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	<title>Wundt &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Lettere al microonde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[domenico pinto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 09:02:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Domenico Pinto</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/tracce.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-8240 aligncenter" title="tracce" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/tracce-300x257.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a></p>
<p>Quasi un decennio della vita di <strong>Antonio Pizzuto</strong> è rifratto nei nuovi carteggi – dopo quelli con <strong>Nencioni</strong>, <strong>Margaret </strong>e <strong>Gianfranco Contini</strong>, <strong>Betocchi </strong>– che Polistampa rende adesso disponibili, seguitando l’opera di reimpressione integrale di un vertice del nostro Novecento: <em>Antonio Pizzuto e Alberto Mondadori,</em> (<em>L’ultima è sempre la migliore. Carteggio (1967 – 1975)</em>, a cura di <strong>Antonio Pane</strong>, introduzione di <strong>Claudio Vela</strong>, pp. 288, euro 18,00 Polistampa). Il volume raccoglie 263 missive: 92 a Alberto Mondadori e le repliche pervenute; 171 a <strong>Madeleine Santschi</strong> – di cui un piccolo numero a <strong>Pierre Graff</strong>, marito di lei –, spericolata traduttrice e scoliaste del Pizzuto definitivo di <em>Pagelle I</em>, <em>Pagelle II</em>, <em>Ultime</em>.<span id="more-8239"></span> I carteggi registrano il passaggio dello scrittore siciliano da Lerici al Saggiatore, traghettato anche lui nella storica avventura editoriale che <strong>Alberto Mondadori</strong> intraprese per scissione dal fratello Giorgio e dalla casa madre, passaggio propiziato dal favoloso anticipo di 10 milioni di lire più il 20% sulle vendite; saggio di esordio della generosità di «Mecenate», come quando il questore in quiescenza si vede recapitare 5 metri cubi di carta: «Alla mia richiesta di una piccola scorta di buste, me ne hai mandate settemila. Stamane poi ricevo 7.500 cartelline di scorta per i nuovi lavori: qualità insuperabile, peso Kg. 404, quante oltrepasserebbero i bisogni di un novello <strong>San Paolo</strong> o di un altro <strong>Wundt</strong>». Dall’attivissimo scriptorium di via Fregene 6 a Roma, Pizzuto invia agli amici copie manoscritte delle sue paginette, poi lasse, poi pagelle, in progressione geometrica di impegno formale, dove si va fissando il suo eleatismo e la leggendaria sintassi nominale che ne costituisce i cingoli: «Di un nuovo libro – da intitolarsi: Forme –, assolutamente altro che le lasse finora composte, ho già redatto un primo piccolo pezzo: Lettura (che Contini ha detto “stupendo” – bontà sua) e sono a un buon punto col secondo: La stufetta a petrolio, migliore, secondo me; non facili da leggere; ma chi vorrà un Pizzuto accessibile, avrà l’epistolario». O da una latteria sotto casa, insieme ad <strong>Albino Pierro</strong>, indirizza cartoline alla Lavoratrice Oziosa, ancora Santschi, che per accensioni ipocoristiche diventa Madame Priducre, Madama Barnum, Malou (in alcune lettere di Pizzuto sarà puro <em>amor de lonh</em>: «quanto a me, ciò che desidero è rivederti, a Roma, Milano, Losanna, o Valpurga a piacere»). Nel volume è riportato, da un ricordo di <strong>Garboli</strong>, anche questo aneddoto: «a Roma, in una trattoria che oggi non esiste più, <strong>Gadda </strong>e <strong>Bonsanti </strong>discutevano di letteratura. Richiesto di un parere su Pizzuto, Gadda sentenziò: «Pizzuto? A me sembra un po’ uno scrittore rosa &#8230;». E il giudizio dell’Ingegnere coglie nel segno, davvero nella prosa da camera di Pizzuto è un mondo di piccoli affetti, minimi accidenti della memoria, ma rosa shocking: è il signor Biedermeier passato al microonde della modernità, coi lampi al magnesio del suo indeterminismo sintattico-narrativo e le vertiginose campate di chi voleva «edificare senza armature».</p>
<p><strong>L&#8217;articolo è apparso su «Alias» il 02/02/2008. </strong></p>
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