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	<title>umberto piersanti &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Jacopo sul palco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[davide orecchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 07:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[umberto piersanti]]></category>
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					<description><![CDATA[di Umberto Piersanti Jacopo, tu non conosci palchi, non conosci balconi o luoghi che sopra gli altri per la gioia s’alzano o la rabbia di chi ascolta, tutto per te si svolge a rasoterra, neppure sai che ogni corpo vive nei suoi confini, che sfiorarlo o urtarlo non è permesso, è solo nella terra il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Umberto Piersanti</strong></p>
<p>Jacopo, tu non conosci<br />
palchi,<br />
non conosci<br />
balconi o luoghi<br />
che sopra gli altri<br />
per la gioia s’alzano<br />
o la rabbia<br />
di chi ascolta,<br />
tutto per te si svolge<br />
a rasoterra,<span id="more-82379"></span><br />
neppure sai<br />
che ogni corpo<br />
vive nei suoi confini,<br />
che sfiorarlo<br />
o urtarlo<br />
non è permesso,<br />
è solo nella terra<br />
il tuo cammino,<br />
a cerchi e svolte<br />
che tregua<br />
non danno</p>
<p>nella vecchia canonica<br />
gelata<br />
un giorno sopra il palco<br />
sei salito,<br />
aperto e sconfinato<br />
più della Scala,<br />
tu dei compagni<br />
il più alto e luminoso,<br />
quell’istante bocconi<br />
sopra il legno<br />
per un istante spezza<br />
il sortilegio<br />
che il tuo giorno assedia<br />
e ossessiona</p>
<p>ora sei tu<br />
nel palco,<br />
io di sotto,<br />
tra gli altri,<br />
che ti guardo</p>
<p><em>Febbraio 2019</em></p>
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		<title>E lui sta quasi, quasi bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[davide orecchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 06:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[davide orecchio]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[umberto piersanti]]></category>
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					<description><![CDATA[di Umberto Piersanti (Pubblichiamo una storia da Anime perse di Umberto Piersanti, Marcos y Marcos 2018). Nell&#8217;alto Montefeltro vi sono sei centri di recupero diretti da Ferruccio Giovanetti. Accolgono persone dalla provenienza più diversa, da quelle afflitte da gravi disturbi psichiatrici ad emarginati sociali ad autori di atti delittuosi. Le sei strutture sono diversificate in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Umberto Piersanti</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-78439" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2019/03/piersanti.png" alt="" width="200" height="322" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2019/03/piersanti.png 417w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2019/03/piersanti-186x300.png 186w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2019/03/piersanti-250x402.png 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2019/03/piersanti-200x322.png 200w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2019/03/piersanti-160x257.png 160w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p><em>(Pubblichiamo una storia da <a href="http://www.marcosymarcos.com/libri/anime-perse/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Anime perse</strong></a> di Umberto Piersanti, Marcos y Marcos 2018).</em></p>
<p><em>Nell&#8217;alto Montefeltro vi sono sei centri di recupero diretti da Ferruccio Giovanetti. Accolgono persone dalla provenienza più diversa, da quelle afflitte da gravi disturbi psichiatrici ad emarginati sociali ad autori di atti delittuosi. Le sei strutture sono diversificate in modo tale da poter dare il massimo risultato in una difficile opera di recupero. Umberto Piersanti conosce e ha frequentato questo mondo. Dall&#8217;incontro di Ferruccio Giovanetti e di Umberto Piersanti è nata l&#8217;idea di questo libro. Ferruccio Giovanetti ha narrato venti vicende che prendono spunto da episodi e persone reali conosciute all&#8217;interno di tali strutture. Umberto Piersanti le ha trascritte e interpretate sempre attenendosi ai dati reali, ma sconfinando apertamente in momenti e situazioni di pura invenzione. Il libro nasce dunque dalla stretta collaborazione dei suoi due autori. L&#8217;intento è quello di rendere la complessità di un mondo e di destini che supera qualsiasi forma di fantasia. E tutti questi destini si sono, almeno per un momento, intrecciati dentro uno stesso luogo, nelle alte colline del Montefeltro.</em></p>
<p style="text-align: center;">****</p>
<p>Giovanni spazzava con cura quella parte della stanza che riguardava il suo letto, attento a non superare una invisibile linea di confine con la zona che riguardava il letto di Giuseppe. Lui con Giuseppe non parlava mai, non sapeva per quale motivo era finito lì in quel centro di cura. Giuseppe non era né grande né piccolo né grasso né magro, una figura anonima e intercambiabile, un uomo che puoi incontrare ovunque e sempre confondere, senza un minimo segno di riconoscimento.</p>
