Sartoria Utopia e la strage di San Valentino

Sartoria Utopia, la capanna editrice di libri cuciti a mano, ideata e curata da Francesca Genti e Manuela Dago, torna con tre volumi traboccanti d’amore in tutte le sue declinazioni: la ristampa di Poesie d’amore per ragazze kamikaze di Francesca Genti, da tempo introvabile; la riedizione aggiornata e con copertina personalizzata (ogni libro è un pezzo unico) del primo libro del catalogo, il Manuale per la Devozione del Fertile Gaudio di Paolo Gentiluomo; e infine le Poesie d’amore splatter di Marco Simonelli, che raccoglie testi noti come il Sesto Sebastian, un cult ormai fuori stampa, e inediti.
Stasera alle 21 presso la Libreria Trebisonda di Torino, il reading inaugurale per i tre libri con gli autori. Tutte le informazioni QUI. Non perdetevelo!

kamikaze

 

CANE UNGHERESE

di notte mi sveglio
di soprassalto per un incubo.

vedo la mia anima in giro per la stanza:
faceva una passeggiata
e non ha fatto in tempo a rientrare dentro di me.

è un piccolo cane ungherese
dal manto color baio.

mi corre incontro:
apro le ossa
la faccio entrare.

nella notte
la mia anima a cuccia
dentro l’armadio del corpo.

sogno:

un albero davanti al ristorante cinese
con fiori rosa e strisce d’alluminio
tu che ordini un piatto piccante
vento che sposta polvere, pieno di fascino.

sogno:

una canzone
che forma una scala
che mi porta lontano.

e tanto polline
e un arcobaleno appiccicato al muro.

 

STAI PARLANDO CON UNA

che oggi ha modellato cento funghi con il DAS.

che ha passato un pomeriggio intero a scrivere una poesia con la pastina al farro
su una tela dipinta di azzurro chiaro.

che una volta era così felice di avere passato indenne un capodanno
che si è messa a ballare per la stanza
è scivolata e si è rotta un piede
e la sua felicità – anche al pronto soccorso – non è scemata minimamente.

che tiene una lavagna sotto il letto
dove scrive tutte le bugie che dice
a chi le dice e la data
e ogni mattina si ripassa lo schema generale

che cerca di salvare i cuccioli di scarafaggio.

che mantiene sempre il patto narrativo
e così non può guardare i film dell’orrore
e neanche andare al luna park nel castello della paura.

che si è colorata un paio di paperine con lo spray argento
poi le ha indossate ed è uscita
e la sera a casa aveva i piedi completamente luccicanti
due stelle brillanti nella Via Lattea
e la notte non ha dormito
per paura di morire intossicata dalla vernice.

che (molto tempo fa) ha ucciso alcuni pulcini stringendoli troppo forte
e ha fatto saltare la dentiera a sua nonna materna
con un bacio con rincorsa.

che se le racconti qualcosa di vagamente ripugnante
o se sente un odore troppo forte
è capace di vomitare all’istante.

che – grappa&vinci grappa&vinci grappa&vinci –
da sempre le piace ubriacarsi
e farsi invitare a cena
da chiunque
a ogni latitudine
in qualsiasi tipo di ristorante.

che la cosa di cui ha più bisogno
è l’abbraccio
la comprensione
il sì del mondo.

quindi, per favore:
sciacquati la bocca prima di parlare.
e fammi volare. se ci riesci.

Francesca Genti, Poesie d’amore per ragazze kamikaze (Sartoria Utopia, 2015)

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manuale

 

