<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>troie &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/tag/troie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 17 May 2010 19:47:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">211417809</site>	<item>
		<title>Troie</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/21/troie/</link>
					<comments>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/21/troie/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[favole]]></category>
		<category><![CDATA[gianni biondillo]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Soda Star]]></category>
		<category><![CDATA[troie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=34586</guid>

					<description><![CDATA[Alcune favole di un certo tipo di Sergio Soda Star LA BIDELLA TROIA C’era una volta una bidella lombarda che a causa di alcune molestie che aveva subito durante l’infanzia da parte del nonno materno era diventata una troia e la sua vita era sempre alla ricerca del membro maschile. Le sue giornate erano tutte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/05/troia.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/05/troia.jpg" alt="" title="troia" width="398" height="201" class="alignnone size-full wp-image-34587" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/05/troia.jpg 398w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/05/troia-300x151.jpg 300w" sizes="(max-width: 398px) 100vw, 398px" /></a><br />
<strong>Alcune favole di un certo tipo</strong><br />
di <strong>Sergio Soda Star</strong></p>
<p><strong>LA BIDELLA TROIA</strong><br />
C’era una volta una bidella lombarda che a causa di alcune molestie che aveva subito durante l’infanzia da parte del nonno materno era diventata una troia e la sua vita era sempre alla ricerca del membro maschile. Le sue giornate erano tutte piene di messaggi sessuali sia ai ragazzi della scuola che ad alcuni insegnanti. Per esempio un professore molto educatamente chiedeva se poteva passare perché lei aveva appena pulito, e lei rispondeva non si preoccupi prof a me piace molto scopare e posso farlo sempre. Oppure un ragazzo comprava da lei una panino con la salamella e lei diceva anche a me piacciono molto le salamelle ecc. Addirittura si permetteva questi doppi sensi anche col preside che però essendo calabrese non li capiva.<br />
Questa favola ci fa capire che quando una persona pensa sempre alla stessa cosa poi non riesce a non mandare quel messaggio a chiunque, e che lo psicologo Freud che ha scoperto queste cose aveva sicuramente ragione.<br />
<span id="more-34586"></span><br />
<strong>LA PRESIDE TROIA</strong><br />
C’era una volta una preside di 46 anni che grazie ad alcune operazioni era ancora bonissima e aveva ottenuta la sua presidenza grazie al suo sexy appil facendo eccitare il direttore provinciale di un csa. Questa donna era molto vogliosa e lanciava provocazioni sessuali sia agli alunni che agli insegnanti e anche al personale ata, e l’unica persona con cui non aveva successo era il professor Mettiri che purtroppo essendo omosessuale voleva fare il suo dovere senza cedere ai suoi ricatti. Un giorno questa preside lo convocò in presidenza fingendo di dovergli parlare di alcuni progetti culturali sugli ebrei e il professore ci cascò, ma quando entrò nella stanza trovò la preside che si sistemava il reggiseno chiaramente volendo provocarlo. Lui, in un primo momento, disse alla preside che stava facendo facendosi rosso ma quando lei provò a prenderlo in bocca cercò di scappare non riuscendoci perché la porta era stata chiusa a chiave dalla segretaria. Il professore era sconvolto e dovette confessare la sua omosessualità alla preside e il dirigente scolastico allora capì che non c’era veramente niente da fare perché era dell’altra sponda. Sicuramente si arrese ma prima lo insultò dicendo che era un ricchione di merda e che però lo faceva rimanere nell’istituto senza licenziarlo, e lui la ringraziò per aver capito la situazione ma che purtroppo non era colpa sua ma della natura. Questa favola ci fa capire che dicendo la verità possiamo essere più compresi dagli altri e che non serve mentire, ma che in una società schifosa come questa anche un semplice omosessuale può diventare vittima di un sistema che non lo rispetta e lo emargina.</p>
<p><strong>LA GIORNALISTA TROIA</strong><br />
