando per la Rete. Mi è sembrato sommamente interessante e di grande attualità. Così, essendo l’originale in russo, ho chiesto e prontamente ottenuto dal suo autore – il cittadino moscovita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Dal Manuale di storia per le scuole superiori della Repubblica Socialista Sovietica di Mordor)</p>
<p>di <strong>Nikolaj Edel’man</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/archives/sauron%203.jpg" alt="sauron 3.jpg" border="0" height="150" width="400" /></p>
<p><em>Nel pezzo che segue sono incappato per caso, gironzolando per la Rete. Mi è sembrato sommamente interessante e di grande attualità. Così, essendo l’originale in russo, ho chiesto e prontamente ottenuto dal suo autore – il cittadino moscovita Nikolaj Edel’man – il permesso di tradurlo e pubblicarlo qui.<br />
La saga di Tolkien è oggi vittima di un intollerabile tentativo di rilettura revisionista, di un penoso quanto inconsistente recupero “da sinistra”. La fedele ricostruzione di Edel’man conferma invece con grande autorevolezza la veridicità della vecchia teoria, secondo cui Frodo, Gandalf e gli elfi erano veramente fascisti.<br />
S.B.</em></p>
<p>Sul finire della Terza Era, la classe lavoratrice della Terra di Mezzo prese progressivamente coscienza della necessità di un cambiamento rivoluzionario dell’ormai imputridito ordine sociale.<br />
<span id="more-281"></span><br />
Baluardo della reazione era Gondor, i cui governanti (i cosiddetti “Sovrintendenti”) andavano elaborando piani per l’occupazione e l’asservimento dei popoli della Terra di Mezzo. Gondor peraltro poteva contare sull’appoggio militare e finanziario di Valinor. A Valinor, inoltre, erano strettamente legati gli elfi, poco numerosi ma attestati su posizioni estremamente reazionarie. Pur facendo mostra di tenersi lontani dalla politica, nondimeno costoro, con la loro concezione artistica decadente e separata dalla vita reale, propagavano idee di conservazione del vecchio, esaltavano usanze antiquate, tentavano di dividere le masse lavoratrici e di distoglierle dalla lotta per la libertà.<br />
In tale situazione, dopo lunghi anni di permanenza all’estero, il compagno Sauron fece ritorno nella Terra di Mezzo. Inizialmente, onde sfuggire agli intrighi delle forze della reazione, si stabilì a Dol Guldur, nei recessi di Bosco Atro.<br />
La spinta rivoluzionaria andava nel frattempo maturando. Denethor, l’ultimo Sovrintendente di Gondor, riuniva in sé tutti i vizi ereditari dei suoi predecessori. Fisicamente inetto, ossessionato da idee paranoiche, era di fatto incapace di governare. Negli ultimi anni della sua vita di corte, a sfruttare la propria grande influenza fu il cosmopolita senza patria Gandalf, un vagabondo e avventurista che si spacciava per taumaturgo e mago, ma era in realtà un mercenario al soldo degli elfi e una spia di Valinor. Costui aveva cominciato la sua carriera in gioventù come ladro di cavalli in Rohan. Ora, un gruppo di alti dirigenti vicini al trono (capeggiati da Boromir, il figlio di Denethor), allo scopo di salvaguardare l’autorità dello stato e di rimandarne la caduta, tentò di eliminare Gandalf. Il tentativo fallì e Boromir dovette lasciare Gondor. Gandalf, temendo nuovi attentati, fuggì a sua volta nella Contea. Denethor ne fu talmente sconvolto da perdere definitivamente la ragione. Del tutto incapace di intendere, finì per suicidarsi.<br />
Del vuoto di potere approfittò un certo Aragorn, avventurista internazionale, mercenario degli elfi e colonnello della legione straniera gondoriana. Costui, divenuto famoso per la sanguinosa repressione del movimento rivoluzionario di liberazione di Umbar, si impose come pretendente al trono. Aragorn riuscì persino a conquistare la fiducia dei potenti capitalisti elfici e a sposare Arwen, la figlia di Elrond, il più ricco e influente esponente della borghesia elfica.<br />
Col celebre slogan “Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul” (“Oggi è presto, domani sarà tardi” nell’antica lingua di Mordor), il compagno Sauron giunse a Barad-dûr, da dove proclamò l’inizio della rivoluzione e la fondazione della repubblica socialista sovietica di Mordor. In un attimo, la vampa dell’incendio rivoluzionario avvolse la Terra di Mezzo. Ithilien, Umbar e Harad si liberarono della secolare tirannia di Gondor ed espressero il desiderio di unirsi a Mordor. Al fine di giungere a completa vittoria, il compagno Sauron esortò a espugnare Minas Tirith. Contro quel baluardo dello sfruttamento e della disuguaglianza sociale, da Mordor partì dunque un esercito rivoluzionario agli ordini del compagno nazgûl Angmarskij, comandante della Prima Armata a cavallo. A difesa di Minas Tirith giunse il generale Théoden, atamano dei cosacchi di Rohan, ma né la loro campagna controrivoluzionaria, né la morte in battaglia del compagno Angmarskij poté arrestare l’avanzata delle forze rivoluzionarie. Il battaglione femminile di difesa di Minas Tirith, capeggiato da Éowyn, venne abbattuto. Aragorn fuggì su un vascello recante le insegne di Valinor.<br />