<p>Scese poi le scale lentamente e si mise ad innaffiare quella grande siepe di bosso che cerchiava la facciata dell’edificio. Era un giorno di prima estate, i rondoni sfrecciavano tra la siepe e i muri e dalle querce lontane gli uccelli facevano un gran concerto coi loro fischi e suoni cosìdifferenti. A Giovanni sarebbe piaciuto poterli distinguere, perché lui amava la precisione, distribuiva l’acqua alle foglie una per una e spazzava ogni fila di mattonelle sempre con lo stesso gesto e lo stesso ritmo, sempre con la stessa esatta misura. Ma il sole stava diventando troppo forte e lui si sedette nella panchina, la panchina dei pensieri come la chiamava. Pensieri, ricordi, fantasie, ma si possono distinguere? Tutto nella sua testa compariva dentro una luce violetta figure e vicende trapassavano veloci l’una nell’altra: lui che amava tanto la dimensione esatta, aveva sempre davanti gli occhi queste immagini confuse che si compenetravano l’una nell’altra come talora succede nei sogni.</p>
<p>La madre cantava sempre alla finestra, sempre davanti a quelle due gobbe del Vesuvio che tutto il mondo diceva lei ci invidia: erano canzoni dove c’entrava sempre il cielo e l’amore, anche i pesci erano innamorati, quasi sempre un po’ malinconiche, gli amori come si sa finiscono quasi sempre male. Ma la voce della madre era forte, intonata e serena: poteva raccontare le cose più terribili, ma era sempre luminosa come quel cielo e quel mare napoletani: almeno lo diceva la madre che a Napoli c’era il più bel azzurro di mare e di cielo di tutto il mondo.</p>
<p>Giovanni usciva poco, rare passeggiate tutt’attorno a quella casupola di periferia che aveva però quella gran vista sul Vesuvio. A vent’anni non gli interessavano né le donne né gli amici: gli piaceva stare dietro la madre al supermercato a tenergli aperta la borsa dove buttava spaghetti e i pomodori. Gli piaceva seguirla per la strada, entrare negli uffici quando pagava le bollette, aspettare seduto tranquillo nella panca. La madre era più del cielo e del mare, quelli esistevano solo perché c’era la madre, forse era la madre ad averli inventati.</p>
<p>Era al supermercato quando la madre cadde in terra senza dire una parola: e lui l’aveva alzata, ma questa era immobile, il volto quello di un manichino, morta, morta completamente in un solo istante e lui non sapeva cosa fare, a chi rivolgersi, con chi parlare; stava lì attonito e sconvolto, senza dire una parola. E quando la misero sul furgone lui la teneva per i piedi e non la voleva lasciar andare, lui non la voleva morta, lui non poteva stare senza la madre.</p>
<p>E’ passato il tempo: Giovanni è sbracato tra i cartoni alla stazione Termini. Tutt’attorno altri come lui, ma pieni di birra e alcol. Lui no, lui quando ha trovato qualcosa da mangiare, magari quello che gli hanno portato i volontari, resta immobile e tranquillo, beve solo l’acqua. Quel giorno i fischi dei treni sono più fitti ed insistenti e i tre compagni attorno più ubriachi e puzzolenti. Sono venuti da poco, non erano barboni abitudinari, raccontano di furti e di rapine, uno ha anche sparato, ma il colpo fortunatamente è andato a vuoto. Loro parlano sempre con Giovanni anche se lui non risponde, gli propongono cose strane, dicono che hanno le pistole, che lì vicino c’è una banca dove le carte sono così fitte che escono persino fuori dai cassetti e i cassieri paurosi e svogliati. Lì basta far vedere una siringa o un temperino e quelli ti riempiono di soldi come fanno i contadini quando mettono l’uva nei canestri. Lì bisogna andare, basta niente per fare i soldi, bere tutta la birra, dormire nei letti bianchi, scopare tutte le puttane del mondo. C’è il paradiso a tre passi e Giovanni non l’ha capito, se continua così resterà sempre tra i cartoni: quella è la sua occasione, non può perderla.</p>
<p>Bruno è il più ubriaco di tutti e rutta e sputacchia da fare schifo: “Vieni con noi Giovanni, ti diamo un taglierino, no una siringa che quelli hanno paura dell’Aids, sono fissati”.</p>
<p>“No, voglio stare qui per conto mio”.</p>
<p>“Domani facciamo il colpo, Franco si è quasi rotto una gamba, il posto è il tuo”.</p>
<p>“Te l’ho detto, non vengo”.</p>
<p>Bruno tira fuori una siringa dalla sua bisaccia: “Questa è la tua, se non vieni ti strozzo”.</p>
<p>E lo afferra nel collo, lo stringe forte, Giovanni si divincola, scalcia, prova a sputargli, ma non riesce, le dita di quell’altro gli serrano la gola. C’è una bottiglia grande, sarà di vino o di qualcos’altro e Giovanni la prende e sferra un colpo sulla nuca di Bruno. Esce un fiotto di sangue, i vetri conficcati nella carne: resta solo un pezzo di vetro in mano a Giovanni e lui lo conficca lì dove c’è il cuore e magari, un po’ più sotto, i budelli.</p>
<p>Gli altri due barboni sono fuggiti: dopo la madre, questa è la seconda volta che Giovanni ha d’innanzi un morto, un morto vero, ma questa volta è lui che l’ha ammazzato e ha fatto bene. Quello ne voleva troppe e poi stava per ammazzarlo e poi lui non vuole fare rapine, lui non vuole il male della gente. Restare disteso tra i cartoni, mangiare il pane con la mortadella dei volontari, guardare la gente e i treni, non conoscere nessuno, non sapere niente, questo è quello che piace a Giovanni. Nel mondo non c’è più la madre, dunque è solo e bisogna continuare a esserlo, non c’è donna o uomo che possa farti da madre.</p>