C’era una volta una giornalista che svolgeva il suo lavoro con grande professionalità. Lei non inventava le notizie e non era lecchina con i politici e se doveva intervistare un politico veramente gli faceva le domande e non le domande concordate col politico. A causa di questo professionismo aveva attirata l’invidia delle colleghe la quale non la sopportavano anche perché era molto bona. Il suo tallone d’Achille infatti era la sua troiaggine che la portava ad avere molti rapporti sessuali con i colleghi maschi e con le persone che intervistava e chiaramente essendo molto disponibile faceva carriera e questo non andava giù. Un giorno fu convocata in ufficio dal suo direttore, un ex extraparlamentare di sinistra col vizio dei videopoker che gli disse che doveva smettere di avere i rapporti sessuali con le persone che intervistava perché questo non era professionale e le attirava molte invidie. Lei capì che questo discorso era fatto in buona fede e accettò il consiglio volendo però provare per l’ultima volta il rapporto orale col direttore. Questa favola ci fa capire che in una società schifosa come questa anche un semplice consiglio può salvare una persona, ma che bisogna sempre seguire il proprio istinto se questo ci fa stare bene.</p>
<p><strong>LA FARMACISTA TROIA</strong><br />
C’era una volta una farmacista che non aveva la minima idea del suo lavoro essendo diventata farmacista avendo rapporti con i professori universitari e poi anche con il capo dell’ordine dei farmacisti di Caserta. Era un personaggio di uno squallore unico ma fortunatamente per lei era molto bona e sfruttava il suo sexy appeal, infatti aveva la quinta di reggiseno e il sedere che non entrava nei jeans, e questo faceva impazzire tutte le persone che entravano in contatto con lei. Purtroppo però il lavoro in farmacia era un disastro un po’ perché era sempre sul retro ad avere i rapporti un po’ perché essendo ignorante dava le medicine sbagliate creando notevoli difficoltà soprattutto ai vecchi. Le donne di Maddaloni (CE) erano stanche di vedere i mariti che con la scusa di andare a comprare i medicinali andavano a guardare quella farmacista per poi fare i commenti fuori al bar con gli altri vecchi, e allora pensarono di farla minacciare da un esponente del clan Schiavone. Questo esponente un giorno con due suoi amici entrarono in farmacia e violentarono per circa un’ora e mezza la farmacista che capì il suo errore e che doveva vestirsi diversamente smettendola con le provocazioni. Questa favola ci fa capire che in certe realtà bisogna stare attenti al proprio comportamento e che in una società schifosa come questa basta una semplice segnalazione ad un esponente di un clan per risolvere un proprio problema dando una lezione a chi sbaglia anche se illegalmente.</p>
<p><strong>L’OSTETRICA TROIA</strong><br />
C’era una volta un’ostetrica che si lamentava continuamente del suo lavoro in cui vedeva molti organi femminili e quasi mai quelli maschili che a lei interessavano, anche se una collega gli faceva notare che era normale. Lei diceva che era assurdo vedere tutti quegli organi femminili e mai quella controparte che interessava a lei mentre era costretta continuamente a toccare le parti intime delle donne senza provare alcun piacere. Un giorno la sua collega gli fece un discorso molto particolare in cui spiegava che non esistono solo gli uomini ma che si può provare piacere anche con le donne. Purtroppo questo auting creò molti problemi perché invece di quel rapporto dovevano stare tutt’e due in sala parto dove purtroppo erano state sostituite all’ultimo momento da due infermiere illegali dello sri lanka che non capivano una parola di italiano e non avevano mai visto una vagina (tranne la loro), e infatti il dottor Mettiri dopo quel fatto le convocò nel suo studio dicendogli che erano due puttane.<br />
Questa favola ci fa capire che la sessualità non è sempre normale e che in una società schifosa come questa non si ha lo spazio per viverla e per esercitare correttamente la propria professione, soprattutto se si è gay.</p>
<p><strong>LA BRIGATISTA TROIA</strong><br />
C’era una volta nel 1980 un personaggio di uno squallore unico. Questa donna per certi suoi problemi personali pensava per forza che doveva diventare qualcuno ma il problema è che non sapeva fare niente tranne i rapporti orali. Questa cosa però non bastava alla sua personalità vogliosa e allora lei essendo arrabbiata con tutti decise di diventare terrorista. All’inizio era talmente confusa che pensava che i nar erano di sinistra poi fortunatamente all’università durante i rapporti nell’aula occupata conoscé un lider universitario che le spiegò le differenze politiche e cosa doveva fare per diventare famosa al di là dei rapporti orali. Lei allora riuscì ad entrare nelle brigate rosse dove però a causa della sua personalità fu messa dietro una scrivania e spesso era costretta dai vari rivoluzionari a fare sesso mentre scriveva i comunicati. Nel 1983 purtroppo fu arrestata in un covo della colonna milanese a lambrate mentre masturbava un finto agente di commercio di como. Questa favola ci fa capire che spesso vogliamo delle cose che non possiamo avere e che in una società schifosa come quella un giovane qualunque poteva avere la sfortuna di entrare nella lotta armata rovinandosi la vita.</p>
