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		<title>POLITICHE COMUNITARIE</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 09:18:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Lavinia Rivara Non è solo la legge sull’omofobia a preoccupare i custodi del matrimonio e della famiglia eterosessuale. Un altro allarme è scattato in questi giorni nella maggioranza, ed è stato tanto forte da portarla ad uno scontro con l’Unione europea. Il Senato ha infatti bocciato il regolamento con cui il Consiglio europeo vuole [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Lavinia Rivara<br />
Non è solo la legge sull’omofobia a preoccupare i custodi del matrimonio e della famiglia eterosessuale. Un altro allarme è scattato in questi giorni nella maggioranza, ed è stato tanto forte da portarla ad uno scontro con l’Unione europea. Il Senato ha infatti bocciato il regolamento con cui il Consiglio europeo vuole risolvere i problemi patrimoniali dei coniugi o delle “unioni registrate”, che esistono in ben 14 Stati su 27. L’obiettivo dell’Ue è risolvere i problemi delle coppie “internazionali” (formate cioè da persone appartenenti a due paesi europei diversi) in caso di separazione o decesso di uno dei due partner. Si tratta di 300 mila matrimoni ogni anno su 2 milioni e 400 mila (il 13 per cento) e di 40 mila unioni su 200 mila: il 20 per cento.<br />
Poiché in alcuni Paesi europei la legge ammette le unioni e anche i matrimoni tra gay, il centrodestra ha subito alzato le barricate. <span id="more-39278"></span>E nelle commissioni Politiche comunitarie e Giustizia del Senato ha sostenuto, insieme al governo, che la proposta europea può diventare “un cavallo di troia” per introdurre anche da noi il riconoscimento non solo delle coppie di fatto etero, ma anche delle coppie omosex. E c’è chi ha paventato perfino il pericolo Islam. E’ il caso del leghista Sergio Divina che ha messo in guardia dal rischio che si potrebbe correre in caso di ingresso nell’Ue di Paesi islamici dove è legale la poligamia. E quindi, invocando l’articolo 29 della Costituzione, che parla di “società naturale fondata sul matrimonio”, i senatori della maggioranza hanno detto no all’Europa, nonostante le proteste del centrosinistra. E tutto lascia pensare che alla Camera si ripeterà lo stesso copione. Lì la commissione Politiche comunitarie ha respinto il parere presentato dal Pd, che comunque riconosceva all’Unione la competenza a regolamentare la materia, rinviando tutto all’esame della commissione Giustizia. “Che accadrebbe se l’Italia dovesse riconoscere gli effetti patrimoniali di un matrimonio tra due cittadini italiani dello stesso sesso contratto in Svezia o di una unione omosessuale registrata in Germania?” si è chiesto spaventato il presidente della commissione, il pidiellino Mario Pescante.  Insomma solo una conferma di quanto l’Italia sia agli ultimi posti in Europa per il riconoscimento dei diritti civili, come hanno sostenuto proprio in questi giorni parlamentari di diversi Stati dell’Unione in un convegno a Montecitorio.<br />
http://rivara.blogautore.repubblica.it/2011/06/11/coppie-gay-e-scontro-con-lue/</p>
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