le 95 tesi di via Martinlutero

filosofia gota

-precotto è l’unica stazione della metropolitana con l’odore di cioccolata
-il passo ha quella leggerezza di respiro che si avverte camminando nei boschi
-parrebbe inadeguato nel mezzo di edifici, anche se l’orecchio tenta di percepire un cinguettio
-sei e dieci, da giocare ambo secco sulla ruota di milano
-quindi si entra andando a sinistra, superando la portineria, poi sempre a pianterreno sulla destra…
-e non è solo una porta che si apre, un varco di luce in testa, una spia luminosa nel cuore, una gocciolante attesa che ora s’asciuga
-dire ciao
-scendendo alcuni scalini
-bacio come trasmissione di parole lingua a lingua
-percorrendo tre stanze in fila con la luce proveniente da destra e una gatta lunga lunga stesa
-in bagno osservi cosa succede dall’alto di un nido
-non mi basta la mia solita ingordigia del guardare
-non c’è passo senza parole scritte
-e l’acido muriatico è pronto ad avvertire di sè tramite insegna gialla
-questa tesi dice che sei debole di stomaco
-principi d’avvelenamento odorando
-ma tu mica sei pop, e nemmeno ironica, ecco…
-bacio come morso
-morsicarti mi piace
-questa è la ventesima tesi che dice solo di se stessa
-novantacinque è numero storico e dovuto
-e se sarò troppo lungo potrai sempre appendermi al muro
-facciamo che qualche tesi la semplifico
-facciamo che un bacio può compensare
-un bacio di gioco
-un gioco di baci
-(queste tesi brevi non sai quanto le amo!)
-sorrido per averne ancora di bacio uno per il gaudio che sei e rechi
-e ancora uno
-uno e non più altro
-odorare allo spasimo colla bocca
-silenzio tattile morbido
-passaggio di memorie
-incollare francobolli?
-(sai, le ultime tesi mi parevano prendere una piega un po’ troppo… come dire)
-dunque baci. E che altro?
-le orecchie del computer parlano, perbacco!
-la musica che cala l’ernia
-tuoi cataloghi, tuoi dischi, tue cassette e tue casette, tue antitesi formosette
-un buon arrosto, una buona torta, ancora due fette
-la gatta pigola cibo e poi s’inscatola
-e altro?
-bene, se ci trovi anche dei fiori in questa storia sono tuoi
-sguardi passati in alcune foto
-una calligrafia che ancora barcolla incerta sui suoi propri versi, ma ricca di densi paesaggi vuoti
-altrimenti rimuginare i versi fino a rimetterli lì su pagina al proprio posto
-domandare il segno zodiacale del confessore
-allontanare da sé gli abiti in piena campagna
-darsi forti colpi sul corpo, corpo che non attutisce la propria mano, la propria carne
-la dentata, un lago di sangue…
-rompere l’assedio di chi non lascia scampo al sorriso
-capire il nucleo profondo dell’altrui senso dell’umorismo
-si tratta di linee tracciate nella testa dalla lingua
-io continuo a farne tesi, a proposito siamo alla numero cinquantaquattro
-me ne gioco un altro paio con le antenne che non ricevono, le piante che van potate…
-sono i vicini di un altrove e di un poi che si manifestano per via telematica
-potrei ricamarci sopra tesi sulla contemporaneità, ma non ci casco e svicolo a mancina
-viro al privato, ma ci vuole un picco d’ascolto
-se cade un amore cade un quadro cade una lampada tutto in eccellente sincrono?
-meglio essere nudi
-un bacio in memoria della contemplazione del rosmarino
-e poi pacchetto sicurezza, la gardenia che non arriva alla terza settimana, il gradozero dello zerogradare…
-l’eventuale pubblico mormora
-va detto dunque che qui c’è l’uomo che non viene mai
-è lui! attenta! il falso magro! il finto russo!
-il profilo mostra una ineliminabile deformazione sul naso pur dritto, un indizio…
-e le grandi orecchie e i grandi piedi ce li metto sempre io
-primum impastare, deinde rimuginare, mumble mumble
-e un desiderio di accogliere, ospitare, farsi valva…
-l’indizio è l’assenza di peli
-prendo un respiro
-già perché adesso c’è una tesi importante
-una tesi che si lega a un anno di nascita
-la prossima tesi è la numero settantacinque
-la tesi dice come sai essere instancabilmente bella, di bellezza che s’inanella e poi s’accoccola a ciambella
-solo mangiarti
-mangiarti solo
-se ti respiro troppo rischio
-allora pausa
-se il corpo fosse un flipper
-l’occhio si osserva marrone nei pressi della pupilla e sfuma in un meraviglioso sottobosco
-l’occhio più tardi si dice grigio per un suo stare emotivo che segue la luce
-l’occhio legge tutto, tutti gli inciampi del pensiero, li registra
-decifrarli è altra storia…
-arrotolarti tutti i pensieri in un canto, srotolarli a tempo debito
-l’umorismo tuo sì, lo spero giocondo, di azzannarlo tutto tondo fino in fondo al mondo
-per intanto intuirti, indurti a lasciarti intuire
-ed ecco il momento della manzìa!
-da tempo immemore la lettura delle viscere segna la linea del comportarsi venturo
-ma tu devi concentrarti, santapolenta!
-altrimenti la sotto copertina o la copertina di sotto rimane ineludibile taglio poco conosciuto e poco richiesto (l’oracolo è oscuro, forse troppo cotto)
-concentrati (vedi tu dove mettere l’accento)
-tu sei un taglio per intenditori (ma è un complimento a me, quindi!?…)
-la parte moderatamente intelligente e la parte significativamente babbea vanno a braccetto nell’illustrare le magnifiche sorti progressive del nostro dire
-suvvia! mi devi indicare la via per non andarmene via di qui