<p>Dopo sono venute le sbarre alle finestre, il cielo tutto nero, i corpi aggrovigliati dentro una specie di sgabuzzo. Si chiama manicomio criminale, Giovanni non sa se c’è l’inferno dopo la morte, ma quello è l’inferno, non ce ne può essere uno peggio.</p>
<p>Poi lo hanno liberato e hanno chiesto in giro se qualcuno se lo voleva prendere, ma lui nessuno lo voleva. E’ ritornato nelle stazioni, tra i cartoni, quello è il suo destino e non gli dispiace: lì non ci sono sbarre e il cielo, anche se affumicato, non è poi così nero e lì c’è anche qualcuno che canta come la madre. E poi ci sono i ragazzi che si baciano, quelli che corrono con le valigie, altri che si salutano col braccio alzato: no, a lui non interessa nessuno in particolare, non gli importa di sapere dove va e cosa fa, ma ci sono e gli fanno compagnia come le rotaie, i treni e i cartoni. E’ un mondo senza sbarre e questo basta.</p>
<p>Quella è una notte d’inverno, la stazione è piccola, Modena, ma il freddo no, quello è forte, molto più forte che a Roma. I volontari non sono passati, la fame è grossa e nessuno che ti dia uno straccio di coperta, che ti regali una bottiglia d’acqua. Del resto ognuno corre dietro la propria vita e come a lui non interessa chi passa, anche lui non interessa a chi passa. Arriva un altro barbone, è grosso, scuro, parla male, magari non è italiano.</p>
<p>“Lasciami i cartoni”.</p>
<p>Giovanni prova a resistere, ma quello ha un braccio di ferro, l’ha preso per la maglia e l’ha sbattuto via come niente fosse; non basta, adesso lo calcia e ride, ride come uno stronzo, sì, stronzo anche se Giovanni non ama le parolacce, lui non dice parolacce e non bestemmia, lui non si ubriaca e non rutta. Adesso l’altro dorme tranquillo: sì, una volta lui ha ammazzato un altro che lo voleva strozzare, strozzare senza motivo, anzi per fargli fare una rapina che è una cosa cha non bisogna fare e ti mettono anche in galera se ti prendono. Lui, invece, se lo strozza ha ragione: quello l’ha buttato fuori dai cartoni e poi gli ha dato i calci, con tutta la forza glieli ha dati. Bene, non potrà più calciare: lo afferra alla gola e stringe subito con tutta la forza, se l’altro fa a tempo a liberarsi lo massacra, se l’altro s’alza lui è morto. Stringe forte, con gli occhi chiusi e i denti stretti: no, quello non si rialza, quello crepa che non si sa se ancora dorme o si sveglia.</p>
<p>Ma non l’hanno riportato nel carcere, ma in questa casa grande dove c’è la siepe grande e dove puoi guardare i campi giù fino al mare. Qui si sta bene, ti danno da mangiare buono e puoi spazzare e pensare a tua madre come ti pare.</p>
<p>Nella panchina vicina si è seduta una donna, un po’ grassa, adesso c’ha la faccia che ride ma è di quelle che dopo piangono. Gianna ride e canta come la madre e lui la guarda fisso, senza sorridere, ma sta bene. Dopo, quella smette di cantare: “Vieni nella panchina, che gusto ti dà a stare sempre solo e sempre zitto?”.</p>
<p>Giovanni si siede nella panchina e lei gli tocca la mano. No, non è la madre, ma appena appena gli somiglia e lui sta quasi, quasi bene.</p>
<p style="text-align: center;">****</p>
<p><strong>Nota sul libro</strong><br />
Ero salito nell’alto Montefeltro dove il mio amico Ferruccio Giovanetti dirige il Gruppo Atena, una grande struttura di recupero. Davo una mano alle attività culturali degli ospiti, commentavo le loro fotografie che ritraevano le edicole sacre e i paesaggi cari anche a Tonino Guerra. Sono venuto così a conoscenza di una serie di storie drammatiche e inquiete e mi sono dovuto confrontare con un mondo che conoscevo ben poco. Memorie, natura, amori, certo anche dolori, erano stati gli argomenti delle mie opere. Questa volta era un mondo diverso e lontano col quale mi incontravo. Ferruccio Giovanetti m’ha raccontato lui queste storie e mi ha stimolato a scriverci un libro. Senza i consigli, l’aiuto, l’intervento diretto di Giovanetti queste pagine non sarebbero mai state scritte. A tutti gli effetti il direttore del Gruppo Atena è il coautore di questo libro. Poi ho anche osservato la vita degli ospiti, la loro vicenda quotidiana. Il luogo, Monte Grimano, e gli spazi attorno, è bellissimo. La vista si estende dagli Appennini al mare, dall’Urbino intravista tra i suoi colli al lontano grattacielo di Rimini. Le stanze sono belle, ordinate e pulite. I letti di ferro, ornati con disegni di rose come usava nelle nostre campagne. Il mulino ad acqua ancora funzionante, gli orti coltivati dagli ospiti. Il cibo buono, in gran parte biologico.</p>
<p>Questo scenario, quasi d’idillio, si scontrava però con traumi e dolori quasi impossibili da superare. Il contrasto tra la bellezza della natura e l’opacità del male mi ha coinvolto e commosso. Questo libro di racconti è l’opera più “narrativa” che abbia scritto. Sono più noto come poeta, ma sono l’autore di vari romanzi. In questi ultimi però c’era sempre un protagonista in cui proiettavo me stesso anche se la vicenda era ambientata negli anni della seconda guerra mondiale. Qui mi dovevo confrontare con un’umanità che mi era quasi estranea e sconosciuta. Ho cercato di penetrare nella mente di questi protagonisti delle mie storie, penetrare quasi nelle fibre nelle pulsioni profonde del loro essere. Le storie sono tutte rigorosamente vere: i fatti narrati sono realmente accaduti. Non si tratta però assolutamente di schede psichiatriche: pensieri, reazioni, inquietudini varie le ho dovute immaginare e interpretare. Siamo dunque di fronte a un testo di letteratura, ad un’opera di invenzione anche se basata sul reale, su persone e vicende reali e concrete.</p>