In seguito alla caduta di Minas Tirith, l’incendio rivoluzionario prese a divampare in tutta la Terra di Mezzo. Ma i nemici della rivoluzione non dormivano. Due sabotatori bianchi – Frodo Baggins, il capo degli anarchici hobbit più noto con il nome di “Bat’ka Frodo”, e il suo seguace Sam Gamgee – penetrarono furtivamente in Mordor, commettendo lungo il tragitto una serie di atti di sabotaggio (in particolare attentarono alla vita del commissario del popolo per l’istruzione compagno Shelob). Costoro recavano con sé un potentissimo ordigno esplosivo di tipo nuovo, chiamato “Anello di potere”, con cui compirono un odioso attentato ai danni del compagno Sauron. Nello scoppio perì eroicamente il compagno Gollum, agente segreto della Ceka di Mordor, il quale, giunto a conoscenza del loro piano, aveva cercato di sventarlo. Anche i terroristi rimasero coinvolti: nell’esplosione Frodo perse un dito della mano.<br />
Approfittando dell’assenza di Bat’ka Frodo, i lavoratori hobbit della Contea, guidati da Lotho Sackville-Baggins, presero il potere e diedero il via a una radicale trasformazione della società in senso rivoluzionario, nonostante l’ostilità dei kulaki e dei mercanti (abilmente istigati dagli elfi).<br />
Una serie di fatti allarmanti scuoteva nel frattempo le regioni occidentali della terra di Mezzo. A Gran Burrone, su iniziativa dei maggiori esponenti dell’alta borghesia elfica, fu convocata un’Assemblea Costituente. Tale assemblea, presieduta da Elrond, avocò a sé il dominio dell’intero Paese, ma venne sciolta di lì a poco da Boromir, ivi ricomparso dopo la sua fuga da Gondor. Questi si autoproclamò Supremo Reggente della Terra di Mezzo e si mise in marcia verso Minas Tirith. Nei pressi di Parth Galen venne tuttavia catturato dagli orchi di una formazione partigiana: processato e condannato a morte da un tribunale rivoluzionario, fu giustiziato da un plotone di arcieri.<br />
In quello stesso periodo Frodo e Sam, fuggiti fortunosamente da Mordor e ricongiuntisi con Gandalf e Aragorn, sollevarono una rivolta a Moria. Ivi cadde il compagno Balrog, primo presidente della Ceka locale, barbaramente trucidato in un combattimento impari sul ponte sopra il fossato di Moria. Pur messi in fuga da numerose formazioni di orchetti rossi, Frodo, Sam, Gandalf e Aragorn non abbandonarono i propri scellerati disegni: con l’appoggio degli elfi di Lórien e dei cosacchi bianchi di Rohan indussero alla ribellione gli Ent di Fangorn, approfittando della loro arretratezza e ignoranza. Fu in tale frangente che il ben noto Saruman, giustamente definito dal compagno Sauron “una prostituta politica”, dopo un breve assedio consegnò agli insorti l’altrimenti inespugnabile fortezza di Isengard.<br />
Eppure, malgrado queste vittorie temporanee, le forze controrivoluzionarie non riuscirono a soffocare la rivoluzione: la sua avanzata fu inarrestabile.<br />
L’insurrezione della Contea rappresentò l’ultimo atto significativo della reazione. Saruman, inviatovi con il compito di organizzare il processo di collettivizzazione, si lasciò andare ai più grossolani e intollerabili eccessi. Si dovette per esempio alle sue accuse menzognere l’eliminazione illegale di Lotho Sackville-Baggins, autentico figlio della classe lavoratrice hobbit. Tali eccessi e deviazioni, unitamente alle inevitabili difficoltà del comunismo di guerra, servirono da pretesto ai kulaki e ai mercanti, i quali – capeggiati da Bat’ka Frodo, Sam, Meriadoc Brandibuck e Peregrino Tuc – diedero vita a una sommossa. Saruman e il suo attendente Grìma furono uccisi e nei territori della Contea il potere passò nelle mani della reazione.<br />
Siffatta situazione non durò tuttavia a lungo. Sotto l’impeto delle armate rivoluzionarie, gli ultimi residui delle forze reazionarie – gli elfi di Lórien e Imladris, Gandalf, gli hobbit bianchi – fuggirono ai Porti Grigi, s’imbarcarono nel più totale panico sulle prime navi che capitarono loro sotto mano e fecero vela in fretta e furia per Valinor. Con la loro cacciata si concluse la guerra rivoluzionaria nella Terra di Mezzo.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/04/la-vera-storia-del-signore-degli-anelli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">281</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-08-05 05:24:23 by W3 Total Cache
-->