Paolo Gentiluomo, Manuale per la Devozione del Fertile Gaudio (Sartoria Utopia, 2015)

**********

splatter

 

L’azienda sanitaria se ne frega
non controlla la nostra epidemia,
l’infermità pulsante che ci lega
invalidi in medesima corsia:
un herpes che ci arrossa dall’interno,
un virus che patogeno ci guasta.
Lo spasmo partirà sotto lo sterno
schiacciandoci la vena cava e vasta.
Tossicomani in crisi d’astinenza
cronicamente fusi qual siamesi
esigiamo reciproca assistenza.
Dall’incidente non uscimmo illesi.
Urgente si richiede trasfusione.
Un cuore nuovo, dopo amputazione.

***

PAN – VILLANELLA KILLER

Suonarti, toccarti, percuoterti gli arti
e metterti addosso le mani, potessi
distorcerti il corpo di urti, tagliarti

a fette sottili togliendo gli scarti.
M’impongo. M’astengo. Rinuncio agli eccessi.
Suonarti, toccarti, percuoterti gli arti

e farti strumento, spezzarti in più parti.
Io voglio condurti in mezzo ai cipressi,
distorcerti il corpo di urti, tagliarti,

baciarti con lame taglienti, squartarti.
Necessito sesso. Se solo potessi
suonarti, toccarti, percuoterti gli arti…

Potessi spogliarti, sventrarti, bruciarti.
Prometti di starci? Forarti gli ingressi:
distorcerti il corpo di urti, tagliarti

le ossa, soffiarci per sempre, portarti
con me per non perderti mai. Potessi
suonarti, toccarti, percuoterti gli arti,
distorcerti il corpo di urti, tagliarti.

Marco Simonelli, Poesie d’amore splatter (Sartoria Utopia 2015)

http://www.sartoriautopia.it

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francesca matteonihttp://orso-polare.blogspot.com
Curo laboratori di poesia e fiabe per varie fasce d’età, insegno storia delle religioni e della magia presso alcune università americane di Firenze, conduco laboratori intuitivi sui tarocchi. Ho pubblicato questi libri di poesia: Artico (Crocetti 2005), Higgiugiuk la lappone nel X Quaderno Italiano di Poesia (Marcos y Marcos 2010), Tam Lin e altre poesie (Transeuropa 2010), Appunti dal parco (Vydia, 2012); Nel sonno. Una caduta, un processo, un viaggio per mare (Zona, 2014); Acquabuia (Aragno 2014). Dal sito Fiabe sono nati questi due progetti da me curati: Di là dal bosco (Le voci della luna, 2012) e ‘Sorgenti che sanno’. Acque, specchi, incantesimi (La Biblioteca dei Libri Perduti, 2016), libri ispirati al fiabesco con contributi di vari autori. Sono presente nell’antologia di poesia-terapia: Scacciapensieri (Millegru, 2015) e in Ninniamo ((Millegru 2017). Ho all’attivo pubblicazioni accademiche tra cui il libro Il famiglio della strega. Sangue e stregoneria nell’Inghilterra moderna (Aras 2014). Tutti gli altri (Tunué 2014) è il mio primo romanzo. Insieme ad Azzurra D’Agostino ho curato l’antologia Un ponte gettato sul mare. Un’esperienza di poesia nei centri psichiatrici, nata da un lavoro svolto nell’oristanese fra il dicembre 2015 e il settembre 2016. Abito in un borgo delle colline pistoiesi.