<p>In queste pagine non intendo giudicare e neppure assolvere. Rimane comunque sempre, al di là di ogni crudeltà, di ogni misfatto, la dignità umana che non può scomparire. <em>Homo sum, humani nihil a me alienum puto</em>.</p>
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		<title>La Punta della Lingua &#8211; festival di poesia</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2016/06/13/la-punta-della-lingua-festival-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 16:00:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="size-large wp-image-62520 aligncenter" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/06/puntadellalingua_banner-1024x449.jpg" alt="puntadellalingua_banner" width="600" height="263" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/06/puntadellalingua_banner-1024x449.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/06/puntadellalingua_banner-300x132.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/06/puntadellalingua_banner-768x337.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/06/puntadellalingua_banner.jpg 1140w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ancona e Portonovo, 19-26 Giugno 2016</strong></p>
<p style="text-align: center;">&#8211; <strong>Il programma &#8211;</strong></p>
<p><strong>Domenica 19 </strong></p>
<p>Portonovo &#8211; Chiesa di S. Maria</p>
<p>ore 18.00 <strong>Cerimonia di apertura del Festival</strong></p>
<p>Saluti delle autorità, dell’organizzazione e degli ospiti</p>
<p>ore 18.45 <strong>TONY HARRISON</strong></p>
<p>Traduzione <strong>Giovanni Greco</strong><span id="more-62519"></span></p>
<p><em>in collaborazione con Fai Marche</em></p>
<p>Quella di <strong>Tony Harrison</strong> (Leeds 1937) è da quasi 50 anni una delle esperienze poetiche più rilevanti al mondo, caratterizzata, fin dalle sue origini, dalla capacità di far convivere forme rigidamente classiche con liquidi e ribollenti contenuti sociali e di attualità politica. Fautore di una poesia militante in grado di sporcarsi le mani con il presente, intervenendo con editoriali in versi sulla prima pagina del quotidiano britannico “The Guardian”, come corrispondente dal fronte (Iraq, Bosnia), Harrison è capace anche di ironia, di amaro sarcasmo e di rime, spesso ardite, che fanno cozzare l’aulico con il quotidiano e la cultura pop con la tradizione. Ad affiancarlo il regista, attore e traduttore <strong>Giovanni Greco</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Portonovo &#8211; Da Giacchetti</p>
<p>ore 20.00 cena a buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Portonovo &#8211; Chiesa di S. Maria</p>
<p>ore 21.30 <strong>Poeti da antologia</strong></p>
<p>Reading di <strong>ALESSANDRO FO</strong> e <strong>VIVIAN LAMARQUE</strong></p>
<p>Interventi musicali <strong>WINSTONMCNAMARA</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Fai Marche</em></p>
<p><strong>Alessandro Fo</strong> è poeta garbatamente ironico e incline al paradosso e rappresenta una presenza discreta ma ben riconoscibile nel panorama della poesia italiana contemporanea. In “Mancanze” (Einaudi 2014, Premio Viareggio), pur rimanendo nel solco dell’amata tradizione catulliana e crepuscolare, la poesia di Fo si apre a nuovi varchi e a minime illuminazioni, alla ricerca di un riscatto spirituale che vada oltre gli emblemi materiali della quotidianità.</p>
<p><strong>Vivian Lamarque</strong>, una delle autrici più amate dal pubblico della poesia, torna alla Punta della Lingua. E lo fa con un libro nuovo di zecca: “Madre d’inverno” (Mondadori, 2016), che riconsegna alla memoria dei suoi lettori una parola che riesce, ancora una volta, a togliere magicamente peso a quanto altrimenti soggetto alla dura legge di gravità. Con leggerissimi tocchi e uno sguardo fiabesco che sembra scoprire la realtà per la prima volta.</p>
<p>Ad accompagnare i due poeti, le intrusioni chitarristiche e gli ‘spippolamenti’ elettronici di <strong>W</strong><strong>INSTONMCNAMARA</strong>, artista multimediale, polistrumentista autodidatta e situazionista per vocazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lunedì 20 </strong></p>
<p>Portonovo &#8211; Parco Hotel Emilia</p>
<p>ore 18.15 <strong>Poesia del nostro tempo</strong></p>
<p>Presentazione di <strong>Argo Annuario di Poesia </strong>(Gwynplaine edizioni, 2015)</p>
<p>Reading di <strong>CARLO BORDINI</strong></p>
<p>Interventi dei curatori dell’Annuario <strong>Giuseppe Nava</strong>, <strong>Rossella Renzi</strong>,<strong> Christian Sinicco</strong>, <strong>Francesco Terzago</strong> e del direttore della collana Argo <strong>Valerio Cuccaroni</strong></p>
