Amor fati

corinth
Opera di Corinth

Il sesso tra marito e moglie

di

Luca Ricci

Ho pensato a una cosa inconsueta, e cioè al sesso tra marito e moglie. Non quello festoso e appassionato dei primi tempi, no, quello successivo, quello assuefatto e abitudinario, monotono e stanco, che viene dopo i figli. Insomma ho pensato al sesso che nonostante tutto marito e moglie continuano a fare, perché di accoppiarsi con partner occasionali son buoni tutti. Si dice che il matrimonio è un’istituzione antiquata che deve occuparsi della parte sana della vita: figli, casa, affetto. Per le perversioni, per la parte oscura di sé- per chi ce l’ha- bisogna andare a cercarsi qualcosa là fuori, nella giungla. Eppure è affascinante la sessualità che perdura dopo la procreazione, in due corpi che hanno raggiunto lo scopo imposto da Madre Natura, questa loro ostinazione alla copula e al piacere gratuito, questo essere dei Peter Pan del seme e delle ovaie, questo voler ignorare che si è già fatto quel che si doveva fare, il compito è realizzato e il mandato scaduto. Il sesso tra marito e moglie è depotenziato, è come un riassunto del sesso dei primi tempi, se allora erano 1000 baci adesso sono 100, e su questa scala si possono benissimo ricalcolare tutte le altre comunissime e triviali attività da letto. Come cambia un pompino dopo il matrimonio!

Il tempo è quasi sempre dimezzato, come la passione, ma è soprattutto la percezione che marito e moglie ne hanno- chiaramente da angolazioni diverse- a essere alterata. Il sesso tra marito e moglie è fatto sbadatamente, quasi sovrappensiero, annullato dalla consuetudine, dalla familiarità. E’ questo che tutto sommato lo rende straziante, e perciò irresistibile, perfino afrodisiaco. La crudeltà delle pratiche BDSM non sarà mai all’altezza di una scopata tra due esseri che si conoscono troppo bene, che si vogliono troppo bene (dopo essere stati innamorati che- vista la carica di distruttività insita nel sentimento dell’amore- è quasi il contrario). Il sesso tra marito e moglie non è affatto giocoso, perché la leggerezza viene portata in dote dall’incoscienza, mentre i coniugi vengono sempre incalzati dal senso di responsabilità, non fosse altro che nei confronti del loro stesso rapporto (si tratta di perpetrare e proteggere il rapporto). Alla stregua di due edonisti avviliti, non fanno altro che ripetersi: “Sarebbe sciocco mandare all’aria tutto proprio adesso, dopo tutte queste cose fatte insieme, tutti questi anni passati insieme”.

La progettualità è il fardello di cui si fanno carico i coniugi mentre scopano, pesanti zaini invisibili che li fiaccano mentre tentano di aggrovigliarsi tra di loro. D’altronde come si potrebbero accettare ruoli o maschere avendo a che fare con una persona di cui conosciamo limiti e miserie e perfino qualità (quanto possono inibire le qualità!), i cui misteri sono stati svelati a uno a uno col passare lento dei giorni? Il sesso tra marito e moglie è osceno, poiché è come se si consumasse tra amici. Marito e moglie dell’altro hanno visto le mutande sporche, hanno udito i peti, hanno assaggiato il sudore, hanno annusato l’alito cattivo, hanno toccato le vesciche. I cinque sensi sono annichiliti dalla memoria che marito e moglie conservano l’uno dell’altra, eppure marito e moglie continuano a cercarsi, bramosi di stringersi, contenti solo di sentire circolare da vicino il sangue caldo del coniuge. C’è spazio solo per la disperazione quando marito e moglie fanno sesso, perché entrambi provano una brulla commiserazione nei confronti dell’altro (e di se stessi). Il loro afrodisiaco è la pena, la loro sensualità larvale. Non è un sesso addomesticato, questo no, piuttosto un sesso compromesso, impossibile da compiersi, senza reale passione ma proprio per questo più autentico del sesso appassionato. L’amore tra marito e moglie è un sesso al di fuori della finzione dei feromoni, tanto più barbarico quanto più è molle e scocciato, tirato per i capelli, malridotto, asciugato.

E’ un sesso incastrato tra le bollette da pagare e i figli da portare a scuola, il bollo della macchina scaduto e la spesa al supermercato, un talk show televisivo e una camomilla per digerire. Accade negli interstizi della vita, cioè in luoghi simbolicamente trasgressivi, sui pianerottoli della mente. In realtà marito e moglie finiscono sempre nello stesso letto- il medesimo dove dormono russando, dove hanno trascorso infermi lunghe settimane a sfebbrare, dove anche i loro figli hanno dormito, pisciato, cacato e vomitato-, di cui conoscono ormai ogni avvallamento o escrescenza, gobba o affossamento (al pari di quelle dei loro corpi). Il sesso tra marito e moglie può non essere preannunciato da niente, le circostanze sono trascurabili. Il più delle volte non andranno a letto prima- a causa– di una cena galante, ma solo dopo un banale piatto di pasta (per tacere sui brodini col dado Star o i menù da McDonald’s), e il loro amplesso non sarà il proseguo di una conversazione sciolta e brillante- carica di tensione erotica-, bensì la protesi di brevi frasi di servizio spizzicate nel silenzio. Trascurabili saranno anche gli abiti: tute da casa, pantofole logore, maglioni lisi, abiti sformati, ecco gli strumenti di seduzione delle coppie navigate- i guardaroba magari stipati con capi di abbigliamento messi per altri, o non messi più. Il sesso tra marito e moglie nasce dalla perseveranza diabolica di due corpi disgraziati ed è, in fin dei conti e proprio in ragione di questo cantare dall’interno di una prigione (non dimenticatevi mai di Emily Dickinson!), la cosa più poetica che un uomo o una donna possano combinare.

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francesco forlani
francesco forlani
Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017