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Il paese guasto – L’Italia vista dai poeti

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L’ULISSE n.14

rivista di poesia, arti e scritture:

direttori: Alessandro Broggi, Stefano Salvi, Italo Testa

IL PAESE GUASTO – L’ITALIA VISTA DAI POETI

In mezzo mar siede un paese guasto

(Dante, Inferno, XIV, 94).

Tema di questo numero de L’Ulisse è “Il paese guasto”: è cioè incentrata, questa nuova uscita della rivista, sull’Italia, vista da poeti e da autori.

Tale la designazione: e se guarda all‘ampio di guasto in ogni forma di noi, dal nostro “vivere istituzionale” a ciò che coglie la nostra fiducia (di futuro, di presente), ed alla nostra “forma” di vivere (in comune, nel chiuso di noi e di identità nostre, chiuse dal fuori), anche vuole osservare le “cose attorno” – realtà di/del paesaggio, attorno a noi, entro cui viviamo, di che viviamo.

Ci è parso necessario: oggi, a centocinquant‘anni dall‘unità, le varie “percezioni”, i “possibili” (non solo a riguardo di “grado di soddisfazione economico”) davvero delineano il volto del Paese – le cui impossibili/possibili percezioni sono il nostro “volto” qui – e l’ “attuale” non può lasciarci come presenza che un interrogativo.

(tratto dall’editoriale di Stefano Salvi)

http://www.lietocolle.info/it/l_ulisse.html

Per scaricare il numero: http://www.lietocolle.info/upload/ulisse_14.pdf

Sommario

Editoriale di Stefano Salvi

La voce di Ulisse di Italo Testa

IL DIBATTITO

PERCORSI ITALIANI

Franco Fortini

di Luca Lenzini 7

Paolo Volponi

di Emanuele Zinato 11

Edoardo Sanguineti

di Manuela Manfredini 19

Nanni Balestrini

di Antonio Loreto 27

Elio Pagliarani

di Vincenzo Frungillo 61

Roberto Roversi

di Vincenzo Bagnoli 66

Giovanni Raboni

di Fabio Magro 73

Franco Arminio

di Gian Luca Picconi 82

Paesaggi italiani

di Niccolò Scaffai 99

SAGGI E INCURSIONI

Corrado Benigni 105

Franco Buffoni 108

Giorgio Mascitelli 112

NEL PAESE GUASTO

Eraldo Affinati 115

Franco Arminio 119

Gianni D’Elia 120

Marco Giovenale 122

Vincenzo Ostuni 124

Tommaso Ottonieri 125

Marco Rovelli 129

Flavio Santi 131

Emanuele Trevi 133

GLI AUTORI

LETTURE

Gian Maria Annovi 138

Dome Bulfaro 141

Roberto Cavallera 148

Fabrizio Lombardo 151

Angelo Lumelli 154

Adriano Padua 162

Alfonso Maria Petrosino 168

Giovanni Turra Zan 174

Paolo Valentino 179

Jean-Charles Vegliante 184

I TRADOTTI

Hans Arp

tradotto da Federico Federici 188

Carmen Leonor Ferro

tradotto da Matteo Lefèvre 192

Manuel Joseph

tradotto da Italo Testa 196

Michael Krüger

tradotto da Anna Maria Carpi 206

David Nettleingham

e Christopher Hobday

tradotti da Federico Federici 210

Mark Wunderlich

tradotto da Marco Simonelli 214

3 COMMENTS

  1. Un paese guasto davvero, quello senza poete. Rosselli, Frabotta, Frezza, Cavalli, anyone?
    Gian Pietro

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marco rovelli
marco rovelli
Marco Rovelli nasce nel 1969 a Massa. Scrive e canta. Come scrittore, dopo il libro di poesie Corpo esposto, pubblicato nel 2004, ha pubblicato Lager italiani, un "reportage narrativo" interamente dedicato ai centri di permanenza temporanea (CPT), raccontati attraverso le storie di coloro che vi sono stati reclusi e analizzati dal punto di vista politico e filosofico. Nel 2008 ha pubblicato Lavorare uccide, un nuovo reportage narrativo dedicato ad un'analisi critica del fenomeno delle morti sul lavoro in Italia. Nel 2009 ha pubblicato Servi, il racconto di un viaggio nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. Sempre nel 2009 ha pubblicato il secondo libro di poesie, L'inappartenenza. Suoi racconti e reportage sono apparsi su diverse riviste, tra cui Nuovi Argomenti. Collabora con il manifesto e l'Unità, sulla quale tiene una rubrica settimanale. Fa parte della redazione della rivista online Nazione Indiana. Collabora con Transeuropa Edizioni, per cui cura la collana "Margini a fuoco" insieme a Marco Revelli. Come musicista, dopo l'esperienza col gruppo degli Swan Crash, dal 2001 al 2006 fa parte (come cantante e autore di canzoni) dei Les Anarchistes, gruppo vincitore, fra le altre cose, del premio Ciampi 2002 per il miglior album d'esordio, gruppo che spesso ha rivisitato antichi canti della tradizione anarchica e popolare italiana. Nel 2007 ha lasciato il vecchio gruppo e ha iniziato un percorso come solista. Nel 2009 ha pubblicato il primo cd, libertAria, nel quale ci sono canzoni scritte insieme a Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Wu Ming 2, e al quale hanno collaborato Yo Yo Mundi e Daniele Sepe. A Rovelli è stato assegnato il Premio Fuori dal controllo 2009 nell'ambito del Meeting Etichette Indipendenti. In campo teatrale, dal libro Servi Marco Rovelli ha tratto, nel 2009, un omonimo "racconto teatrale e musicale" che lo ha visto in scena insieme a Mohamed Ba, per la regia di Renato Sarti del Teatro della Cooperativa. Nel 2011 ha scritto un nuovo racconto teatrale e musicale, Homo Migrans, diretto ancora da Renato Sarti: in scena, insieme a Rovelli, Moni Ovadia, Mohamed Ba, il maestro di fisarmonica cromatica rom serbo Jovica Jovic e Camilla Barone.