<p>L’Annuario di Poesia 2015 è un progetto unico nell’editoria italiana di poesia, sia per la varietà di voci raccolte (da Spagna, Italia, Grecia, Malta, Egitto, Israele, Iraq, Afghanistan, Nigeria), sia per la volontà di tradurre nella nostra lingua autori quasi del tutto sconosciuti alla scena nazionale, nonché per essere la prima rivista del settore a utilizzare i QR CODE per far rivivere l’esperienza della voce dei poeti, in lingua originale (che verrà diffusa durante la presentazione). È dalla viva voce di <strong>Carlo Bordini</strong>, invece, che ascolteremo i suoi versi sospesi tra spietata autoironia, nostalgie trotskiste e una rara capacità di mettersi a nudo.</p>
<p>A seguire reading di <strong>MYRA JARA TOLEDO</strong> (Perù)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Portonovo &#8211; Prato Hotel Emilia</p>
<p>ore 20.00 cena a buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Portonovo &#8211; Hotel Emilia</p>
<p>ore 21.30 <strong>L’Eneide </strong>di<strong> Virgilio</strong></p>
<p>Tradotta da <strong>ALESSANDRO FO</strong></p>
<p>Ordinario di Letteratura Latina all’Università di Siena, Alessandro Fo è, oltre che poeta in proprio, uno dei più valenti esperti italiani della materia. Dopo Rutilio Namaziano e Apuleio si è dedicato all’ultima, impegnativa, traduzione del classico virgiliano (Einaudi, 2012). Con uno stile brillante e non strettamente accademico, adatto anche a una platea di non specialisti, Fo ci introduce ai segreti e alle ragioni delle scelte, stilistiche e lessicali, che lo hanno guidato nel ponderoso sforzo di ridare nuova luce ad uno dei capolavori assoluti della letteratura occidentale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Martedì 21</strong></p>
<p>Ancona &#8211; Terrazza SeePort Hotel</p>
<p>ore 18.30 <strong>Russi d’Italia</strong></p>
<p>Presentazione di <strong>Viaggiatori nel freddo. Come sopravvivere all’inverno russo con la letteratura </strong>(Exòrma edizioni, 2015)</p>
<p><strong>Francesco Ruggiero </strong>e <strong>Elisa Baglioni</strong> del collettivo di scrittori <strong>Sparajurij </strong>ci conducono in un viaggio (a metà strada tra la guida turistica e il saggio letterario) attraverso i luoghi della storia e della letteratura russa e le contraddizioni di un Paese in rapida trasformazione. Un ottimo viatico “per naufragare dentro il sogno russo” (Il Sole24Ore).</p>
<p>A seguire reading di <strong>Alexandra Petrova</strong> (Russia)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancona &#8211; Terrazza SeePort Hotel</p>
<p>ore 20.00 cena a buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancona &#8211; Lazzaretto Cinema</p>
<p>ore 21.30 <strong>La Poesia che si vede</strong></p>
<p>Proiezione di <strong>PROMETHEUS </strong>di<strong> Tony Harrison</strong></p>
<p>Introducono: <strong>TONY HARRISON</strong> e <strong>GIOVANNI GRECO</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Arci Ancona e Fiom Marche</em></p>
<p>Ispirato all’opera di Eschilo e al “Prometeo Liberato” di Shelley, il “Prometheus” di Tony Harrison è un film-poema visionario che ha rappresentato “la più importante reazione artistica della fine del ventesimo secolo al declino della classe operaia inglese e al collasso internazionale del sogno socialista” (Edith Hall). Trasmesso da Channel 4 e proiettato al Festival di Locarno nel 1998, il film, scritto e diretto dallo stesso Harrison, rivisita il mito classico dell’eroe che ruba il fuoco agli dei sfidando il loro potere come metafora della lotta di classe e della devastazione causata dai conflitti politici e dall’industrializzazione senza limiti del secolo scorso. Per il Festival l’opera verrà proiettata per la prima volta in traduzione italiana. (V.O. sub. Ita).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mercoledì 22</strong></p>
<p>Ancona &#8211; Pinacoteca civica “F. Podesti”</p>
<p>ore 17.00 <strong>Visita guidata</strong></p>
<p>In occasione della recentissima riapertura della Pinacoteca civica di Ancona, il Festival invita ad ammirare le opere di Tiziano, Crivelli, Lotto e gli altri capolavori in esposizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 18.30 <strong>Le Marche della Poesia</strong></p>
<p>Presentazione dell’antologia <strong>S’agli occhi credi. Le Marche dell’arte nello sguardo dei poeti</strong> a cura di Cristina Babino (Vydia, 2016)</p>
<p>Capolavori dell’arte nelle Marche interpretati da alcune tra le più significative voci poetiche marchigiane. Intervengono<strong>: </strong><strong>Allì Caracciolo</strong>, <strong>Alessandra Carnaroli</strong>, <strong>Maria Grazia Maiorino</strong>, <strong>Franca Mancinell</strong>i, <strong>Renata Morresi</strong>, <strong>Michele Ortore</strong>, <strong>Umberto Piersanti</strong>, <strong>Alessandro Seri</strong>,<strong> Francesco Scarabicchi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giovedì 23 </strong></p>
<p>Ancona – Lazzabaretto</p>
<p>ore 19.00 <strong>Worldwide reading for </strong><strong>ASHRAF FAYADH</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Arci Ancona</em></p>
<p>La Punta della Lingua aderisce al reading internazionale in onore di Ashraf Fayadh, poeta di origine palestinese, nato e residente in Arabia Saudita, dove è stato incarcerato nel 2013 per apostasia, promozione dell’ateismo e diffusione di idee blasfeme fra i giovani.</p>