<p><strong>L’IMPIEGATA DI BANCA TROIA</strong><br />
C’era una volta un’impiegata di banca. Questa impiegata lavorava in una banca molto buona che però era stata convolta in uno scandalo dove avevano prelevato dei soldi a dei correntisti senza dirglielo. Fortunatamente la magistratura se ne era accorta e allora la banca aveva mandato un modulo per riavere i soldi che poi comunque alla fine non aveva restituito, infatti nel modulo c’era scritto piccolissimo che in ogni caso i soldi non sarebbero stati recuperati in nessun modo. Gli impiegati avevano capito che la loro collega era una troia e allora se ne approfittavano invitandola spesso a uscire per farsela fino a quando un giorno fu licenziata proprio perché aveva venduto pochi prodotti finanziari essendo impegnata in una squallida orgia a casa di un imprenditore che in banca aveva 22 milioni di euro e col direttore si dava del tu.</p>
<p><strong>IL DIRETTORE DELLA GIORNALISTA TROIA</strong><br />
C’era una volta un direttore della giornalista troia. Questo direttore aveva avuto una vita eccezionale in cui aveva fatto il 68 il 77 e tutti i movimenti di quelle epoche e poi si era iscritto ai socialisti fino a tangentopoli. Quel movimento culturale per lui fu un grave danno e fu allora che cominciò ad appassionarsi ai giochi di carte che poi lo condussero al videopoker. Lui aveva capito che anche se si fondava un giornale di sinistra si potevano prendere i soldi statali, e attraverso il giornale si potevano procurare molti rapporti con le giornaliste praticanti alla quale si dava l’opportunità di fare pratica. Lui chiaramente ci metteva la sua grande esperienza per dare un taglio al giornale. Un giorno purtroppo però dovette andare in tribunale perché c’era un’intercettazione dove lui spiegava a un suo collega la sua linea editoriale e un rapporto orale che gli aveva fatto l’ultima arrivata al giornale il giorno prima.<br />
Questa favola ci fa capire che bisogna stare sempre attenti a non mischiare il lavoro con i sentimenti, e che i soldi pubblici sono sempre i più richiesti soprattutto per le attività culturali.</p>
<p><strong>LA COMMESSA IKEA TROIA</strong><br />
C’era una volta una commessa IKEA che era una troia. Questo non era un problema perché molte sue colleghe lo erano e anche molte sue coetanee. La sua particolarità era che lei con i suoi colleghi oltre ad avere dei rapporti sessuali bestiali dietro quegli scaffali con i mobili, giocava tutt’il giorno con quei nomi dei prodotti IKEA che però loro trasformavano sessualmente. Per esempio lei diceva gianni è ancora disponibile CHIAVAMMT, oppure c’è ancora BOKKIN, la scarpiera? E la loro giornata lavorativa trascorreva così, essendo poco produttivi. Un giorno però il direttore svedese disse al direttore di reparto di rimproverarli. Quest’uomo che era un pugliese di un’ignoranza incredibile gli fece un discorso molto particolare ma a base di minacce.<br />
Questa favola insegna che sul posto di lavoro bisogna essere seri, e che anche se si è appassionati di sessualità non è che la si può viverla in ogni circostanza.</p>
<p><strong>LA FIGLIA DELLA PRESIDE TROIA TROIA</strong><br />
C’era una volta la figlia della preside troia. Questa figlia aveva grossi problemi psicologici perché era cresciuta in una famiglia senza valori in cui la madre faceva i rapporti orali a scuola e il padre aspettava che andavano tutti a dormire per vedere dei film per adulti. Questo tipo di ambiente le aveva creato dei problemi d’identità e una voglia sessuale al di sopra della media. Una volta andò da uno psicanalista molto bravo che le fece capire che lei aveva quei problemi per un problema d’identificazione colla madre e perché sperava inconsciamente col suo comportamento di rendersi accettabile la figura paterna che aveva come unico interesse la pornografia bizzarre. Lei effettivamente fu d’accordo ma queste parole la eccitarono e infatti subito offrì il rapporto orale al dottore che dopo alcuni istanti di dubbio accettò non facendola pagare alla fine.<br />
Questa favola ci fa capire che la sessualità e l’identità sono molto collegate, e che crescere in certi ambienti familiari può creare sofferenze difficilmente superabili anche con l’aiuto di uno bravo psicologo.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://staging.nazioneindiana.com/2010/05/21/troie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>261</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">34586</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 20:30:49 by W3 Total Cache
-->