<p><em>In collaborazione con Amnesty International Ancona e Internationales Literaturfestival Berlin.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancona &#8211; Mole Vanvitelliana</p>
<p>ore 21.30 <strong>CORPUS PASOLINI </strong><strong>Il corpo di un poeta civile</strong></p>
<p>Spettacolo teatrale di e con <strong>Giorgio Felicetti</strong></p>
<p>performance per voce, visioni e violoncello</p>
<p>voce ed azioni <strong>Giorgio Felicetti</strong></p>
<p>violoncello <strong>Peppe Franchellucci</strong></p>
<p>apparizioni <strong>Roberto Butani</strong></p>
<p>videoproiezioni <strong>Giorgia Basili</strong></p>
<p>Produzione EstEuropaOvest</p>
<p><em>in collaborazione con Amat</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>“È per molti uno dei più grandi poeti che l’Italia abbia avuto. Per altri un trauma da evitare. Di certo un artista totale, curioso, eclettico. Un intellettuale contro, dotato di una lucidità impressionante al limite della veggenza, che ha fatto della diversità ed emarginazione la propria poetica. Maestro di tanti: nella poesia, nel cinema, nella narrativa, nella critica, nella saggistica. Una ricerca sull’intera opera di Pasolini necessita di un bisturi affilato, da usare sul suo corpo. Il corpo è sempre in primo piano nei suoi film, nei suoi romanzi, nei suoi versi: del poeta martirizzato, del Cristo crocifisso, della madre, dei ragazzi di borgata, del paese. Prendendo il via dall’ultima notte ‘di vita’ dello scrittore, cerco di interpretare pezzi di questi corpi.” (Giorgio Felicetti)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Venerdì 24</strong></p>
<p>Ancona &#8211; Arco di Traiano</p>
<p>ore 18.30 <strong>Reading di </strong><strong>JOLANDA INSANA </strong><strong>e </strong><strong>SOTIRIOS PASTAKAS</strong></p>
<p>In uno dei luoghi simbolo del Porto Antico di Ancona si incontrano i “fendenti fonici” della grande poetessa di origini siciliane Jolanda Insana, autrice polifonica, ad alta vocazione teatrale e fine traduttrice dal greco e dal latino, con le dolenti notazioni autobiografiche e civili di Sotirios Pastakas, recente scoperta della poesia greca contemporanea, al suo esordio in Italia con l’antologia “Corpo a corpo” (Multimedia edizioni, 2016).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancona &#8211; Mole Vanvitelliana</p>
<p>ore 21.30 <strong>GUIDO CATALANO </strong><strong>Grand Tour</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Spilla Festival – Comcerto</em></p>
<p>“A 17 anni ho deciso che volevo diventare una rock star. Poi ho capito che forse non ce la facevo e ho ripiegato su poeta professionista vivente, che c’erano più posti liberi” dice di sé Guido Catalano. Considerato poeta dai cabarettisti e cabarettista dai poeti, Catalano ha saputo stravolgere i confini delle due professioni e conquistare un pubblico in continua crescita, diventando una vera e propria rarità in Italia: un poeta che riesce a vivere di poesia, grazie ai suoi libri, pubblicati attraverso circuiti indipendenti, e a una lunga serie di spettacoli sold out. Del 2016 il suo primo romanzo “D’amore si muore ma io no” (Rizzoli, 2016).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancona – Lazzabaretto</p>
<p>ore 23.00 <strong>Dadaumpa? Dada un po’</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Arci Ancona</em></p>
<p>Nel centenario del Dadaismo il Festival rende omaggio all’arte di Tristan Tzara e Hugo Ball con uno spettacolo di stand up poetry: gli irriverenti poeti performer <strong>Paolo Agrati</strong><strong>, </strong><strong>Marko Miladinovic </strong><strong>e </strong><strong>Filippo Balestra </strong>si destreggeranno fra testi propri e ricordi e letture di opere della più bizzarra e ancora influente fra le avanguardie storiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 24.00 <strong>Electric Poetry Party</strong></p>
<p>PJ <strong>luigisocci &amp; clod</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Arci Ancona</em></p>
<p>In linea con le ultimissime tendenze dei club nordeuropei, La Punta della Lingua ripropone la festa ibrida dell’Electric Poetry Party, fra musica dance, elettronica, rock e poesia del Novecento, per ballare al ritmo di Antonin Artaud, Allen Ginsberg, William Burroughs, Amelia Rosselli, Aldo Nove e compagnia poetante. Con proiezioni poetiche a sorpresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 25</strong></p>
<p>Portonovo &#8211; Prato Hotel Emilia</p>
<p>ore 11.00 <strong>Le Marche della Poesia</strong></p>
<p><strong>Filippo Davoli</strong> <em>La luce, a volte</em> (Liberilibri, 2016)</p>
<p><strong>Dorinda Di Prossimo</strong> <em>La notte la casa l&#8217;assenza</em> (Edizioni Forme Libere, 2015)</p>
<p><strong>Bice Previtera</strong> <em>In filigrana</em> (Curcio Editore, 2015)</p>
<p><strong>Salvatore Ritrovato</strong> <em>Via della Pesa </em>(Puntoacapo, 2015)</p>
<p>Presenta <strong>Manuel Cohen</strong></p>
<p>Prosegue la mappatura delle esperienze poetiche della nostra regione: un “modello marchigiano” che consiste, anche in poesia, nella cura e nel gusto per il lavoro ben fatto, al di là delle differenze stilistiche e generazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Portonovo &#8211; Prato Hotel Emilia</p>
<p>ore 13.00 pranzo a buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Firenze (e ovunque)</p>
<p>ore 16.00 <strong>Facebook Poetry </strong>8^ edizione</p>
<p>a cura di <strong>Bernardo Pacini</strong></p>
<p>Dopo Roma e la Sicilia la Facebook Poetry va di nuovo in trasferta. Decine di poeti in collegamento da tutta Italia (e non solo) daranno vita, ancora una volta, alla singolarissima sfida in rete della Facebook Poetry. Le regole sono le solite: dati il primo e l’ultimo verso e una lunghezza massima di dieci, produrre, entro il tempo limite di 40 minuti, un testo per l’occasione e postarlo sulla bacheca del Festival. Il pubblico in sala (o a casa o da dovunque ci sia una connessione) potrà sia partecipare che votare il testo più riuscito.</p>
<p>La Punta della Lingua è già su Facebook e aspetta i vostri like.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Domenica 26</strong></p>
<p>Ancona &#8211; Casa delle Culture (ex mattatoio comunale)</p>
<p>ore 18.00 Presentazione del doppio CD <strong>“</strong><strong>SLAM IT!</strong><strong>”</strong></p>
<p><em>In collaborazione con Casa delle Culture</em></p>
<p>Il primo album nazionale di Spoken Word, Spoken Music e Rap presentato dal curatore <strong>Davide “ScartyDoc” Passoni </strong>e dagli autori <strong>Paolo Agrati</strong>, <strong>Marko Miladinovic</strong>, <strong>Filippo Balestra</strong>, <strong>Andrea Mazzanti</strong>, <strong>Francesca Gironi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 19.00 <strong>Contest rap</strong></p>
<p>Con <strong>Curtis Nassi</strong>, <strong>Goffi</strong>, <strong>Fat Snipe</strong>r, <strong>Original Sound Connection</strong>, <strong>Vales </strong></p>
<p>Hosted by <strong>Sbabaman </strong>from<strong> Ancona Massive</strong></p>
<p><em>In collaborazione con Casa delle Culture</em></p>
<p>MC locali si sfideranno con i loro migliori testi, valutati in base alla presa sul pubblico, il contenuto e il flow. Il vincitore parteciperà al Poetry Slam serale con voce sola, senza base.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 21.30 <strong>Poetry Slam </strong><strong>| Sfida all’ultimo verso</strong></p>
<p>Con <strong>Paolo Agrati</strong><strong>, </strong><strong>Marko Miladinovic</strong><strong>, </strong><strong>Filippo Balestra</strong><strong>, </strong><strong>Artenca Shehu</strong><strong>, </strong><strong>Matteo Di Genova</strong> + vincitore contest rap</p>
<p>Guest <strong>WERONIKA LEWANDOWSKA</strong> (Polonia) in una performance di poesia multimediale, tra parola, video e musica.</p>
<p>MC <strong>Davide “ScartyDoc” Passoni &amp; friend</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Casa delle Culture Ancona</em></p>
<p>Dopo la finale nazionale del 2015, torna l’amichevole disfida in versi del Poetry Slam. Anche quest’anno con alcuni dei maggiori specialisti italiani della disciplina a cui s’aggiungerà il vincitore del contest rap del pomeriggio. Tre minuti a testa, testi propri, niente musica né elementi scenici. La giuria, rigorosamente estratta a sorte fra il pubblico, decreterà il vincitore della serata. La gara è valida per i campionati nazionali 2016-2017 della LIPS (Lega Italiana Poetry Slam).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutti gli eventi sono a ingresso libero tranne:</p>
<p>Ingresso alla Pinacoteca civica “F. Podesti” € 3 | Prenotazione: 071.2225001</p>
<p>Guido Catalano Grand Tour € 10 + d.p.</p>
<p>Corpus Pasolini € 10</p>
<p><strong>Prevendite Guido Catalano Grand Tour:</strong> attive su www.ticketone.it oppure sul luogo dell’evento un’ora</p>
<p>prima dello spettacolo. Info 071.2900711 da lunedì a venerdì, 9.30-18.30.</p>
<p><strong>Prevendite Corpus Pasolini:</strong> AMAT, 071.2072439 da lunedì a venerdì, 16-20 oppure sul luogo dell’evento un’ora prima dello spettacolo.</p>
<p>In caso di maltempo, gli eventi all’aperto si svolgeranno al chiuso: consultare il sito <a href="http://www.lapuntadellalingua.it">www.lapuntadellalingua.it</a></p>
<p>In caso di partita della nazionale italiana di calcio, il Poetry Slam del 26 giugno si svolgerà alle ore 23, dopo la proiezione della partita su maxischermo: consultare il sito <a href="http://www.lapuntadellalingua.it">www.lapuntadellalingua.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>***</p>
<p>cena a buffet Da Giacchetti € 15 posti limitati, prenotazioni <a href="mailto:baiadellapoesia@gmail.com">baiadellapoesia@gmail.com</a></p>
<p>(entro giovedì 16 giugno)</p>
<p>cena e pranzo a buffet Hotel Emilia € 15 posti limitati, prenotazioni 071.801145</p>
<p>cena a buffet SeePort Hotel € 15 posti limitati, prenotazioni 071.9715100, <a href="mailto:eventi@seeporthotel.com">eventi@seeporthotel.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>***</p>
<p>Prezzi convenzionati in hotel e sconti del 20%, scaricando l’apposito coupon dal sito, in ristoranti e stabilimenti di Ancona e Portonovo per “Gli amici e le amiche della Punta della Lingua”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
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<p><strong>LA PUNTA DELLA LINGUA – POESIA FESTIVAL (XI ed.)</strong></p>
<p>Ancona e Parco del Conero, 19-26 giugno 2016<br />
Anteprima 3 giugno<br />
organizzazione: Nie Wiem</p>
<p>co-organizzazione: Comune di Ancona</p>
<p>direzione artistica: Luigi Socci e Valerio Cuccaroni</p>
<p>con il contributo di: La Mole | Regione Marche</p>
<p>main sponsor: Coop Alleanza 3.0</p>
<p>in collaborazione con: AMAT | Amnesty International Ancona | Arci Ancona | Casa delle Culture | CircolOff | FAI Presidenza regionale Marche | Hotel Emilia | Hotel Excelsior La Fonte | Hotel SeePort | Spilla – Comcerto</p>
<p>con il patrocinio di: Consolato Onorario della Federazione Russa di Ancona | Istituto Polacco di Cultura | Ministero dei Beni e delle Attività culturali | Parco del Conero | Provincia di Ancona | Slow Food Ancona e Conero</p>
<p>media partner: Radio 3 | Sky Arte HD | Argo | Corriere Proposte | Radio Arancia Network | Urlo</p>
<p>partner tecnici: Trivago | Autorità Portuale Ancona | B&amp;B Camera con vista | Consorzio La Baia di Portonovo: Ristoranti Emilia, Marcello, Il Molo e Pesci fuor d’acqua, Stabilimenti Franco e Il Molo | Fiom Marche | Internationales Literaturfestival Berlin | Le Macchine Celibi Soc. Coop | Libreria Feltrinelli Ancona | Pinacoteca civica “Podesti” | Ristorante Da Giacchetti | Ristorante La Tartaruga | Superfast</p>
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		<title>PER FRANCO SCATAGLINI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 11:14:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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		<category><![CDATA[Franco Scataglini]]></category>
		<category><![CDATA[gianni d'elia]]></category>
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		<category><![CDATA[umberto piersanti]]></category>
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					<description><![CDATA[di Nie Wiem Domenica 25 luglio, in occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita di Franco Scataglini (1930-1994), uno dei maggiori poetici lirici italiani del Novecento, Ancona &#8211; la sua città &#8211; gli intitolerà il meraviglioso Parco del Cardeto. Promotori dell’evento Valerio Cuccaroni e Luigi Socci, che hanno organizzato una lettura in suo onore alle h 21 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Nie Wiem</p>
<p>Domenica 25 luglio, in occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita di Franco Scataglini (1930-1994), uno dei maggiori poetici lirici italiani del Novecento, Ancona &#8211; la sua città &#8211; gli intitolerà il meraviglioso Parco del Cardeto. Promotori dell’evento Valerio Cuccaroni e Luigi Socci, che hanno organizzato una lettura in suo onore alle h 21 al Vecchio Faro, a cui parteciperanno Gianni D’Elia, Guido Garufi, Maria Grazia Maiorino, Umberto Piersanti, Francesco Scarabicchi e Norma Stramucci, con interventi musicali di Gianluca Gentili.<br />
Franco Scataglini ha saputo cantare luoghi e personaggi di Ancona, utilizzando come base linguistica il dialetto locale e nobilitandolo con il costante riferimento alla grande tradizione della poesia italiana, da Jacopo da Lentini a Montale e Caproni. Egli è riuscito, in questo modo, a sublimare il dialetto di Ancona con la creazione di un originale idioletto, «variante preziosa e pigmentata della lingua letteraria» (Mengaldo).<span id="more-36101"></span><br />
Promotore della trasmissione radiofonica Residenza per la testata regionale di Rai Radio Tre e dell&#8217;omonima casa editrice, Scataglini &#8211; dopo la consacrazione avvenuta nel 1992 con la pubblicazione del poema La rosa per Einaudi, con prefazione di Cesare Segre &#8211; diede vita agli incontri di Poesia in giardino con i maggiori poeti italiani, proseguiti dopo la sua scomparsa da Massimo Raffaeli e Francesco Scarabicchi.<br />
Nel 1950 Franco Scataglini aveva pubblicato Echi, una raccolta di versi in italiano, ripubblicata nel 1987 dall&#8217;Editore L&#8217;Obliquo di Brescia. Riconosciuta l&#8217;immaturità di questo primo esperimento, Scataglini intraprese un lungo apprendistato: grazie a Pier Paolo Pasolini e a Gianfranco Contini riconobbe nel proprio dialetto la matrice di quella lingua volgare da cui ebbe origine la letteratura italiana. Così, nel 1973, pubblica, anche grazie all&#8217;interessamento del critico Plinio Acquabona e dell&#8217;editore Carlo Antognini, la prima raccolta di poesie in anconitano, E per un frutto piace tutto un orto, e, quattro anni dopo, So&#8217; rimaso la spina. In questo periodo, si consolida anche l&#8217;attività pittorica di Scataglini. Nel 1982 esce, per la casa editrice Residenza, Carta laniena (Premio Carducci). Nel 1987 pubblica per i tipi di Scheiwiller Rimario agontano, autoantologia a cura di Franco Brevini che include la sezione inedita Laudario. La sua ultima opera, El Sol, è un poema autobiografico pubblicato postumo da Mondadori.</p>
<p>C&#8217;e&#8217; chi lascia un poema<br />
e chi non lascia niente<br />
&#8230; Pero&#8217; te m&#8217;hai inganato,<br />
vechio, e pe&#8217; non mori&#8217;<br />
muto com&#8217;eri stato,<br />
m&#8217;hai lasciato un giardi&#8217;.</p>
<p>Cosi&#8217; Franco Scataglini per il padre, nella raccolta E per un frutto piace tutto un orto.</p>
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